Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

domenica 12 aprile 2026

Le persone hanno un unico corso di vita poi viene il giudizio di Dio, morte, giudizio, inferno, purgatorio o paradiso

Tutto ciò che concerne il corpo col tempo si dissolve, la vita è un inesorabile cammino verso questa dissoluzione finale che nessuno può evitare, non rimane niente di ciò che sono le soddisfazioni materiali, carnali o egoistiche, cadono tutte nel nulla e se ci fosse un'anima da salvare l'unica cosa che avrebbe senso nella vita sarebbe soltanto la virtù della compassione e la preghiera recitata con convinzione come il Santo Rosario e le altre della Tradizione, insomma tutto ciò che ci rende davvero umani e degni di essere definiti tali, come interessarsi dei deboli, dei malati e dei poveri e aiutarli concretamente, il resto come il denaro in un bel conto in banca, il piacere da qualche femmina o la propria affermazione personale, lo status sociale e il successo, a cui danno valore la maggior parte delle persone mondane marcisce con il corpo o diventa in qualche decina d'anni un pugno di cenere; nell'Apologia di Socrate il suo discepolo Platone scriveva che il suo maestro che non scrisse niente insegnava ai giovani che si doveva diventare il più migliori possibile sotto l'aspetto della virtù morale perché poi si sarebbe stati felici per sempre dopo la morte, la città di Atene lo condannò a morte per corruzione della gioventù e blasfemia contro le divinità pagane perché parlava di un certo dio sconosciuto a cui si doveva rendere conto della propria coscienza una volta concluso il cammino terreno, una città fatta di gente amante del benessere e non del sacrificio per il prossimo messa a nudo dal filosofo nella sua viltà di fronte alle scelte che cambiano davvero il cuore di una persona e la loro mediocrità intellettuale, nell'insipienza così radicale riguardo quelle cose che contano davvero nella vita e sono preludio all'eternità, l'eterna Sapienza presente nel Vangelo, cose che non svaniscono perché vanitas vanitatum et omnia vanitas. “Solo la carità rimane dopo questa vita” (San Tommaso d'Aquino, cfr. Summa Theologiae, I-II, q. 67, a. 1).

mercoledì 8 aprile 2026

Ci sono mezzi di grazia con cui si allontana il male da luoghi e persone, uno di questi è la preghiera del Santo Rosario

L'infestazione diabolica è caratterizzata da fenomeni strani e sinistri inequivocabili, ma alcuni di questi fenomeni si possono confondere con elementi del mondo materiale o dell'ambiente, disturbi di origine naturale nella casa o in un luogo circoscritto, talvolta si tratta di suggestione psicologica o addirittura psicosi, se ci sono presenze diaboliche si deve innanzitutto pregare con perseveranza e si consiglia sempre il Santo Rosario associandogli la sincera conversione alla Legge morale, con la castità, la carità e l'umiltà, risolversi a ricevere quanto prima il Sacramento della riconciliazione e del perdono, la remissione delle colpe personali, la Comunione eucaristica che rende l'anima forte e resiliente allo spirito del male, tutto questo ha un grande carisma esorcistico e non è semplice devozione, ma qualcosa che allontana i demoni sul piano della realtà fisica.

martedì 7 aprile 2026

Se il Vangelo fosse esercitato non rimarrebbe che il male inevitabile delle malattie, della vecchiaia e della morte

La questione del male non la si spiega soltanto considerando la natura umana che è oggettivamente inferma o difettosa, incline alla corruzione del corpo e dell'anima, sia nervosa che psichica e spirituale, tutto il male che si compie nel mondo è opera degli uomini che restano liberi di fronte alle scelte morali, non c'è poi tutta questa infermità mentale a incidere sul comportamento delle persone ma troppa malvagità esercitata volontariamente, le facoltà della mente compresa l'intelligenza usate a favore del peccato, in modo insipiente, contro la Legge di Dio e il Comandamento della carità, il peccatore infatti è chi ama il male, chi lo compie in relazione al prossimo, quasi a scopo voluttuario, nemmeno i demoni possono tanto così concretamente nel mondo fisico, sul nostro piano della realtà, soltanto pura influenza sulle menti che non significa controllo assoluto perché ogni persona umana rimane sempre libera di fare il bene o il male, di perseverare nel bene o nel male, di coltivare la sensibilità della coscienza e l'umana compassione o di pervertirsi gradualmente e irreparabilmente. La frase “il male fa male a chi lo fa” non è una citazione letterale attribuibile con certezza a un autore preciso, ma esprime un'idea molto antica e diffusa, presente in diverse tradizioni filosofiche e religiose. Socrate attraverso Platone sosteneva che chi compie il male danneggia soprattutto se stesso, perché corrompe la propria anima. Un'idea simile si trova nel Gorgia. Sant'Agostino insegnava che il male non è una sostanza propria, ma una mancanza del bene (privatio boni); chi lo compie si allontana da Dio e quindi si ferisce interiormente. La Bibbia contiene vari passi affini, ad esempio “Chi scava una fossa vi cadrà dentro” (Proverbi 26,27), che suggerisce che il male ritorna su chi lo compie. Gautama Buddha insegna che le azioni negative generano sofferenza per chi le compie (legge del karma).