✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

giovedì 8 ottobre 2026

Nel Sacrificio della Messa accade misticamente ogni volta quel che si compì sulla Croce per l'amore di Gesù

Sì. Il Catechismo della Chiesa Cattolica è molto esplicito: la Messa non è una semplice commemorazione psicologica, né un mero simbolo del sacrificio della Croce. È il sacrificio di Cristo reso realmente presente sacramentalmente. 

I numeri più importanti sono CCC 1363-1367, soprattutto 1365-1367. 

Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1365 

«Per essere memoriale della Pasqua di Cristo, l'Eucaristia è anche un sacrificio. Il carattere sacrificale dell'Eucaristia si manifesta nelle parole stesse dell'istituzione: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” e “Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi” (Lc 22,19-20). Nell'Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha “versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26,28)». 

Quindi il Catechismo non contrappone memoriale e sacrificio: afferma precisamente che, perché è memoriale della Pasqua di Cristo, l'Eucaristia è anche un sacrificio. Ma il punto decisivo è il numero successivo. 

CCC 1366 

«L'Eucaristia è dunque un sacrificio perché ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto». La parola fondamentale è «rende presente». Il memoriale cristiano, dunque, non significa semplicemente ricordare qualcosa che è accaduto nel passato. Infatti il Catechismo, al n. 1363, spiega: «Nella Sacra Scrittura, il memoriale non è solamente il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie che Dio ha compiuto per gli uomini». E al n. 1364 precisa che, nella celebrazione eucaristica, la Pasqua di Cristo «si rende presente» e che il sacrificio della Croce, offerto una volta per tutte, rimane sempre attuale. 

CCC 1367: è lo stesso sacrificio della Croce 

Questo è probabilmente il testo più forte per ciò che stai cercando: «Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio: “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi”». E continua: «E poiché in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che “si offrì una sola volta in modo cruento” sull'altare della croce, [...] questo sacrificio [è] veramente propiziatorio». Quindi, secondo il Catechismo: Croce e Messa non sono due sacrifici differenti. Sono un unico sacrificio. La differenza riguarda il modo dell'offerta: sulla Croce Cristo si offre in modo cruento; nella Messa viene offerto sacramentalmente e in modo incruento. 

Il Compendio del Catechismo, al n. 280, lo riassume in maniera ancora più sintetica: «L'Eucaristia è memoriale nel senso che rende presente e attuale il sacrificio che Cristo ha offerto al Padre, una volta per tutte, sulla Croce in favore dell'umanità. [...] Il sacrificio della Croce e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio. Identici sono la vittima e l'offerente, diverso è soltanto il modo di offrirsi: cruento sulla Croce, incruento nell'Eucaristia». 

In sintesi 

La dottrina cattolica può essere espressa così: La Messa è memoriale, ma non nel senso di un semplice ricordo. È memoriale perché rende presente sacramentalmente l'unico sacrificio di Cristo sulla Croce. Per questo è realmente un sacrificio. Ed è proprio il CCC 1366 a eliminare ogni possibile equivoco: «L'Eucaristia è dunque un sacrificio perché ripresenta (rende presente) il sacrificio della croce...» 

La pagina ufficiale del Catechismo della Chiesa Cattolica sul sito della Santa Sede raccoglie questa sezione sotto il titolo particolarmente significativo: «Il sacrificio sacramentale: azione di grazie, memoriale, presenza».

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