Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

venerdì 17 ottobre 2025

L'arma di coloro che mettono in pratica il Vangelo

Se si vuole fare del bene a sé stessi e agli altri avendo a disposizione pochi mezzi si può sempre ricorrere alla preghiera del Santo Rosario, alla recita ininterrotta di Ave Maria facendo scorrere nella mano i grani di una corona benedetta, l'Ave Maria medicina contro i mali spirituali, morali, sociali e talvolta anche materiali, perché dall'ordine spirituale dipende l'ordine temporale in questo nostro mondo terreno, con la mediazione della Vergine Madre questa preghiera così semplice ma profonda ci ottiene ciò che domandiamo e ancora con maggiore certezza ciò che davvero ci necessita e i demoni nemici della nostra salvezza sono costretti a fuggire, sono sconfitti da questa invincibile arma dei figli della luce che richiama la soprannaturale grazia celeste in noi, nel prossimo per cui preghiamo e nei luoghi che frequentiamo.

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.


“Il Rosario è un incessante susseguirsi di Ave Maria, con cui si possono vincere tutte le potenze delle tenebre.”

(San Giovanni Bosco)

giovedì 16 ottobre 2025

Siamo noi a dare potere al male con il nostro peccato

Dove c’è l’avidità di denaro è all’opera lo spirito del male, l’attaccamento al denaro e ai beni materiali è una forma di idolatria, poiché si mette al posto di Dio che ci ama qualcosa o qualcuno che Dio non è, invece dove la compassione per la persona umana pervade le coscienze e muove all’aiuto e all’interessamento per l’altro e chiunque indistintamente è all’opera lo Spirito di Dio, dove c’è violenza, disprezzo e vendetta agisce nei cuori il maligno e in quei cuori risiedono i demoni, più una persona si radica nelle colpe morali o meglio nelle offese ai Comandamenti, più nel suo cuore i demoni prendono possesso ed è come se quel cuore divenisse un nido di serpi velenose: siamo sempre noi esercitando male la nostra libertà che diamo potere ai demoni, il potere di usarci, il potere di condizionarci, di passare attraverso di noi per danneggiare il prossimo. La possessione corporea ‒ dei demoni presenti nel corpo della persona ‒ è quasi sempre senza colpa ma chi sceglie per il male è come se aprisse la porta del proprio cuore a satana e ai suoi accoliti e stringesse con loro un’alleanza, sono catene che stringono il cuore e che danno al diavolo la possibilità di appropriarsi dell’anima e qualsiasi disturbo diabolico se viene subito rimanendo innocenti e incolpevoli è permesso da Dio ma Dio non vuole mai il male, la sua sapienza però è capace di trarre dal male un bene più grande per la persona in prospettiva dell’eternità; perciò, con la preghiera perseverante e la conversione a Dio ci si libera da quei legami occulti che ci rendono vittime o addirittura schiavi del diavolo. Una condizione su cui non si può transigere per ottenere la liberazione è il perdono sincero a coloro che ci fanno del male, non soltanto perdonare ma pregare per la loro conversione e la loro salvezza, invocando su di essi la misericordia di Dio; avere pietà del prossimo è una delle vie per allontanare da noi il male spirituale, conservare la sensibilità per le lacrime e la sofferenza altrui, non soltanto è un atteggiamento nobile da parte nostra ma è anche un mezzo di grazia, al contempo apotropaico ed esorcistico.

mercoledì 15 ottobre 2025

La mistica cattolica è autentica, il Signore che prende l'iniziativa di rivelare delle realtà soprannaturali

Dal diario di Santa Faustina Kowalska apprendiamo quanto segue… 20.x.1936. (II° Quaderno) 

Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall’ira di Dio; la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Ora non posso parlare di questo. Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la Misericordia di Dio per loro. O mio Gesù, preferisco agonizzare fino alla fine del mondo nelle più grandi torture, piuttosto che offenderTi col più piccolo peccato. 

Questa visione dell’inferno descritta da Santa Faustina Kowalska (nel suo Diario, “La Divina Misericordia nella mia anima”, 20 ottobre 1936) è uno dei passaggi più forti, drammatici e teologicamente profondi della mistica cristiana del XX secolo. Non va letta come un racconto “per spaventare”, ma come un atto di obbedienza a un comando divino: rivelare la realtà dell’inferno per salvare le anime.

martedì 14 ottobre 2025

Per il giorno di Ognissanti e dei propri cari defunti

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(Henry Scott Holland)

lunedì 13 ottobre 2025

La carità nei confronti dei piccoli figli, è carità nei confronti di Dio

Ci sono malattie genetiche rare, neurodegenerative e sindromi – ma anche la mortalità infantile quando in altre epoche la medicina era arretrata – che fanno perdere la fede nell'anima spirituale e in un Dio di amore e misericordia che si preoccupa per il bene dell'uomo, che desidera per lui un destino di beatitudine, ma pregare accanto a questi innocenti martiri senza mai perdere il senso di umanità e di preziosità di ogni vita umana come dono del Cielo significa amarli veramente perché forse soltanto accettando la loro malattia si entra nella dinamica della salvezza che significa accettare la stessa volontà di Dio come Gesù nel giardino del Getsemani (in aramaico ܓܕܣܡܢ, Gaḏ-Šmānê, che significa frantoio) che si apprestava a bere al calice della sofferenza in obbedienza all'eterno Padre, amando dal profondo del cuore queste creature di Dio si ama Dio con tutto il cuore. Se l'umanità è oppressa dal peso della croce, Dio quella croce non l'ha tolta ma l'ha presa su di Sé per liberarci dalla morte, questo insegna il Cristianesimo... la Sua e la nostra Carità.