✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

mercoledì 13 aprile 2016

Aprirsi al Cielo

Cosa ci riconcilia con il Signore e ci rende spiritualmente vivi? il rimorso della coscienza e le lacrime del pentimento; il perdono nei confronti di chi ci ha offesi ci riconcilia con noi stessi, ci rende sereni anche nei momenti più difficili, ci rende persone libere. Sono due movimenti interiori che si fondono nell’unico atto di volontà che conduce alla liberazione dall’oscurità del male. L’inferno si riassume nel ‘ non amare ’, nel ‘ chiudersi al prossimo ’, nell’estromettere il ‘ desiderio del bene ’ dal proprio cuore; quello che davvero ci rende umani è andare oltre la natura, oltre la dimensione terrena, e rispondere alla debolezza e alla precarietà con la compassione e la solidarietà. La mestizia dell’anima è diversa dalla vanità dei gaudenti, nella prima c’è verità e nella seconda impostura, simulazione; le anime che acquisiscono la tristezza sono le più autentiche in rapporto a Dio e alla propria ritrovata sensibilità spirituale e morale. La tristezza è la consapevolezza della realtà dell’esistenza, considerare con saggezza ed equilibrio la vita in cui siamo immersi e comprendere che ci accomuna non soltanto il destino ma anche il nostro essere al mondo, non in solitudine ma con molti fratelli e sorelle che provano esattamente quello che proviamo noi, poiché molto ci avvicina l’un con l’altro e ben poco ci separa, è la nostra meschinità con la nostra cattiva volontà che purtroppo ci divide e ci rende vicendevolmente ostili, è un tratto caratteristico della nostra stirpe. Solo l’amore rimane, è quella forza possibile capace di guarirci e salvare l’intera famiglia umana, è voler bene agli altri in varia misura cominciando dall’impegno nel nostro ambito collettivo, fino ad arrivare al sacrificio di sé; in questa breve sintesi si spiega il significato del Crocifisso, non è soltanto il simbolo cristiano di maggiore importanza, ma bensì un libro ermetico da decifrare per cambiare le regole del nostro vivere quaggiù: leggere il Crocifisso è apprendere la Verità che riguarda ciascuno di noi.

venerdì 25 dicembre 2015

Selezione di haiku n°002

Haiku (del medesimo autore e apologeta)
II° – Antologia di metafore tra la natura e il mondo interiore

Alza la cresta il gallo
il mattino sereno concilia il suo canto
le lacrime del pentimento lavano

Guardo gli amici senza accusarli
la gratitudine di chi si sente perdonato
il suo cuore è libero

Gli olmi si stagliano alti
sono forti contro il vento che avversa
le radici non scricchiolano paurosamente

Fuoco e acqua si annichilano
elementi nel paradosso di una mente instabile
l’equilibrio è dato dal carisma

La luce dell’alba si eleva
orizzonte sconfinato di un cielo molto accogliente
la tranquillità è dono prezioso

La primavera ha fiori profumati
nell’animo il profumo proviene da nobili virtù
la persona e la dignità

Contro l’altitudine della montagna granitica
niente di piccino può competere in fortezza
soltanto la quiete interiore trascende

L’uomo è quel che esprime
niente dice meglio di lui dal didentro
la chioccia e i pulcini

Far caso agli altri sparlanti
chi parla con benevolenza è come miele
le api lavorano la dolcezza

La luna è molto rossa
sacrificio è dare la vita agli amici
quando ancora non lo sono

Il canto delle balene affascina
nell’oceano la loro sinfonia allieta i marinai
musica che sospende la crudeltà

Se rispetti la vita altrui
hai la prova che l’amore è vincitore

la bellezza è amare sempre

lunedì 30 novembre 2015

Chi cerca Dio ama la solitudine

La solitudine è quello specchio che ti mette alla presenza della tua verità; quando ci ritroviamo soli a volte abbiamo paura, quando abbiamo accanto delle persone proviamo una grande consolazione, da come una persona vive la propria solitudine, che siano momenti o l’intera esistenza, esprime il suo rapporto con l’ignoto: ciascuno interpreta ciò che non conosce con modalità differenti, riconosce la sua estrema fragilità, la sua transitorietà, la sua piccolezza oppure si sente forte della sua autonomia e indipendenza, ma questa considerazione è fasulla, non è altro che percepire sé stessi come un assoluto e il resto del mondo relativo, significa illudersi fin tanto da diventare folli. La solitudine porta in sé la perversa capacità di degradare l’uomo facendolo nemico di tutto quello che non è suo, compresa la vita altrui, ma porta in sé anche la capacità positiva di aprire il cuore alla grazia e di incontrare Dio nel segreto dell’anima. Quando senza suggerimento di alcuno desideri pregare e preghi, il tuo potenziale di bene si esprime nei tuoi confronti e nei confronti degli altri che sono nostri fratelli e nostre sorelle: è l’incominciamento di un anelito sincero e spontaneo, il desiderio di amare perché ci si sente amati, chi non vuole amare è perché non si è mai sentito amato da nessuno, sentendosi amata una persona risponde con la gratitudine, il che significa decidere di amare, liberamente e per scelta, senza costrizione ma per l’esercizio della sua volontà. La volontà ci differenzia, volere il bene significa ricercarlo per sé stesso, non volerlo significa chiusura e opposizione, gli antichi usavano l’espressione ‘ indurimento del cuore ’ o ‘ cuore di pietra ’, è quella condizione interiore, morale e spirituale che non ci permette di provare rimorso, di pentirci, di piangere, di compatire, di sentire il prossimo come parte di noi e noi suoi custodi e responsabili della sua vita e del suo destino. C’è chi rimane solo per scelta e c’è chi non può cambiare la propria situazione perché non ne ha la forza, la capacità e il potere… perché da solo non ce la fa e non trova aiuto. Quando nasciamo dal grembo di nostra madre siamo soli, quando moriamo siamo soli: se noi preghiamo o accanto abbiamo qualcuno che prega per noi, siamo consolati perché il Signore che ci ha tratti dal nulla all’essere non ci abbandona mai, ad ogni istante dell’esistenza è sempre vicino, è molto vicino. Credere che dove siamo [localizzazione] ci sia una Persona che non vediamo [sostanzialità] equivale a una ideazione, a una proiezione mentale, a una fantasia: non è così. La realtà non è soltanto quella che pensiamo o di cui ci convinciamo della concretezza perché cade sotto la percezione dei sensi, quindi è tangibile e inequivocabile; la realtà è molto vasta e profonda, per lo più sconosciuta, affermare una simile idea è razionale, non comporta alcuna forma di alienazione, è qualcosa che manifesta curiosità e apre alla ricerca. Una vita trascorsa in solitudine non necessariamente porta a sentirsi soli e privi del contatto con gli altri, la solitudine la senti nella misura in cui hai dimenticato che il mondo è una dimensione caratterizzata dalla molteplicità delle espressioni che manifestano la vita nelle sue innumerevoli creature; si è veramente soli quando ci si ripiega nella solitudine e non si vuole uscire da sé stessi per incontrare le altre persone con l’esercizio delle facoltà comunicative: una di queste facoltà è la preghiera che si esprime con i sentimenti e la parola. Chi prega non è mai solo perché eleva la sua dimensione naturale a quella soprannaturale, instaura una relazione benevola e benefica con la pratica di quella virtù cristiana che è la fede: chi crede non può rinunciare alla preghiera, chi crede prega perché è consapevole che Qualcuno lo ama e desidera la sua amicizia, una intesa profonda, una comunione di cuori, il dialogo e l’ascolto. Amare chi ti ama è il superamento definitivo della solitudine esistenziale, dell’ontologica separazione dal mondo e dai propri simili. La persona veramente sola è quella che non vuole amare, la persona che ama si apre agli altri e sia il senso della solitudine come la sua realtà fisica, svaniscono nel sentire il prossimo dentro la propria anima, guardandolo con sincera affezione, è l’empatia che diventa bellezza esistenziale, senso autentico dell’esistenza, non è un sogno che ci estrania da quaggiù, è una forza che ci rende capaci di partecipare alla vita che ci avvolge e ci coinvolge, nel bene o nel male lo decidiamo noi e il Signore ci vede interessandosi attivamente alle nostre vicende, ma noi quasi sempre non ci prestiamo attenzione.

giovedì 12 novembre 2015

Selezione di haiku n°001

Haiku (del medesimo autore e apologeta)
I° – Antologia di metafore tra la natura e il mondo interiore

La perla preziosa del cuore
suonano le note sul pentagramma in estate
quel che ascolto è candore

Albero tra radici e chioma
stende i suoi rami frondosi nei sogni
eco di voci chiamano fantasie

Nulla è bello come volare
libellula sullo specchio d’acqua di uno stagno
sorridere alle nuvole che migrano

La tigre aggredisce chi brama
mangiare è nutrire il desiderio del vivo
saziando lo stomaco cresce celermente

Donna che conosce chi amerà
amare è la dottrina del vento libero
senza libertà la persona ammutolisce

Fare per essere nel divenire
ambra dalla resina antica che immortala lucentezza
la bellezza traspare dal legno

Saggezza che vuole il bene
nel risentimento prova tristezza e senso desolante
la locusta divora le colture

Luna circolare nel firmamento immenso
il suo riflesso negli sguardi dei meditabondi
pupille nere che scrutano lontano

Vento caldo dai deserti soffia
si appoggia lieve la guancia su costei
carezzando la pelle muove tenerezza

Non c’è coraggio senza ardire
il lupo cerca nella steppa la gazzella
facile con la carne passibile

Rispetto è correre con affetto
dal bosco e dal sottobosco rumori ancestrali
la lentezza è rispetto sagace

Senza pioggia il lago dissecca
arida è l’anima senza affezione e sensazioni
se qualcosa di importante rimane

giovedì 3 settembre 2015

Chi crede non s'illude, è razionale

Decalogo catechistico per chi ha perso la “bussola” della fiducia e della preghiera, cadendo nel più gretto nichilismo e nell’ipocrisia.

I° – Il Cristianesimo non è una tra le tante religioni, e non è una religione.

II° – Il Cristianesimo è la persona di Gesù Cristo, Dio vivente, presente e operante: ieri, oggi e sempre; nascostamente, che noi amiamo sopra noi stessi e sopra ogni cosa, in quanto nostra speranza e sommo Bene.

III° – Il cristiano non solo crede in Dio creatore, Spirito e Verità: crede che Gesù Cristo è Dio.

IV° – Dio è Amore: la sua forza è dolcezza.

V° – Il Signore ama ogni persona come figlio unico, non dimentica e non abbandona nessuno, da Lui riceviamo l’esistenza e la perpetuità, ma esige incessantemente la fede, ma di più l’amore.

VI° – Morire significa incontrare Gesù.

VII° – Tutta la dottrina cristiana si riassume nell’amore, per Dio a cui andiamo, per sé e per il prossimo.

VIII° – Chi non ama rimane nella morte, estraneo al Signore.

IX° – Chi ama passa dalla morte alla vita, in comunione con il Signore.

X° – Amare significa sofferenza e sacrificio, abnegazione, rinuncia e dono di sé agli altri.