Giovanni 9,1-41
1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di Colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».
COMMENTO
Le 'opere di Dio' è la carità nei confronti di coloro che sono deboli, poveri, abbandonati, ammalati perché è in queste opere che nel mondo si rende presente Dio e sempre attraverso uomini e donne giusti, la malattia non è mai una colpa ma l'opportunità che hanno le persone di buon cuore di amare concretamente, di rendere presente Dio in questo mondo notturno malvagio e nemico di Dio, la carità, grazia o luce soprannaturale, con le loro azioni buone e i loro sentimenti onesti.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
domenica 26 aprile 2026
Gesù è presente ovunque ma soprattutto nell'Eucaristia, nella preghiera, nella carità al prossimo e nei sofferenti
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