Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

giovedì 12 febbraio 2026

Il pensiero di tre Santi dell'epoca moderna riguardo il protestantesimo e le chiese cosiddette separate

Per comprendere integralmente il pensiero di San Giovanni Bosco, San Pio da Pietrelcina e don Dolindo Ruotolo sui protestanti, è fondamentale fare una premessa: tutti e tre sono vissuti (o si sono formati) in un'epoca precedente al Concilio Vaticano II e al moderno cammino ecumenico.

Il loro linguaggio, di conseguenza, non era quello del "dialogo interreligioso" odierno, ma quello della rigida apologetica cattolica. Per loro, la fede cattolica era l'unica Arca di Salvezza, e il protestantesimo non era visto come una "diversa espressione del cristianesimo", ma come una tragica eresia, una ribellione contro Dio che privava le anime dei Sacramenti, della Madonna e della guida sicura del Papa.

Ecco nel dettaglio cosa pensavano, con le relative citazioni.

1. San Giovanni Bosco (1815-1888)

Don Bosco visse in prima persona l'avanzata del protestantesimo (in particolare dei Valdesi) nel Piemonte del Risorgimento. Quando nel 1848 lo Statuto Albertino concesse i diritti civili ai Valdesi, questi iniziarono un forte proselitismo a Torino. Don Bosco lo vide come un attacco mortale alle anime dei suoi ragazzi.

Per difenderli, scrisse numerosi libretti apologetici (come Il Cattolico Istruito nella sua religione e Le Letture Cattoliche), usando toni diretti e intransigenti. Per lui, il protestantesimo era un coacervo di errori umani che aveva reciso il legame con l'unica vera Chiesa di Cristo.

Citazione di Don Bosco:

"Il Protestantesimo non è una religione dettata da Gesù Cristo, ma è un ammasso, un guazzabuglio di errori, che contengono tutte le eresie... La vera Chiesa deve essere Una, Santa, Cattolica, Apostolica. La setta protestante non ha nessuno di questi caratteri. Non è Una, perché i protestanti non hanno lo stesso capo, non hanno la stessa fede. Non è Santa, perché insegna cose contrarie al Vangelo. Non è Cattolica, perché è ristretta in alcuni luoghi e nata secoli dopo Gesù Cristo. Non è Apostolica, perché non discende dagli Apostoli, ma è stata inventata da uomini ribelli come Lutero e Calvino." (Tratto dai suoi scritti apologetici per i giovani, in particolare "Il Cattolico Provveduto")

2. San Pio da Pietrelcina (1887-1968)

L'approccio di Padre Pio era meno teologico-accademico e più mistico e pastorale. Per il frate stigmatizzato, il dramma del protestantesimo consisteva nella privazione oggettiva della Grazia sacramentale. Egli provava grande pena per i protestanti perché, rifiutando l'Eucaristia come reale Corpo e Sangue di Cristo, il sacramento della Confessione e l'intercessione di Maria, si privavano degli strumenti principali per la salvezza e la consolazione dell'anima.

Tuttavia, Padre Pio distingueva nettamente l'eresia (che condannava) dalle singole persone (che accoglieva con carità infinita). Fu infatti strumento di innumerevoli conversioni di protestanti illustri (come l'ufficiale prussiano Karl Wagner).

Citazioni e pensieri di Padre Pio:

Quando gli si chiedeva un parere oggettivo sulla validità dei riti protestanti (in particolare dei luterani), Padre Pio era netto riguardo alla loro natura teologica:

"Potranno essere brave persone, potranno cercare sinceramente Dio... ma non hanno i Sacramenti. La loro Eucaristia non è valida perché manca l'autorità apostolica. Il loro pastore non può consacrare il pane e il vino."

Spesso, esortando i figli spirituali a pregare per loro, usava il linguaggio del tempo, definendoli anime da ricondurre all'ovile:

"Pregate, pregate molto per i poveri peccatori e per il ritorno dei fratelli separati alla Santa Madre Chiesa, affinché ci sia un solo gregge sotto un solo Pastore."

3. Don Dolindo Ruotolo (1882-1970)

Il mistico ed esegeta napoletano don Dolindo Ruotolo ha scritto un commentario biblico monumentale in 33 volumi (La Sacra Scrittura). Affrontando il protestantesimo, don Dolindo era severissimo. Egli vedeva nella "Riforma" di Lutero l'inizio dello sfaldamento della società cristiana moderna e il seme del razionalismo e dell'ateismo.

Per don Dolindo, abolire il Sacerdozio ministeriale, negare il valore sacrificale della Santa Messa (che i protestanti considerano solo una memoria e non il rinnovamento del sacrificio della Croce) e rifiutare la Madonna erano opere direttamente ispirate dal demonio per distruggere la Chiesa dall'interno.

Citazione di don Dolindo Ruotolo:

Nelle sue lettere e nei suoi scritti esegetici, difendendo la purezza della dottrina cattolica e la preminenza di Maria, scrisse parole di fuoco contro l'eresia luterana:

"Il protestantesimo è la ruina del cristianesimo... è la ribellione della superbia umana all'autorità di Dio e della Chiesa."

Riferendosi poi in modo specifico agli attacchi di matrice protestante contro la figura della Madonna, annotò:

"[Guai a] quei miserabili che tentano di sminuire la preminenza della gloriosa Vergine anche da un millimetro, come stanno facendo, a quanto mi dicono, i seguaci di Lutero. Per questo, senza ombra di dubbio, la Divina Giustizia sarà su di loro, se presto non si pentono e si emendano."

In sintesi: Tutti e tre consideravano il protestantesimo una ferita gravissima e un errore dottrinale inaccettabile, pur declinando questo pensiero secondo i loro carismi: Don Bosco lo combatteva sul piano dell'educazione e della difesa dei giovani, don Dolindo lo demoliva sul piano teologico ed esegetico, e Padre Pio cercava di curarne i danni nel segreto del confessionale, pregando e soffrendo per convertire i "fratelli separati" alla pienezza dei Sacramenti.

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