Secondo san Cirillo di Alessandria, la Vergine Maria è intimamente associata alla vittoria di Cristo sulle potenze demoniache: «δι’ ἧς δαίμονες φυγαδεύονται» — «per mezzo della quale i demoni vengono messi in fuga» (Homilia IV in Mariam Deiparam, PG 77, 995–996). Cirillo dice qualcosa di molto preciso e forse ancora più interessante: «per mezzo della quale [...]». Il testo attribuisce quindi alla Theotókos un ruolo reale nella vittoria sulle potenze demoniache, ma la costruzione δι’ ἧς non identifica Maria con la fonte autonoma di tale potere. Nel Dialogo con Trifone, cap. 85, san Giustino Martire afferma: «Ogni demonio, quando viene esorcizzato nel nome di questo stesso Figlio di Dio [...] è vinto e sottomesso». Il testo greco sottolinea che la potenza non deriva da formule magiche, né dall'autorità personale dell'esorcista, ma dal nome di Gesù Cristo: καὶ γὰρ τὰ δαιμόνια ὁρκιζόμενα ἐν τῷ ὀνόματι αὐτοῦ τούτου τοῦ υἱοῦ τοῦ θεοῦ [...] ἡττᾶται καὶ ὑποτάσσεται. Giustino aggiunge significativamente che Cristo è colui che è nato «dalla Vergine» (ἐκ παρθένου), stabilendo quindi il rapporto strettissimo tra l'autorità contro i demoni e il mistero dell'Incarnazione.
Nota bibliografica
Cirillo di Alessandria, Homilia IV in Mariam Deiparam (Omelia IV sulla Madre di Dio), pronunciata a Efeso, 431, PG 77, 991–996, partic. 995–996. Il passo è riportato anche nell'edizione critica degli Acta Conciliorum Oecumenicorum, ACO I.1/2, pp. 102–103.
Giustino Martire, Dialogus cum Tryphone Iudaeo, 85, in Patrologia Graeca, t. VI, coll. 680-681; cfr. anche Ante-Nicene Fathers, vol. I, cap. 85.