Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

lunedì 24 febbraio 2025

Breve meditazione sull'Eucarestia e la presenza mistica di Cristo

GESÙ TI PARLA DAL TABERNACOLO

Ovunque tu sia recati spiritualmente davanti al Tabernacolo e fatti amare da Gesù

Benvenuto/a in questa cappella, ti attendevo da tanto tempo e ora finalmente ci siamo incontrati. Se sei qui sicuramente hai un grande dolore, una grande sofferenza che ti lacera l’anima. E Io sono qui per te, per essere la Tua consolazione, la Tua speranza, la Tua forza. Da giorni ti stavo aspettando, volevo guardarti negli occhi. E se tu alzi lo sguardo Mi vedi nella Mia Misericordia. Desidero parlarti Cuore a cuore, voglio dirti tutto il bene che ti voglio, voglio che tu senta il Mio abbraccio per te. Mi sento fremere di compassione quando ti vedo piangere; Mi sento stringere nel Cuore quando vedo che soffri, ma ora sei finalmente qui, seduto su questi banchi. Mio caro amico e fratello, sentiMi seduto vicino a te, sentiMi al tuo fianco, Io non posso lasciarti solo, non posso metterMi da parte nella tua vita. Non pensare che Io sia indifferente o lontano dal tuo dolore, Io sono qui vicino a te! Sono veramente felice quando ti vedo!

Ho scritto il tuo nome sul palmo della Mia mano; tu sei una perla preziosa per Me e mai ti posso dimenticare! La sofferenza che ti ha colpito per ora non puoi comprenderla, rientra nel misterioso progetto d’amore del Padre Mio, ma sappi che tu sali con Me sulla Croce e con Me ti offri al Padre con amore… Mio compagno, Mio cireneo in questo percorso di vita! Ti prendo sottobraccio e cammino con te! Prego in te e per te, e ogni giorno al Padre, nella forza dello Spirito, nella comunione di amore che viviamo, preghiamo perché il tuo dolore sia offerto, perché la tua anima cerchi solo in Noi una risposta vera e autentica… Se potessi vedere anche solo per un istante quanto ti amiamo, moriresti dalla gioia. I Miei occhi non riescono a staccarsi da te per quanto ti amo, per quanto ti sono vicino e per quanto ci tengo a te! Mio caro fratello, Mio compagno nel dolore, apri la tua anima, apri il tuo cuore all’infinita forza del Mio Amore e anche quando i chiodi della sofferenza trapassano il tuo debole corpo, tu abbandonati a Me con tutto te stesso, cerca la tenerezza nella profondità del Mio Cuore.

Io desidero solo consolarti e donarti speranza e forza… Io piango con te e per te, e non credere che non Mi addolori vederti soffrire. Anche per Me è stato difficile abbracciare quella Croce, ma sappi che tutto questo avviene perché nella tua vita risplenda sempre di più l’amore e la fede. AmaMi così come sei, Io credo che tu sia un campione d’amore, dimostramelo ora: lascia da parte ogni cosa e prega profondamente con tutto te stesso, Mi sentirai vicino, volgi il tuo sguardo ai Miei occhi, tienili fissi in Me e sentiti amato, accarezzato, sostenuto dal Mio “debole” Cuore. Ti amo tanto fratello Mio, ti stringo dolcemente a Me, e so che su questa Croce ormai da anni non sono più solo..., tu sei con Me, ti fai Mio “cireneo” e con immensa tenerezza ti abbandoni al Padre Mio. Grazie… Amico, sono con te, ora e per sempre. Amen. Il tuo Amico, Gesù.

PREGHIERA SPONTANEA

Signore accogli le preghiere e i lamenti di coloro che soffrono e di quanti si adoperano per alleviarne il dolore. Tu che hai percorso la via del calvario e hai trasformato la croce in segno d'amore e di speranza conforta coloro che sono afflitti, soli e sfiduciati. Dona loro la pazienza sufficiente per sopportare le lunghe attese, il coraggio necessario per affrontare le avversità, la fiducia per credere in ciò che è possibile, la saggezza per accettare ciò che rimane irrisolto, la fede per confidare nella tua Provvidenza. Benedici le mani, la mente e i cuori degli operatori sanitari perché siano presenze umane e umanizzanti e strumenti della tua guarigione. Benedici quanti nelle nostre comunità si adoperano per accompagnare i malati perchè accolgano la profezia della vulnerabilità umana e si accostino con umiltà al mistero del dolore. Aiutaci, Signore, a ricordarci che non siamo nati felici o infelici, ma che impariamo ad essere sereni a secondo dell'atteggiamento che assumiamo dinanzi alle prove della vita. Guidaci, Signore, a fidarci di Te e ad affidarci a Te.

Il dio uno e quattrino e il suo culto idolatrico

Le chiese e le sette religiose predicano il regno dei cieli illudendo poveri allocchi, poi accaparrano denaro e beni del prossimo meglio se psichicamente vulnerabile con una cupidigia diabolica e senza rimorso, ma non sono personaggi mentalmente dissociati, sono maschere farisaiche, imbonitori o istrioni, essi sono coerenti con la natura umana quando dà il meglio di sé perché le attività umane – anche quelle in apparenza nobili e meritevoli – sono volte quasi sempre a sfruttare gli altri, a strumentalizzarli per un qualche interesse individualistico o di parte.

Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. (1Cor 15,19)

giovedì 20 febbraio 2025

Concedimi o Signore un cuore puro

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,14-23

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

COMMENTO

Ciò che di malvagio o degenerato deturpa il mondo ognuno se lo porta dentro di sé, viene dal nostro cuore e si riversa sugli altri; nessuno è immune dal portarselo dentro, è qualcosa che ci accomuna tutti per natura oltre qualsivoglia differenza, intenzione o apparenza, è il male o la personalità oscura presente in noi che se assecondata ci rende costantemente più impuri, ma per nutrire questo mostro è necessario l’esercizio della volontà in quell’ambito di dignità così alto che ci rende simili agli Angeli e anche a quelli caduti e dissimili dalle bestie che non comprendono, è la libertà di fronte al bene e al male, la coscienza morale, la responsabilità per le proprie azioni e la capacità d’amare. Forse l’unico elemento che può purificare i nostri cuori è la scelta di amare nonostante tutte le contrarietà, di perdonare, di comprendere e di sentire compassione per l’altra creatura, e di dire sempre no al maligno che sussurra alla mente con la tentazione, con i vizi e le fami egoistiche. In quella stanza sporca e buia che può diventare la nostra anima quando asseconda il diavolo e cede all’inganno del peccato, rimane sempre un po’ di nostalgia per la chiarità delle virtù e la benignità così grande di Dio, la sua misericordia che può renderci ogni volta che ci pentiamo con cuore davvero contrito persone nuove, figli e figlie amati e non più schiavi incatenati di un despota iniquo.

lunedì 10 febbraio 2025

Preghiera di liberazione da ogni male

✠ Segno della Croce

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Padre Santo, Dio onnipotente e misericordioso, in Nome di Gesù Cristo, per l’intercessione di Maria Vergine, manda il tuo Santo Spirito su (si dice il nome).
Spirito del Signore scendi su (nome); fondilo, plasmalo, riempilo di Te, esaudiscilo, usalo, guariscilo.
Caccia via da lui tutte le forze del male, annientale e distruggile, perché possa stare bene e operare il bene.
Caccia via da lui tutti gli spiriti cattivi, i malefici, le stregonerie, ogni effetto della magia nera, delle messe nere, delle fatture, delle legature, delle maledizioni e del malocchio.
Spezza tutti i legami occulti, medianici e di dipendenza che lo ostacolano; allontana da lui ogni possibile influenza diabolica, infestazione diabolica, vessazione diabolica, ogni ossessione diabolica, o possessione diabolica; allontana tutto ciò che è male, peccato, invidia, stoltezza, perfidia, discordia, impurità, bestemmia, infatuazione; allontana da lui la malattia fisica, psichica, morale, spirituale, diabolica.
Brucia tutti questi mali nell’inferno, perché non abbiano mai più a toccare né lui né nessun’altra creatura al mondo.
Nel Nome di Tuo Figlio, Gesù Cristo Salvatore, ordina e comanda a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze cattive che lo molestano, di lasciarlo immediatamente, di lasciarlo definitivamente e di andare nell’inferno eterno, incatenati dagli Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e dal mio Angelo Custode, oltre che schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima Immacolata.
Dona a (nome), o Eterno Padre, tanta fede, una fede matura, gioia, salute e pace, oltre a tutte le grazie di cui ha bisogno per servirti sempre meglio in questo mondo e per ottenere dalla Tua misericordia per mezzo di Gesù e di Maria la perseveranza nella Tua santa grazia, la perseveranza finale, una buona morte e la salvezza in Cielo.
Il tuo Preziosissimo Sangue, Gesù, mio Signore sia su (nome) e su tutti noi e ci protegga da ogni male, facendo fallire i propositi di coloro che ci odiano. Così sia.

                                                                              3 Pater, Ave, Gloria

«O Sangue e Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù
come sorgente di misericordia per noi, confido in Te!»


✠ Segno della Croce

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Il Vangelo non è narrativa di genere fantastico

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 5,1-20

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

COMMENTO

Questo testo del Vangelo di Marco non è una pagina di letteratura, un fatto di pura invenzione, un romanzo con degli insegnamenti morali che qualche dotto deve saperci spiegare, è esattamente ciò che dice e cioè l’esorcismo di Gesù su un uomo posseduto dai demoni che addirittura richiama un contesto geografico, quei demoni tanto numerosi i quali lo riconoscono per bocca della loro vittima e attestano chi Egli sia veramente. Il racconto ha avuto per anni una tradizione orale e poi è stato scritto nel Vangelo che è uno tra i sinottici o simultaneamente visibili in cui ci sono delle sovrapposizioni tra gli avvenimenti, delle analogie narrative, è un fatto accaduto e i dialoghi e le circostanze sono una cronaca ma con un intento teologico, attestare chi sia Gesù e la realtà del mondo demoniaco, come Gesù sia veramente il Signore e anche i demoni con la loro ricusata sottomissione gli debbano obbedire. Gesù esprime la sua misericordia e la sua pietà liberando l’uomo dal male, i demoni esprimono tutta la loro malvagità con il fatto dei porci e il tormento continuo a cui era sottoposto l’indemoniato, il mondo degli spiriti non è un’invenzione letteraria o un mito religioso ma una realtà scientifica che talvolta cade sotto l’esperienza sensibile.