SECOLARITÀ
Quando ero bambino pensavo al mondo
come alle relazioni familiari,
perché tutto il mio mondo erano la mamma e il papà,
quel fiore nero che stava oltre le mura di casa
si trovava nell'ignoto della città
con l'indifferenza colpevole delle creature umane,
lontano dalla culla della verità che difendeva
il mio cuore di fanciullo dalla cattiveria
e dal disprezzo di chi non ha conosciuto davvero nulla,
quel nulla ateo di chi crede all'uomo
come a un qualsiasi animale
e non è capace di sentire sincera compassione
e di scrutare negli occhi del debole,
l'anima al di fuori del tempo
e di contare le lacrime che scendono su gote affrante,
sul volto segnato con rughe dal tempo
di uomini e donne nella stanchezza di una vita sacrificata,
per figli infelici il cui destino è stato
l'amarezza della solitudine e la desolazione della mente,
non ho trovato consolazione dalla vita
ma il vuoto dei valori spirituali,
in cristiani apostati privi di quell'autentica fede,
santa tra le menzogne della civiltà laica,
che ha reso del tutto libere
le anime dalle catene dell'egoismo,
non più scese al compromesso con il secolo presente
e la pietà del Cristo la bilancia del giudizio,
così la Croce benedetta il richiamo alla coscienza,
perché se ami non domandi per te stesso
– dal prossimo come un diritto
ma offri la tua vita buona e le tue preghiere caste,
su quella Croce lassù sul Calvario
tra le innumerevoli croci – nei cinque misteri dolorosi
della tua corona del rosario,
per i nostri fratelli e le nostre sorelle
– che è la nostra stessa umanità tanto umiliata da cuori insensibili,
di pietra come i marmi di chiese oramai vuote
e persone colme della turpe ignominia
che non hanno mai conosciuto l'amore e la carezza di Dio.
CITTÀ
Dentro c'è troppo buio,
come il buio della notte tremenda,
arsi spettri da tombe antiche
e il cerchio celtico
asperso con il sangue pagano,
se dentro ci fosse la luce
di un angelo muto
che guarda cieco nell'abisso,
l'inganno del muro di carne cadrebbe
come la folgore
dal cielo nel profondo degli inferi,
come la falce del mietitore
sul grano maturo
e quegli steli con spiga aurea,
il cuore dei piccoli
con le madri di lacrime terse dal Vivente,
quei piccoli figli
lassù nel regno dell'alleanza,
una Madre attende
il destino che si compie
per chi morì
vittima dell'odio,
adesso non c'è più sofferenza
ma rimane la visione delle città
di rovine compunte,
adesso nella Gerusalemme celeste
il canto beato degli innocenti.
PACE
L'odio per il nemico è l'arma
che incide solchi in un'anima impietrita,
è la tua che ha smarrito la bellezza
ed è caduta nel tetro,
nera e deturpata dalla corruzione
e senza la grazia
dello Spirito benigno, ignoto e consolatore;
senza il perdono siamo schiavi
del demone reietto,
l'odio è vorace come la bestia
che divora il cuore,
la mitezza cede alla violenza
nella catarsi dei vuoti,
sono le pupille che guardano dentro
scorgendo l'odio
dei tanti vuoti in ogni pensiero di vendetta;
mentre la vita scorre
senza sentire la dolce misericordia
l'odio incede con i suoi passi
che tracciano sulla via
la rassegnazione della pietà,
troppi rancori
sono i mattoni per la casa del reprobo,
non più nobiltà e onore
ma vile ardere di collera verso qualcuno,
fratello o sorella
in cui batte un cuore
bisognoso di benevola amicizia,
di comprensione,
di spirituale sensibilità nascente,
di vera pace;
la nostra umanità tradita
dal mostro
che brama l'anima e geme imperituro
nell'arso spettro
e così spaventoso da segnare
col rimorso i cuori penitenti e lacrimosi,
di un sentimento nuovo
che è il perdono
emerso come fonte limpida dall'amore ferito.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sabato 28 marzo 2026
Silloge poetica n°093
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.