Ho
imparato a vedere oltre le apparenze quel che si nasconde nel segreto, l’uomo
non è mai disabitato perché la sua anima è un tempio in cui la luce rifulge o
un antro in cui il buio si perde dietro il buio; la preghiera litanica è un
lento susseguirsi di frasi e parole che intensificano la luce nell’anima, dove
c’è luce si può vedere, dove c’è luce lo Spirito porta la sapienza, dove c’è luce
quel che è nascosto diventa rivelazione e la conoscenza di sé accresce l’anelito
al cambiamento. Quando sai che Dio ti vede ciò che desideri è la sua
approvazione e la consapevolezza di essere approvato, così sono i figli della
luce e sono coloro che non hanno paura della Verità. Se fai il bene perché
nasconderti? una persona integra non ha paura e non si nasconde, quel che c’è
nel suo cuore il Signore lo conosce, invece chi vive separato dal suo bene ama
la menzogna, sono così i figli del diavolo e non sentono rimorso, il buio
procede dall’insensibilità e dal disprezzo del carattere benigno. Come
riconoscere il bene? è scritto nei nostri cuori con calligrafia chiara e
leggibile, se vuoi puoi leggere e decidere di amare, se vuoi puoi trascrivere
con la tua calligrafia in ogni espressione della vita quello che vi leggi e
imparare a leggere negli altri per fare quello che l’amore ti suggerisce. Dio si nasconde ma non è lontano, chi lo cerca lo ha già trovato nel più grande Comandamento
e nell’adempiere alla sua volontà, chi lo cerca ha trovato sé stesso dove abita
la Verità e senza accorgersene ha cominciato ad amare sul serio, perché Dio ci
ama e chi si sente amato non può rinunciare a corrispondere: la preghiera
custodisce questo segreto rivelato ai semplici, è la chiave che apre la porta
del Paradiso.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
giovedì 1 gennaio 2015
venerdì 19 dicembre 2014
La chiave psicologica della preghiera
Piccola
antologia che descrive con tratti veloci l’importanza della preghiera per la saviezza
della mente, la bellezza dell’anima e la purezza del cuore in una persona umana:
“Detti sulla preghiera dei Padri della Chiesa,
dei Dottori della Chiesa e dei Padri del deserto”.
S.
Agostino ha detto:
“Nutri
la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale”.
“La
preghiera muore, quando il desiderio si raffredda”.
S.
Tommaso d’Aquino ha detto:
“La
preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non
sa, ma per spingere verso Dio l’animo di chi prega”.
S.
Girolamo ha detto:
“Chi è assiduo
nella lettura della Parola di Dio, quando legge si affatica, ma in seguito è
felice perché gli amari semi della lettura producono in lui i dolci frutti”.
“Studiamo
ora che siamo sulla terra quella Realtà la cui conoscenza resterà anche quando
saremo in cielo”.
“Preghi?
Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? E’ lo Sposo che parla a te”.
S.
Ignazio di Loyola ha detto:
“Pregare
è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnandolo”.
S.
Caterina da Bologna ha detto:
“La
preghiera è l’estatica contemplazione dell’Altissimo, nella sua infinita
bellezza e bontà: uno sguardo semplice e amoroso su Dio”.
S.
Giovanni Crisostomo ha detto:
“L’uomo
che prega ha le mani sul timone della storia”.
S.
Giovanni Damasceno ha detto:
“La
preghiera è un’elevazione della mente a Dio”.
S.
Ignazio d’Antiochia ha detto:
“Procurate
di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio.
Quando vi radunate spesso le forze di satana sono annientate ed il male da lui
prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede”.
S. Bernardo
di Chiaravalle ha detto:
“I tuoi
desideri gridino a Dio, la preghiera è una pia tensione del cuore verso Dio”.
Tertulliano
ha detto:
“L’unico
compito della preghiera è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino
della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati,
aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i
peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i
pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste,
arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi,
rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti”. (L’orazione, cap. 29)
Charles
de Focauld ha detto:
“Bisogna
lodare Dio. Lodare è esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il
proprio amore, perché l’amore è inseparabilmente unito ad un’ammirazione senza
riserve”.
“Dunque,
lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d’amore.
Significa ripetergli che Egli è infinitamente perfetto, infinitamente amabile,
infinitamente amato. Significa dirgli che Egli è buono e che l’amiamo”.
Maestro
Eckhart ha detto:
“Perché
preghiamo?... Perché Dio nasca nell’anima e l’anima rinasca in Dio... Un essere
tutto intimo, tutto raccolto ed uno in Dio: questa è la Grazia, questo
significa Iddio con te”.
S. Teresa
di Gesù ha detto:
“L’orazione
mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento,
da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d’essere amati”. (Vita 8,5)
“... la
porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole
entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha
altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo”.
(Vita 8,9)
“Certo
bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a
camminare camminando”.
“... nel
cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e
decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole
avvenire, succeda quel che vuole succedere, mormori chi vuole mormorare, si
fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada,
scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla méta,
ne vada il mondo intero”. (Cammino di perfezione 21,4)
“Pensate
di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi
di Lui, tenendolo sempre presente”. (Vita 12,2)
“La continua
conversazione con Cristo aumenta l’amore e la fiducia”. (Vita 37,5)
“Buon
mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi una sua immagine o
pittura che vi faccia devozione, non già per portarla sul petto senza mai
guardarla, ma per servirsene ad intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi
suggerirà quello che gli dovete dire”.
“Se
parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse
mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo!”.
(Cammino di perfezione 26,9)
“Non
siate così semplici da non domandargli nulla!”. (Cammino di perfezione 28,3)
“Chiedetegli
aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella
gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il
bisogno”. (Vita 12,2)
“Cercate
di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande. Credete
forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che
prega, Egli risponde”. (Cammino di perfezione 24,5)
“A chi
batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro. Per me bastava
anche la vista dei campi, dell’acqua, dei fiori: cose che mi ricordavano il
Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libri”. (Vita 9,5)
“Per
molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo cominciare a
pregare senza libro”. (Vita 4,9)
“E’
troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene separare! E’ altrettanto
si dica di quella della sua Santissima Madre”. (Seste Mansioni 7,13)
“...
fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo
vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per
contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete
togliere d’attorno”.
“L’avrete
con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che
sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico?”. (Cammino di perfezione
26,1)
“Poiché
Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra
le sue braccia e godere della sua compagnia. E chi non farebbe di tutto per non
perdere un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra
intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra il Padre e il
Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare la vostra volontà col suo
ardentissimo amore”. (Cammino di perfezione 27, 6-7)
“Quelli
che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che
la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a
fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non
mancheranno di arrivare all’acqua della fonte. Essendo vicinissimi al focolare,
basta un minimo soffio dell’intelletto perché si infiammino d’amore, già
disposti come sono a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni
oggetto esteriore”. (Cammino di perfezione 28,5.8)
“Per
cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a
forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l’anima
sembra che d’improvviso s’innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che
per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza. Dovete saper
che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale, ma un fatto dipendente
dalla nostra volontà e che noi possiamo realizzare con l’aiuto di Dio”.
(Cammino di perfezione 28,6; 29,4)
“Sapevo
benissimo di avere un’anima, ma non ne capivo il valore, né chi l’abitava,
perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi
vedere. Se avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell’anima mia
abita un Re così grande, mi sembra che non l’avrei lasciato tanto solo... e
sarei stata più diligente per conservarmi senza macchia”. (Cammino di perfezione
28,11)
“Non si
creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie. Dobbiamo
ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto
in tanto, sia pure di sfuggita, dell’Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci
che per parlare con Lui non occorre alzare la voce”. (Cammino di perfezione
29,5)
“Il
Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza!”.
(Cammino di perfezione 29,8)
“Quando
un’anima... non esce dall’orazione fermamente decisa a sopportare ogni cosa,
tema che la sua orazione non venga da Dio”. (Cammino di perfezione 36,11)
“Quando
un’anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia, alla cui luce si
riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata perdonata, non posso credere
che non sappia anch’essa perdonare a chi l’ha offesa. Siccome le grazie ed i
favori di cui si vede inondata le appariscono come pegni dell’amore di Dio per
lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa per testimoniare l’amore che
anch’ella nutre per lui”. (Cammino di perfezione 36,12)
“La
preghiera non è qualcosa di statico, è un’amicizia che implica uno sviluppo e
spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l’amico”.
(da L’amicizia con Cristo, cap. VII)
Detti
dei Padri del deserto:
L’importanza
della preghiera del mattino
“Non
appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria
a Dio e intoni cantici e salmi, poiché la prima preoccupazione, alla quale lo
Spirito si apprende fin dall’aurora, esso continua a macinarla, come una mola,
per tutto il giorno, sia grano sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a
gettar grano, prima che il nemico getti la zizzania”.
Pregare
prima di ogni cosa
“Un
anziano diceva: non far nulla senza pregare e non avrai rimpianti”.
Detti
di S. Isidoro
“Chi
vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché
nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è
Dio che parla a noi”.
“Tutto
il progresso spirituale si basa sulla lettura e sulla meditazione: ciò che
ignoriamo, lo impariamo con la lettura; ciò che abbiamo imparato, lo conserviamo
con la meditazione”.
“La
lettura della Bibbia ci procura un duplice vantaggio: istruisce la nostra
intelligenza e ci introduce all’amore per Iddio distogliendoci dalle cose vane”.
“Nessuno
può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità
con essa mediante la lettura”.
Detti di
S. Pacomio
“Mettiamo
freno all’effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro
cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole
incessantemente... e ne sarete liberati”.
Detti
di Arisitide l’Apologeta
“E’ per
la preghiera dei cristiani che il mondo sta in piedi”.
Detti
di Evagrio Pontico
“La
preghiera è sorgente di gioia e di grazia”.
“Quando,
dedicandoti alla preghiera, sei giunto al di sopra di ogni altra gioia, allora
veramente hai trovato la preghiera”.
Detti
di Giovanni Climaco
“La
preghiera è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, misura del progresso
spirituale, giudizio del Signore prima del futuro giudizio”.
venerdì 12 dicembre 2014
Gli innocenti martiri
Satana sulla terra risiede in
una fortezza costituita da milioni di corpi straziati di bimbi abortiti, è la
sua bestemmia colma di odio che si alza violenta come una sfida verso il Cielo,
contro il trono di Dio, egli non può appropriarsi di queste anime semplici e incolpevoli
su cui gli Angeli santi appongono il sigillo della redenzione di Cristo, e che
conducono in Paradiso, anche loro infatti sono ministri del Battesimo oltre
questo mondo così come presiedono la Liturgia celeste, ma la terra rimane
intrisa del sangue dei martiri innocenti e le conseguenze per questo immane
delitto sono di una gravità estrema per il mondo e i suoi destini, la gente
purtroppo nemmeno se ne preoccupa chiamando questo gravissimo peccato pratica medica e sanitaria. Il grembo
materno è diventato con la modernità il luogo più pericoloso per la vita
nascente, una madre che uccide il proprio figlio nascituro è quanto di più
sacrilego e blasfemo possano compiere delle persone contro la vita, è un atto
talmente estremo nella sua empietà da estinguere del tutto la carità e far
meritare l’inferno, sempre che non vi siano attenuanti per i responsabili
precisando che il Giudizio è soltanto di Dio ed è estremamente severo, anzi
tremendo. Satana odia soprattutto l’innocenza e usando coloro che si mettono
dalla sua parte tenta in ogni maniera di violarla e offenderla, perché da
sempre perpetra il peccato, quindi le sue intenzioni sono chiare e risapute, come
le sue due qualifiche primarie che sono la menzogna e l’omicidio; il Signore secondo
l’espressione usata da un Libro sapienziale è l’amante della vita, il suo Autore e quindi rendere culto alla vita
rispettandola e proteggendola è un atto che coinvolge la pietà religiosa, il
senso di Dio e il suo verace Comandamento.
Invocazione
del Battesimo per i bambini non nati
(Si
antepone la recita del Credo per rinnovare la propria fede…)
Oh Gesù fa scendere, per mezzo delle mani di San Giovanni Battista, l’acqua
del Giordano, la colomba dello Spirito Santo del tuo Battesimo. Quest’acqua
e le gocce del tuo Sangue preziosissimo, oh Gesù, falle scendere su ogni creaturina
a cui viene tolta la vita in grembo alla madre; Ti chiedo di farlo in
ogni istante di questo giorno e di questa notte, per tutti i giorni e le
notti dei secoli passati, presenti e futuri. Manda, oh Gesù, i tuoi
Angeli a battezzare questi innocenti. Siano messi loro i nomi dei Santi
del Cielo, degli Angeli, degli Arcangeli, dei Cherubini e dei
Serafini. Nel tuo nome, Signore, noi battezziamo queste creature di tutti
i continenti, tribù, lingue, razze e popoli. Noi le battezziamo nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E ora, cari bambini
innocenti, siate accolti gioiosamente in Cielo e Gesù, Maria e Giuseppe vi
diano tante carezze e baci. La terra vi ha rifiutato: vi accoglie il
Cielo. Stendete le vostre manine innocenti dall’alto dei Cieli. Fate
scendere dalle vostre manine una pioggia di benedizioni, rese più potenti
dal vostro martirio, sopra i vostri genitori ed i collaboratori della
vostra uccisione. Noi ci uniamo a questi martiri innocenti, oh Gesù, per
pregare per la conversione di queste madri, padri e collaboratori che ogni
giorno compiono questi gravi delitti. Atto che io compio al fine di
ottenere dal tuo Sacro Cuore la grazia del Battesimo per tutti i bambini
di ogni tempo e di ogni luogo. Amen.
domenica 7 dicembre 2014
La preghiera guarisce dal male
Riconoscere che il male è
innanzitutto dentro di noi significa essere nella verità, non c’è uno spazio
esterno in cui l’iniquità trova una sua sede, c’è soltanto il cuore dell’uomo
che la può ospitare e la può alimentare e riversare nel mondo; l’uomo è un microcosmo
che si scruta e si conosce, la via che segue con le sue scelte nella vita lo
rendono quello che vuole diventare, l’influenza degli altri ha una importanza
relativa, molto più determinante è il libero arbitrio. Fuori dal nostro mondo
interiore ci sono gli altri, noi li riconosciamo e possiamo decidere se agire
nei loro confronti seguendo dei dettami morali, oppure assecondando le nostre
cattive inclinazioni per ottenere degli scopi che sono coerenti con forze
oscure e negative, potenze che ci pervadono da sempre e molto spesso senza che
noi ce ne capacitiamo coscientemente. Se una persona riesce ad accorgersi di certi
connotati sinistri che in essa sono presenti e si agitano, ha iniziato a
valutare la possibilità di guardare in volto questi spettri inquietanti e così affrontarli
per esorcizzarli, per allontanarli da sé e non subirne mai più il fascino e la
seduzione; cosa sono questi spettri negativi? sono quegli aspetti interiori che
ci appartengono da sempre e con cui condividiamo la vita di tutti i giorni,
siamo realmente noi anche se quasi mai abbiamo il coraggio di ammetterlo. Il
modo più efficace per sconfiggere questi fantasmi diabolici e rendere nulla la
loro influenza sulla mente e sul cuore è la preghiera assidua e instancabile,
una preghiera pura, sincera, empatica, non con le parole ascoltate all’orecchio
ma con le parole sentite con l’anima e l’affetto profondo di chi cerca e vuole
la presenza di Colui che sappiamo amarci senza misura; la preghiera è un lavacro
che purifica e rigenera, ottiene il rafforzamento delle tre principali virtù cristiane,
la fede, la speranza e soprattutto la carità, pregare sul serio significa
nutrirsi di Dio, nutrirsi del suo Spirito mite, umile e buono, significa
comunione con il Paradiso. Le persone che pregano nella verità e con sincerità
rassomiglieranno col tempo ai modelli della loro preghiera, a Gesù e a Maria.
Se un’anima desidera amare Dio e fare la sua volontà glielo deve chiedere nella
preghiera, tutte le preghiere sono ascoltate, arrivano tutte al Cuore del destinatario
e Dio che è misericordioso ci concederà quello che domandiamo, sempre se quello
che desideriamo ha una conformità con la sua volontà, la quale è amore e
misericordia, il vero bene di ciascun’anima. Per sconfiggere il male che si
cela dentro di noi e che è negli altri occorre la forza del bene, occorre una
vita coerente con i Comandamenti e la Legge di Dio, senza una costante
conversione personale al Signore la forza del male finirebbe per sopraffarci,
quindi è necessario pregare sempre senza stancarsi mai, come Gesù ci suggerisce
nel Vangelo e Gesù ce lo dice per una questione concreta e cioè per avere
quella forza che viene dall’Alto, la forza dello Spirito Santo paraclito che
rinnova e trasforma le persone nella loro interiorità, che le libera e le
guarisce.
lunedì 24 novembre 2014
Filotea breve della Luce perpetua
Contro l’apparire e l’avere che sono i valori di un mondo stolto e meschino, opponiamo l’essere nella considerazione della sacralità della vita ed esercitiamo il pensiero come risorsa dello spirito.
Le lacrime sono l’acqua santa
con cui il Paradiso lava le sozzure dei cuori impenitenti e chiusi alla
riconciliazione e al perdono
Le lacrime sono il dolore dei
cuori che commiserano i senza pietà prigionieri dell’odio e del desiderio di
vendetta
Le lacrime sono per il sole interiore che
si è oscurato quando la madre e il padre sono partiti per l’ultimo viaggio e ci
hanno lasciati per andare lontano
La morte è la lacrima di Dio
sulla creazione deturpata dal male ed è anche il grido blasfemo del diavolo
contro la vita
La morte ha come suo culmine
l’esercizio del pianto che occhi vergini astergono con profusione di mestizia
La morte non è altro che la
prova suprema dell’amore che accoglie l’Amore che dall’eternità ci ama senza
chiedere niente in cambio oltre al nostro sincero sì che apre la porta della
salvezza
Le lacrime e la morte non sono
una prova per il coraggio o il sacrificio, bensì il significato della
compassione verso l’altra creatura e la tenerezza nel rispettarla senza pretese
Non c’è nessun motivo in questo
mondo per piangere oltre alla morte della persona cara e amata
Ci sarebbero motivi per gioire
se qualcuno che ci ama piange per noi e si interroga sul nostro destino
Ci sarebbero altri motivi per
la felicità se chi amiamo non si ferma a noi ma guarda chiunque la sua anima gentile
incontra e saluta
Ci sarebbero spiegazioni alle
lacrime per la morte di coloro che amiamo se la nostra preghiera raggiungendo
il cuore dell’Eterno ritornasse a noi carica di consolazioni e così accade
La mia mamma è andata colà tra
i viventi di Dio nella terra della luce diurna sempiterna ove non scende il
crepuscolo freddo dell’inverno e dove fiorisce una primavera di tenui e calmi
colori
La mia mamma la vedo bambina
nella fotografia accanto al Crocifisso e sogna un mondo dove non c’è che
l’azzurro del firmamento e un dolce tepore di brezza che accarezza lieve le sue guance e
raggi di luce effusi da un Sole alto che non infastidisce gli occhi ma li riempie di
grazia beata
Oramai non c’è più perché la sua presenza è mancata quaggiù ed è stata trasferita presso il Signore della
vita e della misericordia che ha ascoltato le preghiere e le lacrime di chi
l’ha amata
E’ cominciato il viaggio
perpetuo che conduce oltre l’empireo nella città eterna e nel centro della
dimensione verace di ciascun’anima redenta che si chiama infinito e desiderio
d’amore
Dove tutto finisce tutto
comincia e dove tutto comincia la vita non ha mai fine poiché il Signore può
donare la vita in comunione con la sua immortalità senza alba né tramonto
Santo Dio, santo Forte, santo
Immortale abbi pietà della nostra fragilità umana e accoglici quando Tu vorrai
nel paese dei viventi per sempre
Noi che siamo figli e figlie
sappiamo che ci ami senza misura. Noi sappiamo che non siamo soli e che abbiamo
un Padre. Noi sappiamo che sei il Creatore e l’Amante della vita. Non si estingua
mai per Te il nostro ringraziamento e la nostra benedizione. Amen.
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