Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

mercoledì 22 aprile 2026

Tutto il potere dell'Ave Maria recitata da una persona dal cuore puro, che offre sacrifici a Dio e ama il prossimo

A chi dice che la preghiera sia inutile o una perdita di tempo, propongo di pregare da soli o insieme l'Ave Maria con la convinzione di rivolgersi a una persona reale, di recitare l'Ave Maria con calma e pensando alle parole che si dicono, ponendovi attenzione e si sentiranno fin da subito dei benefici psicologici e col tempo quelli morali e spirituali. Non è autosuggestione ma la realtà di Dio che entra nella tua anima e la guarisce... e con l'anima Gesù guarisce tutta la persona, la libera dallo spirito del male e la salva. Il primo mezzo di grazia è la preghiera, il secondo è la perseveranza nella preghiera. Chi non prega l'Ave Maria non prega mai e non ha mai imparato a pregare, con questa preghiera teologicamente alta e al contempo semplice il cuore di un miscredente può cambiare sul serio e aprirsi alla Verità, aprirsi alla Grazia soprannaturale e pervenire alla pace interiore, a una pace profonda e trasformativa. 

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.

Amen.

lunedì 20 aprile 2026

Chi appartiene a Cristo rigetta la guerra e ha in orrore ogni forma di violenza, ama il dialogo e la convivenza pacifica

“Lupus est homo homini, non homo, quom qualis sit non novit.”, Tito Maccio Plauto, commediografo latino del III secolo a.C., nella sua commedia Asinaria. L'egoismo, l'avidità e l'ignoranza alimentano i conflitti, la violenza, la pulsione di morte, la paura, deturpano le coscienze, incattiviscono i cuori, il dialogo che si coltiva nella comprensione dell'altro è un atto della pura ragione oltre che della virtù di carità e ci rende capaci di sconfiggere l'ombra che si nasconde dentro di noi, che ci rende nemici carichi di rancore e ci degenera umanamente. Smettere di vedere il proprio simile come un competitore nocivo ma considerarlo come un collaboratore per costruire il bene comune, la civiltà dell'amore che è l'ideale del Vangelo, la convivenza e la pace nelle innumerevoli diversità, dove si viene stimati per la qualità del proprio carattere e non per la forza o per la capacità di affermarsi sugli altri, lo status sociale o su quanto denaro si possiede, non deve valere la legge del più forte come tra le bestie feroci che si divorano a vicenda ma la compassione del samaritano nella parabola del Vangelo, che Gesù spiega per farci capire chi è il nostro prossimo che dobbiamo amare alla maniera di noi stessi, tutti i Comandamenti di Dio si riassumono nell'amore che si deve avere per gli altri e soltanto chi li osserva ascoltando sempre la voce della coscienza entra alla fine della vita terrena nella Vita eterna, è degno di Dio Carità perché un cuore umano è davvero puro soltanto quando ama sinceramente. L'amore autentico che è purezza non è un sentimento fallace e incostante ma la seria volontà d'amare, di volere il bene altrui secondo i dettami della legge morale, che si fonde con altre virtù cristiane come l'umiltà, la mansuetudine e la castità. Se non si ama il prossimo – chiunque e indistintamente – che si vede! non si ama nemmeno Dio che non si vede (1Gv 4,20-21).

domenica 12 aprile 2026

Le persone hanno un unico corso di vita poi viene il giudizio di Dio, morte, giudizio, inferno, purgatorio o paradiso

Tutto ciò che concerne il corpo col tempo si dissolve, la vita è un inesorabile cammino verso questa dissoluzione finale che nessuno può evitare, non rimane niente di ciò che sono le soddisfazioni materiali, carnali o egoistiche, cadono tutte nel nulla e se ci fosse un'anima da salvare l'unica cosa che avrebbe senso nella vita sarebbe soltanto la virtù della compassione e la preghiera recitata con convinzione come il Santo Rosario e le altre della Tradizione, insomma tutto ciò che ci rende davvero umani e degni di essere definiti tali, come interessarsi dei deboli, dei malati e dei poveri e aiutarli concretamente, il resto come il denaro in un bel conto in banca, il piacere da qualche femmina o la propria affermazione personale, lo status sociale e il successo, a cui danno valore la maggior parte delle persone mondane marcisce con il corpo o diventa in qualche decina d'anni un pugno di cenere; nell'Apologia di Socrate il suo discepolo Platone scriveva che il suo maestro che non scrisse niente insegnava ai giovani che si doveva diventare il più migliori possibile sotto l'aspetto della virtù morale perché poi si sarebbe stati felici per sempre dopo la morte, la città di Atene lo condannò a morte per corruzione della gioventù e blasfemia contro le divinità pagane perché parlava di un certo dio sconosciuto a cui si doveva rendere conto della propria coscienza una volta concluso il cammino terreno, una città fatta di gente amante del benessere e non del sacrificio per il prossimo messa a nudo dal filosofo nella sua viltà di fronte alle scelte che cambiano davvero il cuore di una persona e la loro mediocrità intellettuale, nell'insipienza così radicale riguardo quelle cose che contano davvero nella vita e sono preludio all'eternità, l'eterna Sapienza presente nel Vangelo, cose che non svaniscono perché vanitas vanitatum et omnia vanitas. “Solo la carità rimane dopo questa vita” (San Tommaso d'Aquino, cfr. Summa Theologiae, I-II, q. 67, a. 1).