I grandi sommovimenti sociali nella storia che vanificano l’anelito alla pace dei popoli e che sono all’origine delle più grandi tragedie dell’umanità sono caratterizzati dall’odio personale e condiviso come fondamentale presupposto, dalla degenerazione morale, dal deprezzamento arbitrario del valore della vita umana, dall’insensibilità alla sofferenza altrui e dal disinteresse per l’altro, da un capro espiatorio, dalla populistica manipolazione delle masse, dalla propaganda e dalla menzogna, dal culto pagano per gli idoli del materialismo e al di sopra di tutto il denaro, dalla pretesa dell’uomo emancipato dai miti della religione di costruire un nuovo mondo e la sua egotistica e sempre effimera e vacillante felicità terrena per poi disilludersi in una realtà sempre più macabra e violenta che diventa l’anticamera dell’inferno e il ricettacolo delle peggiori perversioni.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
giovedì 8 febbraio 2024
domenica 4 febbraio 2024
Si recitano con la Corona del S. Rosario
«In purgatorio ci sono anche delle anime 'dimenticate', perché si pensa che siano già in Cielo e nessuno fa più, per loro, delle preghiere di suffragio. Purtroppo molti credono che il purgatorio sia un semplice passaggio quasi indolore, ma la nostalgia di quel Dio intravisto nell'attimo del giudizio non può non far bruciare. Dio è santissimo e solo se l'anima è santissima può stare davanti a Lui. E poiché Dio è anche giustissimo, ogni debito dev'essere pagato ...fino all'ultimo centesimo»
Beata Anna Schaffer (cfr.: Mt 18,34)
Coroncina per le anime
del purgatorio
Si inizia con Pater, Ave, Gloria.
Sui grani grossi del S. Rosario:
✠ O anime sante, infiammate la mia anima col fuoco del divino amore, affinché Gesù Crocifisso si riveli a me ora, sulla terra e, non dopo in purgatorio.
Sui grani piccoli del S. Rosario:
✠ Signore mio, Gesù Crocifisso, abbi pietà delle anime del purgatorio.
Alla fine:
tre eterno riposo...
_______
«Per la recita di questa Coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno. Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima, e l’ora della loro morte sarà serena. Scrivi questo per le anime afflitte: quando l’anima vede e riconosce la gravità dei suoi peccati, quando si svela ai suoi occhi tutto l’abisso di miseria in cui è precipitata, non si disperi, ma si getti con fiducia nelle braccia della Mia Misericordia, come un bambino fra le braccia della madre teneramente amata (...) Proclama che nessun’anima, che ha invocato la Mia Misericordia, è rimasta delusa né confusa. Ho una predilezione particolare per l’anima che ha fiducia nella Mia bontà. Scrivi che quando verrà recitata la Coroncina vicino agli agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso»
Per recitare la Coroncina della Divina Misericordia si può usare una semplice corona del Rosario. Si segue questa sequenza:
1. Segno della Croce
2. Padre Nostro
3. Ave Maria
4. Credo (Simbolo degli apostoli)
5. Su ogni grano maggiore del Rosario, quando si dice normalmente il Padre Nostro, si dica:
Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.
6. Su ogni grano minore del Rosario, quando si dice normalmente l’Ave Maria, si dica:
Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
7. Invocazione. Alla fine della corona, si dice la preghiera seguente tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
8. Preghiera conclusiva (facoltativa)
Oggi Gesù mi ha detto:
«Invoca la Mia Misericordia
per i peccatori;
desidero la loro salvezza.
Quando reciterai questa preghiera
con cuore pentito e con fede
per qualche peccatore, gli concederò
la grazia della conversione»
La breve preghiera è la seguente:
«O Sangue e Acqua,
che scaturisti dal Cuore di Gesù
come sorgente di Misericordia
per noi, confido in Te»
— Gesù a Suor Faustina (1905-1938), mistica e religiosa polacca, tratto dal Diario di Suor Faustina Kowalska
_______
CORONCINA DI RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE, DA UNA RIVELAZIONE DA PARTE DI GESÙ A UNA SUORA CARMELITANA
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Si usi una comune Corona del S. Rosario.
Inizio: Ave Maria...
Sui grani grossi si reciti:
Sempre sia lodato,
benedetto, amato, adorato,
glorificato, il Santissimo,
il Sacratissimo, l'adoratissimo
eppure incomprensibile Nome di Dio
in cielo, in terra o negli inferi,
da tutte le creature uscite dalle mani di Dio.
Per il Sacro Cuore il nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.
Sui grani piccoli:
O ammirabile Nome di Dio!
Infine: Gloria al Padre...
Gesù rivelò alla Serva di Dio, Suor SaintPierre, carmelitana di Tours (1843), l'Apostola della Riparazione:
«Il mio nome è da tutti bestemmiato: gli stessi fanciulli bestemmiano e l'orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore. Il peccatore con la bestemmia maledice Dio, lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna. La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore.
Io ti darò una freccia d'oro per cicatrizzarmi la ferita del peccatore; ed è questa:
Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato, il Santissimo, il Sacratissimo, l'adoratissimo eppure incomprensibile Nome di Dio in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore il nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell'altare. Amen.
Ogni volta che ripeterai questa formula ferirai il mio Cuore d'amore. Tu non puoi comprendere la malizia e l'orrore della bestemmia. Se la mia Giustizia non fosse trattenuta dalla Misericordia, schiaccerebbe il colpevole verso al quale le stesse creature inanimate si vendicherebbero, ma io ho l'eternità per punirlo!
Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una volta sola:
O ammirabile Nome di Dio!
In ispirito di riparazione per le bestemmie!»
domenica 28 gennaio 2024
La preghiera è utile e necessaria
Il Signore rimane sommamente libero alle richieste che gli facciamo nella preghiera, alle grazie che domandiamo, può non concederci quello che gli chiediamo, può non concedercelo subito o concederci altro ma non per questo è indifferente, lontano o disinteressato anzi continua ad amarci, a volerci bene e desidera da noi che ci comportiamo in un certo modo, per il nostro bene in prospettiva dell’eternità. Con chi prega e lo ama sinceramente usa sempre una certa pedagogia, con chi non prega e si allontana nella miscredenza o nell’incredulità continua a richiamare ad una vita morale secondo coscienza, ispirata ai principi del Vangelo ma sempre rifiutarsi di pregare o disprezzare la preghiera significa consegnarsi alla carne con le sue passioni e l’egoismo, al mondo con le sue illusioni e vanità e al maligno di cui ci sono note le intenzioni.
sabato 16 dicembre 2023
Silloge poetica n°012
L'OBLÌO DEL NATALE
Ecco il Natale dei presepi insanguinati
e delle membra sanguinanti –
in quella Betlemme lontana di venti secoli,
delle famiglie che perdono i propri figli in guerre sporche,
dei rifugiati nati meno di quattordici anni fa
e mamme con un cuore pesante in terra straniera,
una catastrofe umanitaria,
spesso definiti non per un caso ma per crudele volontà
danni collaterali o piuttosto inutili conseguenze,
dei naufraghi che attraversano ai confini il perfido Leviatano,
chi sopravvive o si inabissa in una tomba d'acqua,
dei poveri che con o senza un lavoro certo –
con disabili soli, anziani abbandonati e bambini senza amore,
vulnerabili a cui nessuno tende la mano,
a cui manca il necessario o la solidarietà fraterna,
così che non riescono a mangiare il pane d'ogni giorno,
per settimane e nemmeno nel Natale da calendario.
La culla è sporca di sangue,
è il sangue innocente della vittima di odio,
della ritorsione vendicativa,
dell'errore di giudizio che non s'accorge dell'altro come noi,
l'empatia che si tramuta in compassione –
non per miscredenza ma per mancanza di sensibilità.
La culla è vuota, non c'è nessuno,
perché il corpo esanime è stato seppellito –
non nella nuda terra,
ma nella disinformazione dei media,
nel populismo di certi governanti,
nel vuoto dei valori.
La culla riceve Gesù neonato,
adagiato con tenera mano e abbraccio sicuro da Maria,
la Vergine che meditò nel suo cuore le grandi cose di Dio –
ma quel neonato ha già i segni dei chiodi
e la trafittura di lancia nel cuore,
come i fanciulli morti nelle guerre insensate
è il suo sangue che riverbera
nel sangue vermiglio di tanti piccoli,
ignari delle macchinazioni sataniche dei potenti,
e i prati del Paradiso accolgono
quei martiri che senza saperlo diventano fiori profumati
e una corona di rose alla Madonna.
La culla di Gesù è vuota nel gelido casolare di Betlemme,
non c'è il calore dei corpi degli animali
a scaldare il Bambino divino,
gli angeli non sono apparsi ai pastori per dare testimonianza
e quaggiù gli spettri si aggirano ancora nelle città del male
dove il diavolo partorisce i suoi anticristi
come tanti frutti marci nel covo delle velenose serpi –
questo è il Natale delle culle abbandonate e sterili,
forse da qualche parte Gesù con la sua perfezione è nato
o sta nascendo nei giusti che non fanno rumore,
nella sconosciuta e dimenticata Betlemme del silenzio,
dal grembo della Vergine del silenzio –
ma non nel cuore degli ingiusti,
codardi schernitori sarcastici del puro amore oblativo.
EGLI È NATO
Quando dall'albero lacrimoso
e irto di spine del rimorso
nasce intatta la misericordia
per colui che ci offende,
ecco un nuovo giorno sorgere in alto
con il suo Sole fulgido
che illumina dentro,
nella lieta Natività del piccolo Gesù
sorgente di ispirazione
per le menti sagge,
segno di contrarietà e lutto
per i filosofi nichilisti
o scandalo di grande stupore
ma anche radice di speranza nell'Eternità
scesa in questo tempo miserevole,
fra la morte e la vita
egli è nato nella martoriata Palestina
dalla figlia di Sion,
nel nascondimento fra i popoli
a iniziare la vera storia di ciascun'anima
nella disciplina dell'amore,
a darci un significato e una risposta,
qualcosa di davvero compiuto
a questo effimero.
CONVERSIONE
Qualche filosofo scrisse che siamo angeli a metà
e che il corpo è un peso per l'anima,
invece la nostra carne è il cardine che ci redime
perché l'atteggiamento, le opere buone e la preghiera
sono veicolate dalle membra mortali così deboli.
Come filo spinato attorcigliato al cuore,
è tagliente e lo sento ferirmi nel silenzio della notte
questo insidioso personaggio,
desta inquietudine ma è soltanto un'apparizione
che mi offre il sacramento del vizio.
Non esiste alcuna figura di angelo o santo
in questa stanza dalle mura grondanti acqua benedetta,
dai miei occhi lacrime caustiche nel tempo
e fuori dal tempo il terrore relativo,
per loro la tenebra fredda è l'eterna beatitudine.
Lasciai la via della violenza e digiunai dal pane della paura,
ecco nuovi rabbiosi personaggi dileguarsi
quando il segno della croce è tracciato sul mio corpo,
questo segno sacro che richiama la Trinità divina
e attualizza la mia liberazione dal male
per mezzo della Carità perpetua e senza origine,
ricca di zelo per la mia salvezza,
segno che è l'unico esorcismo dentro le profezie.
Se i peccatori conoscessero come la sincera contrizione
e una preghiera semplice come l'Ave Maria
o il santo Nome di Gesù
sono la chiave nascosta ai disprezzatori
che apre assieme al Sangue di Cristo la porta aurea del Cielo,
ricorderebbero più spesso che una coscienza pacificata
che non mi rimprovera di alcun male,
piange invece per l'altro che entra nel mio mondo,
virtù dei benevoli che abbellisce l'anima
è vita di grazia che ad ogni attimo rinasce per la comunione.
SENILITÀ
La persona vecchia
è un culto per l'infante,
guarda al passato
mentre il presente gli scivola via
e la domanda è la stessa:
se si fermasse il cuore,
dove andrei
oltre che nella casa
in cui ho amato?
C'è qualche altro posto
dove sentirmi
tranquillo,
dove l'accoglienza
dei ricordi mi riporta laggiù,
in fondo, nel dirupo dell'anima?
E se morissi adesso
cosa ne sarebbe
del commuovermi guardando
gli affetti perduti delle fotografie?
Non c'è altro per noi vecchi,
a parte la gentilezza
di un indole compassionevole;
fuori da queste mura rumore
e in questa stanza
il sole di una presenza,
il silenzio dell'attesa,
il cuore rotto di nostalgia.
MEMENTO
La morte è l'unico rimedio al tedio...
se c'è lei la vita non dà segnali di frenesia
e se lei non c'è la vita è in attesa,
si accomoda ad aspettare l'inconoscibile
ed è paziente ma non nemica.
Forse si muore per nulla?
si muore soltanto per non sapere di essere morti,
quando lei c'è noi non ci siamo mai
e non dura ore, minuti o secoli da trascorrere
ma un istante, un solo istante,
quell'istante soltanto, muto e arcigno
che ti ruba tutto il tempo
e ti lascia solo con te stesso,
senza fare più niente
aspettando qualcosa che non ci sarà,
qualcosa subito
che ci dissipa nell'insensibilità.
Dopo è ancora vita?
nella cenere non si concede pace
il desiderio di morire ancora,
ma la vita forse ritorna ed è un altro difficile viaggio,
quello che accade qui è presente altrove
e ci attende nel paese dei fantasmi
dal fuoco che si estingue come l'araba fenice,
nel sogno forse risorge
ma soltanto nel sogno velato dal tramonto.
martedì 28 novembre 2023
Un cuore puro
La vendetta e la bestemmia sono demoni che deturpano il cuore e allontanano l’amore degli angeli santi, non così il perdono e la preghiera che stanno all’opposto e che ci avvicinano al Signore e alla Madonna, che ci rendono interiormente liberi e realizzati. Gesù vive negli innocenti e sono loro la chiave per aprire la porta del Paradiso, un innocente che prega o si sacrifica – motivato dall’amore per gli altri e sorretto dalla grazia di Dio – ha il potere mistico di abbattere tutto il male presente nel mondo e l’intero inferno: soltanto chi ha un cuore puro non teme satana, l’odio, la violenza e il dolore che si risolve nella morte. La casa di Dio è il cuore innocente, un tabernacolo di carne e sangue, fatto della stessa nostra umanità, il vero culto in spirito e verità così come ce lo suggerisce il Vangelo.