✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

mercoledì 26 maggio 2021

La liberazione e i veri intenti del male

Artiod, Gamael e Frainok erano demoni infestatori che si divertivano a prendere in giro gli ospiti di vecchie case, con rumori sui muri, passi sul pavimento, spostando oggetti o rompendoli, puzze nauseabonde, insetti pestiferi, accatastando sedie, facendo apparire figure spettrali e nelle loro attività predilette per spaventare gli umani e farli scappare via erano particolarmente bravi; un giorno andò ad abitare in quella casa vecchia e un po’ decadente sulla collina a est della cittadina silenziosa, una signora anziana che come unico scrupolo aveva a mente di non preoccuparsi troppo delle presenze fastidiose che alcune leggende metropolitane descrivevano aggirarsi tra i corridoi e le stanze di quell’edificio che sapeva di antico, aveva infatti quasi due secoli. La prima notte che la vegliarda trascorse là dentro Artiod simulò grida di donna, mentre Gamael mise in ordine perfetto e verticale le sedie della cucina, alle tre in punto dopo la mezzanotte, ora che qualche fanatico definisce del diavolo Frainok bussò tre volte alla porta della camera da letto della signora e lei disse con voce calma: “Lascia stare perché la mia preghiera alla Madonna mi suggerisce di non rispondere alle provocazioni”, e si rimise subito a dormire. La mattina seguente Artiod fece apparire uno spettro con le sembianze raccapriccianti e un ghigno mefistofelico, ma la signora intimò alla figura grottesca di allontanarsi da lei perché nella tasca del pigiama portava una corona del rosario benedetta, lo spettro disparve e Artiod provò una forte rabbia e la insultò con i peggiori epiteti. Intervenne Gamael sobillando un puzzo insopportabile di carne marcia di cui non si capiva la provenienza, la nonna aprì la finestra della sala grande e bruciò dell’incenso benedetto che aveva un odore gradevole e corroborante che si diffuse ovunque e fece talmente schifo ai tre demoni che per quasi cinque ore si rintanarono in soffitta. Verso sera Frainok in preda al panico disse agli altri due: “Adesso si è messa a recitare il rosario e lo fa devotamente, ama sinceramente l’Alta Dama e per di più la sua anima è in grazia, questa donna non ha mai avuto marito!”, quando compresero la nobiltà delle sue virtù e gli anni trascorsi a progredire in esse decisero inorriditi di darsi lo sfratto e di andare a infestare fuori dalla città nelle campagne lontane un maniero lugubre di gente ipocrita dedita ai sette vizi capitali, con un morboso attaccamento al denaro e divulgatori dell’eresia, quei pagliacci senza senno non comprendevano che soltanto il peccato ci rende prossimi al diavolo, che il peccato è la semente del diavolo e come erba gramigna finirono posseduti e manovrati dall’artefice di tutti i mali, dal superbo duce e dal sommamente impuro. Quei tre demoni presero a turno le loro anime e le portarono all’inferno, a cominciare dagli anziani per poi passare ai giovani, infatti non c’è maggiore felicità per un demone del portare le anime dei malvagi nell’eterna perdizione, questo è il loro mestiere e non fare gli spaventapasseri o gli illusionisti. La signora della casa sulla collina riuscì a liberare quel luogo con la sua costante preghiera e l’anima in grazia di Dio e la ristrutturò consegnandola ad una migliore fama per l’avvenire, gli altri abitanti della città convennero su questa massima: “L’amore è più forte del male e dove c’è amore il male non trova più posto”, ma il male è sempre in agguato e trova spesso nuove vie... quando gli uomini consegnano il proprio cuore.

mercoledì 19 maggio 2021

Silloge poetica n°052


E VENNE NEL MONDO LA LUCE VERA

Si erano spente le candele in quella chiesa
ogni preghiera era una fiamma ardente e confortevole
anche la mano di un bimbo carezzava sulla cera

Certi pensieri riportavano idee lontane
strane forme nello spazio semibuio che si delineavano
e l'ombra dell'altare che crocifiggeva il cuore

Aneddoti alla memoria volgevano al mattino
il sole che sorgeva ogni giorno rideva di mansuetudine
le terre missionarie accoglievano la fede

Camminavano per l'orbe gli angeli della misericordia
con il loro animo rivolto a convertire le genti all'amore puro
sopportavano il peso della fatica gli antichi cori

Quel libro un po' dolce e un po' amaro
con le sue pagine spiegazzate da secoli di lettura
e le lettere impresse nella mente sottile

Non erano frasi gettate a caso sugli occhi
ma parola dell'Autore della vita che desidera la nostra vita
inflitte come chiodi nel corpo santo della salvezza

Mentre viaggiavano attraverso i paesi lontani
dividevano l'erba cattiva dal buon grano e mietevano
raccoglieva il grano dalle campagne per il Cielo

 

VENERDI' SANTO

Il sudore di sangue nel Getsemani
come spilli nell'anima
dolente di angoscia
e quegli amici che dormono
e poi fuggono impauriti

Quando chi ti tradisce
finge con un bacio
e il tuo cuore spezzato
lascia il posto alle lacrime
hai fatto tanto per lui che perdi

L'umiltà che riceve disprezzo
schiaffi e sputi sul volto
l'amore che incontra il peccato
nel buio di una cella
l'amico che ancora ti rinnega

Con una corona di spine
infliggi l'abbassamento alla superbia
e con i flagelli sul dorso nudo
mortifichi la concupiscenza della carne
in quel corpo diventato olocausto

Incamminandoti su quella strada
portando un patibolo sulle spalle
il peso di tante colpe
come se il mondo tutto ti odiasse
quando chi hai amato è lontano

E Gerusalemme che ti vede salire
al Calvario di tanti supplizi
inchiodato su quella Croce lignea
innocente come un fanciullo
tra i tanti che ogni giorno vengono uccisi

Dall'alto della tua crocifissione
o Gesù benignissimo
con uno squarcio aperto nel cuore
dici morente per noi che attendiamo
la parola del perdono

 

IL TEMPIO ANTICO

Tremano le mani nel vederti ancora oscura
in quello specchio che riflette la natura dell'anima
e il corpo che piange sulle ceneri del vizio

Sempre l'incedere dei passi in una sola presenza
quando il teatro della tragedia mostrava il giudizio
orme sulla terra bagnata da lacrime di sangue

Liriche che avvolgevano parole sempre uguali
e il fracasso assordante del muoversi attorniato da stelle
quella stella cadeva sotto il peso della superbia

Nell'oceano danzante dei cherubini e la carità spenta
il cuore del serafino dalle mille ali che coprivano la vetta
un monte alto come quello delle tavole della legge

Sentieri irti di chiodi che attraversavano lo spirito
macchine che articolavano il cerchio del divenire sordo
come le culle lasciate vuote dal mortale sospiro

Quel ventre empio che mangiava violenza
il cui contraccambio era il denaro che tutto comprava
e la rabbia di chi perde il bene sommo

In quel cielo lontano sorridevano gli spiriti beati
mentre l'elmo della vittoria veniva indossato da Atena
e la dea della sapienza ordiva intricati enigmi

 

COSA CI ACCOMUNA

Semmai dovesse arrivare quel tramonto
ricorda sempre che la mia anima ha due ali aperte sul mondo
il pensiero di te e la nostalgia del passato tra noi

Fuori dal territorio del sentimento imperituro
troppi abdicarono la grande compassione e la sua nobiltà
e il fantasma del cinismo ebbe la meglio

Volevo abbracciarti prima che tu te ne andassi
creavo nel cuore un vuoto per colmarlo di aspettative
ma tu eri lontana e quel fiore secco il presagio

Volando attraverso il cielo del nostro amore
rischiavo di cadere in un cielo notturno senza più niente
perché quei pensieri collassavano nell'affezione

Guardando lassù tra le stelle dell'Orsa maggiore
la distanza tra i corpi e nella sostanza un legame forte
quelle stelle così chiare che sembravano vicine

Sempre mi ridestava la fantasia a luoghi lontani
per scappare da questo presente che opprimeva lo sguardo
ancora pochi passi di danza e ogni stella si spegnerà

Quando l'amore diventa offerta del proprio tempo
nessuna vittima che abbia scelto di amare muore invano
la giustizia è quell'innocenza del sangue nei deboli

 

L'ATTESA DEL RISVEGLIO

Nuove luci all'orizzonte si muovevano
e forme inconsuete del tempo avanzavano
senza certezze ma con un cardine fisso

L'orologio segnava le tre del pomeriggio
e nella notte con il senno di poi i rintocchi
come una campana alle tre della notte

Vivevano nascosti nei luoghi della miseria
oltremodo inservibili alle credenze dei popoli
le storie che i vecchi ripetevano sempre

Nulla cambiò nel cerchio celtico di pietra
un passaggio verso l'abisso del pozzo oscuro
avevano sembianze e nome quelle presenze

Rivedrò chi ha lasciato la luce diurna
nella luce di Cristo che pervade ogni presenza
attraversato il ponte della misericordia

Quel cielo alto sulle palme delle mani
quasi a toccare la nostra pelle con una brezza
ora vivo nell'inquietudine del domani

Quando riposerò nella pace di Cristo
non tornerò e attenderò chi amo pregando
nell'alba eterna di un amore immortale

 

UN FRAMMENTO DI NOI

Quel bagliore che entrava dalla finestra
le nobili arti del consolare e del comprendere
la stanza di tuo figlio illuminata dal futuro

Per terra i suoi giochi d'infanzia e calore
la primavera era la natura risvegliata dal sonno
nel suo sorriso grappoli di fiori bianchi

Andava volgendosi desta la mano graziosa
toccava il tuo viso aspettando il favore del sole
quaderni con pagine di carta per gli origami

Su quelle pagine scriveva le sue giornate
quanto aveva sognato e quanto aveva amato
nulla era per caso in quell'introspezione

Un figlio è come una perla tanto preziosa
lasciato il rimanente la si compera con fiducia
un tesoro che custodisce un cuore santo

E' tuo figlio che guarda calmo l'orizzonte
quei boschi e quelle campagne sono in attesa
andiamo per una passeggiata al mattino

Cercavo delle risposte nei suoi occhi verdi
e osservai la vita passarmi davanti nel vero ozio
quel riposo con te colmava l'attimo di gioia

 

IL VANGELO DELLA SAPIENZA

Il simbolo del Vangelo di Giovanni è l'aquila
vola oltre il comune pensiero e tocca la fede
attraversa la mente con il suo greco onesto

Piovono le lettere delle sue pagine nel cuore
e affiorano come amore nel prologo perfetto
la comunicazione che designa l'armonia

Nel recipiente di quel libro le domande
e nell'esempio del Cristo una risposta schietta
un multiverso che si dispiega tra significati

Rovescia la pioggia del tremule dubbio
nei racconti e nelle persone una storia vera
non si interpreta la verità ma ci si nutre

Appoggiò il suo capo sul cuore del Maestro
quando tutti si domandavano chi tradiva
e i discorsi proiettano le risposte velate

Non domando chi sia quel Gesù ma lo amo
Lui sulla Croce mi ha amato e mi ha interrogato
è l'amore la chiave di volta della realtà

Tante cose potevano essere parole nella veglia
e le notti cupe avere un bagliore di lucerna viva
mentre l'Apostolo scriveva il perché di tutto

martedì 27 aprile 2021

Investigatori del paranormale

Su Rai4 ho guardato le puntate di The dark side un documentario che tratta di investigazione nell’ambito del paranormale, alcuni investigatori entrano nei luoghi d’Italia che hanno la fama di essere infestati da spettri e fantasmi, cercando di registrare dei fenomeni attraverso degli strumenti tecnici ma non ci riescono facendo la sceneggiata di chi non crede affatto a questi eventi soprannaturali, insomma niente fantasmi o voci strane, niente spostamenti di oggetti e rumori quindi niente soprannaturale ma soltanto tanta paura e suggestione, tutta una questione psicologica. Ma occorre dire la verità riguardo ai luoghi infestati, sono luoghi in cui si sono commessi gravi peccati e a causa del peccato si sono insediate delle presenze diaboliche, esistono davvero dei luoghi infestati da demoni o spiriti del male che vengono scambiati per anime di defunti che vagano tra le stanze di una casa o in un castello, ci sono tante storie che si raccontano e tramandano per incutere la paura, quelle presenze non sono anime perché le anime dopo la morte vanno nelle loro sedi eterne in Paradiso o all’inferno, non rimangono intrappolate sul nostro piano della realtà, si tratta sempre e soltanto di demoni e di anime dannate usate dai demoni, succede così anche nei casi di possessione diabolica. Ma tutti sanno che i demoni tendono all’inganno e per fare deviare le persone dalla verità fanno credere certe cose riguardo a certi fenomeni, per allontanare dalla verità e dalla preghiera; ad esempio nelle case in cui ci sono state sedute spiritiche o si è usata la tavola Ouija, o addirittura hanno abitato dei satanisti praticando certi riti blasfemi i demoni hanno approfittato della vulnerabilità delle persone che solitamente non pregano e non vivono in grazia di Dio, per avere un contatto con loro che si è risolto anche in una possessione dei malcapitati o in vessazioni diaboliche, persino l’infestazione del luogo con tutta una serie di fenomeni disturbatori e inquietanti; su Youtube qualcuno carica video autentici in cui si possono osservare dei fenomeni dovuti all’infestazione, non sono dei falsi e dietro ad essi non c’è alcun trucco, si tratta dell’agire dei demoni sul nostro piano della realtà ma per chi vuole rimanere scettico queste cose si prestano a tante spiegazioni diverse. Ci si può liberare dai demoni pregando con assiduità il Santo Rosario e vivendo in grazia di Dio, si deve considerare comunque la permissione del Signore nel manifestarsi di questi eventi, i demoni possono fare soltanto quello che il Signore gli permette e non possono andare oltre il consentito; gli investigatori del paranormale che non conoscono la Verità rivelata si espongono a tutti quei pericoli che conseguono all’intrusione degli spiriti maligni nella vita delle persone, non pregano e sono affascinati dall’occulto senza capire che il male arriva fino a dove arriva la colpa dell’uomo, è importante pregare e non esporsi mai. La preghiera del Santo Rosario allontana i demoni e gli influssi diabolici, chi persevera in questa preghiera può liberarsi dal male e progredire nella conoscenza della Verità, può proteggere le persone care con l’intercessione della Madonna che se preghiamo può aiutarci nelle nostre necessità e cacciare via satana. Il Signore e la Madonna ci amano e desiderano il nostro bene mentre satana vuole rovinarci per l’eternità, chi prega con perseveranza è una persona saggia che con la luce della fede rischiara la sua vita e offre una testimonianza credibile al prossimo, la sua conversione e la grazia che si riversa anche nei lontani; il Vangelo è colmo di eventi soprannaturali e sono tutti autentici, non sono delle metafore ma dei fatti concreti accaduti nella nostra storia; ci sono tanti casi di infestazione diabolica e da quei posti occorre semplicemente rimanere lontani e al limite pregare, chi prega ha fede e la fede nasce e si fortifica nella preghiera.

domenica 25 aprile 2021

Il morbo ineliminabile della violenza

La nostra è una società violenta dove spesso si sente parlare di crimini di violenza sui giornali e nei media in genere, ci sono i casi di femminicidio ed è aberrante considerare come tante donne e ragazze cerchino aiuto invano prima dell’ultimo atto, dove l’uomo le colpisce a morte sicuro di una giustizia umana che lo condannerà a pene irrisorie, per poi tornare in libertà a fare il suo comodo come se la vita di una persona innocente non valesse proprio niente. C’è il proliferare della libera circolazione delle armi da fuoco che rendono insicura l’intera società, dove qualsiasi squilibrato senza precedenti penali può ottenere il porto d’armi che lo rende un potenziale omicida, senza nemmeno passare da una seria perizia psichiatrica che riveli le sue reali attitudini da psicopatico e tutto questo a causa di leggi ignobili e irresponsabili. Le vittime della violenza sono spesso le persone più deboli senza alcuna reale tutela da parte delle istituzioni, ricordo un fatto di cronaca abbastanza recente in cui un uomo con una invalidità psichiatrica veniva da anni preso di mira da un branco di giovani bulli che gli usavano ogni sorta di malvessazione filmandosi con gli smartphone, questa persona sei mesi prima che venisse assassinata a botte aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine rimanendo ignorata: ho impresso ancora il suo volto da quei video passati in parte sui telegiornali, un uomo buono e inoffensivo, un agnello senza alcuna colpa; purtroppo le vittime sono quasi sempre come lui e i loro aguzzini si fanno forti nel rimanere nascosti con la garanzia dell’impunità, e chissà quanti altri casi ancora di cui nessuno conosce i fatti reali dove servirebbe prevenzione e un maggiore controllo da parte degli organi competenti, per impedire a certi mostri per vocazione di assecondare i loro vizi perversi sempre nascosti dall’omertà e impuniti. Ma perché la violenza si esprime soprattutto contro le persone più deboli o contro i giusti? persino nell’ambito famigliare, dove tutto rimane all’interno delle quattro mura domestiche e non viene quasi mai denunciato quello che accade, dove la paura di ritorsioni mette la persona che subisce nella condizione di non chiedere aiuto e di rimanere purtroppo isolata; chi è violento negli atti e nelle parole si degrada umanamente e smarrisce l’autentico senso dell’altro, smarrisce la sensibilità nell’accorgersi dell’altro, del suo valore che dovrebbe renderci reciprocamente solidali e della sua dignità di prossimo, di fratello o sorella in umanità; di seguito cito una pagina emblematica della Sacra Scrittura, la pagina che tratta dell’uccisione di Abele da parte del fratello Caino e la nostra storia è la continua ripetizione nel tempo di quell’atto fratricida e vigliacco compiuto su istigazione del maligno dove homo homini lupus ‹òmo òmini ...› (lat. «l’uomo è lupo per l’uomo»). – Proverbio pessimistico, derivato dall’Asinaria di Plauto, II, 4, 88 (lupus est homo homini, non homo), che vuole alludere all’egoismo umano, e assunto dal filosofo T. Hobbes, nella sua opera De cive, per designare lo stato di natura in cui gli uomini, soggiogati dall’egoismo, si combattono l’un l’altro per sopravvivere.

Genesi 4, 1-26

1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. 3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. 6 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? 7 Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». 8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». 13 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! 14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». 15 Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. 16 Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden. 17 Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. 18 A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. 19 Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. 20 Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. 21 Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. 22 Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama. 23 Lamech disse alle mogli: «Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. 24 Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette». 25 Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso». 26 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.

martedì 30 marzo 2021

La Pasqua per chi è convinto della sua fede

«Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10, 17-18)

Se Gesù non avesse volontariamente accettato la sua Passione per amore nei confronti delle nostre anime, la liberazione dal male che dall’inizio accompagna il genere umano non sarebbe mai avvenuta, è solamente con la libertà di Cristo in adesione alla volontà del Padre che vuole la nostra salvezza, che si è potuta concretizzare la Redenzione, il prevalere della vita e della grazia sulla morte e sul peccato, la vittoria dell’amore sull’odio del maligno; inchiodate a quella Croce ci sono le nostre colpe, ci siamo noi con le nostre colpe, anzi al nostro posto c’è Dio che le cancella pagando un caro prezzo, quello delle sue sofferenze e della sua morte in una natura umana passibile, proprio come quella di ciascuno di noi, condividendo tutto con noi, con le nostre vite. L’amore di Dio è impresso indelebilmente nella Croce di Gesù, in quella Croce Dio ci dice: “L’ho fatto per te”, ed ancora: “Ti amo dall’eternità”; ai lati della Croce altre due croci dove è significata l’intera umanità in due condizioni diametralmente opposte e cioè quella del rifiuto e quella dell’accoglienza, il rifiuto della misericordia e l’accoglienza del perdono. Quelle due croci siamo un po’ tutti noi, sia quando commettiamo delle colpe morali e sia quando abbracciamo la compassione per il nostro prossimo e apriamo il nostro cuore alla verità; perché la Croce ci indica la verità? cosa significa intendere la Croce come verità? Gesù ha detto di essere la via, la verità e la vita, nella Croce c’è la via che apre la porta della salvezza, che conduce al Regno dei cieli, la verità che ci spiega l’amore che il Signore ha per ciascuno di noi, non a parole ma bensì con il sacrificio e la vita eterna a cui siamo chiamati a partecipare con la conversione al Vangelo, alla legge morale. La Croce è la cartina di tornasole che manifesta con evidenza lo stato della nostra anima, tutti devono fare esperienza della sofferenza, siamo tutti chiamati a portare la nostra croce e ciò che fa la differenza è la risposta che diamo nella prova: “Se l’accettiamo ci sostiene, se la rifiutiamo ci schiaccia”, Cristo ha condiviso tutto con noi perché ci ama e non ci ha lasciati soli a portare la croce, prima l’ha portata Lui nella sua natura umana mortale e adesso partecipiamo alla sua Croce con le nostre per poi partecipare al trionfo della vita immortale nella Risurrezione, questa è la chiave della fede cristiana, la vita nuova al di là di quella effimera e terrena, dove ora è Cristo risorto dalla morte nel seno del Padre. Con il suo risorgere da morte il terzo giorno Cristo ci prende per mano e ci trae fuori dalla nostra morte e ci introduce nella sua Vita, ci innesta come tralci nella vite feconda portatrice di vita in antitesi al veleno mortifero del maligno che ci separò da Dio all’inizio della nostra storia, così l’umanità è redenta ovunque con il vincolo della carità. Soltanto Dio poteva pagare un’offesa come il peccato che ha per trasgressore l’uomo e per offeso lo stesso Autore della vita, soltanto Lui poteva offrire un sacrificio perfetto e una grazia sovrabbondante per estinguere le nostre colpe, per espiarle e salvarci dalla morte, quella del corpo e quella dell’anima; nella Croce c’è la vittima, colui che offre e l’altare del sacrificio in un unico segno di salvezza per l’uomo peccatore, l’Amore che va al di là della malizia delle sue creature, un amore più forte della morte. Portare un crocifisso indosso o tenerlo appeso a una parete di casa indica alle forze oscure l’appartenenza della persona e del luogo a Cristo, indica la nostra partecipazione alla vittoria di Cristo come cristiani, è un segno benedetto che possiede una forza esorcistica, è un sacramentale, una preghiera di liberazione tacita ed eloquente ad un tempo; non smarriamo mai la devozione al crocifisso, attraverso cui Gesù ha dato la vita per noi, l’ha fatto per noi perché ci ama, ogni crocifisso è la pagina più alta del Vangelo, la sua sintesi perfetta che descrive i sentimenti e i propositi dell’Eterno con noi, del Dio fatto uomo per noi e nutrimento spirituale e vivificante nell’Eucaristia.