L’aborto procurato o volontario non è una pratica medica ma un grave peccato, un atto intrinsecamente immorale e perverso, l’esercizio della sessualità richiede una grande responsabilità da parte dei genitori perché con l’atto di amore che è dono di sé e anche del proprio corpo all’altro si compartecipa con il Signore – che è Autore della vita (At 3,15) – alla creazione di un’anima umana ex novo, perché l’embrione e il feto umani sono un’anima umana, una persona in potenza, la sessualità nel disegno di Dio è finalizzata alla procreazione e non è divertimento o superficiale ricerca del piacere carnale alla maniera delle prostitute o dei pornoattori, l’esercizio della sessualità al di fuori del matrimonio e senza l’apertura alla vita è sempre un atto intrinsecamente disordinato e un peccato mortale che fa perdere lo stato di grazia e la possibilità di salvarsi eternamente, una violazione alla Legge di Dio che vuole sempre la vita – spirituale e materiale – e mai la morte. Lucifero e gli altri demoni negli esorcismi trascritti affermano che l’aborto procurato è sempre l’omicidio di una vita umana innocente, che gli embrioni non avendo colpe personali vanno in Cielo anche se non sono ammessi alla visione beatifica e che nell’inferno le persone condannate per il peccato impuro sono numerosissime.
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