Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

mercoledì 3 giugno 2026

Si devono battezzare i bambini con la formula trinitaria, l'elemento dell'acqua e l'intenzione della Chiesa

Il bambino appena battezzato è ammesso alla visione beatifica di Dio, se dovesse morire presto va direttamente in Cielo, nel Regno annunciato dal Vangelo, dalla predicazione di Gesù, in quanto non ha colpe personali, perché vive in comunione o nella relazione di perfetto amore con la Santissima Trinità dentro al suo petto, la presenza dello Spirito di Dio in lui è reale e non è semplicemente un simbolo dell'innocenza, la sua anima diventa simile a uno spirito angelico, con le virtù di purezza, carità, bellezza e santità. I bambini hanno sensibilità spirituali straordinarie di cui pochi si accorgono, talvolta manifestano capacità medianiche o parapsicologiche, in alcuni santi e sante la vita mistica è incominciata nella più tenera età, nella loro infanzia con l'educazione alla fede cattolica, con la preghiera e il dialogo interiore con Gesù e Maria, con l'Angelo custode, ma le persone che conservano la grazia battesimale nell'adultità senza mai perderla sono davvero poche, diventando grandi in un mondo corrotto come il nostro, con la pessima inclinazione ai vizi, l'egoismo, la cattiveria, le vanità che emergono dalla nostra carne o natura segnata dal peccato dei progenitori e i demoni che non smettono mai di tentarci, l'anima quasi sempre abbrutisce, diviene nera come pece e il bene morale scompare. È facile perdere la grazia santificante ma per un peccato mortale è necessaria la volontà, l'esercizio cattivo della nostra libertà che può volgersi in ogni momento al male, per decidere di vivere ostinatamente contro la Legge di Dio, decidere di non amare né Dio né il prossimo e nonostante i tanti richiami della coscienza rifiutare di convertirsi. Un celebre testo di Tertulliano chiama il Battesimo semplicemente "sacramento dell'acqua" (sacramentum aquae), sottolineando che l'acqua diventa strumento della grazia divina, assieme alla formula trinitaria – nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo – e con l'adesione all'intenzione della Chiesa. 

«Hai un bambino? Non lasciare alcuno spazio al male; sia santificato fin dall'infanzia; fin dalle fasce sia consacrato allo Spirito Santo». 

E poco più avanti aggiunge: 

«È meglio che siano santificati senza averne coscienza, piuttosto che lascino questa vita senza il sigillo del Battesimo e senza l'iniziazione cristiana». 

Fonte bibliografica: 

Gregorio Nazianzeno, Oratio XL. In Sanctum Baptisma (Discorso 40, Sul Santo Battesimo), §7, §28. Edizione critica: Patrologia Graeca 36, col. 361.

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