✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

martedì 30 marzo 2021

La Pasqua per chi è convinto della sua fede

«Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10, 17-18)

Se Gesù non avesse volontariamente accettato la sua Passione per amore nei confronti delle nostre anime, la liberazione dal male che dall’inizio accompagna il genere umano non sarebbe mai avvenuta, è solamente con la libertà di Cristo in adesione alla volontà del Padre che vuole la nostra salvezza, che si è potuta concretizzare la Redenzione, il prevalere della vita e della grazia sulla morte e sul peccato, la vittoria dell’amore sull’odio del maligno; inchiodate a quella Croce ci sono le nostre colpe, ci siamo noi con le nostre colpe, anzi al nostro posto c’è Dio che le cancella pagando un caro prezzo, quello delle sue sofferenze e della sua morte in una natura umana passibile, proprio come quella di ciascuno di noi, condividendo tutto con noi, con le nostre vite. L’amore di Dio è impresso indelebilmente nella Croce di Gesù, in quella Croce Dio ci dice: “L’ho fatto per te”, ed ancora: “Ti amo dall’eternità”; ai lati della Croce altre due croci dove è significata l’intera umanità in due condizioni diametralmente opposte e cioè quella del rifiuto e quella dell’accoglienza, il rifiuto della misericordia e l’accoglienza del perdono. Quelle due croci siamo un po’ tutti noi, sia quando commettiamo delle colpe morali e sia quando abbracciamo la compassione per il nostro prossimo e apriamo il nostro cuore alla verità; perché la Croce ci indica la verità? cosa significa intendere la Croce come verità? Gesù ha detto di essere la via, la verità e la vita, nella Croce c’è la via che apre la porta della salvezza, che conduce al Regno dei cieli, la verità che ci spiega l’amore che il Signore ha per ciascuno di noi, non a parole ma bensì con il sacrificio e la vita eterna a cui siamo chiamati a partecipare con la conversione al Vangelo, alla legge morale. La Croce è la cartina di tornasole che manifesta con evidenza lo stato della nostra anima, tutti devono fare esperienza della sofferenza, siamo tutti chiamati a portare la nostra croce e ciò che fa la differenza è la risposta che diamo nella prova: “Se l’accettiamo ci sostiene, se la rifiutiamo ci schiaccia”, Cristo ha condiviso tutto con noi perché ci ama e non ci ha lasciati soli a portare la croce, prima l’ha portata Lui nella sua natura umana mortale e adesso partecipiamo alla sua Croce con le nostre per poi partecipare al trionfo della vita immortale nella Risurrezione, questa è la chiave della fede cristiana, la vita nuova al di là di quella effimera e terrena, dove ora è Cristo risorto dalla morte nel seno del Padre. Con il suo risorgere da morte il terzo giorno Cristo ci prende per mano e ci trae fuori dalla nostra morte e ci introduce nella sua Vita, ci innesta come tralci nella vite feconda portatrice di vita in antitesi al veleno mortifero del maligno che ci separò da Dio all’inizio della nostra storia, così l’umanità è redenta ovunque con il vincolo della carità. Soltanto Dio poteva pagare un’offesa come il peccato che ha per trasgressore l’uomo e per offeso lo stesso Autore della vita, soltanto Lui poteva offrire un sacrificio perfetto e una grazia sovrabbondante per estinguere le nostre colpe, per espiarle e salvarci dalla morte, quella del corpo e quella dell’anima; nella Croce c’è la vittima, colui che offre e l’altare del sacrificio in un unico segno di salvezza per l’uomo peccatore, l’Amore che va al di là della malizia delle sue creature, un amore più forte della morte. Portare un crocifisso indosso o tenerlo appeso a una parete di casa indica alle forze oscure l’appartenenza della persona e del luogo a Cristo, indica la nostra partecipazione alla vittoria di Cristo come cristiani, è un segno benedetto che possiede una forza esorcistica, è un sacramentale, una preghiera di liberazione tacita ed eloquente ad un tempo; non smarriamo mai la devozione al crocifisso, attraverso cui Gesù ha dato la vita per noi, l’ha fatto per noi perché ci ama, ogni crocifisso è la pagina più alta del Vangelo, la sua sintesi perfetta che descrive i sentimenti e i propositi dell’Eterno con noi, del Dio fatto uomo per noi e nutrimento spirituale e vivificante nell’Eucaristia.

lunedì 15 marzo 2021

Le false luci del mondo

Ci sono persone che amano la verità e la dicono sempre anche a costo di rimetterci, sono le persone sincere dall’animo puro e poi ci sono i bugiardi che mentono per interesse o addirittura per fare del male a qualcuno. La nostra società massmediatica è la società dell’ipocrisia e della menzogna, i media nascondono spesso la realtà di ciò che veramente accade, quello che passa dai mezzi di comunicazione di massa è la realtà condizionata e il cittadino non deve nemmeno sospettare che dietro quel paravento si nascondi l’impensabile, qualcosa che nemmeno l’immaginazione riesce a configurare alle nostre menti. Non è sempre così perché la censura e la libertà di parola negata o la distrazione a cui ci porta l’intrattenimento non riescono a nasconderci tutto, allora il potere cerca di avvalersi della dimenticanza, della memoria corta del popolo e del passaggio sempre più veloce delle informazioni, tutto diventa spettacolo e la realtà persino alienante, tutto al presente; il giornalismo sano e non condizionato dai ‘padroni’ deve raccontarci soltanto la verità dei fatti, esiste un giornalismo così ma il cittadino per avvalersene deve studiare e approfondire senza mai fermarsi alla superficie delle cose, Internet forse è lo strumento migliore che ci consente di farlo assieme alle biblioteche che custodiscono la memoria e lo scibile. Oggi nella nostra modernità tutti ingannano tutti e l’unico valore che ha importanza per l’individuo è il denaro, la verità viene taciuta e nascosta quando con l’apparenza si vuole ottenere il consenso dalla gente, è una questione di propaganda e di indice di popolarità proprio come nella politica, dove la persona o meglio l’elettorato utile all’affermazione di parte, il lavoratore, il disabile, l’anziano, il genitore, le famiglie, lo studente, il fanciullo, addirittura il nascituro si trovano all’ultimo posto nello scenario di qualsiasi programma, perché non contano niente proprio come i più deboli e gli emarginati; l’esercizio della politica dovrebbe avere sempre presente i diritti fondamentali della persona e delle categorie più svantaggiate a cui rispondere con quanto già scritto nella Costituzione e nelle Leggi, ma quello che definisce la democrazia non come ideale ma come conquista di civiltà viene ordinariamente negato o malinteso, a vantaggio dell’interesse di pochi e di quella nebbia di falsità dentro cui ci muoviamo tutti talvolta inconsapevolmente. La nostra Repubblica è ancora in cammino verso la piena democrazia in molti dei suoi ambiti, purtroppo i diritti umani sono ancora lontani dall’essere pienamente rispettati e attuati persino dalle istituzioni dello Stato, ma c’è sempre nella politica quella parte buona che lavora in tal senso e questo non va dimenticato; molte piattaforme social su Internet intervengono per arginare le imposture e per estirpare quanto di nocivo transita in rete per l’ideale democratico e l’affermazione dei diritti umani, ci sono ancora forze positive che agiscono per moralizzare il sistema e salvaguardare l’integrità psicologica degli utenti di uno strumento come Internet, dove la diffusione della verità dovrebbe essere l’unica norma condivisa. Il diavolo è il padre della menzogna e questo è il suo mondo, la menzogna è un peccato e quindi un disordine morale che nuoce all’uomo e alla società, Cristo è la verità venuta nel mondo per distruggere le opere del diavolo, una persona che dice sempre la verità ha senz’altro l’animo puro ed esente dalla malizia ed è così che si dovrebbero sempre comportare i cristiani, gli amici di Dio, coloro che amano la verità e la testimoniano con la loro condotta di vita. Se l’agire degli uomini è malvagio questi tendono a nasconderlo con la falsità e ad apparire agli altri come angeli di luce, proprio come la doppiezza di Lucifero che per ingannarci si manifesta quasi sempre come angelo di luce, come nostro benefattore ma dentro di sé nasconde il putridume della sua colpa, il desiderio e la determinazione di farci del male, di provocarci un danno grave.

mercoledì 3 marzo 2021

Silloge poetica n°053


L'INCERTEZZA

Vedevo nuvole nel cielo che solcavano l'aria
decrepite scene di sconsiderata voluttà nelle vecchie dimore
persone spoglie di dignità sottratta dalla cattiveria

La grande carovana nei deserti dal caldo secco
viaggiava per le dune del non ritorno fuori da questo mondo
e la rosa di roccia dai petali taglienti scottava

Nuovi orizzonti nelle caldaie dell'inferno
quei demoni cercavano il peccato con cui rapire gli illusi
la negazione di Dio e la negazione del valore delle vite

A migliaia suicidatisi nel disprezzo per la compassione
stormi di uccelli migratori che volavano incontro al sole nascente
e le piume cadevano come dalle ali in cera di Icaro

Questione di costante studio e approfondimento
comprendere la vita biologica per disprezzare la favola dell'anima
e farsi portatori di domande con la falce del sapere

A volte tornavano le inquietudini nelle risa sarcastiche
come il ritorno della coscienza tra il bene e il male preconcetti
fare in proprio il riconoscere bellezza alla persona

Nelle menti ristrette di chi crede nel nulla e nell'adesso
la reale prospettiva è tanto ampia quasi come il canto degli angeli
e muovono le volontà verso lo scopo ultimo e la casta morte

 

IL PESO DEL TUO PIANTO

Lacrime cangianti sul volto della luna
l'emblema oscuro dei senza rimorso che tremano
le perdute genti che varcano il fato

Fuori dal cancello oltre e prima del tempo
nascono silenti le idee che conducono nell'eremo
un luogo solitario per anime che cercano

Molte lacrime versarono i nostri occhi ciechi
sempre pronti a guardare dentro la psiche luminosa
nelle tenebre sospiri di ignare libagioni

Un fuoco alacre ardeva nella prigione senza porta
una ricerca dietro l'altra ci dirigeva verso l'uscita nascosta
tennero consiglio gli oracoli che sentenziano

Ancora una notte in quel buio opprimente
pochi giorni passati in solitudine come i secoli dei giganti
sarà una nuova alba a prefigurare parole

Quelle parole dette con un sentimento di ironia
lasciando alle spalle un cuore ferito da tante spine acuminate
e il foglio bianco dell'anima su cui scrivere preghiere

Si fecero intrighi per allontanare le vanità del mondo
le recondite spirali di un provvidente artigiano che lavora
costruendo la persona nell'oblio del disordine

 

LA SORDITA' DI AUSCHWITZ

Molte persone presero quei treni
che portavano ad una destinazione muta
qualcuno pensava di andare lontano
lo stridere dei carri mieteva silenzio

Troppe volte stetti con l'ansia nel cuore
mentre i convogli si fermavano al capolinea
viaggiare per non sapere dove e perché
arrivare nel luogo dove tutto sembra opaco

Si fermava il treno e la gente scendeva
povera gente con le sue povere cose
stavano ferme quelle persone e aspettavano
poi arrivava chi le incamminava là dentro

I bambini stretti alle madri ma tranquilli
come se quella gelida pianura fosse sicura
non piangevano ed erano diligenti
ma oltre quegli edifici i camini fumavano

Alcuni erano deboli e inabili al lavoro
andavano da un'altra parte a morire subito
gli altri che erano forti avevano ancora giorni
e la macchina della morte più che efficiente

Si stagliavano ombre dalle case di mattoni
senza igiene e con poco cibo ci si smarriva
poi qualcuno piangeva e un altro consolava
ma nelle giornate vuote tanta disperazione

Qualcuno scrisse se questo è un uomo e nulla
quella terra senza pietà bagnata dal sangue
dove l'uomo denigratore dell'uomo si abbrutiva
e la caligine dei forni saliva fino alle nuvole

 

I GRANDI ANTICHI

C'è un luogo dove mesta muore la morte
fuori dal mondo e nella terra arida dei senza scrupoli
una casa maledetta infestata da legioni di demoni

Ed ecco un anfratto dove regna il caos calmo
fuori dal mondo e nelle stanze segrete di un maniero
un verdetto di giuste sentenze di condanna

Nel segreto di un rudere dove si spegne la luce del sole
nell'eterna notte dove i dannati si mordono rabbiosi a vicenda
la vendetta è la legge di quei miseri obbrobri

Un faro indica la fiamma nera ai devoti del peccato
e il monito di chi calpestava la pietà è scritto nell'avvilimento
quel luogo è carico di odio e di fantasmi diabolici

Niente sembra il medesimo nella paura di pentirsi
perché la coscienza è spenta nell'insensibilità del cuore
l'anima è qualcuno che ha compreso di esistere

L'antico è l'angelo caduto che miete le anime
un emissario di quel Dio che promise la felicità eterna
quando la stirpe umana venne ingannata

Ogni attimo passato in quel mostro dai mille incubi
ci ricorda nel rimorso quanto non abbiamo amato nel tempo
ogni Comandamento fu inciso su tavole di carne

 

LA MALATTIA E' UN ORACOLO

Quel mostro che spaventa è la malattia che corrompe
sembra il decreto di un dio cattivo e dispettoso
che recide la speranza e apre senza pietas un baratro
nella malattia siamo persi davanti a noi stessi

Credere che la malattia non abbia senso è anche vero
e che sia la caparra di un pazzo che ci ha vilmente tradito
non se ne va per farci cogliere l'orrore senza ragione
l'inguaribilità è avere un po' di tempo ma sempre poco

Nella malattia il nostro sguardo buono è di chi ci ama
rimangono con noi nella solitudine e nell'angoscia disabitata
aprono il cuore con le loro parole che leniscono
e le preghiere fatte assieme confortano quanto una carezza

Vogliamo guarire e la medicina forse serve a questo
ma poi qualcuno ci dice che non è possibile
e l'abisso dove si sprofonda si apre in fretta nella tristezza
perché le lacrime lavano gli sbagli del passato

Su quel letto ci rigiriamo coscienti di notte
e nell'intimità della stanza ci convinciamo del destino
come se il dolore non avesse alcun significato
l'abbiamo fuggito tutta la vita e ora eccolo

Appeso al muro c'è un crocefisso di legno
quando lo guardiamo sappiamo che un altro ha sofferto
forse non era il creatore ma un uomo dabbene
qualcuno dice che mentre moriva ci amava

Questo dolore e questa solitudine sembrano fermarsi
nel tempo senza tempo di una visita amichevole
la malattia noi la combattiamo ma lei vincerà
e allora le piaghe di quel crocefisso ci interrogano

 

LA PACE DI CRISTO

Era un viaggio a senso unico quel mistero riscoperto
in ogni barlume di verità vedevo le persone con la loro amarezza
ad ogni incontro cercavo di scorgere mia madre e mio padre

Sono diventati vecchi con il trascorrere degli anni
la loro canizie e le rughe con lo sguardo un po' stanco
persone che mi diedero davvero tutto e la mia vita

Scrutando la malvagità della gente vile che si nasconde
occhi perfidi di odiatori perversi dalla mente sempre degenerata
senza rispetto per la dignità del debole e arroganti

Quando accadde che morissero piansi molte lacrime
e lo scherno degli stolti che vivono come bestie diaboliche
assembrava la mia testa insieme ai pensieri nostalgici

Nelle mani di mio padre vedevo il lavoro fatto di fatica
nello sguardo di mia madre l'innocenza come di bambina
e sempre quelle risa sarcastiche di chi gode del male

La sola ipotesi che solcava i miei ricordi era naufragata
come una barca in mezzo al mare nel temporale delle incertezze
e l'iride e la pupilla piangevano per quei morti lontani

Quelle voci sono nei campi elisi della risurrezione
perché la Pasqua non è una triste nascita ma la grazia del Vivente
mi aspettano e mi hanno amato nella serenità di Cristo

 

DIPENDERE DA QUALCUNO

Lascio ad altri la loro anima bella e stonata
il loro pensare fasullo su schemi fissi e preconcetti
e nell'accogliere il diverso un lento abbraccio

Oltre le rimanenti frasi costruite per svago
ci sono le parole sempiterne di una coscienza pura
trasparente come vetro che cattura la luce

Cercando tra la gente il perché di tanti conflitti
vidi la solidarietà celata dentro gli anfratti dell'egoismo
la gente è ordinariamente buona e paziente

Le parole e i discorsi d'odio che travalicano
segnano un solco tra gli eguali di diritti e feriscono
non c'è qualcuno che desideri la concordia

Guardo sugli abiti dei poveri il peso dello scarto
e negli abiti dei benestanti l'odore del denaro che tutto può
come se il possesso dipendesse dalla forza

Non ci sono nuove libagioni per gli emarginati
è il solito vino dell'ira che bevono i tracotanti che biasimano
nel resto delle persone l'arte di vivere rinunciando

Quando l'orgoglio e il sopruso colmano il mondo
non c'è misericordia per l'adulto vulnerabile che cerca soccorso
la fiera delle vanità è per le strade e nelle case


LA CLASSE OPERAIA

Quanti fiori bianchi sul selciato
come le vittime e le ombre della sera
che coprono le fatiche di chi lavora
e stendono un velo sulla giornata

Ancora guadagni con mani avide
e l'operaio con il suo pane di sudore
vive il tempo come immoto
e ogni momento come impegno

Certi fanatici hanno detto basta
il lavoro è sempre un diritto
ma mai del bambino sfruttato
e del suo tempo di gioco

Gli uomini e le donne nelle fabbriche
un salario minimo se rivendicato
la serietà del lavoro e la sua dignità
nel guadagnarsi da vivere

C'è qualcuno che cerca il diritto
ma il lavoro è la norma della giustizia
una società giusta per tutti
dove il proletario ottiene il necessario

Dove i suoi figli studiano per l'avvenire
mentre le ragioni dello Stato
surclassano il valore del comprare
dove avere è indice di verità

Chi lavora ha conquistato la vita
le sue mani garantiscono per la famiglia
ma la povertà non porta a nulla
la sapienza è di chi agisce per risolversi

lunedì 1 febbraio 2021

La forza dell'incredulità

Ci sono persone che non credono nell’esistenza di Dio, forse perché la realtà le porta lontano dall’idea di Qualcuno che si occupa degli uomini con amore, o che da una dimensione soprannaturale ha creato tutto e così anche la vita e ogni persona umana. Non è una posizione intellettuale irragionevole per chi vuole rimanere con i piedi ben piantati a terra, per chi non è abbastanza filosofo da cercare una risposta sull’origine di questa realtà o se questa realtà serva a qualcosa, abbia quindi uno scopo che comporti per l’uomo una serie di scelte e una certa mentalità, quella che in molti hanno definito la ricerca della Verità. L’ateismo ha una spiccata forza intellettuale ma pone le basi per una antropologia che guarda all’uomo come ad uno dei tanti animali che popolano il pianeta e a qualsiasi fenomeno come il risultato della somma degli elementi che compongono la natura e la materia; ci sono le leggi di materia da conoscere e la morte è la fuga da queste leggi verso il nulla, non c’è altro e la morale a proprio uso e consumo asseconda quel pensiero per cui ogni cosa è lecita in assenza di un giudizio e di una trascendenza che come tale ha la necessità di confermarsi nell’anima e nel suo rapporto con Dio, un giudizio che può essere di condanna per coloro che si estraniano da una Legge superiore che dimora nella coscienza come qualcosa di spiritualmente vitale e che si pone addirittura prima del legame con la carne e le sue funzioni in rapporto alla realtà contingente. Questa Legge rende l’uomo capace di distinguere tra il bene e il male, capace di comprendere che le sue scelte e le azioni che compie si distinguono in buone o cattive e comportano delle conseguenze in rapporto a Dio che ci ha creati, in prospettiva dell’eternità dopo la morte che per l’ateo non è altro che la distruzione della persona, l’assenza di qualsiasi soffio vitale, la fine di tutto in un nulla senza ritorno. La Legge eterna ci permette di esaminare noi stessi e di renderci consapevoli se quello che facciamo sia giusto o sbagliato, c’è una vita morale nell’uomo che non può essere cancellata dalle convenzioni o dagli errori di giudizio, coltivare la coscienza significa mantenere saldo il nostro legame con Dio e vivere della sua grazia, con il rimorso della coscienza sentiamo che qualcosa è male e siamo capaci di correggerci per conformarci di continuo a quella Legge scritta da Dio nelle nostre anime. Nessuno è esente dal commettere delle trasgressioni a quella Legge che si chiamano colpe, la differenza tra le persone risiede nella capacità di pentirsi e di convertirsi, o meglio nella volontà di pentirsi e di convertirsi, di tornare sulla via del bene oppure di proseguire su quella del male fino ad estinguere la sensibilità della coscienza nell’impenitenza, e poi nell’impenitenza finale per perdersi separati da quel sommo bene che è Dio cadendo nel male assoluto, dove i demoni hanno la propria dimora e la propria potestà; per morire alla grazia occorre un atto di volontà contro quella Legge, non c’è colpa senza l’esercizio della volontà, occorre volere il male sapendo che si tratta del male, cioè di una grave offesa fatta a Dio o al prossimo; l’offesa più grande che si possa compiere è qualsiasi atto, pensiero o parola che annientino l’amore per Dio o per il prossimo, anche l’indifferenza è qualcosa che offende gravemente la carità, è una colpa grave il disinteresse per gli altri, o quei peccati che si dicono omissioni, tutto quello che lede l’amore in noi. Si entra in Paradiso con l’amore e si va all’inferno senza amore, anche questa verità è scritta nella Legge eterna; la vita dell’anima è la vita della grazia, solamente chi è capace di amare sul serio può entrare nella vita, nella stessa vita di Dio, ma tutto questo fa parte delle realtà invisibili fuori dall’ordine naturale e sono pochi coloro che ci credono davvero, che hanno scommesso tutto sul senso stesso della vita in un mondo come il nostro che sembra una propaggine dell’inferno. La morte è la porta che apre sull’eternità: “Non muoio, entro nella vita”, questa frase è di Santa Teresa di Lisieux il cui destino fu felice perché la sua fede non si arrese al dubbio.

lunedì 4 gennaio 2021

Le utopie della scienza

I progressi della scienza riescono a dare speranza all’umanità, ma questo rimane un mondo pieno di ingiustizia e contraddizioni, è un mondo violento dove gli uomini manifestano quasi tutti una dose impressionante di psicopatia, il progresso scientifico senza il progresso morale è un’arma a doppio taglio; quello in cui confidiamo per portarci alla salvezza potrebbe diventare un incubo che ci farà cadere nel disordine e nell’insicurezza; al presente l’uomo dispone di tutti i mezzi per salvare il pianeta con le sue creature e al contempo dispone di tutti i mezzi per portare distruzione e la fine della nostra specie. La sovrappopolazione sembra un nemico per il futuro della civiltà umana, eppure disponiamo di tutte le risorse per sfamare tutti e dare a tutti prosperità e stabilità quando tutti sanno che la ricchezza è a disposizione di pochi e molti popoli vivono senza nemmeno i mezzi fondamentali di sussistenza. Quei pochi che diventano sempre più ricchi ad ogni crisi e le moltitudini private dei loro diritti, persino del diritto alla vita; la persona umana mercificata per soddisfare le aspettative di vita e le esigenze anche depravate dei pochi egemoni, queste differenze che spingono le potenze militari ad accendere guerre e a martirizzare la povera gente indifesa nell’atto di rapinare le risorse economiche che servono a pochi Stati per la loro conservazione e non per il progresso di tutte le genti sulla terra. Le risposte politiche sono sempre insufficienti e i disastri prodotti ci portano sempre più vicini al collasso, ad esempio per quello che riguarda il cambiamento climatico e l’ecosostenibilità. Occorre invertire la tendenza con decisioni improcrastinabili, occorre che chi detiene il potere prenda coscienza della situazione che accomuna tutta la grande famiglia umana e vi siano scelte e azioni davvero progressiste e in questo la scienza è davvero determinante, perché la scienza ci offre delle risposte su come intervenire all’interno di quelle criticità che minacciano la salute del pianeta e l’equa distribuzione delle risorse alle popolazioni, la risposta a questa pandemia da Covid-19 è venuta dalla scienza e la reale possibilità che i danni siano contenuti con la campagna vaccinale già in atto non è utopia. La civiltà è costantemente minacciata ma con la buona volontà possiamo affrontare tutti i pericoli che provengono dall’egoismo e dal vuoto dei valori, ci sono forze di bene in gioco che possono fare la differenza e l’intelligenza dell’uomo a vantaggio della propria collettività e della biosfera; l’orizzonte che deve permeare la politica non dev’essere soltanto l’interesse di parte o corporativo, perché quello che viene fatto in un paese ha ripercussioni ovunque nel mondo. Occorre una mentalità davvero comunitaria e condivisione di obiettivi per rendere fattibile una società senza muri o differenze che accentuino la separazione e le monadi, la via sbagliata è quella che ci rende rapaci gli uni degli altri, è quella dell’indifferenza e del disprezzo per il prossimo, ogni persona con cui entriamo in contatto è il nostro prossimo e la solidarietà un dovere di ogni cittadino consapevole, un valore puramente umano. “Se riesco a cambiare in positivo una parte del mondo cambia, perché ciascuno di noi è una parte del mondo e nessuno può fare a meno degli altri”, agire insieme per cambiare il comune destino è il fondamento della politica del presente, di ogni azione politica sana, altrimenti prevarrà la decadenza e forse non ci sarà ritorno, sarà troppo tardi: si deve vivere per gli altri e mai per soddisfare l’ego, la vanagloria o la fame di successo per affermarsi e possedere il denaro, occorre al giorno d’oggi riscoprire il significato della parola sacrificio.