Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

domenica 18 gennaio 2026

Se si è cristiani autentici è facile amare chi ha convinzioni diverse dalle nostre o coloro che ci fanno del male

Siamo nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, se ci sono visioni dottrinali e dogmatiche differenti da quelle professate dalla Chiesa cattolica, dalla Tradizione apostolica e dal Magistero non può esserci con esse unità se non a prezzo dell'apostasia dalla Verità o meglio dalla Rivelazione in Gesù di Nazareth, l'Eterno che si è fatto uomo e ci ha redenti col Suo Sangue, che è morto in Croce ed è risorto per noi, per aprirci la porta del Suo Regno, che questa Verità ce l'ha testimoniata con la Sua vita e il Suo insegnamento, che Dio è amore (1Gv 4,8) e che ciascuno di noi gli sta a cuore come se fosse Suo figlio unico, personalmente credo nella convivenza pacifica e nel dialogo frutto della ragione a cui tutti gli uomini sono chiamati dalla morale naturale e dall'ascolto della propria coscienza, osservando il precetto della carità evangelica, ma non nell'ecumenismo – movimento fallace che mira a promuovere l'unità tra tutte le confessioni cristiane, lavorando per la riconciliazione e la cooperazione – o peggio nel sincretismo religioso, nel supermercato delle religioni e delle sette di qualsiasi nomenclatura tanto desiderato dal laicismo contemporaneo in una società quasi del tutto secolarizzata dove certi valori sono oramai dimenticati o fatti oggetto di scherno. La persona umana con i suoi diritti inalienabili è messa in secondo piano: “L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da sé stessi tormentati con molti dolori” (1Ti 6,10).

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