Cosa ci riconcilia con il
Signore e ci rende spiritualmente vivi? il rimorso della coscienza e le lacrime
del pentimento; il perdono nei confronti di chi ci ha offesi ci riconcilia con
noi stessi, ci rende sereni anche nei momenti più difficili, ci rende persone
libere. Sono due movimenti interiori che si fondono nell’unico atto di volontà
che conduce alla liberazione dall’oscurità del male. L’inferno si riassume nel ‘ non
amare ’, nel ‘ chiudersi al prossimo ’, nell’estromettere il ‘ desiderio del bene ’
dal proprio cuore; quello che davvero ci rende umani è andare oltre la natura,
oltre la dimensione terrena, e rispondere alla debolezza e alla precarietà con
la compassione e la solidarietà. La mestizia dell’anima è diversa dalla vanità
dei gaudenti, nella prima c’è verità e nella seconda impostura, simulazione; le
anime che acquisiscono la tristezza sono le più autentiche in rapporto a Dio e
alla propria ritrovata sensibilità spirituale e morale. La tristezza è la consapevolezza
della realtà dell’esistenza, considerare con saggezza ed equilibrio la vita in
cui siamo immersi e comprendere che ci accomuna non soltanto il destino ma
anche il nostro essere al mondo, non in solitudine ma con molti fratelli e sorelle
che provano esattamente quello che proviamo noi, poiché molto ci avvicina l’un
con l’altro e ben poco ci separa, è la nostra meschinità con la nostra cattiva
volontà che purtroppo ci divide e ci rende vicendevolmente ostili, è un tratto caratteristico della nostra stirpe. Solo l’amore rimane, è quella forza possibile
capace di guarirci e salvare l’intera famiglia umana, è voler bene agli altri in
varia misura cominciando dall’impegno nel nostro ambito collettivo, fino ad
arrivare al sacrificio di sé; in questa breve sintesi si spiega il significato
del Crocifisso, non è soltanto il simbolo cristiano di maggiore importanza, ma
bensì un libro ermetico da decifrare per cambiare le regole del nostro vivere
quaggiù: leggere il Crocifisso è apprendere la Verità che riguarda ciascuno di
noi.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
mercoledì 13 aprile 2016
venerdì 25 dicembre 2015
Selezione di haiku n°002
Haiku
(del medesimo autore e apologeta)
II° – Antologia di metafore tra la natura e il
mondo interiore
Alza la
cresta il gallo
il
mattino sereno concilia il suo canto
le
lacrime del pentimento lavano
Guardo
gli amici senza accusarli
la
gratitudine di chi si sente perdonato
il suo
cuore è libero
Gli
olmi si stagliano alti
sono
forti contro il vento che avversa
le
radici non scricchiolano paurosamente
Fuoco e
acqua si annichilano
elementi
nel paradosso di una mente instabile
l’equilibrio
è dato dal carisma
La luce
dell’alba si eleva
orizzonte
sconfinato di un cielo molto accogliente
la
tranquillità è dono prezioso
La
primavera ha fiori profumati
nell’animo
il profumo proviene da nobili virtù
la
persona e la dignità
Contro
l’altitudine della montagna granitica
niente
di piccino può competere in fortezza
soltanto
la quiete interiore trascende
L’uomo
è quel che esprime
niente
dice meglio di lui dal didentro
la
chioccia e i pulcini
Far
caso agli altri sparlanti
chi
parla con benevolenza è come miele
le api
lavorano la dolcezza
La luna
è molto rossa
sacrificio
è dare la vita agli amici
quando
ancora non lo sono
Il
canto delle balene affascina
nell’oceano
la loro sinfonia allieta i marinai
musica
che sospende la crudeltà
Se
rispetti la vita altrui
hai la
prova che l’amore è vincitore
la
bellezza è amare sempre
lunedì 30 novembre 2015
Chi cerca Dio ama la solitudine
La solitudine è quello specchio
che ti mette alla presenza della tua verità; quando ci ritroviamo soli a volte
abbiamo paura, quando abbiamo accanto delle persone proviamo una grande
consolazione, da come una persona vive la propria solitudine, che siano momenti
o l’intera esistenza, esprime il suo rapporto con l’ignoto: ciascuno interpreta
ciò che non conosce con modalità differenti, riconosce la sua estrema
fragilità, la sua transitorietà, la sua piccolezza oppure si sente forte della
sua autonomia e indipendenza, ma questa considerazione è fasulla, non è altro
che percepire sé stessi come un assoluto e il resto del mondo relativo, significa
illudersi fin tanto da diventare folli. La solitudine porta in sé la perversa
capacità di degradare l’uomo facendolo nemico di tutto quello che non è suo,
compresa la vita altrui, ma porta in sé anche la capacità positiva di aprire il
cuore alla grazia e di incontrare Dio nel segreto dell’anima. Quando senza
suggerimento di alcuno desideri pregare e preghi, il tuo potenziale di bene si
esprime nei tuoi confronti e nei confronti degli altri che sono nostri fratelli
e nostre sorelle: è l’incominciamento di un anelito sincero e spontaneo, il
desiderio di amare perché ci si sente amati, chi non vuole amare è perché non
si è mai sentito amato da nessuno, sentendosi amata una persona risponde con la
gratitudine, il che significa decidere di amare, liberamente e per scelta,
senza costrizione ma per l’esercizio della sua volontà. La volontà ci
differenzia, volere il bene significa ricercarlo per sé stesso, non volerlo
significa chiusura e opposizione, gli antichi usavano l’espressione ‘ indurimento del cuore ’ o ‘ cuore di pietra ’, è quella condizione
interiore, morale e spirituale che non ci permette di provare rimorso, di
pentirci, di piangere, di compatire, di sentire il prossimo come parte di noi e
noi suoi custodi e responsabili della sua vita e del suo destino. C’è chi
rimane solo per scelta e c’è chi non può cambiare la propria situazione perché
non ne ha la forza, la capacità e il potere… perché da solo non ce la fa e non
trova aiuto. Quando nasciamo dal grembo di nostra madre siamo soli, quando
moriamo siamo soli: se noi preghiamo o accanto abbiamo qualcuno che prega per
noi, siamo consolati perché il Signore che ci ha tratti dal nulla all’essere
non ci abbandona mai, ad ogni istante dell’esistenza è sempre vicino, è molto
vicino. Credere che dove siamo [localizzazione] ci sia una Persona che non
vediamo [sostanzialità] equivale a una ideazione, a una proiezione mentale, a
una fantasia: non è così. La realtà non è soltanto quella che pensiamo o di cui
ci convinciamo della concretezza perché cade sotto la percezione dei sensi, quindi
è tangibile e inequivocabile; la realtà è molto vasta e profonda, per lo più
sconosciuta, affermare una simile idea è razionale, non comporta alcuna forma
di alienazione, è qualcosa che manifesta curiosità e apre alla ricerca. Una
vita trascorsa in solitudine non necessariamente porta a sentirsi soli e privi
del contatto con gli altri, la solitudine la senti nella misura in cui hai
dimenticato che il mondo è una dimensione caratterizzata dalla molteplicità
delle espressioni che manifestano la vita nelle sue innumerevoli creature; si è
veramente soli quando ci si ripiega nella solitudine e non si vuole uscire da
sé stessi per incontrare le altre persone con l’esercizio delle facoltà
comunicative: una di queste facoltà è la preghiera che si esprime con i
sentimenti e la parola. Chi prega non è mai solo perché eleva la sua dimensione
naturale a quella soprannaturale, instaura una relazione benevola e benefica con
la pratica di quella virtù cristiana che è la fede: chi crede non può
rinunciare alla preghiera, chi crede prega perché è consapevole che Qualcuno lo
ama e desidera la sua amicizia, una intesa profonda, una comunione di cuori, il
dialogo e l’ascolto. Amare chi ti ama è il superamento definitivo della solitudine
esistenziale, dell’ontologica separazione dal mondo e dai propri simili. La
persona veramente sola è quella che non vuole amare, la persona che ama si apre
agli altri e sia il senso della solitudine come la sua realtà fisica,
svaniscono nel sentire il prossimo dentro la propria anima, guardandolo con
sincera affezione, è l’empatia che diventa bellezza esistenziale, senso autentico
dell’esistenza, non è un sogno che ci estrania da quaggiù, è una forza che ci
rende capaci di partecipare alla vita che ci avvolge e ci coinvolge, nel bene o
nel male lo decidiamo noi e il Signore ci vede interessandosi attivamente alle
nostre vicende, ma noi quasi sempre non ci prestiamo attenzione.
giovedì 12 novembre 2015
Selezione di haiku n°001
Haiku (del
medesimo autore e apologeta)
I° – Antologia di metafore tra la natura e il
mondo interiore
La
perla preziosa del cuore
suonano
le note sul pentagramma in estate
quel
che ascolto è candore
Albero
tra radici e chioma
stende
i suoi rami frondosi nei sogni
eco di
voci chiamano fantasie
Nulla è
bello come volare
libellula
sullo specchio d’acqua di uno stagno
sorridere
alle nuvole che migrano
La
tigre aggredisce chi brama
mangiare
è nutrire il desiderio del vivo
saziando
lo stomaco cresce celermente
Donna
che conosce chi amerà
amare è
la dottrina del vento libero
senza
libertà la persona ammutolisce
Fare
per essere nel divenire
ambra
dalla resina antica che immortala lucentezza
la
bellezza traspare dal legno
Saggezza
che vuole il bene
nel
risentimento prova tristezza e senso desolante
la
locusta divora le colture
Luna
circolare nel firmamento immenso
il suo
riflesso negli sguardi dei meditabondi
pupille
nere che scrutano lontano
Vento
caldo dai deserti soffia
si
appoggia lieve la guancia su costei
carezzando
la pelle muove tenerezza
Non c’è
coraggio senza ardire
il lupo
cerca nella steppa la gazzella
facile
con la carne passibile
Rispetto
è correre con affetto
dal
bosco e dal sottobosco rumori ancestrali
la
lentezza è rispetto sagace
Senza
pioggia il lago dissecca
arida è
l’anima senza affezione e sensazioni
se
qualcosa di importante rimane
giovedì 3 settembre 2015
Chi crede non s'illude, è razionale
Decalogo catechistico per chi
ha perso la “bussola” della fiducia e della preghiera, cadendo nel più gretto
nichilismo e nell’ipocrisia.
I° – Il Cristianesimo non è una
tra le tante religioni, e non è una religione.
II° – Il Cristianesimo è la
persona di Gesù Cristo, Dio vivente, presente e operante: ieri, oggi e sempre;
nascostamente, che noi amiamo sopra noi stessi e sopra ogni cosa, in quanto
nostra speranza e sommo Bene.
III° – Il cristiano non solo
crede in Dio creatore, Spirito e Verità: crede che Gesù Cristo è Dio.
IV° – Dio è Amore: la sua forza
è dolcezza.
V° – Il Signore ama ogni
persona come figlio unico, non dimentica e non abbandona nessuno, da Lui
riceviamo l’esistenza e la perpetuità, ma esige incessantemente la fede, ma di
più l’amore.
VI° – Morire significa
incontrare Gesù.
VII° – Tutta la dottrina
cristiana si riassume nell’amore, per Dio a cui andiamo, per sé e per il
prossimo.
VIII° – Chi non ama rimane
nella morte, estraneo al Signore.
IX° – Chi ama passa dalla morte
alla vita, in comunione con il Signore.
X° – Amare significa sofferenza
e sacrificio, abnegazione, rinuncia e dono di sé agli altri.
Iscriviti a:
Post (Atom)