✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

lunedì 5 ottobre 2026

Coloro che sono morti non sono svaniti nel nulla, sono semplicemente andati da un'altra parte

«Con la carità verso i defunti noi pratichiamo tutte le opere di carità insieme. È la carità che racchiude in sé l'assistere gli ammalati, il dissetare gli assetati, il nutrire gli affamati, il visitare i carcerati, il vestire gli ignudi, l'offrire ospitalità ai pellegrini. La Chiesa ci incoraggia con insistenza ad aiutare le anime del purgatorio con le nostre preghiere, le nostre indulgenze e le sante Messe, poiché esse non possono più meritare né aiutare se stesse. Tuttavia, esse si ricordano di noi dinanzi a Dio e ci ricompenseranno abbondantemente quando entreranno nella loro gloria, intercedendo per le nostre necessità con una gratitudine immensa». 

Nota bibliografica 

S. Francesco di Sales, Sermons, in Œuvres complètes de Saint François de Sales, t. IX, Annecy, Imprimerie J. Niérat, 1898, pp. 385-392 (Sermone per la Commemorazione dei fedeli defunti).

domenica 4 ottobre 2026

Gli sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato, disse Gesù alla prostituta dal cuore penitente

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, affinché non periamo nel tremendo Giudizio.

(Papa Leone XIII, preghiera indulgenziata, 300 giorni)

Cos'è l'indulgenza?

L'indulgenza è uno sconto delle pene temporali da scontare in purgatorio dovute ai peccati commessi in vita, per lucrare le indulgenze di cui la Chiesa è amministratrice occorre essere in grazia di Dio, essersi confessati dal sacerdote con sincerità e pentimento e aver ricevuto l'assoluzione; le indulgenze possono essere parziali oppure plenaria, si tratta semplicemente della recita di preghiere come quella qui sopra, la preghiera più indulgenziata è il Santo Rosario ma prima del Rosario c'è il sacrificio della Messa per i vivi e per i defunti, si può lucrare l'indulgenza anche tramite un attento esame di coscienza e la sincera contrizione di carità o dolore per il male che si è fatto, col proposito di accostarsi quanto prima alla Confessione sacramentale, che perdona le colpe gravi ma che non estingue il debito che si ha con il Signore; si può pagare quel debito anche accettando le tante sofferenze che la vita comporta, accettando le croci con pazienza e rassegnazione e così si fa il proprio purgatorio in terra, ci sono anime che per questo motivo alla morte vanno direttamente in Paradiso, ma sono poche.

sabato 3 ottobre 2026

Secondo me se si vuole allontanare il male è preferibile invocare la Vergine che ha autorità su tutti i demoni

Secondo san Cirillo di Alessandria, la Vergine Maria è intimamente associata alla vittoria di Cristo sulle potenze demoniache: «δι’ ἧς δαίμονες φυγαδεύονται» — «per mezzo della quale i demoni vengono messi in fuga» (Homilia IV in Mariam Deiparam, PG 77, 995–996). Cirillo dice qualcosa di molto preciso e forse ancora più interessante: «per mezzo della quale [...]». Il testo attribuisce quindi alla Theotókos un ruolo reale nella vittoria sulle potenze demoniache, ma la costruzione δι’ ἧς non identifica Maria con la fonte autonoma di tale potere. Nel Dialogo con Trifone, cap. 85, san Giustino Martire afferma: «Ogni demonio, quando viene esorcizzato nel nome di questo stesso Figlio di Dio [...] è vinto e sottomesso». Il testo greco sottolinea che la potenza non deriva da formule magiche, né dall'autorità personale dell'esorcista, ma dal nome di Gesù Cristo: καὶ γὰρ τὰ δαιμόνια ὁρκιζόμενα ἐν τῷ ὀνόματι αὐτοῦ τούτου τοῦ υἱοῦ τοῦ θεοῦ [...] ἡττᾶται καὶ ὑποτάσσεται. Giustino aggiunge significativamente che Cristo è colui che è nato «dalla Vergine» (ἐκ παρθένου), stabilendo quindi il rapporto strettissimo tra l'autorità contro i demoni e il mistero dell'Incarnazione. 

Nota bibliografica 

Cirillo di Alessandria, Homilia IV in Mariam Deiparam (Omelia IV sulla Madre di Dio), pronunciata a Efeso, 431, PG 77, 991–996, partic. 995–996. Il passo è riportato anche nell'edizione critica degli Acta Conciliorum Oecumenicorum, ACO I.1/2, pp. 102–103. 

Giustino Martire, Dialogus cum Tryphone Iudaeo, 85, in Patrologia Graeca, t. VI, coll. 680-681; cfr. anche Ante-Nicene Fathers, vol. I, cap. 85.

venerdì 2 ottobre 2026

Il Vangelo insegna a distinguere tra il peccato e il peccatore, a detestare il peccato e ad amare il peccatore

La Chiesa o meglio il suo Magistero insegna ciò che è bene e ciò che è male, quel che c'è nel Vangelo, ma come Gesù che ama indistintamente e che vuole il bene di tutti, innanzitutto spirituale e poi anche materiale, che vuole la pace da cui scaturisce la concordia, non dobbiamo mai giudicare o condannare nessuno in quanto ciò che c'è nel cuore di una persona lo vede soltanto Lui che ci ha creati e ci conserva in vita, si deve odiare il peccato, ciò che offende il Signore, non colui che sbaglia, nemmeno il nemico che ci fa del male, che ci fa soffrire, un cristiano ha il dovere, che oserei definire sacro, di pregare per lui, di usargli carità e di desiderarne la conversione.

giovedì 1 ottobre 2026

Gesù scegliendo i suoi apostoli fondò la vera Chiesa e il Nuovo Testamento fu scritto soltanto in seguito

I protestanti evangelici e le altre società bibliche sorte nei secoli scorsi e nel '900 dovrebbero capire che Cristo non ci lasciò un libro come cardine della verità a cui attingere la salvezza che sarebbe la Bibbia tradotta male e interpretata peggio ma fondò la Chiesa cattolica sugli apostoli e anzitutto su Pietro e sui loro successori, i libri del Nuovo Testamento furono scritti dopo e sempre in seno alla Chiesa cattolica, nelle comunità cattoliche e da cattolici, la Madre Vergine di Gesù è cattolica ed è suo il cantico del Magnificat nel Vangelo di Luca, scrittore, medico e collaboratore di san Paolo.