Artiod, Gamael
e Frainok erano demoni infestatori che si divertivano a prendere in giro gli ospiti
di vecchie case, con rumori sui muri, passi sul pavimento, spostando oggetti o
rompendoli, puzze nauseabonde, insetti pestiferi, accatastando sedie, facendo apparire
figure spettrali e nelle loro attività predilette per spaventare gli umani e
farli scappare via erano particolarmente bravi; un giorno andò ad abitare in
quella casa vecchia e un po’ decadente sulla collina a est della cittadina silenziosa,
una signora anziana che come unico scrupolo aveva a mente di non preoccuparsi troppo
delle presenze fastidiose che alcune leggende metropolitane descrivevano
aggirarsi tra i corridoi e le stanze di quell’edificio che sapeva di antico,
aveva infatti quasi due secoli. La prima notte che la vegliarda trascorse là
dentro Artiod simulò grida di donna, mentre Gamael mise in ordine perfetto e
verticale le sedie della cucina, alle tre in punto dopo la mezzanotte, ora che
qualche fanatico definisce del diavolo Frainok bussò tre volte alla porta della
camera da letto della signora e lei disse con voce calma: “Lascia stare perché la mia preghiera alla Madonna mi suggerisce di non
rispondere alle provocazioni”, e si rimise subito a dormire. La mattina
seguente Artiod fece apparire uno spettro con le sembianze raccapriccianti e un
ghigno mefistofelico, ma la signora intimò alla figura grottesca di
allontanarsi da lei perché nella tasca del pigiama portava una corona del
rosario benedetta, lo spettro disparve e Artiod provò una forte rabbia e la
insultò con i peggiori epiteti. Intervenne Gamael sobillando un puzzo insopportabile
di carne marcia di cui non si capiva la provenienza, la nonna aprì la finestra
della sala grande e bruciò dell’incenso benedetto che aveva un odore gradevole
e corroborante che si diffuse ovunque e fece talmente schifo ai tre demoni che per
quasi cinque ore si rintanarono in soffitta. Verso sera Frainok in preda al
panico disse agli altri due: “Adesso si è
messa a recitare il rosario e lo fa devotamente, ama sinceramente l’Alta Dama e
per di più la sua anima è in grazia, questa donna non ha mai avuto marito!”,
quando compresero la nobiltà delle sue virtù e gli anni trascorsi a progredire
in esse decisero inorriditi di darsi lo sfratto e di andare a infestare fuori
dalla città nelle campagne lontane un maniero lugubre di gente ipocrita dedita ai sette
vizi capitali, con un morboso attaccamento al denaro e divulgatori dell’eresia,
quei pagliacci senza senno non comprendevano che soltanto il peccato ci rende
prossimi al diavolo, che il peccato è la semente del diavolo e come erba
gramigna finirono posseduti e manovrati dall’artefice di tutti i mali, dal
superbo duce e dal sommamente impuro. Quei tre demoni presero a turno le loro
anime e le portarono all’inferno, a cominciare dagli anziani per poi passare ai
giovani, infatti non c’è maggiore felicità per un demone del portare le anime dei
malvagi nell’eterna perdizione, questo è il loro mestiere e non fare gli
spaventapasseri o gli illusionisti. La signora della casa sulla collina riuscì
a liberare quel luogo con la sua costante preghiera e l’anima in grazia di Dio e
la ristrutturò consegnandola ad una migliore fama per l’avvenire, gli altri
abitanti della città convennero su questa massima: “L’amore è più forte del male e dove c’è amore il male non trova più
posto”, ma il male è sempre in agguato e trova spesso nuove vie... quando gli uomini consegnano il proprio cuore.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
mercoledì 26 maggio 2021
La liberazione e i veri intenti del male
mercoledì 19 maggio 2021
Silloge poetica n°052
E VENNE NEL MONDO LA LUCE VERA
Si erano spente le candele in quella chiesa
ogni preghiera era una fiamma ardente e confortevole
anche la mano di un bimbo carezzava sulla cera
Certi pensieri riportavano idee lontane
strane forme nello spazio semibuio che si delineavano
e l'ombra dell'altare che crocifiggeva il cuore
Aneddoti alla memoria volgevano al mattino
il sole che sorgeva ogni giorno rideva di mansuetudine
le terre missionarie accoglievano la fede
Camminavano per l'orbe gli angeli della misericordia
con il loro animo rivolto a convertire le genti all'amore puro
sopportavano il peso della fatica gli antichi cori
Quel libro un po' dolce e un po' amaro
con le sue pagine spiegazzate da secoli di lettura
e le lettere impresse nella mente sottile
Non erano frasi gettate a caso sugli occhi
ma parola dell'Autore della vita che desidera la nostra vita
inflitte come chiodi nel corpo santo della salvezza
Mentre viaggiavano attraverso i paesi lontani
dividevano l'erba cattiva dal buon grano e mietevano
raccoglieva il grano dalle campagne per il Cielo
VENERDI' SANTO
Il sudore di sangue nel Getsemani
come spilli nell'anima
dolente di angoscia
e quegli amici che dormono
e poi fuggono impauriti
Quando chi ti tradisce
finge con un bacio
e il tuo cuore spezzato
lascia il posto alle lacrime
hai fatto tanto per lui che perdi
L'umiltà che riceve disprezzo
schiaffi e sputi sul volto
l'amore che incontra il peccato
nel buio di una cella
l'amico che ancora ti rinnega
Con una corona di spine
infliggi l'abbassamento alla superbia
e con i flagelli sul dorso nudo
mortifichi la concupiscenza della carne
in quel corpo diventato olocausto
Incamminandoti su quella strada
portando un patibolo sulle spalle
il peso di tante colpe
come se il mondo tutto ti odiasse
quando chi hai amato è lontano
E Gerusalemme che ti vede salire
al Calvario di tanti supplizi
inchiodato su quella Croce lignea
innocente come un fanciullo
tra i tanti che ogni giorno vengono uccisi
Dall'alto della tua crocifissione
o Gesù benignissimo
con uno squarcio aperto nel cuore
dici morente per noi che attendiamo
la parola del perdono
IL TEMPIO ANTICO
Tremano le mani nel vederti ancora oscura
in quello specchio che riflette la natura dell'anima
e il corpo che piange sulle ceneri del vizio
Sempre l'incedere dei passi in una sola presenza
quando il teatro della tragedia mostrava il giudizio
orme sulla terra bagnata da lacrime di sangue
Liriche che avvolgevano parole sempre uguali
e il fracasso assordante del muoversi attorniato da stelle
quella stella cadeva sotto il peso della superbia
Nell'oceano danzante dei cherubini e la carità spenta
il cuore del serafino dalle mille ali che coprivano la vetta
un monte alto come quello delle tavole della legge
Sentieri irti di chiodi che attraversavano lo spirito
macchine che articolavano il cerchio del divenire sordo
come le culle lasciate vuote dal mortale sospiro
Quel ventre empio che mangiava violenza
il cui contraccambio era il denaro che tutto comprava
e la rabbia di chi perde il bene sommo
In quel cielo lontano sorridevano gli spiriti beati
mentre l'elmo della vittoria veniva indossato da Atena
e la dea della sapienza ordiva intricati enigmi
COSA CI ACCOMUNA
Semmai dovesse arrivare quel tramonto
ricorda sempre che la mia anima ha due ali aperte sul mondo
il pensiero di te e la nostalgia del passato tra noi
Fuori dal territorio del sentimento imperituro
troppi abdicarono la grande compassione e la sua nobiltà
e il fantasma del cinismo ebbe la meglio
Volevo abbracciarti prima che tu te ne andassi
creavo nel cuore un vuoto per colmarlo di aspettative
ma tu eri lontana e quel fiore secco il presagio
Volando attraverso il cielo del nostro amore
rischiavo di cadere in un cielo notturno senza più niente
perché quei pensieri collassavano nell'affezione
Guardando lassù tra le stelle dell'Orsa maggiore
la distanza tra i corpi e nella sostanza un legame forte
quelle stelle così chiare che sembravano vicine
Sempre mi ridestava la fantasia a luoghi lontani
per scappare da questo presente che opprimeva lo sguardo
ancora pochi passi di danza e ogni stella si spegnerà
Quando l'amore diventa offerta del proprio tempo
nessuna vittima che abbia scelto di amare muore invano
la giustizia è quell'innocenza del sangue nei deboli
L'ATTESA DEL RISVEGLIO
Nuove luci all'orizzonte si muovevano
e forme inconsuete del tempo avanzavano
senza certezze ma con un cardine fisso
L'orologio segnava le tre del pomeriggio
e nella notte con il senno di poi i rintocchi
come una campana alle tre della notte
Vivevano nascosti nei luoghi della miseria
oltremodo inservibili alle credenze dei popoli
le storie che i vecchi ripetevano sempre
Nulla cambiò nel cerchio celtico di pietra
un passaggio verso l'abisso del pozzo oscuro
avevano sembianze e nome quelle presenze
Rivedrò chi ha lasciato la luce diurna
nella luce di Cristo che pervade ogni presenza
attraversato il ponte della misericordia
Quel cielo alto sulle palme delle mani
quasi a toccare la nostra pelle con una brezza
ora vivo nell'inquietudine del domani
Quando riposerò nella pace di Cristo
non tornerò e attenderò chi amo pregando
nell'alba eterna di un amore immortale
UN FRAMMENTO DI NOI
Quel bagliore che entrava dalla finestra
le nobili arti del consolare e del comprendere
la stanza di tuo figlio illuminata dal futuro
Per terra i suoi giochi d'infanzia e calore
la primavera era la natura risvegliata dal sonno
nel suo sorriso grappoli di fiori bianchi
Andava volgendosi desta la mano graziosa
toccava il tuo viso aspettando il favore del sole
quaderni con pagine di carta per gli origami
Su quelle pagine scriveva le sue giornate
quanto aveva sognato e quanto aveva amato
nulla era per caso in quell'introspezione
Un figlio è come una perla tanto preziosa
lasciato il rimanente la si compera con fiducia
un tesoro che custodisce un cuore santo
E' tuo figlio che guarda calmo l'orizzonte
quei boschi e quelle campagne sono in attesa
andiamo per una passeggiata al mattino
Cercavo delle risposte nei suoi occhi verdi
e osservai la vita passarmi davanti nel vero ozio
quel riposo con te colmava l'attimo di gioia
IL VANGELO DELLA SAPIENZA
Il simbolo del Vangelo di Giovanni è l'aquila
vola oltre il comune pensiero e tocca la fede
attraversa la mente con il suo greco onesto
Piovono le lettere delle sue pagine nel cuore
e affiorano come amore nel prologo perfetto
la comunicazione che designa l'armonia
Nel recipiente di quel libro le domande
e nell'esempio del Cristo una risposta schietta
un multiverso che si dispiega tra significati
Rovescia la pioggia del tremule dubbio
nei racconti e nelle persone una storia vera
non si interpreta la verità ma ci si nutre
Appoggiò il suo capo sul cuore del Maestro
quando tutti si domandavano chi tradiva
e i discorsi proiettano le risposte velate
Non domando chi sia quel Gesù ma lo amo
Lui sulla Croce mi ha amato e mi ha interrogato
è l'amore la chiave di volta della realtà
Tante cose potevano essere parole nella veglia
e le notti cupe avere un bagliore di lucerna viva
mentre l'Apostolo scriveva il perché di tutto
martedì 27 aprile 2021
Investigatori del paranormale
Su Rai4
ho guardato le puntate di The dark side
un documentario che tratta di investigazione nell’ambito del paranormale,
alcuni investigatori entrano nei luoghi d’Italia che hanno la fama di essere
infestati da spettri e fantasmi, cercando di registrare dei fenomeni attraverso
degli strumenti tecnici ma non ci riescono facendo la sceneggiata di chi non
crede affatto a questi eventi soprannaturali, insomma niente fantasmi o voci
strane, niente spostamenti di oggetti e rumori quindi niente soprannaturale ma soltanto
tanta paura e suggestione, tutta una questione psicologica. Ma occorre dire la
verità riguardo ai luoghi infestati, sono luoghi in cui si sono commessi gravi
peccati e a causa del peccato si sono insediate delle presenze diaboliche,
esistono davvero dei luoghi infestati da demoni o spiriti del male che vengono
scambiati per anime di defunti che vagano tra le stanze di una casa o in un
castello, ci sono tante storie che si raccontano e tramandano per incutere la
paura, quelle presenze non sono anime perché le anime dopo la morte vanno nelle
loro sedi eterne in Paradiso o all’inferno, non rimangono intrappolate sul
nostro piano della realtà, si tratta sempre e soltanto di demoni e di anime
dannate usate dai demoni, succede così anche nei casi di possessione diabolica.
Ma tutti sanno che i demoni tendono all’inganno e per fare deviare le persone
dalla verità fanno credere certe cose riguardo a certi fenomeni, per
allontanare dalla verità e dalla preghiera; ad esempio nelle case in cui ci sono
state sedute spiritiche o si è usata la tavola Ouija, o addirittura hanno
abitato dei satanisti praticando certi riti blasfemi i demoni hanno approfittato
della vulnerabilità delle persone che solitamente non pregano e non vivono in
grazia di Dio, per avere un contatto con loro che si è risolto anche in una
possessione dei malcapitati o in vessazioni diaboliche, persino l’infestazione
del luogo con tutta una serie di fenomeni disturbatori e inquietanti; su
Youtube qualcuno carica video autentici in cui si possono osservare dei
fenomeni dovuti all’infestazione, non sono dei falsi e dietro ad essi non c’è
alcun trucco, si tratta dell’agire dei demoni sul nostro piano della realtà ma
per chi vuole rimanere scettico queste cose si prestano a tante spiegazioni
diverse. Ci si può liberare dai demoni pregando con assiduità il Santo Rosario
e vivendo in grazia di Dio, si deve considerare comunque la permissione del
Signore nel manifestarsi di questi eventi, i demoni possono fare soltanto
quello che il Signore gli permette e non possono andare oltre il consentito;
gli investigatori del paranormale che non conoscono la Verità rivelata si
espongono a tutti quei pericoli che conseguono all’intrusione degli spiriti
maligni nella vita delle persone, non pregano e sono affascinati dall’occulto
senza capire che il male arriva fino a dove arriva la colpa dell’uomo, è
importante pregare e non esporsi mai. La preghiera del Santo Rosario allontana
i demoni e gli influssi diabolici, chi persevera in questa preghiera può
liberarsi dal male e progredire nella conoscenza della Verità, può proteggere
le persone care con l’intercessione della Madonna che se preghiamo può aiutarci
nelle nostre necessità e cacciare via satana. Il Signore e la Madonna ci amano
e desiderano il nostro bene mentre satana vuole rovinarci per l’eternità, chi
prega con perseveranza è una persona saggia che con la luce della fede
rischiara la sua vita e offre una testimonianza credibile al prossimo, la sua conversione
e la grazia che si riversa anche nei lontani; il Vangelo è colmo di eventi soprannaturali
e sono tutti autentici, non sono delle metafore ma dei fatti concreti accaduti
nella nostra storia; ci sono tanti casi di infestazione diabolica e da quei posti
occorre semplicemente rimanere lontani e al limite pregare, chi prega ha fede e
la fede nasce e si fortifica nella preghiera.
domenica 25 aprile 2021
Il morbo ineliminabile della violenza
La nostra
è una società violenta dove spesso si sente parlare di crimini di violenza sui
giornali e nei media in genere, ci sono i casi di femminicidio ed è aberrante considerare
come tante donne e ragazze cerchino aiuto invano prima dell’ultimo atto, dove l’uomo
le colpisce a morte sicuro di una giustizia umana che lo condannerà a pene
irrisorie, per poi tornare in libertà a fare il suo comodo come se la vita di
una persona innocente non valesse proprio niente. C’è il proliferare della libera
circolazione delle armi da fuoco che rendono insicura l’intera società, dove
qualsiasi squilibrato senza precedenti penali può ottenere il porto d’armi che
lo rende un potenziale omicida, senza nemmeno passare da una seria perizia
psichiatrica che riveli le sue reali attitudini da psicopatico e tutto questo a
causa di leggi ignobili e irresponsabili. Le vittime della violenza sono spesso le persone più deboli senza alcuna reale tutela da parte delle
istituzioni, ricordo un fatto di cronaca abbastanza recente in cui un uomo con
una invalidità psichiatrica veniva da anni preso di mira da un branco di
giovani bulli che gli usavano ogni sorta di malvessazione filmandosi con gli
smartphone, questa persona sei mesi prima che venisse assassinata a botte aveva
chiesto aiuto alle forze dell’ordine rimanendo ignorata: ho impresso ancora il suo
volto da quei video passati in parte sui telegiornali, un uomo buono e
inoffensivo, un agnello senza alcuna colpa; purtroppo le vittime sono quasi sempre come lui e i loro aguzzini si
fanno forti nel rimanere nascosti con la garanzia dell’impunità, e chissà
quanti altri casi ancora di cui nessuno conosce i fatti reali dove servirebbe prevenzione e un maggiore controllo da
parte degli organi competenti, per impedire a certi mostri per vocazione di
assecondare i loro vizi perversi sempre nascosti dall’omertà e impuniti. Ma perché la violenza si esprime soprattutto contro le persone più deboli o contro
i giusti? persino nell’ambito famigliare, dove tutto rimane all’interno delle
quattro mura domestiche e non viene quasi mai denunciato quello che accade, dove la paura di ritorsioni mette la persona che subisce nella condizione di non chiedere aiuto e di rimanere purtroppo
isolata; chi è violento negli atti e nelle parole si degrada umanamente e
smarrisce l’autentico senso dell’altro, smarrisce la sensibilità nell’accorgersi
dell’altro, del suo valore che dovrebbe renderci reciprocamente solidali e
della sua dignità di prossimo, di fratello o sorella in umanità; di seguito
cito una pagina emblematica della Sacra Scrittura, la pagina che tratta dell’uccisione
di Abele da parte del fratello Caino e la nostra storia è la continua
ripetizione nel tempo di quell’atto fratricida e vigliacco compiuto su
istigazione del maligno dove homo homini
lupus ‹òmo òmini ...› (lat. «l’uomo è lupo per l’uomo»). – Proverbio
pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto, II, 4, 88 (lupus est
homo homini, non homo), che vuole alludere all’egoismo umano, e assunto
dal filosofo T. Hobbes, nella sua opera De cive, per designare lo stato di
natura in cui gli uomini, soggiogati dall’egoismo, si combattono l’un l’altro
per sopravvivere.
Genesi 4, 1-26
1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la
quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal
Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era
pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. 3 Dopo un certo tempo,
Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele
offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la
sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto
irritato e il suo volto era abbattuto. 6 Il Signore disse allora a
Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7 Se
agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è
accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu
dòminalo». 8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!».
Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo
uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo
fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio
fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo
fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel
suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando
lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco
sarai sulla terra». 13 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la
mia colpa per ottenere perdono! 14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo
suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla
terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». 15 Ma il Signore
gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il
Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse
incontrato. 16 Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di
Nod, ad oriente di Eden. 17 Ora Caino si unì alla moglie che concepì e
partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome
del figlio. 18 A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl
generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. 19 Lamech si prese due
mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. 20 Ada partorì
Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il
bestiame. 21 Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il
padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. 22 Zilla a sua volta
partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La
sorella di Tubalkàin fu Naama. 23 Lamech disse alle mogli: «Ada e Zilla,
ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho
ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. 24 Sette
volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette». 25 Adamo si unì di
nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio
mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha
ucciso». 26 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si
cominciò ad invocare il nome del Signore.
martedì 30 marzo 2021
La Pasqua per chi è convinto della sua fede
«Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10, 17-18)
Se Gesù non avesse volontariamente accettato la sua Passione per amore nei confronti delle nostre anime, la liberazione dal male che dall’inizio accompagna il genere umano non sarebbe mai avvenuta, è solamente con la libertà di Cristo in adesione alla volontà del Padre che vuole la nostra salvezza, che si è potuta concretizzare la Redenzione, il prevalere della vita e della grazia sulla morte e sul peccato, la vittoria dell’amore sull’odio del maligno; inchiodate a quella Croce ci sono le nostre colpe, ci siamo noi con le nostre colpe, anzi al nostro posto c’è Dio che le cancella pagando un caro prezzo, quello delle sue sofferenze e della sua morte in una natura umana passibile, proprio come quella di ciascuno di noi, condividendo tutto con noi, con le nostre vite. L’amore di Dio è impresso indelebilmente nella Croce di Gesù, in quella Croce Dio ci dice: “L’ho fatto per te”, ed ancora: “Ti amo dall’eternità”; ai lati della Croce altre due croci dove è significata l’intera umanità in due condizioni diametralmente opposte e cioè quella del rifiuto e quella dell’accoglienza, il rifiuto della misericordia e l’accoglienza del perdono. Quelle due croci siamo un po’ tutti noi, sia quando commettiamo delle colpe morali e sia quando abbracciamo la compassione per il nostro prossimo e apriamo il nostro cuore alla verità; perché la Croce ci indica la verità? cosa significa intendere la Croce come verità? Gesù ha detto di essere la via, la verità e la vita, nella Croce c’è la via che apre la porta della salvezza, che conduce al Regno dei cieli, la verità che ci spiega l’amore che il Signore ha per ciascuno di noi, non a parole ma bensì con il sacrificio e la vita eterna a cui siamo chiamati a partecipare con la conversione al Vangelo, alla legge morale. La Croce è la cartina di tornasole che manifesta con evidenza lo stato della nostra anima, tutti devono fare esperienza della sofferenza, siamo tutti chiamati a portare la nostra croce e ciò che fa la differenza è la risposta che diamo nella prova: “Se l’accettiamo ci sostiene, se la rifiutiamo ci schiaccia”, Cristo ha condiviso tutto con noi perché ci ama e non ci ha lasciati soli a portare la croce, prima l’ha portata Lui nella sua natura umana mortale e adesso partecipiamo alla sua Croce con le nostre per poi partecipare al trionfo della vita immortale nella Risurrezione, questa è la chiave della fede cristiana, la vita nuova al di là di quella effimera e terrena, dove ora è Cristo risorto dalla morte nel seno del Padre. Con il suo risorgere da morte il terzo giorno Cristo ci prende per mano e ci trae fuori dalla nostra morte e ci introduce nella sua Vita, ci innesta come tralci nella vite feconda portatrice di vita in antitesi al veleno mortifero del maligno che ci separò da Dio all’inizio della nostra storia, così l’umanità è redenta ovunque con il vincolo della carità. Soltanto Dio poteva pagare un’offesa come il peccato che ha per trasgressore l’uomo e per offeso lo stesso Autore della vita, soltanto Lui poteva offrire un sacrificio perfetto e una grazia sovrabbondante per estinguere le nostre colpe, per espiarle e salvarci dalla morte, quella del corpo e quella dell’anima; nella Croce c’è la vittima, colui che offre e l’altare del sacrificio in un unico segno di salvezza per l’uomo peccatore, l’Amore che va al di là della malizia delle sue creature, un amore più forte della morte. Portare un crocifisso indosso o tenerlo appeso a una parete di casa indica alle forze oscure l’appartenenza della persona e del luogo a Cristo, indica la nostra partecipazione alla vittoria di Cristo come cristiani, è un segno benedetto che possiede una forza esorcistica, è un sacramentale, una preghiera di liberazione tacita ed eloquente ad un tempo; non smarriamo mai la devozione al crocifisso, attraverso cui Gesù ha dato la vita per noi, l’ha fatto per noi perché ci ama, ogni crocifisso è la pagina più alta del Vangelo, la sua sintesi perfetta che descrive i sentimenti e i propositi dell’Eterno con noi, del Dio fatto uomo per noi e nutrimento spirituale e vivificante nell’Eucaristia.