Molti atei ritengono la Sacra Scrittura un coacerbo di sciocchezze, di incoerenze e falsità storiche, invenzioni letterarie che distolgono dalla vita concreta e dalle cose del mondo, una morale arcaica che lede la nostra libertà e la nostra autodeterminazione che ci condurrebbero alla piena realizzazione dell'esistenza, a me invece sembra che nella Parola di Dio vi sia implicita una ricchezza morale straordinaria, e che affermi essenzialmente la Verità al di sopra di ogni opinione o interpretazione del vivere, e che ci faccia toccare col cuore la personalità e il Cuore tanto benigno e intelligente di Gesù, nel Vangelo – cronaca storica! – infatti vi è impressa l'eterna Sapienza non come qualcosa di trascorso e vano appartenente a un tempo antico, estinto come una lingua morta, ma come qualcosa di sempre attuale e vivificante, la coscienza dell'uomo contemporaneo ha necessità del Vangelo che non è un'astrazione ma una regola di vita eccellentemente umana, penso che l'ateismo non sia altro che un errore di giudizio, un rimanere in superficie nella considerazione delle realtà dell'uomo, il modo più facile per giustificare la nostra innata cattiveria e il nostro subdolo egoismo. Quanto il Signore detestasse l'ipocrisia e chiamasse quegli ipocriti serpenti e razza di vipere, dovrebbe davvero esortarci alla coerenza tra la lettera e l'agire di ogni giorno, non alla maniera del prelato o del bigotto, ma alla maniera del samaritano della parabola.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.