✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

domenica 18 gennaio 2026

Se si è cristiani autentici è facile amare chi ha convinzioni diverse dalle nostre o coloro che ci fanno del male

Siamo nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, se ci sono visioni dottrinali e dogmatiche differenti da quelle professate dalla Chiesa cattolica, dalla Tradizione apostolica e dal Magistero non può esserci con esse unità se non a prezzo dell'apostasia dalla Verità o meglio dalla Rivelazione in Gesù di Nazareth, l'Eterno che si è fatto uomo e ci ha redenti col Suo Sangue, che è morto in Croce ed è risorto per noi, per aprirci la porta del Suo Regno, che questa Verità ce l'ha testimoniata con la Sua vita e il Suo insegnamento, che Dio è amore (1Gv 4,8) e che ciascuno di noi gli sta a cuore come se fosse Suo figlio unico, personalmente credo nella convivenza pacifica e nel dialogo frutto della ragione a cui tutti gli uomini sono chiamati dalla morale naturale e dall'ascolto della propria coscienza, osservando il precetto della carità evangelica, ma non nell'ecumenismo – movimento fallace che mira a promuovere l'unità tra tutte le confessioni cristiane, lavorando per la riconciliazione e la cooperazione – o peggio nel sincretismo religioso, nel supermercato delle religioni e delle sette di qualsiasi nomenclatura tanto desiderato dal laicismo contemporaneo in una società quasi del tutto secolarizzata dove certi valori sono oramai dimenticati o fatti oggetto di scherno. La persona umana con i suoi diritti inalienabili è messa in secondo piano: “L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da sé stessi tormentati con molti dolori” (1Ti 6,10).

giovedì 15 gennaio 2026

Che cos'è il peccato se non il male che facciamo a noi stessi senza nemmeno accorgercene

A mio parere i peccati che portano più anime all'inferno oggi sono quelli che offendono la dignità umana, la giustizia sociale, la sacralità della vita ed in particolare la vita nascente e dei fragili, la purezza della condotta, degli occhi e dei costumi che in sintesi è la castità, l'odio in varie forme anche rivolto a Dio con la bestemmia, l'idolatria del denaro, dell'ego, del successo e del potere, la verità rivelata implicita nella fede cattolica che viene conculcata con l'eresia e l'apostasia.

martedì 13 gennaio 2026

L'uomo è l'unico animale capace di pregare, un organismo spirituale e psicologico capace di Dio

Si deve pregare sempre, senza stancarsi mai ed è così che suggerisce Gesù nel Vangelo (Lc 18,1-8), la preghiera è necessaria per l'anima spirituale come l'ossigeno e il cibo, come l'acqua per la vita del corpo, la preghiera ci cambia in profondità, ci rende davvero liberi, ci rende migliori nei sentimenti e nei propositi, l'Ave Maria e le altre preghiere della Tradizione cattolica imparate a memoria, il Santo Rosario e un intimo colloquio con Gesù e Maria nella propria mente e nel cuore, con parole proprie e spontanee, occorre pregare con fiducia e perseveranza, dedicare ore della giornata alla preghiera, sapendo che coloro ai quali ci si rivolge ci amano profondamente e sono persone vive, persone realmente esistenti che ci ascoltano e che non sono lontane chissà dove.

domenica 11 gennaio 2026

Silloge poetica n°097


LACRIME

Se avessimo cuore
quanto l'anima di un aborto,
dissolto ancor prima di vedere il mondo
così carico di ingiustizie
e di cattiveria,
vedremmo in ogni uomo
e nei lineamenti del suo volto,
nel suo dolore
e nelle sue umiliazioni,
le lacrime del Cristo
mischiate alle nostre diventare forse più pulite.

CUORE

Soltanto chi tocca come Gesù
le piaghe del dolore
imparava veramente ad amare,
a uscire da se stesso
e a entrare nell'altro smarrito a se stesso.
Quando la conoscenza
dissipa l'incomprensione e l'astio,
la vita di un'anima
entra nella nostra e così sappiamo,
nei sentimenti del Cuore di Gesù
è presente il nascituro come il vecchio morente,
ciò che vediamo è un involucro
da cui traspare la verità
e ogni battito del cuore è pesato
dalla bilancia della giustizia
del Dio compassionevole e veritiero.

VENERDÌ 3:00 p.m.

Ti ringrazio Signore per la Tua inequivocabile sincerità,
non sapevo del Tuo Cuore così puro
ma ora che vedo anche la Tua Croce benedetta
su cui sei confitto con chiodi di ferro
comprendo cha hai preso il mio posto su quel legno infame,
il posto di chi non si interessa
e lascia i fratelli e le sorelle al proprio destino,
di chi rapina gli altri della vita e pensa soltanto alla propria;
ma Tu o Gesù del dolore
quel destino inevitabile e angoscioso
l'hai condiviso in tutto con ciascun'anima
e per quanto i miei dolori
siano infima cosa paragonati ai Tuoi
non li hai dimenticati;
Tu, vero ed unico samaritano
con sguardo di compassione che scruta nel segreto,
mi hai dato la Croce
perché corrispondessi al Tuo amore
più forte dell'avida morte corporale che ci nega il domani,
sia in quella Tua finitudine che nella mia,
così che una tenue fiammella di sempiterna Carità
nel cuore di un meschino e vile egoista
divampasse in un incendio
che mi ha tolto da me stesso e dal mio cuore di pietra
e mi consegnava tutto a Te,
adesso quei chiodi e quella corona di spine
sono dentro le mie ferite scarlatte
da cui gronda copioso il Tuo sangue che abbatte i demoni,
ecco la riparazione all'offesa dell'innocenza;
non Ti ho lasciato solo Signore
a manifestare la Verità
ma Ti ho amato quanto potevo e ho avuto pietà
del debole come del peccatore.

sabato 10 gennaio 2026

Il significato che possiamo dare alla sofferenza umana può venire soltanto dalla fede cristiana

Le croci di certe persone sono veramente molto pesanti, per quanto tu possa pregare con insistenza Gesù non te le toglie quasi mai – non puoi liberartene con le tue sole forze umane e le devi necessariamente affrontare con coraggio, in quanto tutti partecipiamo alla medesima condizione umana, la fraternità che ci relaziona è davvero universale, ogni cristiano dovrebbe saperlo! – ed Egli queste nostre croci le ha condivise nella notte oscura della sua Passione con un'umiltà sconvolgente diventando in tutto uno di noi per dargli un senso nella vicendevole carità, con le opere di carità si manifesta e si conosce il cuore di Dio, anche l'apostolo San Giovanni scrive che soltanto chi ama sul serio conosce Dio; il crocifisso che è il simbolo della religione cristiana è un libro che – per chi è capace di leggerlo, per chi lo scruta accorgendosi del suo mistico segreto, guardando oltre le apparenze e in profondità – spiega con eloquenza molti perché che rimarrebbero insoluti, questo segno apotropaico della croce è la pietra filosofale degli alchimisti medievali che cambia il piombo in oro, la croce di un uomo è una porta stretta e angusta, una via di passaggio come si esprime Gesù nel Vangelo e non è mai il fine a cui siamo chiamati. Accettare una croce con pazienza e rassegnazione consente una maturazione spirituale e morale eccezionale e in tempi anche molto brevi, il valore di una persona che sia essa uomo o donna, fanciullo o vecchio, si conosce dal modo con cui ha affrontato le prove della vita, l'amore si affina nel crogiuolo del dolore, è così che il cuore diventa puro e ospitale per Dio. Così la croce santifica l'anima ed è la porta che apre alla salvezza. Quando Dio ama preferenzialmente un'anima, se la vuole formare dall'argilla grezza così che diventi un vaso di grande pregio, se quest'anima è predestinata ad un'autentica comunione con Lui e alla gloria del Paradiso, le dà sempre una croce da portare per un certo tempo, da accompagnare con la preghiera e la pietà.