Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

venerdì 29 aprile 2022

Selezione di haiku n°032


I cinque petali rosa

non avremo frutti sul ciliegio

distesa benedicente

 

I fiori del mandorlo

queste cerimoniose vestigia

le api danzano al sole

 

Vola il pettirosso

è trascorsa l'alba di oggi

un giorno avanza

 

La notte è muta

ma si azzuffano i gatti

qualche strillo

 

Ci sono le gemme

dai rami dell'acero rosso

la terra sorride

 

Coda di gatto

scuotersi nervosa

fugge la preda

 

Ombra di stelo

il bambù riposa

nel tepore

 

L'erba fredda

un mattino pulito

lento sorgere

 

Molte formiche

dai percorsi diritti

portano briciole

 

La lana folta

del vello asciutto

lassù al pascolo

 

Vento irruente

una tegola cade a terra

rompe la voce

 

Il pino marcisce

sempreverde innato

la fine del tempo

 

Passi sui selci

la città si placa

antiche vie

 

Cuore animale

un verso e si placa

fermo nell'udito

 

Limpida nube

argine del cielo

lassù e poi


Nel sottotetto

il nido di rondini

voli solerti

 

Se urticano

un folto di ortiche

l'ansia ritrae

 

Lieto giorno

una brezza primaverile

la foglia danza

 

Sul ciglio

odore di erba tagliata

fiore di tarassaco

 

Ore del mattino

la frescura del fiume

un'ombra passa


Cerco nostalgico l'alba

non c'è ancora nulla nel chiarore

la tua presenza mamma

 

Questo legame così forte

tra le tue braccia riposo tranquillo

sei tu madre la vita

 

Non distogliere il tuo cuore

rimarrai giovane negli anni che passano

l'anima forse è immortale

 

Ascolto la ninna nanna

sono un bimbo che si addormenta

la fiducia è il cuore materno

 

Questa culla è tanto modesta

grande è l'amore che attornia l'innocenza

l'attenzione benigna e il mite sentire


Da quel largo infisso

il coleottero nella stanza

danza e subito fuori

 

Nel campo un corvo

cerca il cibo un po' in giro

si scuote nero e zitto

 

Il rampicante al muro

senza quei fiori azzurrini

pianta che non geme

 

Laggiù l'isola

acque gelide del lago

il traghetto incede

 

La finestra chiusa

il geranio non è bagnato

di un solo vaso

domenica 24 aprile 2022

Una rivelazione privata riconosciuta

BEATA MADRE ELENA AIELLO (1895-1961), VISIONI E PROFEZIE CHE SONO UN APPELLO ALLA CONVERSIONE

Dopo aver iniziato le solite sofferenze, verso l’una del pomeriggio, Gesù mi è apparso coperto di piaghe e di sangue e mi ha detto:


«Guarda, figlia mia, come mi hanno ferito i peccati del mondo. Il mondo è stato completamente sommerso dalla sporcizia e trabocca di corruzione. I governi dei popoli sono sorti come diavoli incarnati. Mentre parlano di pace, si stanno preparando per una guerra con armi devastanti per la distruzione di popoli e nazioni. Gli uomini abusano della mia misericordia e hanno trasformato la terra in una scena del crimine. Molti scandali portano anime alla perdizione... Soprattutto a causa della corruzione della gioventù».


«La preghiera è quasi morta sulle labbra di molti. La volontà degli uomini non cambia più. Vivono nell’ostinazione del peccato. Occorrono dalle mie anime fedeli la preghiera e la penitenza per placare la giustizia divina, per temperare la giusta sentenza di punizione, che è stata sospesa sulla terra per intercessione della mia amata Madre, che è anche la Madre di tutta la stirpe umana».


«Oh, quanto è triste il mio cuore nel vedere che gli uomini non rispondono ai tanti appelli del mio amore e del mio dolore, rivolti dalla mia amata Madre all’umanità errante. Sbandati nel buio continuano a vivere nei loro peccati e si allontanano sempre più da Dio; ma si avvicina il castigo del fuoco per purificare la terra dalle iniquità degli empi».


«La giustizia di Dio esige riparazione per le tante offese e crimini che ricoprono la terra e che non possono più essere enumerati. Annuncia all’umanità che deve tornare a Dio, facendo penitenza e così facendo ha la speranza di essere perdonata e salvata dalla morte, giusta vendetta di un Dio disprezzato» (rivelazione del 16 aprile 1954).


Un anno dopo ebbe una rivelazione dalla Beata Vergine, che apparve con un vestito nero e sette spade che le trafiggevano il Cuore Immacolato, e gli rivelò quanto segue:


«Ascoltami attentamente e rivela al mondo intero: il mio cuore è molto triste per le sofferenze che si abbatteranno sul mondo che sta combattendo una catastrofe imminente. La giustizia di Dio è offesa all’estremo. Gli uomini vivono nell’ostinazione dei loro peccati. L’ira di Dio è vicinissima. Proclama, grida forte, finché i Sacerdoti di Dio ascoltino la mia voce affinché avvertano l’umanità che il castigo è vicinissimo e se gli uomini non si rivolgono a Dio con la preghiera e la penitenza, il mondo sarà gettato in una nuova e più terribile guerra».


«Una tempesta di fuoco cadrà sulla terra. Questa terribile punizione che non si è mai vista nella storia dell’umanità durerà 70 ore».


«Gli atei saranno schiacciati e annientati e molti si perderanno perché rimarranno nell’ostinazione dei loro peccati. Allora si vedrà il potere della luce sul potere delle tenebre. Non tacere, figlia mia, perché le ore delle tenebre e l’abbandono si avvicinano».


«Mi chino sul mondo, tenendo in sospeso la giustizia di Dio. Altrimenti queste cose sarebbero già venute sulla terra. Le preghiere e le penitenze sono necessarie perché gli uomini devono tornare a Dio e al mio Cuore Immacolato, mediatore tra gli uomini e Dio, e in questo modo il mondo sarà almeno in parte salvato».


«Annunciate queste cose gridando a tutti, come se foste l’eco stessa della mia voce. Annunciate questo a tutti, perché aiuterà a salvare molte anime e prevenire molta distruzione nella Chiesa e nel mondo».


Rivelazione del 7 gennaio 1950:


«Quando un segno straordinario apparirà in cielo, sappiate che il castigo del mondo è vicino (il famoso avvertimento?). Beati coloro che in quel momento possono chiamarsi veri devoti di Maria... Il flagello del fuoco è vicino e purificherà la terra dall’iniquità degli empi... La giustizia di Dio pesa sul mondo e l’umanità macchiata di colpe sarà lavata nel proprio sangue, malattie, carestie, terremoti, naufragi e in guerra alcune nazioni saranno purificate mentre altre scompariranno del tutto. L’Italia sarà punita e purificata da una grande rivoluzione».


Il 27 marzo 1959, che era il Venerdì Santo, ebbi la seguente rivelazione:


«Che il peccato dell’impurità faccia scempio in mezzo ai giovani e ai bambini. La famiglia cristiana ha cessato di esistere. Pregate instancabilmente... Roma sarà punita... La Russia prevarrà su tutte le nazioni, in modo speciale sull’Italia, e alzerà la bandiera rossa sulla cupola di San Pietro; la basilica sarà circondata da leoni ferocissimi».

mercoledì 6 aprile 2022

Libera nos de persona satanae


Litanie a Nostra Signora 

della Liberazione


Nei paesi francofoni e in Libano è diffusa la devozione alla Madonna della Liberazione. Forniamo di seguito la traduzione delle litanie in suo onore.

Signore pietà
Signore pietà
Cristo pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Cristo esaudiscici
Padre del Cielo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
Santa Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa Maria della Vittoria,
Prega per noi
Santa Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Prega per noi
Santa Maria, più valente di Ester e Giuditta
Prega per noi
Santa Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Prega per noi
Santa Maria, Donna vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Prega per noi
Santa Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Prega per noi
Santa Maria, rifugio dei peccatori
Prega per noi
Santa Maria, liberatrice e salute degli infermi
Prega per noi
Santa Maria, speranza dei disperati
Prega per noi
Santa Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Prega per noi
Santa Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti
Prega per noi
Dal potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria, liberaci
Dalla seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Vergine Maria, liberaci
Dalle possessioni diaboliche
Vergine Maria, liberaci
Dalle illusioni pericolose e dallo spirito del male
Vergine Maria, liberaci
Dagli operatori dell’occulto
Vergine Maria, liberaci
Dai patti satanici che rendono schiavi di satana
Vergine Maria, liberaci
Dall’idolatria, dallo spiritismo e dal satanismo
Vergine Maria, liberaci
Dalle sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni della divinazione e dalle false predizioni
Vergine Maria, liberaci
Dalle visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Vergine Maria, liberaci
Da ogni maledizione
Vergine Maria, liberaci
Dai malefici e da ogni pratica occulta
Vergine Maria, liberaci
Da ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie di origine malefica
Vergine Maria, liberaci
Dai flagelli devastanti
Vergine Maria, liberaci
Dalla fame, dalla violenza e dalla guerra
Vergine Maria, liberaci
Dagli incidenti mortali
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie contagiose
Vergine Maria, liberaci
Dalla sterilità
Vergine Maria, liberaci
Da ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Vergine Maria, liberaci
Dai parti difficili e da ogni trauma infantile
Vergine Maria, liberaci
Dalle perversioni che minacciano i bambini
Vergine Maria, liberaci
Dalle angosce dell’anima e dai mali fisici
Vergine Maria, liberaci
Dai mali ereditari
Vergine Maria, liberaci
Dalla scomparsa misteriosa di persone care
Vergine Maria, liberaci
Dai blocchi mentali ed affettivi
Vergine Maria, liberaci
Dall’empietà
Vergine Maria, liberaci
Dall’ateismo e dalla cultura di morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle tentazioni contro la fede
Vergine Maria, liberaci
Dalle comunioni sacrileghe
Vergine Maria, liberaci
Dalla disperazione e dallo scoraggiamento
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di paura
Vergine Maria, liberaci
Dalla tiepidezza nel servizio di Dio
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di orgoglio e di dominazione
Vergine Maria, liberaci
Dall’ostinazione nel peccato
Vergine Maria, liberaci
Dal peccato contro lo Spirito Santo
Vergine Maria, liberaci
Dal rifiuto di perdonare i nemici
Vergine Maria, liberaci
Dai pensieri di odio e dai pensieri impuri
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni del diavolo nell’ora della morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle sofferenze del Purgatorio
Vergine Maria, liberaci
Dalla dannazione eterna
Vergine Maria, liberaci

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi, Signore

Cristo vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo vincitore di satana
Esaudiscici

Spirito Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito Santo consolatore
Esaudiscici

Dio Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio Padre Onnipotente
Liberaci dal Maligno

O Maria concepita senza peccato
Prega per noi che ricorriamo a te

Prega per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo liberati da tutte le tribolazioni

Preghiamo

Ti lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto.

Amen.

mercoledì 30 marzo 2022

Un manifesto animalista

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! (Matteo 10,29-31) Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. (Luca 12,32) Questi versetti del Vangelo ci suggeriscono quale sia la differenza tra i cristiani e gli specisti, le creature sono volute ed amate dal Signore ma la persona umana non può considerarsi sullo stesso piano, la persona umana vale di più, la sofferenza degli animali non può paragonarsi alla sofferenza della persona umana, non ci sono i medesimi diritti e la medesima dignità, anche se l’etica e la compassione esigono il rispetto di qualsiasi creatura vivente. Ho un cagnolino meticcio nato da una cucciolata del 16 maggio 2006, oramai è anziano e ha 16 anni, l’ho fatto curare ma è ancora ammalato, probabilmente non vivrà che qualche anno ancora. Per alcune persone prive del conforto dei propri simili anche un semplice cagnolino può diventare una straordinaria terapia psicologica, per qualcuno possono sembrare creature patetiche o con poca importanza ma a fare la differenza è l’amore e il valore che diamo anche alla loro vita, l’amore è una scelta che cambia il nostro orizzonte, il modo di guardare e conoscere, ci toglie le idee preconcette e sensibilizza il nostro animo, non è soltanto una questione morale ma bensì di senso, una filosofia della creazione e una visione pura di coscienza, la pratica della compassione. Secondo certe religioni non cristiane anche la vita animale è sacrea, e il karma del destino personale si forma sulla base del rispetto o meno anche degli animali. Nel cristianesimo vengono considerati il peccato, la grazia e la retribuzione eterna, così nelle filosofie orientali ogni gesto d’amore ha un suo corrispettivo nell’eternità. Negli Atti degli Apostoli Gesù viene definito l’Autore della vita a cui il popolo peccatore ha preferito un omicida, per dirla come san Francesco d’Assisi le creature sono innanzitutto di Gesù, come fratello lupo che il poverello ha ammansito con un abbraccio, ed esistono in questo mondo perché amate da Lui di un amore oltre ogni limite, le creature sono buone, portano in sé la bellezza, le risposte ai perché della nostra esistenza, la natura è sapiente e anche chi crede nell’evoluzione darwiniana contempla la aesthetica (αἴσϑησις) e l’ordine (κόσμος) del creato, la biosfera con i suoi ecosistemi di cui l’uomo è stato fatto il custode e non il padrone senza scrupoli, lo sfruttatore, il miasma mortifero. Anche amare un cagnolino o un micio è mettersi alla scuola di Gesù, se è per la vita è mettersi alla sua sequela. C’è Vangelo anche in questo.

domenica 6 febbraio 2022

Silloge poetica n°049


QUEL FIORE SINGOLARE


C'è un fiore nel giardino a nord della casa
quando inizia la primavera eccolo ritornare dalla nuda terra
fiorire tra le erbacce infestanti e brutte
il suo colore è il bianco
come la veste incontaminata dei fanciulli
il suo profumo è dolce
come il sidro di mele nella cucina
fanciulli che la domenica servono alle sante messe
nelle chiese adornate da buoni propositi
e da segni di tristezza
e dalla grazia impressa nelle anime penitenti e devote
come le preghiere degli orfani soli
e delle vedove pie
di chi ha perso le persone care e cerca conforto
in qualche anfratto dei sacri templi
fiducioso di trovare quella carità che dia sollievo alle angustie
è un fiore che nasce dalle lacrime di coloro
che abbandonati da tutte le similitudini dell'amicizia
oramai non vedono che muta disperazione
nelle vicissitudini della vita
come in una barca nel mare in tempesta
questo fiore nasce dalla memoria e dal cuore
per ricordare che siamo umani e che il senso morale
è la stessa cosa della vita
che ci distingue da chi nega le virtù cristiane
un fiore pulito come il cuore del bambino dall'anima di angioletto
che ci saluta e ci interroga sul perché tante volte
non abbiamo amato con quel trasporto che eleva lo spirito
che ci rende correligionari delle celesti schiere
degli angeli e dei serafini
o degli arcangeli e dei cherubini
abbiamo lasciato un seme anni or sono
nel luogo dove è spuntato il fiore
quel germoglio viene da un seme integro e virgineo
è l'anelito alla pace dentro di noi
la desiderata riconciliazione con il prossimo
e una vita esente dalla malizia
il buon grano del regno annunciato dal Vangelo
siamo noi che cambiamo
e ci apriamo al perdono
siamo noi che rasserenati dimentichiamo il torto
e vediamo nell'altro lo specchio della nostra persona
e non più un nemico acerrimo
è il buon grano del regno
e quel fiore così bello è il Cristo
lo abbiamo raccolto quando accogliemmo la salvezza
pronunciando la preziosa preghiera dell'Ave Maria
e rivolgendoci a Colei
che di quel regno offre l'incenso delle più alte glorie
a nord della casa c'è un giardino
oramai incolto e abbandonato
ma quel fiore bianco è sempre piantato nella fertile terra
con le sue radici coriacee
suggerendoci che siamo stati chiamati
e che tutti sono predestinati a quel regno
nel tempo della preghiera che insegna ad amare
quando ad ogni momento di ozio
facciamo nostre le belle parole di un libro antico
che ci insegna che per compatire
occorre imparare il sacrificio e uscire da sé stessi
bisogna condividere le contrarietà nei dolori
per incontrare il prossimo
toccare con l'anima le sue piaghe inaccessibili
dove riposa qualcuno che piange
quelle lacrime sono il nettare del fiore nel giardino
chi beve a quel puro calice ha la vita eterna


L'AMATA


Ho guardato in fondo al pozzo della mia anima
e ho visto la persona che amai anni addietro
la riconobbi nonostante il buio pesto
quelle tenebre erano l'incomprensione del suo pensiero
che si volgeva altrove in un mondo immaturo e ostile
la cercai nei tanti volti della gente in cammino
ed ebbi la sensazione che fosse in tutti e in nessuno
quando m'innamorai fui preso da follia
credevo che il sentimento fosse più forte della morte
in quelle situazioni volevo incontrarla
non la volevo toccare ma sentirmela accanto
come la pace consolante per una mente inquieta
l'amore capita spesso senza volerlo
è un accidente di cui subito non ci si accorge
quando la pioggia accarezza i nostri capelli
quando ci bagna il volto contento
e gli sguardi collimano in una ricerca di appagamento
desideriamo la presenza dell'amata
perché sentiamo che in noi qualcosa si è perso da tempo
non capiamo subito cos'è
ma l'assenza ci ha tolto qualcosa di noi
forse è come guardarsi in uno stagno d'acqua chiara
in quella mera illusione siamo noi
quando vogliamo uscire da noi stessi
per abbracciarla con un profondo sentimento
è il desiderio casto dell'intimità
e non le fami nella voluttà di una viva carne dei corpi
un desiderio rinnovato nel riconoscere qualcuno
come il tassello che completa il mosaico
la vorresti tua perché ambisci conoscerla in eterno
non per possedere qualcosa che sia egoisticamente chiuso
ma per aprire il cuore dei tuoi segreti a lei
ad una fiducia più grande
l'amata è la genuflessione di una solitudine mancata
perché se sai stare da solo e lontano dal chiasso
l'amore diventa maturo quando gli altri senza negazione
entrano nella nostra vita come un caso fortuito
l'amore maturo è quando il bisogno è vinto dall'interessamento
mi importa dell'amata non perché mi serve
ma perché lei è colei che amo
senza averne nulla in cambio e senza un profitto losco
è la persona che le coincidenze hanno scelto per me
se ella corrisponde a un progetto
al bacio delle mie labbra che prende a prestito il respiro
e lo porta fin dentro l'ansimare dell'assenza
l'amata è un ricordo sofferto
lasciato andare nel rispetto delle sue aspettative
l'amata è il mio niente dentro il tutto della sua vita
senza di lei l'ego è smisurato
con la sua presenza relativizzo l'antico candore
quel sentimento puro nella perduta adolescenza
che esce dal proprio castello di sicurezze
e si volge alla semplice dimora altrui
l'amata è il mio guarire nel chinarmi verso terra
la prospettiva che cambia nel conoscere e accettare
l'umiltà di un cuore verso colei che brama
l'amore senza alcuna pretesa


LA STANZA


Vivo nel desiderio di un mondo buono
ma l'infelicità domina il mio tutto nel niente di me stesso
approdo con la fantasia nei meandri di questa stanza
vedo appese alla parete tutte le mie azioni
quelle buone che mi confortano
e quelle cattive che sono il biasimo
di un passato colmo di sbagli e di occasioni mancate
cercavo un po' di amore
e trovai il disprezzo di chi mi definiva animale
obbrobrio senza alcun valore
riponendo il rancore e fuggendo il desiderio di vendetta
trovai nel libro santo la pace
e le mie lacrime le asciugò dal mio volto
l'Autore della vita che tutto può perdonare
se dal proprio cuore risuscitato
si alza sincero il pentimento e l'anelito a cambiare
a fuggire il male che mi governava
la tirannide dell'ingiusto ripiegarsi nell'animo semplice
e uscito dall'età dell'innocenza trovai l'assurdo
di questo mondo privo di scrupoli che ci calpesta
e ci toglie per gradi negli anni la dignità
fino a farci diventare vecchi
e nella solitudine pregare un Dio che sembra assente
ma che nel nascondimento ci ascolta
con infinita compassione
noi fragili creature che deponiamo l'odio
per abbracciare l'amore che sembra lontano e così debole
ma è proprio chiuso qui paternamente
accanto alle ferite interiori
che con il sangue stillante dall'anima
tocca nei sentimenti celati
il significato più alto della nostra coscienza
l'affievolirsi dell'odio così oscuro
nelle parole del perdono
e nella pace che accoglie l'eternità beata
ho visto tutto in questa stanza
la privazione e la ricchezza nella serenità della mente
l'eremo nascosto di un povero
dove le preghiere sono le parole che ascolto
nella vastità del silenzio
muta testimonianza della verità
stanza di coloro che da tempo sono andati via e che ho perso
lontano dalla memoria e nel cielo
dei propositi giusti
oltre il bianco della pittura di queste dure pareti
fuori di me lontano


QUANDO SI E' DEBOLI

Il fulcro che sostiene la mia vita
è l'estrema debolezza
vivo di debolezza appoggiandomi a qualcuno
ogni tanto sento che l'apice del dolore
risiede nell'accogliere altre lacrime
quelle dello sconosciuto
o di chiunque incontro per la strada
sono persone ignote
con un eccesso di indifferenza
non gli importa se muoio
se scompaio nella dimenticanza
se nessuno verrà a cercarmi
non è soltanto l'egoismo
ma è l'umana natura che offre il meglio di sé
sono loro forse i deboli
che non si accorgono che qualcuno soffre
solo nel suo guscio di false aspettative
morto oramai al mondo
e fuori dal contesto di una civiltà moribonda
pregavo domandando il pane quotidiano
non lo chiedevo per me
ma per tutti quei poveri dimenticati
lasciati nel bisogno
dall'arroganza e dal sopruso
di chi ottiene tutto per furbizia o per rapina
la scaltrezza che asseconda l'interesse
e disprezza la giustizia
gente che non si accorge di nessuno
che vive in un castello con mura di pietra
tenebroso come la coscienza
forte di una malsana avidità
questa estrema debolezza
per qualcuno è una sconfitta amara
come il ricco epulone della parabola che non si accorge
e non presta attenzione a quel povero
che mangia i suoi rifiuti
la vera debolezza è mancare di amore
è vivere come in un'alienante e cinica allegoria
senza amore siamo deboli
di fronte alla nostra comune condizione
l'umanità ha necessità di amore
accorgendosi e condividendo
fare propria la sofferenza del prossimo
mettere a disposizione degli altri
la propria intelligenza e il proprio fare
senza amore siamo deboli
senza interessarsi di coloro che ci circondano
siamo fatti di vapore che svanisce nell'aria
questa è la debolezza estrema
vivere di nulla
e dissiparsi nel peccato
come per l'epulone
che nella sua cecità spirituale
non vede e non si accorge
ma l'altro è proprio accanto alla sua mensa
assieme ai cagnolini che si sfamano sul pavimento
tra le due debolezze la più oscena forse
è l'ostentazione del benessere
che denigra la debolezza del misero che chiede aiuto
un volgare stratagemma per ingannare
l'inevitabilità del destino


L'ALBA DELLA PACE

Anche oggi non trovo parole
per descrivere l'orrore
questi incubi mi portano lontano dalla pace
era proprio la pace del mio cuore
ciò a cui da sempre anelavo
ogni sera l'ho domandata con tanto desiderio
ed era sempre una battaglia
contro le illusioni dinanzi a me
che nella mente ingannano il giusto sentire
questi orrori che si muovono negli incubi
asserviti a mostri che come burattinai
muovono i fili delle convinzioni nel traviamento
voglio considerare la verità come intoccabile
ma dov'è la verità in una spirale di menzogne
la propaganda che vuole sempre libere
le chimere di mondi contro l'assennatezza
dentro di me e attorno nelle città c'è distruzione
e l'esito del gemere dei popoli
si nasconde nella legge eterna scritta nei cuori
quando la compiutezza della morte
trova la sua materia pesante
nella forma di una dea dalle molteplici braccia
per ogni braccio un'arma
e attorno al collo una corona di teschi umani
hanno forgiato un simulacro distruttivo
e nella disfatta della vita creata
la prospettiva è forse la rinascita della civiltà
un mondo dove l'umanità riacquisterà
il suo primigenio valore
dove i valori saranno condivisi dalle genti
per il fondamento della pace
e la dea della distruzione svanirà
dentro il sole di giustizia
finalmente una nuova alba sulle devastazioni
sull'innocenza calpestata dalla forza bruta e cieca
e gli angeli delle tenebre
lasceranno il posto alla luce
allora per sempre la bellezza regnerà nelle anime
e troveranno riposo i giusti martiri
morti quasi bambini con il fucile tra le mani
i loro sguardi non hanno nemico
ingannati da un potere arrogante e assoggettante
troveranno riposo nei prati del paradiso
ecco tutte quelle persone che sperarono intrise di paura
e la loro speranza fu la fiamma che accesa
arse la malvagità nel calderone dell'amore vittorioso
l'amore invitto e vittorioso senza mai più timore
quando la compassione diventerà più forte
delle coscienze corrotte
le preghiere saranno ascoltate
da Colui che vittima sulla croce rosseggiante di sangue
non volle niente per sé
ma cercò la riconciliazione fra tutti
diede la vita per la sua grande compassione
nei confronti dei più deboli e degli smarriti
nessun prossimo sarà dimenticato
quando dalle macerie si ergerà un nuovo mondo
e la pace non sarà soltanto per qualcuno


L'ESITO

Le memori storie della vita
accorate prolusioni di nostalgia
e l'angelo della verità che
brandisce la lancia del destino
vindice del passato
costruttore del presente
oracolo del futuro

 

L'ULTIMA BATTAGLIA

Quando incontro delle persone che sospirano affrante
sia per solitudine o per la cattiveria degli altri
guardo in fondo al mio cuore e trovo come in un'immagine
il medesimo dolore e la medesima angoscia

il mio mondo non è senza risposte in fondo a me stesso
ci sono grappoli di insensatezza che guardano fuori
come i frutti del melograno simbolo della vita
ma una vita senza fine in un eremo di perdizione

le risposte sono i sentimenti che ci rendono umani
che colmano di sapere la mente del semplice
facendoci innamorare del cielo stellato
e del deserto ebbro di spiriti inumani fuori dal tempo

schiere che travalicano delle loro presenze ostili e fuorvianti
l'ignaro viaggiatore che attraversa il sole allo zenit
nella libertà del pensiero che non accetta condizionamenti
reso forte dalla sua assoluta ambiguità senza perché

quando in alto la coltre di nubi temporalesche
lascia la scena all'arcobaleno segno visivo di un patto antico
la linfa degli alberi secca e la morte pervade tutto
soggiogando la vita decrepita alla polvere del suolo

sono le ossa dei morti nei cimiteri abbandonati della storia
guerre combattute tra fratelli nelle oscure lande desolate
l'esito finale delle battaglie non era il retaggio dei cuori impavidi
ma l'animosità di chi disprezzando la vita altrui canta

sono le cupe filastrocche per i bambini lette ad alta voce
che guidano i valorosi combattenti verso la meta dell'empireo
consegnando al diavolo le loro sofferenze in libagione per i dannati
grottesche figure violente fuori da un mondo oramai muto