Satana è ladro della fede, la
sua finalità primaria nel mondo di oggi è l’eliminazione della fede, in verità
è da sempre il suo scopo, è la congiura dell’apostasia subdola e silenziosa che
si propaga ovunque, anche in seno alla Chiesa stessa, basta questa semplice
valutazione e cioè che molti vescovi, sacerdoti e fedeli considerano il diavolo
un’invenzione fantastica dei Vangeli, una metafora per descrivere le varie
sfumature della malvagità umana e non una persona reale che riassume in sé il
male assoluto; il Vangelo insegna che satana è una persona reale, è un angelo
decaduto che per propria colpa è diventato demonio. Ci sono due aspetti contrastanti
che colpiscono nell’attività diabolica quando si manifesta a briglie sciolte,
il diavolo è creduto una favola, quindi non esiste, oppure il diavolo è visto
dappertutto, è considerato presente ovunque; sono due esempi concreti di
psicosi, individuale o collettiva. Nella prima è il soggetto che si estrania
dall’idea del male in forma soprannaturale, fideistica, per cadere nel
materialismo, nell’ateismo o nello scientismo, nella seconda è la massa che
inizia la cosiddetta caccia alle streghe e interpreta tutto come azione diretta
del diavolo sulla realtà umana, quindi dove non si riesce a comprendere un
evento o un fenomeno, o lo stato di una persona, c’è lo zampino del diavolo… invece
occorre cercare un compromesso ragionevole, una via di mezzo che metta d’accordo
la fede con la ragione. Quale persona di buon senso non definirebbe le grandi
ideologie del ventesimo secolo, come ad esempio nazismo e comunismo, un’opera
mirabile del maligno? La fede nei popoli soggetti a tali ideologie, scomparve
del tutto o quasi, o venne sostituita dalla superstizione, dal mito o dal nichilismo. All’inizio di questo
ventunesimo secolo l’Europa che si deve considerare la culla della civiltà
cristiana, è scristianizzata, è pagana, è nuovamente da evangelizzare. In
queste brevi considerazioni si può affermare con certezza come satana sia
effettivamente il ladro della fede, ma si deve aggiungere questa verità
implicita, che lui la fede non la ruba alle anime senza il loro consenso, senza
la loro collaborazione, lui la fede ce la porta via innanzitutto con la
tentazione e poi con la seduzione. Il santo curato d’Ars soleva dire: “ Togliete Dio da un luogo e in breve in esso
si adoreranno le bestie ”, questa frase indica l’affermarsi del neo
paganesimo che nella nostra modernità trasuda ovunque nei vari ambiti sociali,
come a dire che c’è più da guadagnare con la bestemmia e il rigetto della
preghiera, che con le pratiche devozionali e di pietà, che non servono proprio
a nulla, quindi a non servire a nulla è Dio; quando un’anima giunge a questo
grado di insensibilità spirituale satana le ha rubato la fede, portandole via
il bene più prezioso, il significato stesso della vita e ha propagato l’apostasia,
guadagnando per sé e per la causa dell’inferno un nuovo fedele discepolo, un
figlio della perdizione. Per il maligno è facile strumentalizzare delle persone
convinte che Dio non ci sia, o stai con Dio o stai con satana, chi dice che Dio
non esiste e che non esiste neppure il diavolo, inconsapevolmente si mette
dalla parte del nemico della salvezza delle nostre anime, si schiera dalla
parte del demonio e diventa una sua marionetta. Così satana ruba la fede, con
una spietata opposizione alla santa Chiesa sia dall’esterno, sia dall’interno, tramite
gli uomini che si fanno usare da lui, perché chi commette il peccato è schiavo
del peccato, dice il Signore, e sostituendo alla Verità le sue menzogne, in
questo modo satana è ladro della fede, e rubando la fede ruba anime a Dio. Per
non perdere la fede un buon consiglio è di prendere l’iniziativa di pregare, la
preghiera alimenta e rafforza la fede in Dio e nelle verità che Egli ci ha
rivelato, nei Misteri che ci ha fatto conoscere: la medicina contro l’apostasia è la preghiera perseverante, seria e
profonda, perché chi crede prega e chi non crede non prega; fin da piccoli
occorre essere educati alla preghiera, per coltivare in noi il senso di Dio e
il senso del peccato, anche questo fa parte dell’educazione di una persona alla
civiltà dell’amore, è il modo migliore per farle del bene; comunicandole la
fede formiamo un’anima ad appartenere a Dio, la rendiamo suo figlio o sua
figlia, se persevererà nelle virtù sarà una persona moralmente migliore e
salverà la propria anima.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
mercoledì 7 maggio 2014
martedì 6 maggio 2014
Esorcismo di Leone XIII
Esorcismo
contro satana e gli angeli ribelli composto
dal Papa Leone XIII e pubblicato per ordine suo
Questa
preghiera, composta dal Papa stesso, per mettere il demonio in fuga può
preservare da grandi mali sé stesso, la famiglia e la società. Può essere recitata
anche tutti i giorni dai semplici fedeli: uomini, donne e ragazzi. Può
recitarsi in chiesa, nelle case e anche nelle strade, privatamente, o meglio,
riuniti in due o tre persone. Si consiglia recitarla in caso di discordie di
famiglia, di partiti di città – nelle case di massoni, di eretici, di
bestemmiatori, di peccatori per la loro conversione – per la riuscita degli
affari – per la scelta del proprio stato – per la conservazione della Fede
nella propria famiglia o comunità – per la santificazione di se stesso e dei
propri cari. È potente in caso di malattie, d’intemperie, carestie, etc… quindi contro la manifestazione di ogni fenomeno sinistro e inspiegabile che abbia una
origine diabolica; satana è un leone furente che gira sempre attorno a noi, cercando
di divorarci. La preghiera, in forma di esorcismo, ha la potenza di scacciarlo.
Ecco perché il Papa compose questa preghiera e volle che si recitasse spesso.
Invocazione
a San Michele Arcangelo
In Nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo. Così sia.
Gloriosissimo Principe delle
celesti milizie, Arcangelo San Michele, difendici nella battaglia contro tutte
le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Vieni in aiuto di noi,
che fummo creati da Dio e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio.
Tu sei venerato dalla Chiesa
quale suo Custode e Patrono, e a te il Signore ha affidato le anime che un
giorno occuperanno le sedi celesti. Prega, dunque, il Dio della Pace di tenere
schiacciato satana sotto ai nostri piedi, affinché esso non valga né a fare
schiavi di sé gli uomini, né a recare danni alla santa Chiesa.
Presenta all’Altissimo con le
tue le nostre preghiere, perché discendano tosto su di noi le sue Divine
Misericordie e tu possa incatenare il dragone, il serpente antico, satana, e
incatenato ricacciarlo negli abissi, donde non possa più sedurre le anime. Così
sia.
Esorcismo
In Nome di Gesù Cristo, nostro
Dio e Signore, e con l’intercessione dell’Immacolata Vergine Maria, Madre di
Dio, di San Michele Arcangelo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i
Santi, fiduciosi intraprendiamo la battaglia contro gli attacchi e le insidie
del demonio.
Salmo 68
(Si
recita in piedi. Al segno + si
faccia il segno della Croce, senza proferire parola)
Sorga il Signore, e siano
dispersi i suoi nemici; fuggano dal cospetto di Lui coloro che lo odiano.
Svaniscano come svanisce il
fumo, come si fonde la cera al fuoco; così periscano i peccatori dinanzi al
volto di Dio.
V. Ecco
la Croce del Signore, fuggite potenze nemiche.
R. Vinse
il Leone della tribù di Giuda, il discendente di Davide.
V. Che la
Tua Misericordia, Signore, sia su di noi.
R.
Siccome noi abbiamo sperato in Te.
Vattene, spirito immondo,
potenza satanica, invasione del nemico infernale, con tutte le legioni,
riunioni e sette diaboliche, in Nome e Potere del nostro Signor Gesù + Cristo: sii sradicato dalla Chiesa di
Dio, allontanato dalle anime riscattate dal prezioso Sangue del Divino Agnello.
D’ora innanzi, non ardire,
perfido serpente, ingannare il genere umano, perseguitare la Chiesa di Dio, e
scuotere e crivellare, come frumento, gli eletti di Dio.
Te lo comanda l’Altissimo Dio,
al quale, nella tua grande superbia, presumi essere simile.
Te lo comanda Dio + Padre, te lo comanda Dio + Figlio, te lo comanda Dio + Spirito Santo.
Te lo comanda il Cristo, Verbo
Eterno di Dio fatto carne + che per
la salvezza della nostra progenie, perduta dalla tua gelosia, s’è umiliato e fatto obbediente fino alla
morte.
Te lo comanda il segno sacro
della Croce + e il potere di tutti i
misteri della nostra Fede cristiana.
Te lo comanda la potente Madre
di Dio, la Vergine Maria + che dal
primo istante della sua Immacolata Concezione, per la sua umiltà, ha
schiacciato la tua testa orgogliosa.
Te lo comanda il sangue dei
Martiri + e la potente intercessione
di tutti i Santi e Sante.
Dunque, dragone maledetto, e
ogni legione diabolica, noi ti scongiuriamo, per il Dio + vivo, per il Dio +
vero, per il Dio + santo; cessa
d’ingannare le umane creature e di propinare loro il veleno della dannazione
eterna: cessa di nuocere alla Chiesa e di mettere lacci alla sua libertà.
Vattene, satana, inventore e
maestro di inganni, nemico della salvezza dell’uomo. Cedi il posto al Cristo,
cedi il posto alla Chiesa.
Umiliati sotto la potente mano
di Dio, trema e fuggi all’invocazione che noi facciamo dal santo e terribile
Nome di quel Gesù che fa tremare l’inferno, cui le Virtù dei Cieli, le Potenze
e le Dominazioni sono sottomesse, che i Cherubini ed i Serafini lodano
incessantemente, dicendo: “ Santo, Santo,
Santo è il Signore, il Dio delle Armate ”.
V. Oh
Signore, ascolta le nostre preghiere.
R. E il
nostro grido giunga fino a Te.
Oh Dio del Cielo, Dio della
terra, Dio degli Angeli, Dio degli Arcangeli, Dio dei Patriarchi, Dio dei
Profeti, Dio degli Apostoli, Dio dei Martiri, Dio dei Confessori, Dio delle
Vergini, Dio che hai il potere di donare la vita dopo la morte, e il riposo
dopo la fatica, giacché non vi è altro Dio al di fuori di Te, né può essere se
non Tu, Creatore eterno di tutte le cose visibili e invisibili; umilmente Ti
supplichiamo a volerci liberare da ogni tirannia, laccio, inganno e
infestazione degli spiriti infernali, e mantenercene incolumi: per Gesù Cristo
Signor nostro. Amen.
V. Dalle
insidie del demonio, liberateci, oh Signore.
R. E la
vostra Chiesa sia libera nel servirvi.
E i nemici di essa siano
umiliati.
Ve ne preghiamo, esauditeci pel
Cuore Eucaristico di Gesù, vostro Figlio, e pei dolori della sua Vergine Madre.
Così sia.
giovedì 1 maggio 2014
1° maggio, festa dei lavoratori
Gibran
Kalhil Gibran
Brano liberamente tratto dall’opera di poesia: Il Profeta
Brano liberamente tratto dall’opera di poesia: Il Profeta
SUL
LAVORO
Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita, che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.
Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all’unisono?
Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.
Ma se nella vostra pena voi dite che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte, allora vi rispondo: tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.
Vi è stato detto che la vita è tenebre e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.
E cos’è lavorare con amore?
E’ tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo il vostro amato.
E’ costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
E’ spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
E’ diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra, è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico, non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno, il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.
Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come Angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.
Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l’anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita, che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l’infinito.
Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all’unisono?
Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.
Ma se nella vostra pena voi dite che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte, allora vi rispondo: tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.
Vi è stato detto che la vita è tenebre e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
E ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
E ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
E ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.
E cos’è lavorare con amore?
E’ tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo il vostro amato.
E’ costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
E’ spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
E’ diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
“Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra, è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l’arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi”.
Ma io vi dico, non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno, il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d’erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.
Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l’uomo del tutto.
E se spremete l’uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come Angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.
lunedì 28 aprile 2014
Quando perdoni ti senti libero e felice
Perché perdonare? Il Signore
nel suo Vangelo ha posto questa condizione, bisogna perdonare di cuore il
prossimo che ci ha fatto del male per ottenere da Lui il perdono dei nostri
peccati, Gesù ce lo dice insegnandoci a pregare, insegnandoci il Padre nostro: “… e rimetti a noi i nostri debiti, come noi
li rimettiamo ai nostri debitori...”, frase che interpretata significa: “Perdonaci il male che abbiamo fatto a Te, al
prossimo e a noi stessi perché siamo miseri peccatori, come noi perdoniamo per
virtù di carità agli altri, il male che essi ci hanno fatto per interesse, ignoranza, invidia,
cattiveria e ingiustamente, o per qualsivoglia motivo”; il perdono nel Vangelo
non è un optional ma è un obbligo da adempiere nei confronti di Dio, lo esige la
Legge eterna; e per quale scopo? Per essere liberati dal male morale, dal
peccato e dal maligno che è l’istigatore occulto di ogni peccato. Forse questa
è una verità che molti ignorano, che molti non conoscono, e cioè che senza
perdonare sinceramente di cuore chi ci ha fatto del male, il nostro cuore
diventa un possedimento del diavolo, diventa una sua proprietà ed è la modalità
più sicura di essere usati e strumentalizzati da lui, senza il perdono si cade
inevitabilmente sotto il suo influsso malefico, si diventa suoi: alcune
possessioni diaboliche avvengono a causa di questo radicale e ostinato rifiuto
di perdonare, l’indurimento del cuore porta le anime a chiudersi alla grazia
liberatrice dello Spirito Santo. Chi perdona ci guadagna, perdonare è un atto
libero che può compiere solamente una persona saggia e virtuosa, una persona di
senno, una persona che si vuole bene; perdonare ci mette in pace con noi stessi
e ci fa guardare gli altri con occhi di misericordia, lo stesso sguardo di
misericordia che ha Dio nei nostri confronti quando a sbagliare siamo noi;
perdonare ci rende persone veramente libere, ci dà un senso di benessere
psicologico tipico delle persone mansuete e non violente, il perdono è una
medicina straordinaria per la guarigione interiore, per la guarigione dell’anima;
la libertà di chi perdona consiste nel non essere più succubi e schiavi di coloro
che odiamo o verso cui sentiamo rancore, o nei cui riguardi viviamo un
prevaricante risentimento, perdonare significa recidere un legame negativo che
ci consuma dentro come un fuoco bruciante, è un legame di odio e di desiderio
di vendetta che trasforma il cuore di una persona sventurata in un prigioniero,
che non riesce a trovare uno spiraglio di luce che non lo tenga più isolato in
quelle tenebre dove il male è riuscito ad annidarsi. Una persona buona e capace
di amare riesce sempre a perdonare, anzi lo fa con la massima spontaneità, sono
quelle persone che conoscono l’Amore di Dio e che rispondono sempre al male con
il bene, perché così ci ha insegnato il Signore, perché sono consapevoli che il
bene è più forte e alla fine risulta invincibile e vittorioso: è così che si deve
sempre comportare un vero figlio di Dio, per essere da Lui approvato e
benedetto. Se un’anima non vuole perdonare chi le ha fatto del male e decide
per l’odio e la vendetta si autoesclude dalla comunione con Dio, con il sommo
Bene, si separa da Lui, quindi sceglie liberamente di stare con il diavolo e
finisce inevitabilmente all’inferno, questa è una dinamica che non conosce
eccezione alla regola, è sempre avvenuto così. Lo scrittore Bernanos in una sua
opera racconta di come una donna non abbia voluto perdonare Dio per la morte
prematura del figlioletto, quindi per farla pagare a Dio, per vendicarsi di Lui,
decide di dannarsi eternamente e di andare all’inferno di propria iniziativa,
con questa intenzione, far soffrire Dio per la perdita della sua anima, così
come lei ha sofferto profondamente per la perdita di suo figlio; si può
talmente odiare Dio da decidere di vendicarsi in qualche modo di Lui, anche a
proprio danno, è il mistero della libertà umana, quella sacra e inviolabile libertà
con cui Dio ci ha creati; Bernanos nelle sue opere è un acuto indagatore dei diversi aspetti e delle manifestazioni del male che caratterizzano la natura umana decaduta. Perdonare talvolta può
comportare una grande sofferenza interiore, soprattutto se sei consapevole che
dall’altra parte riceverai solamente indifferenza, disprezzo e rifiuto, ma il
Signore vuole che amiamo anche il nemico e il persecutore, anche colui che ci
uccide come ha fatto Lui dalla Croce, il Signore vuole da noi l’eroismo dell’amore.
Perdonare è da persone coraggiose e mature, è un atto onorevole ed è necessaria
una grande nobiltà d’animo, ma è anche una grazia da chiedere al Signore con la
preghiera, con le nostre sole forze umane noi non ce la facciamo, abbiamo
bisogno della forza di quell’Amore eterno che solamente il Dio della pace e
delle misericordie può donarci. Perdonare per alcuni è un atto divino
impossibile ai mortali, qualcosa di non umano, ma io so che per perdonare
occorre tanta buona volontà e la grandezza di una virtù provata, occorre essere
educati al perdono e l’evangelizzazione ha in questo un ruolo importante, ma di
più bisogna volerlo amando la pace, la riconciliazione e la solidarietà e
desiderando la conversione del peccatore. Non è vero che le persone non
cambiano, si può cambiare, si può imparare ad amare sentendosi vicino agli
altri, vivendo negli altri per comprenderli anche nei loro sbagli e per
aiutarli a correggersi, nessuno è diverso da noi, siamo noi ad alzare dei muri
e a generare disuguaglianza; per costruire il perdono occorre imparare una
sensibilità nuova, occorre l’Amore oblativo del sacratissimo e divino Cuore di
Gesù, occorre prendersi l’impegno di migliorarsi dentro e fare la fatica di
rassomigliargli, di provare i suoi stessi sentimenti, di avere gli stessi
pensieri. Chi non perdona fa del male innanzitutto a sé stesso, alla propria
anima e dimostra tutta la sua schietta meschinità, il suo disinteresse per il
bene ricercato per il bene e l’attaccamento al proprio ego, all’amor proprio, l’origine
dei peggiori mali morali. Quindi con fermezza e coraggio, perdoniamo sinceramente e con onestà, per avere dal Signore la sua pace che nessuno ci potrà mai portare
via, così come Lui ci ha promesso e allora davvero potremo dirci liberi dal diavolo
tentatore e ottenere un’anticipazione della beatitudine del Paradiso; dove l’amore
è autentico, lì c’è Dio… quando il nostro cuore è la sua casa, avendolo accolto
dicendogli di sì per sempre.
sabato 26 aprile 2014
Le religioni non sono tutte uguali
Molti sono convinti che tutte
le religioni siano uguali, ci sono addirittura preti che la pensano così, e
cioè che ogni religione sia uguale a tutte le altre, basta scegliere quella che
piace di più per sentirsi felici, come al supermercato quando si sceglie il
prodotto preferito; io non vi dirò cosa pensa un prete appartenente alla
parrocchia del sincretismo religioso, ma vi rivelerò cosa pensa satana a
riguardo, lui pensa che l’unica religione vera è quella della Chiesa cattolica
apostolica romana e che tutte le altre sono una invenzione degli uomini, magari
con qualche suo suggerimento e con una certa componente di mito e fervida immaginazione,
insomma ricamini di fantasia realizzati dalla mente dell’uomo e interpretati
come realtà. La nostra religione caro e buon amico prete sincretista viene
direttamente da Dio, ha una origine soprannaturale, è l’unica religione
rivelata, insomma è la Verità con la V maiuscola, tutte le altre contengono
qualcosa di buono per il bene dell’anima umana, ma sono da considerarsi
semplicemente come delle filosofie costruite dall’intelletto umano. Per satana
la Chiesa cattolica è intollerabile e proverà sempre nel corso della nostra
storia a distruggerla e a farla sparire dalla faccia della terra, ma non ci
riuscirà mai perché è opera di Dio, le parole del Signore contenute nel santo
Vangelo ce lo confermano, così come la Tradizione apostolica e il Magistero;
satana tollera le altre religioni e a volte le favorisce per contrastare l’azione
evangelizzatrice e salvifica delle anime, che la Chiesa di Cristo compie nel
mondo, satana odia la Verità, egli è il padre della menzogna; la Chiesa
cattolica è custode fedele della Verità e non è come le altre religioni, anche
religioni che appartengono all’ambito della cristianità, questa posizione a
molti miscredenti infastidisce e viene considerata ideologicamente sbagliata e soprattutto
una forma di fanatismo e di intolleranza, causa di divisioni e conflitti, ma
non è così perché la Chiesa amica dell’umanità cerca il dialogo e l’amicizia, vuole
costruire la pace e tende a sottolineare più quello che unisce che quello che
divide, la Chiesa cattolica è ecumenica contrariamente all’atteggiamento di
chiusura tipico delle sette, facenti parte delle cosiddette nuove religiosità;
questo non significa che la Chiesa cattolica stia sullo stesso piano delle
altre chiese e religioni, la Chiesa cattolica è stata voluta e fondata da Dio,
tutte le altre realtà in quest’ambito tanto importante sono opera dell’uomo e
della sua ricerca personale dell’Eterno, sono manifestazioni del suo intelletto
e non insegnano la Legge eterna, sono una mitologia o una teologia mal
interpretata, o una verità mutilata, parziale, forse addirittura deteriorata e
soggetta al pensiero di qualcuno che ha stabilito arbitrariamente sia la fede
che la dottrina, come la morale: la Chiesa cattolica apostolica romana è la vera
Chiesa di Dio, anche se alcuni preti e fedeli hanno molti dubbi a riguardo,
perché i peggiori nemici della Chiesa satana li fabbrica al suo interno, questa
è una sua grande abilità, noi teniamo ben presente che il Magistero della
Chiesa insegna la Verità ed è infallibile per ispirazione e volontà di Dio, la
nostra è la stessa fede degli Apostoli che hanno vissuto accanto al Signore,
che lo hanno conosciuto con una grande prossimità e lo hanno testimoniato
Risorto dalla morte e per Lui hanno dato coraggiosamente la vita; nella Chiesa
il soprannaturale è stato presente in tutti i secoli della sua storia fino ai
giorni nostri e lo sarà in futuro, perché Gesù è veramente il Figlio di Dio ed
è vivo oggi e noi che siamo credenti non abbiamo creduto invano, non siamo
degli illusi o degli alienati come qualcuno ci accusa con scherno e sarcasmo.
Il vero credente porta nel suo cuore la Via, la Verità e la Vita.
Iscriviti a:
Post (Atom)