Durante un esorcismo (di cui tratta il libro L’ultimo esorcista: La mia battaglia contro Satana di Gabriele Amorth e Paolo Rodari, ed. Piemme 2012) i demoni presenti nella casa affermarono tramite una posseduta da loro tormentata che erano costretti ad andarsene da lì a poco per la presenza di troppa ‘luce’, si riferivano alle preghiere continue – in particolare il Santo Rosario – che in quel luogo venivano recitate, luce per loro è anche l’Eucarestia o un’anima in grazia, luce sono gli atti di carità nei confronti del prossimo, questo per sottolineare l’importanza della preghiera per estromettere il male dalle nostre vite, per confutare coloro che sono convinti dell’inutilità della preghiera, di una sua presunta efficacia reale o dei suoi benefici a favore delle persone – la preghiera cristiana non è superstizione o favola –, in quanto la liberazione dal male comincia proprio dal pentimento, dal chiedere perdono al Signore per le colpe commesse in vita e questo è possibile soltanto attraverso la preghiera e in nessun altro modo, preghiera è anche il perdono a chi ci ha offeso per spezzare il legame che radichiamo nel nostro cuore con l’odio e i demoni sono essenzialmente odio. Se la preghiera è luce soprannaturale che allontana gli spiriti del male, il peccato è tenebra e un’anima in peccato mortale è nera come il carbone, è corrotta come un frutto marcio, è morta alla grazia e avvolta nelle tenebre dell’inferno e spesso questo buio interiore traspare dagli occhi inferini, dallo sguardo che si connota in certi momenti di verità, perché l’uomo vive di due dimensioni che sono quella spirituale e quella materiale, è fatto anche di anima invisibile oltre che di corpo visibile, sono dimensioni o realtà che si compenetrano quasi indistinguibili, ciò manifesta la nostra autentica dignità e la nostra chiamata a seguire la via delle virtù che conduce al Cielo.
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