✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

sabato 7 febbraio 2015

Dal buon tesoro del cuore

Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 12 — le cose materiali non servono a niente, il regno di Dio è racchiuso nell’esercizio delle tre grandi virtù cristiane di fede, speranza e carità: tutto si deve perdere di quel che abbiamo quaggiù, rimane soltanto l’amore che abbiamo saputo dare al nostro prossimo e il dopo… è la sapienza evangelica, la sapienza dei semplici —

13Uno della folla gli disse: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l'eredità”.14Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. 15E disse loro: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni”. 16Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. 17Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? 18E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. 20Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? 21Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”.

22Poi disse ai discepoli: “Per questo io vi dico: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete. 23La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito. 24Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! 25Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 26Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? 27Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 28Se dunque Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? 29Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l’animo in ansia: 30di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. 31Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.

32Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.

33Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. 34Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

venerdì 23 gennaio 2015

Sul bene da ricercare e sul male da evitare

Quando una persona è avvolta e attraversata dalle tenebre e non cerca più la luce della preghiera, perché il dubbio che si è insinuato nella sua anima le ha portato via la fede rendendola miscredente e disperata, satana trova una via facile ed entra così come entrò in Giuda Iscariota e prende possesso del suo cuore schiavizzandolo e determinandolo al male, al peccato; la schiavitù del diavolo non è la libertà dei figli di Dio, essere schiavi significa essere strumentalizzati senza più avere la capacità di sottrarsi dai condizionamenti, usati come oggetti per una finalità precisa per poi essere buttati nella geenna, quella discarica di rifiuti consistente in una valletta fuori dalle mura della Gerusalemme antica dove bruciavano costantemente fuochi di zolfo, e ancora più in antico si sacrificavano bambini innocenti ai demòni in culti pagani, luogo orribile e maledetto usato come immagine dell’inferno da Gesù. I figli di Dio sono liberi perché come dice il Signore: “La Verità vi farà liberi”, conoscere la Verità che ci è stata rivelata da Cristo e che ci è stata trasmessa dai suoi Apostoli, ci rende liberi perché possediamo così la chiave per interpretare la vita e il suo destino, per comprendere il valore e la dignità di ogni creatura umana in relazione al suo Creatore e a quale realizzazione e felicità siamo destinati se diciamo di no al male e al diavolo che ne è l’istigatore, e diciamo di sì al Signore affidandoci al suo amore e alla sua misericordia, volgendoci al bene e decidendoci per la conversione: seguire la Via della conversione significa sostanzialmente amare sul serio e coerentemente senza finzione nelle scelte di ogni giorno perseverando nelle virtù umane e cristiane e nei Comandamenti, quindi è necessario prendere la decisione coraggiosa di cambiare. Cristo Via, Verità e Vita, Cristo nostra eterna beatitudine che abita in noi, Cristo nostro vero amico, nostro fratello e nostro Padre: “Chi vede me, vede il Padre… Io sono nel Padre e il Padre è in me”. Se una persona non cambia ed è sempre perché non vuole, rimane prigioniera delle tenebre e del maligno, se si convince di essere felice autopersuadendosi che tutto vada bene così com’è, vive arroccata in un castello di illusioni; cambiare significa rinunciare al male senza alcun compromesso, senza mezze misure, il cambiamento vero inizia accorgendosi delle tante problematicità che caratterizzano il nostro vissuto, quando qualcosa non va la reazione consiste nel tentativo di mettere le cose a posto, la soluzione non è nelle cose esteriori e materiali, la soluzione è nascosta nella nostra interiorità, è lì che il Signore si rende presente e ci parla nel silenzio dove non siamo soli, occorre ascoltare la sua voce esaminando noi stessi e prendendo la decisione giusta: convertirsi a Dio e alla preghiera è la cosa giusta per sé stessi e per gli altri, il Signore e la Madonna sono accanto a noi anche se con gli occhi del corpo noi non li vediamo e se preghiamo sinceramente con il cuore attraversato dalla luce della fede e dell’amore, ci sono così vicini tanto da abbracciarci e accarezzarci, perché ci vogliono talmente bene che non possiamo neanche immaginarci quanto. Le promesse del nostro Battesimo sono essenzialmente due, consacrarsi a Dio e rinunciare a satana, ed è una pratica molto saggia rinnovare ogni giorno della nostra vita le promesse battesimali, è una orazione molto importante che in sé racchiude un esorcismo con una implicazione apotropaica. La volontà di Dio è amore e misericordia, nonostante tutte le prove e le sofferenze della vita, ricordiamoci che Lui per primo ha portato la Croce e per chi lo ama davvero questo pensiero è di conforto; incontrare il Signore significa comprendere con un atto di fiducia incondizionata che Lui ci vuole bene e ci vuole salvare, e con Lui la Madonna e i santi Angeli: l’atto di fede è indispensabile per andare in Paradiso ma senza escludere l’amore, ancor più importante perché comunione con Gesù, sorgente della Vita.

lunedì 12 gennaio 2015

Opporsi alla manipolazione mentale

L’unico modo per non lasciarsi condizionare da quel che passa nella nostra mente da molteplici canali è formarsi ad un acuto senso critico, la critica immunizza la mente da ogni genere di manipolazione e non soltanto la critica, anche la conoscenza di sé e il ragionamento, la prassi della logica; non si deve mai prescindere dalle opinioni altrui, occorre invece formarsi una propria opinione personale sulla base di tutti gli apporti e sulla loro analisi critica. Molte aggregazioni di uomini sono scenografie teatrali che nascondono i più biechi interessi, le persone sono integrate nelle comunità perché si prestano ad una finalità specifica la quale quasi sempre gli viene celata, oppure viene mascherata con qualcosa che li convinca essere per loro il maggior bene elargitogli con abnegazione; l’inganno è il modo con cui si lava il cervello alla gente e si convince ogni persona a pensare, a parlare e a comportarsi conformemente a un determinato stereotipo, appoggiandosi su una delle più grandi fragilità della natura umana, quella del desiderio di sentirsi parte di una comunità solidale, di sentirsi valorizzati come soggetti, di sentirsi protetti dal mondo esterno… una sorta di grembo materno comodo e accogliente, un limbo in cui bearsi di quel che si percepisce come bene non relativo bensì illusoriamente assoluto. Tutto questo costituisce il successo delle cosiddette nuove religiosità, ma anche delle associazioni di ogni genere e specie, più o meno benevoli e più o meno malevoli; l’educazione fin dall’infanzia può fare tanto per aiutare le persone a pensare con la propria testa e a fare scelte autenticamente libere; l’educazione deve tendere alla formazione morale e spirituale in conformità ai valori dell’umanesimo cristiano, contribuendo ad esprimere le migliori attitudini della nostra natura, quelle attitudini buone che tutti conoscono e che non serve richiamare all’attenzione. Nella società contemporanea si tende a formare le persone con nozioni e tecnicismi affinché ciascuno si presti ad essere un elemento utile di un sistema che è quello finalizzato alla macchina produttiva e al mercato economico: l’umanità intesa come un allevamento dove il benessere si trova al centro della realtà antropologica, il singolo che scompare nella massa, paradossalmente l’idolatria dell’ego con ogni elemento materiale e psicologico che lo favoriscano nella sua affermazione, è il crepuscolo dell’anima con la sua inviolabilità e sacralità, è la morte dello spirito, è la notte etica. La vivacità intellettuale è una medicina contro la manipolazione mentale e la strumentalizzazione da parte altrui, per non lasciarsi condizionare; leggere, studiare, comprendere sono i farmaci contro la psicopatologia della vita quotidiana che accomuna tanti che si adeguano senza affrontare dei conflitti, così da agevolare la loro maturazione e una maggiore consapevolezza del mondo e del proprio stare al mondo. Ci sono tanti modi per esercitare la sfera intellettuale e alimentarla con nuove acquisizioni, al presente c’è per molti la possibilità di accedere alle più disparate conoscenze, nel passato non c’erano queste opportunità e intendo in questo nostro frangente di civiltà, ed è così che si deve lavorare per costruirsi una coscienza autonoma; si può pregare, si può leggere, si può meditare e sono modi con cui si esercita l’intelligenza e la si conforma a degli ideali anche alti, come la solidarietà, l’uguaglianza e la fraternità di cui certamente qualcuno ha già sentito parlare e non sono nemmeno ideali prettamente cristiani. Se ci sono dei manipolati esistono dei manipolatori e la prima cosa da fare nei confronti di un manipolatore è non dar retta alle sue parole e prendere subito le distanze, non si deve entrare in una dialettica di un qualsiasi genere con un manipolatore anche se al principio può sembrare qualcosa di benefico e costruttivo; i manipolatori vanno riconosciuti sul nascere per accorgersi dei loro secondi fini, i manipolatori usano specchietti per le allodole al fine di trarre in inganno il più possibile gente fragile e priva di difese; un manipolatore è un criminale, è un individuo che fa il male. Quando si riescono a scoprire le carte del manipolatore non si deve mai tornare sui propri passi, ma andare oltre e non volgersi indietro; occorre cercare aiuto in persone dedite al bene, in persone sincere e grazie al cielo queste persone esistono, se non le si trova ci si rifugi nella preghiera perché Dio ci ama e non ci usa, Lui vuole la nostra libertà e il nostro vero bene. Si cerchi di fare il maggior bene possibile – come l’altruismo generoso e il perdono – al maggior numero possibile di persone, è una dinamica saggia per essere indipendenti e non cadere nelle trame dei manipolatori: l’esercizio della carità è comunione con Dio il quale è essenzialmente Amore, l’esercizio della carità apre la porta del Paradiso fin da quaggiù e infonde nel cuore sicurezza e pace. Con il sacrificio e la perseveranza si matura spiritualmente, si diventa uomini e donne nella libertà.

giovedì 1 gennaio 2015

La spiritualità dei semplici

Ho imparato a vedere oltre le apparenze quel che si nasconde nel segreto, l’uomo non è mai disabitato perché la sua anima è un tempio in cui la luce rifulge o un antro in cui il buio si perde dietro il buio; la preghiera litanica è un lento susseguirsi di frasi e parole che intensificano la luce nell’anima, dove c’è luce si può vedere, dove c’è luce lo Spirito porta la sapienza, dove c’è luce quel che è nascosto diventa rivelazione e la conoscenza di sé accresce l’anelito al cambiamento. Quando sai che Dio ti vede ciò che desideri è la sua approvazione e la consapevolezza di essere approvato, così sono i figli della luce e sono coloro che non hanno paura della Verità. Se fai il bene perché nasconderti? una persona integra non ha paura e non si nasconde, quel che c’è nel suo cuore il Signore lo conosce, invece chi vive separato dal suo bene ama la menzogna, sono così i figli del diavolo e non sentono rimorso, il buio procede dall’insensibilità e dal disprezzo del carattere benigno. Come riconoscere il bene? è scritto nei nostri cuori con calligrafia chiara e leggibile, se vuoi puoi leggere e decidere di amare, se vuoi puoi trascrivere con la tua calligrafia in ogni espressione della vita quello che vi leggi e imparare a leggere negli altri per fare quello che l’amore ti suggerisce. Dio si nasconde ma non è lontano, chi lo cerca lo ha già trovato nel più grande Comandamento e nell’adempiere alla sua volontà, chi lo cerca ha trovato sé stesso dove abita la Verità e senza accorgersene ha cominciato ad amare sul serio, perché Dio ci ama e chi si sente amato non può rinunciare a corrispondere: la preghiera custodisce questo segreto rivelato ai semplici, è la chiave che apre la porta del Paradiso.

venerdì 19 dicembre 2014

La chiave psicologica della preghiera

Piccola antologia che descrive con tratti veloci l’importanza della preghiera per la saviezza della mente, la bellezza dell’anima e la purezza del cuore in una persona umana: “Detti sulla preghiera dei Padri della Chiesa, dei Dottori della Chiesa e dei Padri del deserto”.

S.  Agostino ha detto:

“Nutri la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale”.

“La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda”.

S. Tommaso d’Aquino ha detto:

“La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l’animo di chi prega”.

S. Girolamo ha detto:

“Chi è assiduo nella lettura della Parola di Dio, quando legge si affatica, ma in seguito è felice perché gli amari semi della lettura producono in lui i dolci frutti”.

“Studiamo ora che siamo sulla terra quella Realtà la cui conoscenza resterà anche quando saremo in cielo”.

“Preghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? E’ lo Sposo che parla a te”.

S. Ignazio di Loyola ha detto:

“Pregare è seguire Cristo che va tra gli uomini, quasi accompagnandolo”.

S. Caterina da Bologna ha detto:

“La preghiera è l’estatica contemplazione dell’Altissimo, nella sua infinita bellezza e bontà: uno sguardo semplice e amoroso su Dio”.

S. Giovanni Crisostomo ha detto:

“L’uomo che prega ha le mani sul timone della storia”.

S. Giovanni Damasceno ha detto:

“La preghiera è un’elevazione della mente a Dio”.

S. Ignazio d’Antiochia ha detto:

“Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate spesso le forze di satana sono annientate ed il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede”. 

S. Bernardo di Chiaravalle ha detto:

“I tuoi desideri gridino a Dio, la preghiera è una pia tensione del cuore verso Dio”.

Tertulliano ha detto: 

“L’unico compito della preghiera è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti”. (L’orazione, cap. 29)

Charles de Focauld ha detto:

“Bisogna lodare Dio. Lodare è esprimere la propria ammirazione e nello stesso tempo il proprio amore, perché l’amore è inseparabilmente unito ad un’ammirazione senza riserve”.

“Dunque, lodare significa struggersi ai suoi piedi in parole di ammirazione e d’amore. Significa ripetergli che Egli è infinitamente perfetto, infinitamente amabile, infinitamente amato. Significa dirgli che Egli è buono e che l’amiamo”.

Maestro Eckhart ha detto:

“Perché preghiamo?... Perché Dio nasca nell’anima e l’anima rinasca in Dio... Un essere tutto intimo, tutto raccolto ed uno in Dio: questa è la Grazia, questo significa Iddio con te”.

S. Teresa di Gesù ha detto:

“L’orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d’essere amati”. (Vita 8,5)

“... la porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo”. (Vita 8,9)

“Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando”.

“... nel cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere, mormori chi vuole mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla méta, ne vada il mondo intero”. (Cammino di perfezione 21,4)

“Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente”. (Vita 12,2)

“La continua conversazione con Cristo aumenta l’amore e la fiducia”. (Vita 37,5)

“Buon mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi una sua immagine o pittura che vi faccia devozione, non già per portarla sul petto senza mai guardarla, ma per servirsene ad intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi suggerirà quello che gli dovete dire”.

“Se parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo!”. (Cammino di perfezione 26,9)

“Non siate così semplici da non domandargli nulla!”. (Cammino di perfezione 28,3)

“Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il bisogno”. (Vita 12,2)

“Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande. Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde”. (Cammino di perfezione 24,5)

“A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro. Per me bastava anche la vista dei campi, dell’acqua, dei fiori: cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano, mi servivano da libri”. (Vita 9,5)

“Per molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo cominciare a pregare senza libro”. (Vita 4,9)

“E’ troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene separare! E’ altrettanto si dica di quella della sua Santissima Madre”. (Seste Mansioni 7,13)

“... fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d’attorno”.

“L’avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico?”. (Cammino di perfezione 26,1)

“Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere della sua compagnia. E chi non farebbe di tutto per non perdere un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra il Padre e il Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare la vostra volontà col suo ardentissimo amore”. (Cammino di perfezione 27, 6-7)

“Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di arrivare all’acqua della fonte. Essendo vicinissimi al focolare, basta un minimo soffio dell’intelletto perché si infiammino d’amore, già disposti come sono a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni oggetto esteriore”. (Cammino di perfezione 28,5.8)

“Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l’anima sembra che d’improvviso s’innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza. Dovete saper che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale, ma un fatto dipendente dalla nostra volontà e che noi possiamo realizzare con l’aiuto di Dio”. (Cammino di perfezione 28,6; 29,4)

“Sapevo benissimo di avere un’anima, ma non ne capivo il valore, né chi l’abitava, perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere. Se avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell’anima mia abita un Re così grande, mi sembra che non l’avrei lasciato tanto solo... e sarei stata più diligente per conservarmi senza macchia”. (Cammino di perfezione 28,11)

“Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie. Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell’Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci che per parlare con Lui non occorre alzare la voce”. (Cammino di perfezione 29,5)

“Il Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza!”. (Cammino di perfezione 29,8)

“Quando un’anima... non esce dall’orazione fermamente decisa a sopportare ogni cosa, tema che la sua orazione non venga da Dio”. (Cammino di perfezione 36,11)

“Quando un’anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia, alla cui luce si riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata perdonata, non posso credere che non sappia anch’essa perdonare a chi l’ha offesa. Siccome le grazie ed i favori di cui si vede inondata le appariscono come pegni dell’amore di Dio per lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa per testimoniare l’amore che anch’ella nutre per lui”. (Cammino di perfezione 36,12)

“La preghiera non è qualcosa di statico, è un’amicizia che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l’amico”. (da L’amicizia con Cristo, cap. VII)

Detti dei Padri del deserto:

L’importanza della preghiera del mattino

“Non appena ti levi dopo il sonno, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni cantici e salmi, poiché la prima preoccupazione, alla quale lo Spirito si apprende fin dall’aurora, esso continua a macinarla, come una mola, per tutto il giorno, sia grano sia zizzania. Perciò sii sempre il primo a gettar grano, prima che il nemico getti la zizzania”.

Pregare prima di ogni cosa

“Un anziano diceva: non far nulla senza pregare e non avrai rimpianti”.

Detti di S. Isidoro

“Chi vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi”.

“Tutto il progresso spirituale si basa sulla lettura e sulla meditazione: ciò che ignoriamo, lo impariamo con la lettura; ciò che abbiamo imparato, lo conserviamo con la meditazione”.

“La lettura della Bibbia ci procura un duplice vantaggio: istruisce la nostra intelligenza e ci introduce all’amore per Iddio distogliendoci dalle cose vane”.

“Nessuno può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità con essa mediante la lettura”.

Detti di S. Pacomio

“Mettiamo freno all’effervescenza dei pensieri che ci angosciano e che salgono dal nostro cuore come acqua in ebollizione, leggendo le Scritture e ruminandole incessantemente... e ne sarete liberati”.

Detti di Arisitide l’Apologeta

“E’ per la preghiera dei cristiani che il mondo sta in piedi”. 

Detti di Evagrio Pontico

“La preghiera è sorgente di gioia e di grazia”.

“Quando, dedicandoti alla preghiera, sei giunto al di sopra di ogni altra gioia, allora veramente hai trovato la preghiera”.

Detti di Giovanni Climaco 

“La preghiera è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, misura del progresso spirituale, giudizio del Signore prima del futuro giudizio”.