Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

domenica 15 marzo 2026

La libertà religiosa è sancita per Costituzione e in che cosa consiste l'essenza del Cristianesimo

La libertà religiosa è un cardine della democrazia occidentale, la laicità dello Stato è il vero humus da cui germogliano i diritti umani difesi dalle Leggi patrie compreso il diritto di professare pubblicamente la propria fede se non è contraria all’etica condivisa, la nostra Costituzione repubblicana la garantisce a tutte le chiese e a tutte le comunità che professano un credo, una dottrina o una filosofia, paradossalmente anche agli atei razionalisti, ai neopagani e ai satanisti, se non ci fosse libertà religiosa non ci sarebbe nemmeno la possibilità di scegliere la vera religione tra le tante nel supermercato delle fedi e delle superstizioni o delle assurdità di tante fantasie, leggende o miti, liturgie borderline alla maniera di un gioco di ruolo dal vivo. L’articolo 19 della Costituzione italiana afferma: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. La libertà religiosa non è un diritto assoluto; è soggetta a limiti, come il rispetto dei diritti altrui e il divieto di attività illecite o contrarie al buon costume. Questo significa che la libertà di esercitare la propria religione deve essere bilanciata con il rispetto per la società e le norme legali. Comunque l’articolo 19 della Costituzione italiana rappresenta una fondamentale garanzia per la libertà religiosa, promuovendo un ambiente di rispetto e tolleranza per tutte le fedi. Quando era adolescente mi interessai di mitologia norrena e di psicoanalisi e intravidi nel mito del crepuscolo degli dèi un archetipo o metafora della ribellione di Lucifero così come tratta la teologia cattolica, infatti in ogni mito sorto nella mente dell’umanità vi è una particella della verità ancestrale celata dal mistero che ha originato la nostra stirpe e ne ha decretato la caduta, la dicotomia tra la luce celeste e le tenebre infernali, perché l’uomo viveva in una condizione spirituale elevata che lo distingueva dalle altre specie animali, in una originaria innocenza o santità, in una affezione o comunione con il divino propria soltanto delle creature senzienti e con un’anima spirituale e immortale, propria soltanto delle creature sovrannaturali, la caduta nell’animalità è stata la conseguenza della nostra libertà esercitata in modo sbagliato, difforme anche dalla retta ragione, ma non si può amare se non per un atto libero e consapevole della volontà, è il dogma del peccato originale che ricorre dietro un velo immaginifico in molte culture antiche, anche nelle religioni o mitologie orientali, animiste e naturalistiche come lo shintoismo che in ogni fenomeno, albero, roccia e animale riconosce uno spirito o l’induismo che ammette la metempsicosi che veicola l’anima verso la liberazione, nell’Africa tribale il culto degli antenati. La morte dell’anima è la conseguenza del peccato, nel Cristianesimo l’albero della vita nel giardino di Eden – una figura retorica del mito ma anche una realtà ontologica – è diventato l’albero della croce di Gesù e da quella Croce l’anima è redenta e riacquista la vita di grazia, la vita soprannaturale che gli apre la porta del Cielo, la porta di Dio nostra realizzazione e felicità; il pagamento per ciascun’anima è Dio che sacrifica se stesso sull’asprissimo legno della croce, siamo stati comprati a un prezzo estremamente alto, il Sangue del Dio vivente, tanto siamo costati e se si comprendesse che grande valore ha un’anima per il Signore si guarderebbe al prossimo con occhi diversi, con occhi di misericordia perché Dio è amore e misericordia in eterno per coloro che accettano la salvezza col pentimento delle colpe, perché soltanto il sincero pentimento o contritio cordis avvalora il perdono che ci viene dato già in anticipo: «Ti ho amato di amore eterno» (Geremia 31,3).

sabato 7 marzo 2026

La bellezza e i benefici del Santo Rosario, la Madonna invita a pregarlo sempre e così la mistica cattolica

Il segno della Croce con i suoi significati, il Simbolo apostolico, il Padre nostro, l'Ave Maria, il Gloria e la Salve Regina, nella recita meditata del Santo Rosario – immersi nel raccoglimento, perché soltanto il silenzio è la dimensione fondamentale della preghiera – con i suoi venti Misteri sulla vita di Gesù e Maria tratti dal Vangelo c'è tutta la Verità di cui si necessita per ricevere ogni grazia spirituale e temporale dal Cielo – questa preghiera così necessaria è una porta che apre sul soprannaturale! – e per salvarsi nell'eterna beatitudine secondo le promesse di Cristo e ottenere benefici agli altri, per chi lo prega con assiduità la contritio cordis, la pace della coscienza e l'equilibrio della mente. Se si prega per il prossimo formulando all'inizio della recita le intenzioni domandando il bene si esercita la virtù della carità, si adempie al Comandamento del Signore: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mc 12,31).

martedì 3 marzo 2026

Non sappiamo cosa c'è nel cuore dell'altro ma il Signore sì, occorre distinguere il peccato dal peccatore

Nel Vangelo emerge questa verità fondamentale, che Gesù avversa con determinazione il peccato e gli spiriti impuri istigatori di qualsiasi peccato ma ama preferenzialmente e usa sempre misericordia al peccatore, sia esso uomo o donna, perdona a coloro che sbagliano e riconoscono il male commesso col pentimento sincero del cuore e poi cambiano di mentalità, cambiando la loro vita conformandosi così alla Carità di Dio e scala valoriale umanizzandosi con la pietas cristiana.