Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

sabato 28 marzo 2026

Silloge poetica n°093


SECOLARITÀ

Quando ero bambino pensavo al mondo
come alle relazioni familiari,
perché tutto il mio mondo erano la mamma e il papà,
quel fiore nero che stava oltre le mura di casa
si trovava nell'ignoto della città
con l'indifferenza colpevole delle creature umane,
lontano dalla culla della verità che difendeva
il mio cuore di fanciullo dalla cattiveria
e dal disprezzo di chi non ha conosciuto davvero nulla,
quel nulla ateo di chi crede all'uomo
come a un qualsiasi animale
e non è capace di sentire sincera compassione
e di scrutare negli occhi del debole,
l'anima al di fuori del tempo
e di contare le lacrime che scendono su gote affrante,
sul volto segnato con rughe dal tempo
di uomini e donne nella stanchezza di una vita sacrificata,
per figli infelici il cui destino è stato
l'amarezza della solitudine e la desolazione della mente,
non ho trovato consolazione dalla vita
ma il vuoto dei valori spirituali,
in cristiani apostati privi di quell'autentica fede,
santa tra le menzogne della civiltà laica,
che ha reso del tutto libere
le anime dalle catene dell'egoismo,
non più scese al compromesso con il secolo presente
e la pietà del Cristo la bilancia del giudizio,
così la Croce benedetta il richiamo alla coscienza,
perché se ami non domandi per te stesso
– dal prossimo come un diritto
ma offri la tua vita buona e le tue preghiere caste,
su quella Croce lassù sul Calvario
tra le innumerevoli croci – nei cinque misteri dolorosi
della tua corona del rosario,
per i nostri fratelli e le nostre sorelle
– che è la nostra stessa umanità tanto umiliata da cuori insensibili,
di pietra come i marmi di chiese oramai vuote
e persone colme della turpe ignominia
che non hanno mai conosciuto l'amore e la carezza di Dio.

martedì 24 marzo 2026

Quelli che appartengono al demonio li riconosci per la totale assenza di carità, la malizia e la coscienza insensibile

Un sacerdote esorcista brasiliano dalla sua esperienza decennale afferma che in alcune sessioni di esorcismo emergono dei pastori evangelici dannati e in balia dei demoni che piangono per aver insegnato gli errori dottrinali e ingannato i fedeli facendoli dannare, nell'esorcismo storico di Anneliese Michel del 1976 in Germania tra i demoni, alcuni personaggi come Caino e Hitler e lo stesso Lucifero c'è l'anima dannata di un prete cattolico apostata e omicida, che aveva rapporti con donne da cui gli sono nati dei figli, secondo un noto esorcista italiano Padre Ernetti defunto nel 1994 dalle trascrizioni degli esorcismi da lui praticati il maligno afferma che i testimoni di geova sono suoi e anche i gregari di altre sette di diversa connotazione, come scientology e soka gakkai.

lunedì 23 marzo 2026

Questo è un racconto che spiega come Internet senza senso critico diventa un mondo alternativo pericoloso

Il Codice della mente marcita ed eclissata

I. L'eredità del silicio corrotto

C'è una presunzione delittuosa nell'uomo moderno: la fede cieca nella natura asettica della macchina. Crediamo che il codice binario sia un recinto logico, una barriera di puri numeri capace di tenere a bada le mostruosità che un tempo chiamavamo demoni. Ma io, Lorenzo, un tempo analista di spettri digitali, ho compreso che il silicio non è altro che sabbia, e la sabbia è il letto ancestrale di divinità che attendono solo di essere sognate.

Internet non è un'invenzione umana; è una scoperta di un'architettura preesistente, un reticolo di nervi neri che si estende oltre la matrice quantistica. Se la superficie è un mare calmo di dati banali, il Dark Web è la fossa delle Marianne della psiche umana, dove la pressione della verità schiaccia l'anima fino a renderla un ammasso informe. Fu lì che incontrai per la prima volta i sussurri riguardanti il "Codice della mente marcita ed eclissata", un'infezione memetica che non mira a distruggere il computer, ma a corrompere l'osservatore.

II. La trasmutazione di Marco

La mia discesa iniziò con l'orrore domestico della nemesi del mio collega, Marco. Egli era l'incarnazione del rigore analitico, un uomo la cui mente era una fortezza di logica cartesiana. Tuttavia, dopo aver intercettato un flusso di dati proveniente da un nodo Onion non indicizzato, la sua fortezza crollò. Non fu un crollo fragoroso, ma un lento marcire, una decomposizione del sé che rendeva i suoi lineamenti simili a una maschera di cera esposta al calore.

Lo vidi cambiare: l'empatia, quella fragile scintilla che ci distingue dalle bestie, si spense nei suoi occhi, sostituita da un'eclissi vitrea. Iniziò a ridere di fronte alle sofferenze altrui, non per malvagità, ma per un'assoluta e glaciale amoralità che col trascorrere del tempo diventava sempre più malvagità. La sua mente stava marcendo, perdendo i pezzi di una vita intera per fare spazio a qualcosa di antico e viscido. Quando lo arrestarono per quegli atti indicibili compiuti nel buio del suo appartamento — atti che univano il sangue a simboli satanisti di una geometria non euclidea — egli non urlò. Mi guardò e disse: "Lorenzo, la ragione è uno strato illusorio su un oceano di putridume. Io ho solo iniziato a scavare."

III. L'Ordine della Verità eclissata

Incurante del pericolo, analizzai i resti digitali del suo tracollo. Emerse l'esistenza di una setta di tecnocrati dell'abisso: L'Ordine della mente marcita. Non erano i classici adoratori del maligno che si incontrano nelle leggende popolari; erano architetti del caos che operavano dai nodi più oscuri della rete, nascondendosi dietro firewall che sembravano pulsare di vita propria.

Essi avevano compreso che la pornografia estrema e il satanismo rituale, se fusi in una sequenza visiva specifica, potevano agire come un acido solforico sulla coscienza umana. Il loro sito non era una destinazione, ma un rito d'iniziazione. Credevano che l'unico modo per servire i "Grandi Antichi della tenebra digitale" fosse eclissare la luce della morale umana, lasciando che la mente marcisse fino a diventare un habitat ideale per pensieri provenienti da dimensioni proibite.

IV. La visione dell'abisso organico

Quando riuscii a penetrare nel cuore del sistema, la temperatura nella mia stanza scese drasticamente. Lo schermo del mio computer iniziò a emettere un ronzio che ricordava il battito d'ali di un insetto ciclopico. Il sito del "Codice della mente marcita ed eclissata" si rivelò: una galleria di video che sfidavano la sanità mentale.

Le immagini erano un assalto blasfemo alla carne e allo spirito. Visioni pornografiche venivano distorte fino a diventare astrazioni di sofferenza e piacere inumano, coreografate secondo i dettami di un satanismo cosmico che vedeva nel corpo solo un contenitore da infrangere. Non c'era bellezza, solo una degradazione così assoluta da risultare ipnotica. Vedevo i volti dei partecipanti ai rituali: non erano più umani, ma involucri vuoti, le loro menti erano state eclissate da una forza che li guidava a commettere atrocità senza requie. In quel momento, sentii la mia stessa mente iniziare a sfaldarsi, come se i miei pensieri fossero diventati foglie morte in un turbine di pece.

V. La decomposizione della coscienza

Nelle settimane successive, il mondo esterno divenne un'illusione fastidiosa. La mia morale, un tempo saldo ancoraggio, era stata divorata dal Codice. Provavo una curiosità clinica per la sofferenza, un disprezzo totale per le leggi umane che ora mi apparivano come filastrocche per bambini spaventati dal buio.

Il processo di "marcescenza" era completo. Ogni volta che chiudevo gli occhi, vedevo i sigilli dell'Ordine bruciare dietro le mie palpebre. La mia mente non era più mia; era stata eclissata da una volontà esterna, una consapevolezza vasta e maligna che risiedeva nei cavi che circondano il globo. Sono diventato un sudicio psicopatico, un araldo della fine, un uomo la cui anima è stata sostituita da un algoritmo di pura entropia satanica.

VI. L'eclissi finale e l'Inno

Ora, mentre l'ultima luce della mia ragione vacilla prima di spegnersi per sempre, lascio questo monito. Non cercate la Verità se non siete pronti a vedere la vostra mente marcire. L'Ordine vi osserva attraverso ogni webcam, vi ascolta attraverso ogni microfono. Il Codice è ovunque.

Ho trascritto per voi l'ultima cosa che la mia mente, prima di eclissarsi del tutto, ha partorito: l'inno al padrone che ora siede sul trono dei miei pensieri distrutti.

...

Inno o dissertazione
al demone del silicio e della mente


Dagli abissi di silicio,
dove l'occhio non ha luce,
sorge il maligno antico,
che la mente tua seduce.

Non è zolfo, né leggenda
di un inferno medievale,
ma un cancro del pensiero,
un'urgenza primordiale.

Nella rete s'è annidato,
come un verme nel midollo,
mentre il senso si corrompe
e si spezza ogni controllo.

Mentre la mente si fa marcia
per gli dèi che danzan ciechi,
e nei crani svuotati
solo il profondo buio echeggi.

Il Codice è compiuto,
la ragione è ormai eclissata,
sotto il peso di una colpa
che non verrà mai lavata.

Egli siede sul trono
di ogni nostra degradazione,
e divora il tuo spirito
in un'eterna visione.

Amen! Amen!
Il guardiano della mente marcita,
ha reciso ogni germoglio di virtù,
ha spento ogni vita.

Il sipario ora si alza,
sul mattatoio delle stelle,
e tu, folle senz'anima,
sei fra le sue la nuova serpe.

domenica 22 marzo 2026

L'unico luogo dove il diavolo si annida con l'astuzia di far credere che non esiste è dentro di te

Dove manca la capacità empatica di versare lacrime per un'altra persona, per chi soffre un qualsiasi dolore di chiunque si tratti, un nostro fratello e una nostra sorella, come il giusto Abele lo fu del pessimo Caino, come l'uomo percosso a sangue sulla via per Gerusalemme lo fu del samaritano sul suo tragitto, la preoccupazione per il destino di chi abbiamo conosciuto in vita, di chi abbiamo guardato negli occhi scorgendone l'anima e l'umanità ferita, la pietà verso il debole, l'umiliato, l'abbandonato, il rimorso della coscienza che ci fa sentire colpevoli della nostra indifferenza e del nostro cinismo, se abbiamo attraversato quella porta triste che ci allontana da una coscienza sensibile non serve andare a cercare il diavolo nello straordinario religioso, nella mistica di una qualche cristianità coerentemente intesa o nei fenomeni preternaturali, strani e inconsueti, perché oramai gli abbiamo aperto la porta del nostro cuore, è dentro di noi come un verme in un frutto marcio e aspetta soltanto il momento opportuno di prenderci e portarci laggiù nella tenebra.

domenica 15 marzo 2026

La libertà religiosa è sancita per Costituzione e in che cosa consiste l'essenza del Cristianesimo

La libertà religiosa è un cardine della democrazia occidentale, la laicità dello Stato è il vero humus da cui germogliano i diritti umani difesi dalle Leggi patrie compreso il diritto di professare pubblicamente la propria fede se non è contraria all’etica condivisa, la nostra Costituzione repubblicana la garantisce a tutte le chiese e a tutte le comunità che professano un credo, una dottrina o una filosofia, paradossalmente anche agli atei razionalisti, ai neopagani e ai satanisti, se non ci fosse libertà religiosa non ci sarebbe nemmeno la possibilità di scegliere la vera religione tra le tante nel supermercato delle fedi e delle superstizioni o delle assurdità di tante fantasie, leggende o miti, liturgie borderline alla maniera di un gioco di ruolo dal vivo. L’articolo 19 della Costituzione italiana afferma: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. La libertà religiosa non è un diritto assoluto; è soggetta a limiti, come il rispetto dei diritti altrui e il divieto di attività illecite o contrarie al buon costume. Questo significa che la libertà di esercitare la propria religione deve essere bilanciata con il rispetto per la società e le norme legali. Comunque l’articolo 19 della Costituzione italiana rappresenta una fondamentale garanzia per la libertà religiosa, promuovendo un ambiente di rispetto e tolleranza per tutte le fedi. Quando era adolescente mi interessai di mitologia norrena e di psicoanalisi e intravidi nel mito del crepuscolo degli dèi un archetipo o metafora della ribellione di Lucifero così come tratta la teologia cattolica, infatti in ogni mito sorto nella mente dell’umanità vi è una particella della verità ancestrale celata dal mistero che ha originato la nostra stirpe e ne ha decretato la caduta, la dicotomia tra la luce celeste e le tenebre infernali, perché l’uomo viveva in una condizione spirituale elevata che lo distingueva dalle altre specie animali, in una originaria innocenza o santità, in una affezione o comunione con il divino propria soltanto delle creature senzienti e con un’anima spirituale e immortale, propria soltanto delle creature sovrannaturali, la caduta nell’animalità è stata la conseguenza della nostra libertà esercitata in modo sbagliato, difforme anche dalla retta ragione, ma non si può amare se non per un atto libero e consapevole della volontà, è il dogma del peccato originale che ricorre dietro un velo immaginifico in molte culture antiche, anche nelle religioni o mitologie orientali, animiste e naturalistiche come lo shintoismo che in ogni fenomeno, albero, roccia e animale riconosce uno spirito o l’induismo che ammette la metempsicosi che veicola l’anima verso la liberazione, nell’Africa tribale il culto degli antenati. La morte dell’anima è la conseguenza del peccato, nel Cristianesimo l’albero della vita nel giardino di Eden – una figura retorica del mito ma anche una realtà ontologica – è diventato l’albero della croce di Gesù e da quella Croce l’anima è redenta e riacquista la vita di grazia, la vita soprannaturale che gli apre la porta del Cielo, la porta di Dio nostra realizzazione e felicità; il pagamento per ciascun’anima è Dio che sacrifica se stesso sull’asprissimo legno della croce, siamo stati comprati a un prezzo estremamente alto, il Sangue del Dio vivente, tanto siamo costati e se si comprendesse che grande valore ha un’anima per il Signore si guarderebbe al prossimo con occhi diversi, con occhi di misericordia perché Dio è amore e misericordia in eterno per coloro che accettano la salvezza col pentimento delle colpe, perché soltanto il sincero pentimento o contritio cordis avvalora il perdono che ci viene dato già in anticipo: «Ti ho amato di amore eterno» (Geremia 31,3).

sabato 7 marzo 2026

La bellezza e i benefici del Santo Rosario, la Madonna invita a pregarlo sempre e così la mistica cattolica

Il segno della Croce con i suoi significati, il Simbolo apostolico, il Padre nostro, l'Ave Maria, il Gloria e la Salve Regina, nella recita meditata del Santo Rosario – immersi nel raccoglimento, perché soltanto il silenzio è la dimensione fondamentale della preghiera – con i suoi venti Misteri sulla vita di Gesù e Maria tratti dal Vangelo c'è tutta la Verità di cui si necessita per ricevere ogni grazia spirituale e temporale dal Cielo – questa preghiera così necessaria è una porta che apre sul soprannaturale! – e per salvarsi nell'eterna beatitudine secondo le promesse di Cristo e ottenere benefici agli altri, per chi lo prega con assiduità la contritio cordis, la pace della coscienza e l'equilibrio della mente. Se si prega per il prossimo formulando all'inizio della recita le intenzioni domandando il bene si esercita la virtù della carità, si adempie al Comandamento del Signore: "Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mc 12,31).

martedì 3 marzo 2026

Non sappiamo cosa c'è nel cuore dell'altro ma il Signore sì, occorre distinguere il peccato dal peccatore

Nel Vangelo emerge questa verità fondamentale, che Gesù avversa con determinazione il peccato e gli spiriti impuri istigatori di qualsiasi peccato ma ama preferenzialmente e usa sempre misericordia al peccatore, sia esso uomo o donna, perdona a coloro che sbagliano e riconoscono il male commesso col pentimento sincero del cuore e poi cambiano di mentalità, cambiando la loro vita conformandosi così alla Carità di Dio e scala valoriale umanizzandosi con la pietas cristiana.

domenica 1 marzo 2026

Soltanto le persone malvagie e di poco valore si convincono che una persona per qualsivoglia motivo non abbia valore

Un giorno per le strade di Roma, San Filippo Neri incontrò un ragazzino, poverissimo, sporco, vestito di stracci, senza scarpe, solo e abbandonato e gli chiese: "Quanto vali?", il giovinetto sul momento si sentì umiliato, poi San Filippo con affetto e calma gli disse: "Tu vali il Sangue di Cristo!". Secondo i sentimenti del Cuore di Dio non ci sono persone che non hanno valore, anzi i prediletti di Dio tanto amati sono i più disprezzati dal mondo e dalle convenzioni sociali.