Nella Chiesa delle origini i
cristiani battezzati che seguivano la Via, cioè gli insegnamenti del Maestro,
si rivolgevano gli uni agli altri chiamandosi tra di loro fratelli e sorelle, e
san Paolo e gli Apostoli che furono testimoni condividendo la vita e la
predicazione di Gesù, utilizzavano l’espressione “ i santi ” per distinguerli
dal popolo pagano che non accettava la loro predicazione, rifiutandosi di convertirsi
al Vangelo e alla fede, non volendo aderire alla salvezza ottenutaci da Cristo.
Non ci sono solamente i Santi e le Sante con l’iniziale maiuscola, coloro che
sono stati elevati all’onore degli Altari e che sono presentati dalla Chiesa all’attenzione
dei fedeli e di tutte le genti come esempio da imitare per realizzare nella
vita i valori del Vangelo alla sequela di Gesù, il vero modello di santità a
cui ispirarsi assieme alla persona della Madonna per raggiungere la perfezione delle
virtù cristiane, per quanto possibile alla nostra miseria umana, ci sono anche
e soprattutto i santi e le sante dimenticati e dimenticate dalla memoria
storica del mondo di quaggiù, che Gesù definisce in modo mirabile con il
paradosso delle beatitudini enunciate nella pagina di Vangelo della ricorrenza
liturgica di questo primo giorno di novembre, la festa di Ognissanti: “ Beati i poveri in spirito, perché di essi è
il Regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti,
perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché
di essi è il Regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa
mia ”. Gesù sovverte la mentalità del mondo dichiarando beati coloro che
sono considerati inutili e degni di disprezzo, miseri e senza potere,
sofferenti e abbandonati, gli ultimi e gli esclusi dalla società, ma anche gli
innocenti, i pacifici, i giusti, i puri di cuore e coloro che sono capaci di perdonare,
inoltre chi è perseguitato e odiato per il fatto di essersi schierato dalla
parte del bene, della verità e della giustizia, i figli di Dio che il maligno
avversa e combatte per impedire l’evangelizzazione e l’edificazione del Regno
annunciato da Cristo. Questi santi e queste sante “ minori ” sono innumerevoli
e nessuno si ricorda di loro, ma soltanto il Signore che li ama da sempre e per
sempre e li ha giudicati degni di Sé accogliendoli nel suo riposo, perché essi vivono eternamente in
comunione di Carità con Lui in Paradiso, partecipano della sua stessa Vita divina, della pace e della beatitudine. Un noto
Santo cattolico che ha scritto i più praticati esercizi spirituali per l’ascesi
interiore del credente, riporta in uno dei suoi scritti l’immagine metaforica
delle “ due bandiere ” descritta in questi termini: nella prima “ bandiera ”
che viene innalzata il maligno chiama a sé i suoi diavoli ed impone loro quest’ordine,
dilagare sulla terra e proporre agli uomini indistintamente senza fare
preferenze di persona, il compromesso del potere, degli onori, della ricchezza,
dei piaceri e del benessere e così inevitabilmente le anime che riusciranno a far
cadere e a conquistare con l’inganno saranno molte e tra le più distinte, addirittura
anime consacrate; nella seconda “ bandiera ” elevata in alto la Madonna chiama alla
sua presenza i Santi e le Sante del Paradiso e invita tutti con materna
sollecitudine a questa importantissima missione, insegnare su questa nostra
amara terra alle persone di buona volontà, senza escluderne mai nessuna per
nessun motivo, la povertà, l’umiltà, l’amore e il servizio, cioè il buon cammino
che porta alla salvezza eterna.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sabato 1 novembre 2014
venerdì 24 ottobre 2014
In nomine Iesu, exorcizo te
Il rito dell’esorcismo nella
Chiesa cattolica
Chi è l’esorcista (i semplici fedeli possono fare preghiere di
liberazione, mentre l’esorcismo chiama in causa l’autorità della Chiesa;
comunque l’efficacia della liberazione dipende sempre, secondo le Parole di
Cristo che non possono essere contraddette o smentite e che ha largamente elargito
questo mandato, dalla fede personale, dallo stato di grazia e dalla purezza del cuore: “Coloro che crederanno in me cacceranno i
demoni” (Mc 16,17), ne è la dimostrazione evidente l’episodio evangelico che
riporta l’aneddoto sull’esorcista straniero, che non faceva parte del collegio
apostolico dei Dodici)
Esorcista è un sacerdote della
Chiesa cattolica che ha ricevuto dal suo vescovo l’incarico di liberare, in
nome di Dio, le persone dal demonio. Chi non è un sacerdote non può essere
esorcista. Ministro del Rito dell’esorcismo è esclusivamente un sacerdote che
per la sua pietà, scienza, prudenza e integrità di vita sia ritenuto dall’Ordinario
[il vescovo] idoneo a tale ministero e da lui espressamente autorizzato ad
esercitarlo. (dal Rito dell’esorcismo) Il potere di “scacciare i demoni” (Mt
10,1) fa parte della missione affidata da Gesù ai suoi apostoli. Per questo la preghiera
per scacciare i demoni è stata sempre presente nel rituale della Chiesa
cattolica, così come la figura dell’esorcista. E’ ovvio che per chi non crede
in un mondo soprannaturale è più facile pensare che il diavolo sia un retaggio
del passato o che faccia parte dei soliti fantasmi creati dalla paura dell’uomo.
Il rito moderno dell’esorcismo (rituale che si discosta nella
forma dal Rituale antico di Paolo V che integra i formulari di Alcuino [735–804 d.C.], scritto originariamente in latino
e datato attorno al 1614, questi redatto attingendo alle preci della Tradizione
più lontane nel tempo)
Questa versione italiana del
«De exorcismis et supplicationibus quibusdam» è stata approvata secondo le
delibere della Conferenza Episcopale Italiana e ha ricevuto la conferma della
Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti il 21
settembre 2001. La presente edizione deve essere considerata «tipica» per la
lingua italiana, ufficiale per l’uso liturgico. Questi nuovi testi del «Rito
degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari» diventeranno
obbligatori dal 31 marzo 2002.
Dal “rito dell’esorcismo”:
1. Il discepolo di Cristo, alla
luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, crede che il Maligno e i
demoni esistono e agiscono nella storia personale e comunitaria degli uomini.
2. Il Vangelo, infatti,
descrive l’opera di Gesù come una lotta contro Satana. Anche la vita dei suoi discepoli
comporta una battaglia che «non è contro creature fatte di sangue e di carne,
ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra,
contro gli spiriti del male» (Ef 6, 12).
3. La vigilanza deve essere esercitata
soprattutto nei confronti dell’azione ordinaria di Satana, con la quale egli
continua a tentare gli uomini al male. Proprio la tentazione è il pericolo più
grave e dannoso in quanto si oppone direttamente al disegno salvifico di Dio e
all’edificazione del Regno. Satana riesce a impadronirsi davvero dell’uomo in
ciò che ha di più intimo e prezioso quando questi, con atto libero e personale,
si mette in suo potere con il peccato. Per questo il credente vigila per non
essere ingannato e prega ogni giorno con le parole suggerite da Gesù: «Padre,
non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal Male» (Mt 6, 13).
4. Invece i fenomeni diabolici
straordinari della possessione, dell’ossessione, della vessazione e dell’infestazione
sono possibili, ma di fatto, a parere degli esperti, sono rari. Provocano certo
grandi sofferenze, ma di per sé non allontanano da Dio e non hanno la gravità
del peccato. Sarebbe quindi da stolti prestare tanta attenzione all’eventuale
presenza del Maligno in alcuni fenomeni insoliti e non preoccuparsi affatto
della realtà quotidiana della tentazione e del peccato, in cui Satana, «omicida
fin dal principio» e «padre della menzogna» (Gv 8, 44), è sicuramente all’opera.
A questo riguardo è necessario da
parte dei pastori d’anime:
· richiamare, con sapienza e
prudenza, i fedeli a non ricercare il sensazionale e ad evitare sia la stolta
credulità che vede interventi diabolici in ogni anomalia e difficoltà, sia il
razionalismo preconcetto che esclude a priori qualsiasi forma di intervento
del Maligno nel mondo;
· mettere in guardia i fedeli nei confronti di libri, programmi televisivi, informazioni dei mezzi di comunicazione
che a scopo di lucro sfruttano il diffuso interesse per fenomeni insoliti o
malsani;
· esortare i fedeli a non
ricorrere mai a coloro che praticano la magia o si professano detentori di poteri
occulti o medianici o presumono di aver ricevuto poteri particolari. Nel dubbio
circa la presenza di un influsso diabolico è necessario rivolgersi prima di
tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti
dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti;
· presentare il significato
autentico del linguaggio usato dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione e far maturare
nei cristiani un atteggiamento corretto riguardo alla presenza e all’azione di
Satana nel mondo;
· ricordare nella catechesi e
nella predicazione che la superstizione, la magia e, a maggior ragione, il satanismo
sono contrari alla dignità e razionalità dell’uomo e alla fede in Dio.
Lo schema del rito
1. Riti d’inizio
L’aspersione con l’acqua
benedetta che richiama la purificazione battesimale.
2. Litanie dei Santi
La prece litanica con cui si
invoca sull’ossesso la misericordia divina per l’intercessione dei santi.
3. Recita di un Salmo
La recita di uno o più salmi
con i quali s’implora la protezione dell’Altissimo.
4. Lettura del Vangelo
La proclamazione del Vangelo,
segno della Presenza di Cristo.
5. Imposizione delle mani
L’imposizione delle mani con
cui viene invocato lo Spirito Santo.
6. Professione di fede
La recita del Simbolo o
rinnovazione delle promesse battesimali.
7. Preghiera del Signore
Il Padre nostro.
8. Il segno della Croce – Insufflazione
Mostrando il crocifisso, l’esorcista
fa il segno della croce sull’ossesso e, se si vuole, l’“exsufflatio”.
9. Formule di esorcismo
La recita della “formula
deprecativa” con cui si prega Dio di liberare l’ossesso. A questa si può far
seguire la “formula imperativa” con cui in nome di Cristo si scongiura il
diavolo di lasciare l’ossesso. Quest’ultima non si può usare
mai senza la prima.
10. Rendimento di grazie – Rito
di conclusione
Si conclude con la preghiera di
ringraziamento e la benedizione.
RITO DELL’ESORCISMO
39. Prima di dare inizio al
rito, l’esorcista si prepari convenientemente, secondo le circostanze dicendo
in silenzio la seguente orazione:
Signore Gesù Cristo, Verbo di
Dio Padre e Signore dell’universo, tu hai dato agli Apostoli il potere di scacciare
i demoni nel tuo nome e di vincere ogni assalto del nemico; Dio santo, fra tutte
le meraviglie che hai operato hai dato anche il comando di mettere in fuga i
demoni; Dio forte, che nella tua potenza invincibile hai abbattuto Satana come
folgore dal cielo: con timore e tremore ti supplico di infondere in me la tua
forza perché, saldo nella fede, possa combattere lo spirito maligno che
tormenta questa tua creatura, tu che verrai a giudicare i vivi e i morti e il
mondo con il fuoco. Amen.
RITI D’INIZIO
SALUTO
ASPERSIONE DELL’ACQUA BENEDETTA
44. A questo punto, l’esorcista
asperge con l’acqua benedetta il fedele tormentato dal Maligno, i presenti e il
luogo dove si svolge il rito dicendo:
Ecco l’acqua benedetta: porti a
tutti noi vita e salvezza, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
LITANIE DEI SANTI
RECITA DI UN SALMO
LETTURA DEL VANGELO
IMPOSIZIONE DELLE MANI
53. Letto il Vangelo, l’esorcista
impone le mani sul capo del fedele tormentato dal Maligno dicendo:
V. Sia sempre con noi, Signore,
la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Tutti: Signore, pietà.
V. Manda il tuo Spirito
creatore, e rinnova la faccia della terra.
Tutti: Signore, pietà.
V. Salva, Signore, il tuo servo
che in te spera.
Tutti: Signore, pietà.
V. Signore, sii per lui
fortezza inespugnabile di fronte all’assalto del nemico.
Tutti: Signore, pietà.
V. Il nemico non prevalga su di
lui, e il figlio dell’iniquità non gli rechi alcun danno.
Tutti: Signore, pietà.
V. Soccorrilo, Signore, dalla
tua santa dimora, e da Sion vieni in sua difesa.
Tutti: Signore, pietà.
PROFESSIONE DI FEDE
RINUNZIA A SATANA
PREGHIERA DEL SIGNORE (Padre
Nostro)
IL SEGNO DELLA CROCE
58. L’esorcista mostra la croce
e con essa benedice il fedele tormentato dal Maligno dicendo:
Ecco la Croce del Signore: fuggite,
spiriti del male!
INSUFFLAZIONE
59. Se lo ritiene opportuno, l’esorcista
alita sul volto del fedele tormentato dal Maligno dicendo:
Allontana, Signore, con il
Soffio della tua bocca, gli spiriti maligni: comanda loro di andarsene, perché
il tuo regno è in mezzo a noi.
FORMULE DI ESORCISMO
60. Dopo ciò, l’esorcista dice
la formula invocativa dell’Esorcismo maggiore (n. 61). Se lo ritiene opportuno,
aggiunga anche la formula imperativa (n. 62).
61. FORMULA INVOCATIVA
Dio, creatore e difesa del
genere umano, volgi il tuo sguardo su questo tuo servo N., che hai plasmato a
tua immagine e chiamato a condividere la tua gloria: l’antico avversario lo
tormenta crudelmente, lo opprime con aspra violenza e lo riempie di angoscia e
di terrore. Manda su di lui il tuo Santo Spirito perché lo rafforzi nella
lotta, gli insegni a pregare nella tribolazione e lo circondi con la sua
efficace protezione. Ascolta, Padre santo, il gemito della tua Chiesa in
preghiera: non permettere che questo tuo figlio sia posseduto dal padre della
menzogna, né che questo tuo servo, redento dal sangue di Cristo, sia tenuto in
schiavitù dal diavolo. Non tollerare che il tempio del tuo Spirito sia dimora
di uno spirito immondo. Ascolta, Dio misericordioso, la preghiera della beata
Vergine Maria: il Figlio Gesù, morendo sulla croce, ha schiacciato il capo dell’antico
serpente e ha affidato alla Madre tutti gli uomini come figli. Risplenda in
questo tuo servo la luce della tua verità e dimori in lui la gioia della tua
pace. Lo Spirito di santità ne prenda possesso e con la sua presenza gli
restituisca innocenza e serenità. Ascolta, o Padre, la preghiera dell’
Arcangelo san Michele e di tutti gli Angeli, ministri della tua gloria. Tu che
sei il Dio delle schiere celesti, respingi la violenza del diavolo. Dio di
verità e di misericordia, rendi vane tutte le sue insidie. Dio di libertà e di
grazia, spezza le catene della sua malvagità. Tu che ami la salvezza dell’uomo,
ascolta la voce degli apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, che, per tua
grazia, hanno riportato vittoria sul Maligno. Libera questo tuo servo da ogni
oppressione diabolica e custodiscilo indenne perché restituito alla serenità di
figlio ti ami di tutto cuore, ti serva operando il bene, ti renda onore e
gloria, e tutta la sua vita sia un canto di lode a te.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
62. FORMULA IMPERATIVA
Ti ordino, Satana, nemico della
salvezza dell’uomo: riconosci la giustizia e la bontà di Dio che con giusto
giudizio ha condannato la tua superbia e la tua invidia. Esci da N., servo di
Dio, che il Signore ha creato a sua immagine, ha arricchito dei suoi doni, ha
adottato come figlio della sua misericordia. Ti ordino, Satana, principe di
questo mondo: riconosci il potere invincibile di Gesù Cristo: egli ti ha
sconfitto nel deserto, ha trionfato su di te nell’orto degli ulivi, ti ha
disarmato sulla croce e, risorgendo dal sepolcro, ha portato i tuoi trofei nel
regno della luce. Vattene da questa creatura, da N.: che il Salvatore, nascendo
tra noi, ha reso suo fratello e morendo in croce ha redento con il suo sangue.
Ti ordino, Satana, seduttore del genere umano: riconosci lo Spirito di verità e
di grazia, lo Spirito che respinge le tue insidie e smaschera le tue menzogne.
Esci da questa creatura, N., che Dio ha segnato con il suo sigillo. Abbandona
quest’uomo: Dio l’ha reso suo tempio santo con l’unzione del suo Spirito. Vattene,
dunque, Satana: vattene nel nome del Padre † e del Figlio † e dello Spirito † Santo.
Allontanati per la fede e la preghiera della Chiesa. Fuggi per il segno della
santa croce di Gesù Cristo, Signore nostro.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
RENDIMENTO DI GRAZIE
RITI DI CONCLUSIONE
mercoledì 22 ottobre 2014
Il primato dell'Apostolo
“E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa
pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro
di essa”. Mt 16:18
Esortazione apostolica «Evangelii
gaudium» del santo Padre Francesco, Vescovo di Roma.
Capitolo terzo “L’annuncio del Vangelo”, I. “Tutto il Popolo di Dio annuncia il Vangelo”, “Tutti siamo discepoli missionari”, n° 119.
In tutti i battezzati,
dal primo all’ultimo, opera la forza santificatrice dello Spirito che spinge ad
evangelizzare. Il Popolo di Dio è santo in ragione di questa unzione che lo
rende infallibile “in credendo”.
Questo significa che quando crede non si sbaglia, anche se non trova parole per
esprimere la sua fede. Lo Spirito lo guida nella verità e lo conduce alla
salvezza. Come parte del suo mistero d’amore verso l’umanità, Dio dota la
totalità dei fedeli di un istinto della
fede – il sensus fidei – che li
aiuta a discernere ciò che viene realmente da Dio. La presenza dello Spirito
concede ai cristiani una certa connaturalità con le realtà divine e una
saggezza che permette loro di coglierle intuitivamente, benché non dispongano
degli strumenti adeguati per esprimerle con precisione.
Capitolo quinto “Evangelizzatori con Spirito”, II. “Maria, la Madre dell’evangelizzazione”,
“La Stella della nuova evangelizzazione”, n° 288.
[…]
Vergine
e Madre Maria,
tu
che, mossa dallo Spirito,
hai
accolto il Verbo della vita
nella
profondità della tua umile fede,
totalmente
donata all’Eterno,
aiutaci
a dire il nostro “sì”
nell’urgenza,
più imperiosa che mai,
di
far risuonare la Buona Notizia di Gesù.
Tu,
ricolma della presenza di Cristo,
hai
portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo
esultare nel seno di sua madre.
Tu,
trasalendo di giubilo,
hai
cantato le meraviglie del Signore.
Tu,
che rimanesti ferma davanti alla Croce
con
una fede incrollabile,
e
ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai
radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché
nascesse la Chiesa evangelizzatrice.
Ottienici
ora un nuovo ardore di risorti
per
portare a tutti il Vangelo della vita
che
vince la morte.
Dacci
la santa audacia di cercare nuove strade
perché
giunga a tutti
il
dono della bellezza che non si spegne.
Tu,
Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre
dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi
per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché
mai si rinchiuda e mai si fermi
nella
sua passione per instaurare il Regno.
Stella
della nuova evangelizzazione,
aiutaci
a risplendere nella testimonianza della comunione,
del
servizio, della fede ardente e generosa,
della
giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché
la gioia del Vangelo
giunga
fino ai confini della terra
e
nessuna periferia sia priva della sua luce.
Madre
del Vangelo vivente,
sorgente
di gioia per i piccoli
prega
per noi.
Amen.
Alleluia.
[…]
Franciscus
giovedì 9 ottobre 2014
La volontà e l'adesione generano il male
La volontà di fare il male è di
per sé un male e fa cadere nella colpa, il demonio è infatti colui che istiga
alla colpa, poiché è nel suo interesse far cadere le anime nel peccato e nell’impenitenza,
la sua arte malefica prediletta in cui si rivela sempre un maestro insuperabile
è la tentazione di cui si serve per separarci dalla grazia di Dio, per
estinguere in noi la Carità, in questo modo con tutto quello che di negativo
influisce sulla mente può arrivare ad impossessarsi del cuore umano e renderlo così
prigioniero dell’inferno con le sue catene occulte che sono i vizi e le varie
inclinazioni perverse, la cattiveria con l’egoismo e l’iniquità, con la fame
delle creature, delle cose terrene, del piacere e del benessere; per vincere la
tentazione occorre fortificare la propria volontà e rivolgerla a perseguire
sempre il bene, è necessario essere capaci di dire con risolutezza e assoluta convinzione
di no al male, in qualsiasi forma ci si presenti! Se il cuore umano non è
adeguatamente educato alle virtù, prima umane e poi cristiane, non ci si può
sottrarre dal dominio del peccato, non è più questione di scelta perché si è
persone vittime di un condizionamento subdolo che ha come primo artefice il
maligno, complice della nostra natura inferma e corrotta, in una condizione di
questo genere la libertà è compromessa nella sua vera ed efficace indole; quando
non vogliamo il male ma ne rimaniamo vittime nostro malgrado, vi sono tante
attenuanti che riducono o addirittura cancellano la responsabilità morale, quindi
la colpa nella sua essenza venefica e dannosa per l’anima, che per essere tale
deve coinvolgere le facoltà superiori della nostra psiche, piena avvertenza e
deliberato consenso, piena capacità di intendere e di volere. Il male esiste
solamente dove è presente il libero arbitrio e la coscienza, è questione di
scelta a cui si aderisce irrevocabilmente, si può rispondere con il sì e si può
rispondere con il no, dipende dalla persona e non dipende da qualcun altro,
nemmeno dal diavolo che desidera con tutte le sue forze la nostra morte eterna.
Dio chiama sempre alla conversione, non si stanca mai di cercare la salvezza
delle anime che ha creato e redento, ma non può costringere nessuno ad amarlo,
l’amore se non è libero non è vero amore, Lui ci domanda di amarlo e se noi non
vogliamo Lui ci rispetta e ci lascia andare al destino che abbiamo scelto; scegliere
per o contro Dio è qualcosa che realizziamo nel profondo della nostra
interiorità dove solamente Dio può vedere, dove non può arrivare nessun altro,
tantomeno il maligno se non siamo noi ad aprirgli di nostra iniziativa la porta
del cuore accettando le sue seduzioni. Tra il male e il bene c’è un muro
invalicabile, alto e fortissimo, tra l’inferno e il Paradiso non vi è altro
frammezzo che la vita, quanto di più fragile esista nel nostro mondo di
quaggiù; il tempo della Misericordia è adesso e non domani, occorre approfittarne
subito senza alcuna esitazione, oltre il tempo c’è il Giudizio tanto tremendo
quanto infallibile del Signore onnipotente, che ha creato tutto ciò che esiste
ed esisterà e a cui non si può nascondere niente.
sabato 20 settembre 2014
Nel segreto del cuore Dio vede
Tanta mancanza che affievolisce
il desiderio di trovare negli altri la compassione e l’attenzione; durata
incomprensibile di ore che non terminano, come se il tempo si fosse fermato per
attendere il passaggio di chi lo possa considerare ancora come qualcosa di suo,
di proprio. Esproprio di momenti che cercavano l’assoluto ma che invece hanno
trovato il nulla, un nulla morbido come la seta avvolgente di solitudine:
solipsismo espropriante che tutto togli a chi nel destino ti trovò con gli
occhi aperti; guardavi ma senza la grande compassione del samaritano chinatosi
sulla sofferenza per lenire, per confortare o più semplicemente per esserci,
per essere vicino al dolore. Non c’è creatura esente dal dolore di sentire il
dolore, ma rare sono le creature che sentono il dolore dei prossimi viventi, di
coloro nel cui petto batte un cuore fatto di carne come il cuore proprio…
mandare avanti a sé buone azioni, costruendosi un tesoro in Cielo, un tesoro
incorruttibile che durerà per la vita eterna, vita in cui un cuore di carne non
batterà più: il dolore vuole essere la buona azione, un’azione come il dolore è
accettata, ma non preghiera, poiché a cosa serve se uno manca di profonda e
vera compassione. Digiuno e preghiera senza compassione sono azioni vuote e
sterili, non servono a niente; la compassione verso il tuo simile, salverà dall’inferno
te e il tuo simile, ma è da te che deve venire la volontà. Cerca dentro di te e
troverai… troverai te e la tua compassione. Dio è la Compassione, se lo trovi e
se la trovi, avrai trovato tutto, ogni bene; grande è il merito per la
compassione, per colui che si china sui sofferenti: la salvezza viene dalla
compassione.
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