Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

martedì 26 giugno 2012

Una lodevole devozione alla Madonna


Tra le devozioni più significative e antiche che riguardano l’orazione e le suppliche alla Madonna, possiamo ricordare quella delle “ Tre Ave Maria ”, chiamata propriamente anche “ Chiave del Paradiso ”. Santa Matilde Hackeborn, monaca benedettina ( nata in Germania da nobile famiglia nel 1241 e lì morta nel 1299 ), pensando con apprensione alla sua morte e alla sua salvezza eterna, pregava la Santissima Vergine di assisterla nel momento estremo. Mentre si trovava in preghiera nel suo monastero, le si presentò la Madonna, le assicurò la Sua materna assistenza e, inoltre, le disse ( come solenne e “ grande Promessa ” per tutta l’umanità che desidera l’eterna salvezza in Paradiso ) che tutti coloro, che reciteranno devotamente, ogni giorno con perseveranza, da quando iniziano finché vivranno “ Tre Ave Maria ”, in ringraziamento alla Santissima Trinità, che Le ha donato la potenza, la sapienza e la misericordia, e per onorare gli stessi privilegi mediante i quali Ella è diventata, dopo Dio, la più potente, la più sapiente e la più misericordiosa, otterranno aiuto e protezione in vita e una Sua speciale assistenza nell’ora della morte: quindi si salveranno, pervenendo in Cielo. La devozione delle “ Tre Ave ” è stata approvata da diversi Papi, raccomandata da santa Geltrude, monaca anche lei e sorella di santa Matilde, e molto propagata da tanti santi, come sant’Alfonso Maria de Liguori, san Giovanni Bosco, san Leonardo da Porto Maurizio e altri. I benefici di questa preghiera sono stati sempre ottimi e innumerevoli; chi ama la Madonna non esiti ad aiutarla a salvare anime diffondendo, quanto più può, questa pratica efficacissima; san Giacomo Apostolo diceva: “ Chi aiuta un’anima a salvarsi sarà salvo ” ( Gc 5,20 ), e sant’Agostino: “ Chi aiuta un’anima a salvarsi ha assicurata la propria salvezza ”.
Preghiera da recitare mattina e sera:
Oh Maria Santissima delle “ Tre Ave ”, prega per me.
Per la Potenza che Ti ha concesso l’Eterno Padre:
Ave oh Maria, piena di Grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del Tuo seno Gesù; santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Per la Sapienza che Ti ha concesso il Divin Figlio:
Ave oh Maria…
Per la Misericordia che Ti ha concesso lo Spirito Santo:
Ave oh Maria…
Oh Maria, Madre mia, preservami in questa giornata ( in questa notte ) dal peccato mortale.
Indulgenza parziale
Con approvazione Ecclesiastica

domenica 24 giugno 2012

La vera data di nascita di Gesù


Il Vangelo di san Matteo parla di una stella, che avrebbe brillato nel cielo di Betlemme alla nascita di Gesù: questa stella è la congiunzione di Giove con Saturno nella costellazione dei Pesci. Nel 7 a.C., che è l’anno presumibile della nascita del Signore, si era verificata la congiunzione Giove-Saturno ed era stata visibile e luminosa su tutto il Mediterraneo. Nel 7 a.C. la congiunzione si verificò per ben tre volte: il 29 maggio, il 1° ottobre e il 5 dicembre; essa si verifica soltanto ogni 794 anni e per una volta isolatamente: nel 7 a.C. si ebbe addirittura per tre volte, quindi una situazione astronomica d’eccezione. Noi celebriamo il Natale del Signore il 25 dicembre di ogni anno, ma questa è una data probabilmente non corretta, anche se plausibile, d’altra parte bisogna sottolineare che nell’antichità sostituì una festa pagana di origine romana, detta del Sole: la nascita di Gesù potrebbe essersi verificata il 29 maggio, oppure il 1° ottobre, o il 5 dicembre, comunque in un giorno molto prossimo a queste tre date di quel 7 a.C., che per un errore di calcolo relativo al nostro calendario, è con molta probabilità il vero anno di nascita del Signore Gesù, ma noi continuiamo a pensare al 25 dicembre dell’anno zero come al giorno di Natale, a considerarlo santo, secondo la nostra tradizione, poiché in questo non c’è nulla di male, anche se si tratta di una data commemorativa e non storica. Il pianeta Giove simboleggia i dominatori del mondo, Saturno è il pianeta protettore di Israele e la costellazione dei Pesci, rappresenta “ la Fine dei Tempi ”, nello specifico l’inizio dell’era messianica: anche queste interpretazioni potrebbero rivelare la nascita del Messia, Signore dei dominanti e del mondo, che viene dal popolo di Israele ed è destinato a segnare la storia, nella sua età conclusiva e salvifica, il tempo della redenzione e dell’instaurazione del Regno di Dio.

sabato 23 giugno 2012

Dal cuore procede la stoltezza


Tra le cose che procedono dal cuore dell’uomo e lo inquinano, c’è la stoltezza, infatti tutto ciò che viene mangiato, quindi entra nell’uomo, non inquina l’uomo, è quello che viene dal nostro cuore, cioè dalla nostra interiorità ad inquinarci: sono le Parole del Signore in risposta ai farisei, inerenti ai cibi immondi che inquinano l’uomo e sulla relativa purità legale, riportate dal Vangelo; Gesù incentra il suo discorso sulla purezza del cuore e su ciò che veramente lo inquina, quello che rende immondo l’uomo, cioè il peccato. La stoltezza è un vizio che abbrutisce la persona, consiste nel disprezzare quello che è bene per lei e volgersi in tal modo verso quello che gli è nocivo, senza comprendere l’assurdità, forse la follia, delle proprie scelte disgraziate; la stoltezza è l’opposto della saggezza e non c’è maggiore stoltezza del decidere di seguire la via contraria a Dio e alla virtù, in modo deliberatamente volontario, per pervenire inevitabilmente a un proprio danno: quello che è stoltezza allo sguardo intelligente di Dio, è saggezza secondo le categorie del mondo, in quanto tutto ciò che si oppone alla Legge di Dio è regola di vita nel mondo, il mondo assoggettato e dominato dal maligno in cui regna il peccato e l’avversione al Signore. La stoltezza consiste nel continuare a ostinarsi nel peccato, nel male senza comprendere l’esigenza della conversione per il proprio bene e senza la consapevolezza che il male fa male innanzitutto a chi lo compie, dopodiché diffusivamente si ritorce sul prossimo e separa dall’unico bene autentico della vita, che è Dio; la Croce di Cristo è stoltezza per il mondo e sapienza davanti a Dio, perché ogni sofferenza allo sguardo inquisitore del mondo, è qualcosa di assurdo e insensato, allo sguardo di Dio acquista valore se accettata per amore, come sacrificio espiativo e via verso la perfezione delle virtù: la Croce di Cristo è sapienza perché conduce alla risurrezione, è la via maestra verso il Regno del Padre, ma il mondo è ostile all’edificazione del Regno e cerca con tutte le sue forze di edificare la città terrena, il paradiso qui su questa terra, una felicità materialista e antievangelica, contraria alla Fede e alla vera aspirazione del cuore umano, che cerca il significato ultimo dell’esistenza e l’Eternità. Stoltezza e insipienza, sono il ricercare spasmodicamente la propria felicità fuori da Dio, in opposizione alla sua Legge, con la convinzione che mangiare il mondo sia la cosa migliore per poter costruire qualcosa nella vita, quindi consumare la vita come un prodotto che si compera al centro commerciale, come se la vita non fosse altro che una candela accesa che piano piano si consuma lentamente verso l’inevitabile sua fine, verso il buio e il nulla: chiunque vive la propria vita conforme alla Legge di Dio, in adesione a Lui, è osteggiato dagli stolti del mondo, è odiato dal mondo e considerato un povero sciocco da commiserare, ma il Signore lo ama e lo approva, considerandolo e annoverandolo tra i saggi, tra coloro che hanno fatto la scelta giusta.

giovedì 21 giugno 2012

Infestazione diabolica veemente


Se ammettiamo l’esistenza degli spiriti, dobbiamo ammettere che la materia si pone soltanto su un piano della realtà, quella afferrabile con i sensi e che quindi ci sono altri piani disgiunti e sovrapposti in cui la nostra realtà sovrasensibile si trova a esistere, piani che l’occhio e l’orecchio, né il tatto, possono in alcun modo cogliere; spiriti sono le anime dei mortali, che secondo la dottrina più sana, quella della Rivelazione cristiana, dopo la morte pervengono subito alle loro dimore eterne, fuori da questo mondo, oramai estranei alla nostra realtà contingente; spiriti sono gli Angeli e i demòni, per natura creature intelligenti disincarnate, buoni o cattivi che interagiscono con il nostro mondo sensibile, per farci del bene se buoni, per farci del male se cattivi. I demòni possono interagire con noi facendoci vedere e ascoltare allucinazioni quanto mai realistiche, allucinazioni che si possono anche toccare ( e che ci possono toccare! ), perché tra la realtà e i loro costrutti c’è veramente una differenza irrisoria, quasi nulla; dove infestano ad un certo grado del loro potere sulla realtà, possono far vivere alle persone una sorta di stanza degli ologrammi, dove tutto compare e si muove come se i vari elementi “ illusori ”, fossero realmente parte del nostro mondo, entrando attraverso i sensi fisici in contatto con noi, distinguere tra le apparizioni sensibili e la vera realtà materiale che ci circonda è un esercizio molto arduo: sono allucinazioni realistiche, che non hanno nulla in comune con le allucinazioni dovute a una qualsivoglia malattia psichica, perché originate da delle intelligenze spirituali e non dalla nostra mente in disordine, sono una realtà che si muove in parallelo alla nostra realtà, quella creata, le realtà dei demòni sono originate, prodotte dalla loro facoltà di generare costrutti e di interagire attraverso questi con la nostra persona. Una infestazione di tal genere può portare le persone che la subiscono alla pazzia, se esse non sono adeguatamente preparate a vivere una tale esperienza e a farne un serio e profondo discernimento; nulla è più invasivo e traumatizzante di un’esperienza reale nella mente degli spiriti maligni, in tali esperienze è come se la loro mente, molto più forte della nostra, ci inglobasse in una realtà che compare e si tocca nel nostro mondo sensibile, una realtà fatta da illusioni realistiche e sconcertanti, come se il pensiero e l’immaginativa tutto a un tratto si dovessero convertire in concretezza, un sogno da vivere non durante il sonno della notte ma in stato di veglia, durante il pieno meriggio: per combattere prigionieri di una situazione del genere occorre essere preparati, occorre innanzitutto conoscere, ma la violenza di questi fenomeni ha una durata limitata, poiché il male raggiunge sempre un apice di espressione, dopodiché decade e rientra, noi possiamo accelerarne la risoluzione con la preghiera e mantenendoci sempre in Grazia, con la pratica delle virtù, rimanendo sempre in comunione con Dio. La preghiera di liberazione e le preghiere deprecatorie contro i demòni sono efficaci in certe situazioni estreme e impreviste: contro gli spiriti maligni bisogna invocare il Cielo e l’aiuto non tarderà ad arrivare, occorre anche molto senno e molto autocontrollo, è necessaria tanta forza e una grande maturità spirituale, ricordandoci che il male è un falso potere.

martedì 19 giugno 2012

La sessualità è scritta nella natura umana


La virtù della purezza è importante e amata dal Signore, ma i sacerdoti cattolici vogliono far diventare il sesso e la sessualità, un peccato mortale… forse il peccato in questione è la sessuofobia… un peccato che porterebbe alla totale separazione da Dio e alla condanna dell’inferno: io ho letto e studiato i Vangeli, scritti che unicamente testimoniano della vita, delle parole e della persona di Gesù Cristo, il maestro di tutti i preti, uomoDio che loro devono cercare di imitare per trovare la perfezione, che quasi certamente non raggiungeranno mai in vita… Gesù pur essendo Vergine e castissimo, non ha mai condannato la sessualità negli altri uomini e donne: la samaritana al pozzo, era stata con diversi uomini, era una concubina e Gesù le dice quello che lei aveva fatto, ma non la condanna, anzi gli offre un’acqua viva che scaturisce e zampilla per la vita eterna, non quella del pozzo dove lei era andata ad attingere; la donna adultera che quegli uomini spietati volevano lapidare e uccidere per il suo peccato sessuale, Gesù la assolve e la rimanda dicendole di cambiare comportamento, non la condanna! E’ Gesù che dice ai farisei che pubblicani e prostitute passeranno loro avanti nel Regno dei cieli, sì proprio delle prostitute! E’ Gesù che a mensa si fa lavare e asciugare i piedi con i capelli, da una donna che tutti consideravano peccatrice, peccatrice sessuale: Gesù le è grato per quel gesto d’amore, non la condanna per i suoi peccati, ma l’accoglie presso di sé… Dio non tollera falsità, ipocrisia, cattiveria, malvagità, ma nei confronti dei peccati, cosiddetti, sessuali appare più aperto, più tollerante: forse perché il sesso è un istinto di per sé buono, che Dio ci ha dato, per procreare e dargli nuove creature umane? Creature da amare, i bambini, i prediletti di Dio? Fossi in tanti preti e nel Magistero della Chiesa, rivedrei un pò il concetto di peccato sessuale, apportando delle attenuanti alla colpa, soprattutto per certe naturali e umanissime circostanze e desideri… Comunque è evidente che esiste una sessualità buona e una perversa: le perversioni sessuali portano a fare del male agli altri, a mercificarli, ad usarli; io dico che bisogna essere più tolleranti nei confronti di sbagli che si fanno nel contesto di una sessualità buona, dove forse c’è posto anche per l’affetto, l’amore e i sentimenti, senza comunque dimenticare l’eccellenza e la priorità della castità e della verginità, soprattutto quando esse sono un attributo della propria consacrazione a Dio, quindi sono la peculiarità dell’appartenenza privilegiata della persona al Signore, un segno di fedeltà per l’eternità.