La forza del mondo è
l’apparenza, la forza di Dio è l’interiorità rinnovata dalla grazia
santificante; se non si è convinti dell’invisibile, quello che cade sotto
l’esperienza dei sensi acquista un valore pressoché assoluto; rientrare
nell’anima nascosta agli altri significa vivere della profondità che sotto la
superficie della realtà si inabissa nel dialogo intimo con il Signore sempre
presente a noi stessi, dentro di noi c’è il Testimone che vede e che ci approva
o ci rimprovera, nel nostro cuore risiede il senso dell’infinito oltre la
misura delle nostre acquisizioni, delle nostre esperienze sensibili. Nella
predicazione del suo Vangelo nei luoghi della Terra santa, Gesù insegnava a
realizzare innanzitutto la vita interiore e a fuggire l’esteriore, Gesù insegnava
come costruire l’uomo “nuovo”, l’uomo interiore distinto e separato dall’uomo
“vecchio”, come rinnovarsi interiormente in un costante e instancabile cammino
di conversione a Dio, dalle tenebre alla luce: questa era la Via soteriologica,
morale, spirituale e ascetica che il Maestro di Nazaret insegnava ai suoi
discepoli, difatti Gesù come condusse gran parte della sua vita se non nel
nascondimento e nella povertà dignitosa e austera di Nazaret, con la propria
Madre? La fede è propriamente questo vivere esperienziale, essere nascosti in
Dio, in Lui profondamente confidenti in un rapporto di amicizia filiale, ed estranei
alla mentalità del mondo, estranei alla cultura del chiasso e del protagonismo.
La vita nascosta di Nazaret è il grande bene che i monaci di un tempo
ricercavano per avvicinarsi a Dio e per allontanarsi da tutto ciò che gli è
contrario. Alla loro morte i monaci giusti avendo vissuto senza fama, onori e
benemerenze, né riconoscimenti delle loro azioni e delle loro virtù, ma avendo
osservato la Regola del Vangelo con scrupolo e fedeltà, ma al di sopra di tutto
con carità e abnegazione, si approntavano sepolture anonime che non
richiamavano in nessun modo per i posteri l’identità della loro persona e la
loro vita temporale, così da scomparire definitivamente dalla memoria del mondo
e delle genti future, per morire al mondo con assoluta coerenza con la propria
consacrazione al Signore che li chiamava alla rinuncia di tutto per il suo
Regno celeste. Nazaret è l’emblema di questa vita di seme interrato nel fertile
humus dell’umiltà che muore per germogliare il bene più importante, la
risurrezione alla vita nuova di redenti nella grazia che progressivamente ci
cambia e ci fa buoni, Nazaret è lo scrigno della vita autenticamente evangelica
quanto pura, candida e illibata, Nazaret è la casa di Gesù, Maria e Giuseppe che
vivono nei nostri cuori come sorgente di acqua viva, come spirito e vita,
essenza dell’immortalità raggiunta: il Vangelo nella sua bellezza e preziosità
risiedeva a Nazaret, ed ora con la fede a cui abbiamo dato adesione e con la
grazia di Dio riversata in noi dalla preghiera perseverante, risiede nei nostri
cuori di credenti: la virtù del Vangelo è infatti l’amore senza misura congiunto
al sacrificio ed esige sempre una coerenza incondizionata che si rinnova nel
cammino di ogni giorno, il quale la Provvidenza ci concede come dono gratuito e
di cui dobbiamo essere riconoscenti.
✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
lunedì 17 novembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
Lo scandalo del patire innocente
“ Oh mio Dio aiutami ad accettare quello che non posso cambiare, aiutami
ad avere la forza, la determinazione e la lungimiranza di cambiare quello che
posso cambiare, e la saggezza di comprendere la differenza tra quello che non
posso e quello che posso cambiare, e la pazienza, la rassegnazione e la capacità
di accogliere benedicendoti tutto ciò che permetterai nella mia vita, fosse
anche la più grande sofferenza… poiché tutto passa presto e noi andiamo avanti
verso la felicità eterna del Paradiso. Così sia ”.
Se si comprende fino in fondo il significato di questa preghiera, si comprende il limite della nostra natura creaturale e ci disponiamo interiormente a compatire il prossimo e a considerarlo con rispetto, e se la vita è un breve passaggio nel tempo esiliati dalla Patria che ci attende, occorre trascorrerla facendo del bene piuttosto che del male, questo è l’unico modo per dare un senso alla propria esistenza, tutto il resto che il mondo ci offre è distrazione e dissipazione, null’altro che vanità e illusione; per rendercene veramente consci proviamo a meditare la sofferenza degli innocenti, chiamandoci fuori almeno per un momento dal nostro egoismo e dalle nostre sicurezze: non ci siamo solamente noi, ci sono anche gli altri e considerarci migliori è da stupidi che purtroppo commettono un grave torto, chi ama non si comporta in questo modo tanto meschino, ma si interessa e si lascia coinvolgere.
Se si comprende fino in fondo il significato di questa preghiera, si comprende il limite della nostra natura creaturale e ci disponiamo interiormente a compatire il prossimo e a considerarlo con rispetto, e se la vita è un breve passaggio nel tempo esiliati dalla Patria che ci attende, occorre trascorrerla facendo del bene piuttosto che del male, questo è l’unico modo per dare un senso alla propria esistenza, tutto il resto che il mondo ci offre è distrazione e dissipazione, null’altro che vanità e illusione; per rendercene veramente consci proviamo a meditare la sofferenza degli innocenti, chiamandoci fuori almeno per un momento dal nostro egoismo e dalle nostre sicurezze: non ci siamo solamente noi, ci sono anche gli altri e considerarci migliori è da stupidi che purtroppo commettono un grave torto, chi ama non si comporta in questo modo tanto meschino, ma si interessa e si lascia coinvolgere.
lunedì 3 novembre 2014
L'«oltre mondo» nell'agnosticismo
Questo è il pensiero del
fondatore della psicologia analitica e psichiatra Carl Gustav Jung tratto dalla
sua Opera di maggiore divulgazione: “ L’uomo
e i suoi simboli ”, proprio lui che non credeva affatto nel sacro teologico e nel soprannaturale teologico, ma che ne
comprendeva lucidamente il valore e l’importanza per l’uomo e la donna di ogni
tempo, soprattutto per i contemporanei.
[…] Quando lo psicologo medico
si accinge a interpretare i simboli, egli deve operare una distinzione
preliminare fra simboli « naturali » e simboli « culturali ». I primi originano
dai contenuti inconsci della psiche e rappresentano perciò un numero enorme di
variazioni sulle immagini archetipiche fondamentali. In molti casi essi possono
essere ricostruiti fino alle loro radici arcaiche, cioè fino alle idee e alle
immagini reperibili nelle più antiche testimonianze e nelle società primitive.
I simboli culturali, d’altra parte, sono quelli impiegati per esprimere « verità
eterne » e che compaiono tuttora in molte religioni. Essi hanno subito molte
trasformazioni e percorso un lungo processo di sviluppo più o meno consapevole,
diventando così immagini collettive accettate dalle società civilizzate.
Tuttavia questi simboli culturali continuano a possedere molto del loro
originario carattere soprannaturale o « fascino ». Siamo consapevoli del fatto
che essi possono evocare profonde risposte emotive in certi individui e questa
carica psichica spesso li trasforma in pregiudizi. Essi costituiscono un
fattore con cui lo psicologo deve fare i conti; è pura follia metterli in
disparte solo per il fatto che, da un punto di vista razionale, essi sembrano
assurdi o irrilevanti. Essi sono componenti essenziali della nostra struttura
mentale e forze vitali nella costruzione della società umana: perciò non
possono venire eliminati senza produrre gravi perdite. Quando vengono rimossi o
trascurati, la loro specifica energia scompare nell’inconscio dando luogo a
conseguenze imprevedibili. L’energia psichica che è venuta meno in questo modo
serve infatti a resuscitare e intensificare tutto ciò che si trova a livello
più alto dell’inconscio, quelle tendenze, magari, che finora non hanno avuto
possibilità di esprimersi o a cui almeno non è stata consentita la libera
esistenza nell’ambito della nostra coscienza. Queste tendenze formano un’« ombra
» sempre presente e potenzialmente distruttiva che offusca la nostra mente
conscia. Anche quelle tendenze che in alcune circostanze potrebbero esercitare
un’influenza benefica si trasformano in inclinazioni demoniache quando vengono
rimosse. Questa è la ragione per cui molte persone bene intenzionate provano
una paura incomprensibile per l’inconscio ed eventualmente per la psicologia. Nella
nostra epoca è stato dimostrato che cosa accada quando vengono dischiuse le
porte del mondo sotterraneo. Cose la cui enormità nessuno avrebbe potuto
immaginare nell’atmosfera idillica e innocua del primo decennio di questo
secolo sono effettivamente accadute e hanno stravolto il mondo intero. Da
allora il mondo è rimasto in preda a uno stato di schizofrenia. Non solo la
civilizzata Germania ha sprigionato la sua terribile istintività primitiva, ma
anche la Russia ne è rimasta dominata e l’Africa è in fiamme. Non c’è da
stupirsi che l’Occidente si senta turbato. L’uomo moderno non si rende conto di
quanto il suo « razionalismo » (che ha distrutto le sue capacità di rispondere
ai simboli e alle idee soprannaturali) lo abbia posto alla mercé del mondo sotterraneo
della psiche. Egli si è liberato (o crede di essersi liberato) dalla « superstizione
», ma in questo processo egli è venuto perdendo i suoi valori spirituali in
misura profondamente pericolosa. La sua tradizione morale e spirituale si è
disintegrata, e ora egli paga lo scotto di questo suo naufragio nel
disorientamento e nella dissociazione generale. […]
sabato 1 novembre 2014
La santità nascosta al mondo
Nella Chiesa delle origini i
cristiani battezzati che seguivano la Via, cioè gli insegnamenti del Maestro,
si rivolgevano gli uni agli altri chiamandosi tra di loro fratelli e sorelle, e
san Paolo e gli Apostoli che furono testimoni condividendo la vita e la
predicazione di Gesù, utilizzavano l’espressione “ i santi ” per distinguerli
dal popolo pagano che non accettava la loro predicazione, rifiutandosi di convertirsi
al Vangelo e alla fede, non volendo aderire alla salvezza ottenutaci da Cristo.
Non ci sono solamente i Santi e le Sante con l’iniziale maiuscola, coloro che
sono stati elevati all’onore degli Altari e che sono presentati dalla Chiesa all’attenzione
dei fedeli e di tutte le genti come esempio da imitare per realizzare nella
vita i valori del Vangelo alla sequela di Gesù, il vero modello di santità a
cui ispirarsi assieme alla persona della Madonna per raggiungere la perfezione delle
virtù cristiane, per quanto possibile alla nostra miseria umana, ci sono anche
e soprattutto i santi e le sante dimenticati e dimenticate dalla memoria
storica del mondo di quaggiù, che Gesù definisce in modo mirabile con il
paradosso delle beatitudini enunciate nella pagina di Vangelo della ricorrenza
liturgica di questo primo giorno di novembre, la festa di Ognissanti: “ Beati i poveri in spirito, perché di essi è
il Regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti,
perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché
saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché
di essi è il Regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa
mia ”. Gesù sovverte la mentalità del mondo dichiarando beati coloro che
sono considerati inutili e degni di disprezzo, miseri e senza potere,
sofferenti e abbandonati, gli ultimi e gli esclusi dalla società, ma anche gli
innocenti, i pacifici, i giusti, i puri di cuore e coloro che sono capaci di perdonare,
inoltre chi è perseguitato e odiato per il fatto di essersi schierato dalla
parte del bene, della verità e della giustizia, i figli di Dio che il maligno
avversa e combatte per impedire l’evangelizzazione e l’edificazione del Regno
annunciato da Cristo. Questi santi e queste sante “ minori ” sono innumerevoli
e nessuno si ricorda di loro, ma soltanto il Signore che li ama da sempre e per
sempre e li ha giudicati degni di Sé accogliendoli nel suo riposo, perché essi vivono eternamente in
comunione di Carità con Lui in Paradiso, partecipano della sua stessa Vita divina, della pace e della beatitudine. Un noto
Santo cattolico che ha scritto i più praticati esercizi spirituali per l’ascesi
interiore del credente, riporta in uno dei suoi scritti l’immagine metaforica
delle “ due bandiere ” descritta in questi termini: nella prima “ bandiera ”
che viene innalzata il maligno chiama a sé i suoi diavoli ed impone loro quest’ordine,
dilagare sulla terra e proporre agli uomini indistintamente senza fare
preferenze di persona, il compromesso del potere, degli onori, della ricchezza,
dei piaceri e del benessere e così inevitabilmente le anime che riusciranno a far
cadere e a conquistare con l’inganno saranno molte e tra le più distinte, addirittura
anime consacrate; nella seconda “ bandiera ” elevata in alto la Madonna chiama alla
sua presenza i Santi e le Sante del Paradiso e invita tutti con materna
sollecitudine a questa importantissima missione, insegnare su questa nostra
amara terra alle persone di buona volontà, senza escluderne mai nessuna per
nessun motivo, la povertà, l’umiltà, l’amore e il servizio, cioè il buon cammino
che porta alla salvezza eterna.
venerdì 24 ottobre 2014
In nomine Iesu, exorcizo te
Il rito dell’esorcismo nella
Chiesa cattolica
Chi è l’esorcista (i semplici fedeli possono fare preghiere di
liberazione, mentre l’esorcismo chiama in causa l’autorità della Chiesa;
comunque l’efficacia della liberazione dipende sempre, secondo le Parole di
Cristo che non possono essere contraddette o smentite e che ha largamente elargito
questo mandato, dalla fede personale, dallo stato di grazia e dalla purezza del cuore: “Coloro che crederanno in me cacceranno i
demoni” (Mc 16,17), ne è la dimostrazione evidente l’episodio evangelico che
riporta l’aneddoto sull’esorcista straniero, che non faceva parte del collegio
apostolico dei Dodici)
Esorcista è un sacerdote della
Chiesa cattolica che ha ricevuto dal suo vescovo l’incarico di liberare, in
nome di Dio, le persone dal demonio. Chi non è un sacerdote non può essere
esorcista. Ministro del Rito dell’esorcismo è esclusivamente un sacerdote che
per la sua pietà, scienza, prudenza e integrità di vita sia ritenuto dall’Ordinario
[il vescovo] idoneo a tale ministero e da lui espressamente autorizzato ad
esercitarlo. (dal Rito dell’esorcismo) Il potere di “scacciare i demoni” (Mt
10,1) fa parte della missione affidata da Gesù ai suoi apostoli. Per questo la preghiera
per scacciare i demoni è stata sempre presente nel rituale della Chiesa
cattolica, così come la figura dell’esorcista. E’ ovvio che per chi non crede
in un mondo soprannaturale è più facile pensare che il diavolo sia un retaggio
del passato o che faccia parte dei soliti fantasmi creati dalla paura dell’uomo.
Il rito moderno dell’esorcismo (rituale che si discosta nella
forma dal Rituale antico di Paolo V che integra i formulari di Alcuino [735–804 d.C.], scritto originariamente in latino
e datato attorno al 1614, questi redatto attingendo alle preci della Tradizione
più lontane nel tempo)
Questa versione italiana del
«De exorcismis et supplicationibus quibusdam» è stata approvata secondo le
delibere della Conferenza Episcopale Italiana e ha ricevuto la conferma della
Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti il 21
settembre 2001. La presente edizione deve essere considerata «tipica» per la
lingua italiana, ufficiale per l’uso liturgico. Questi nuovi testi del «Rito
degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari» diventeranno
obbligatori dal 31 marzo 2002.
Dal “rito dell’esorcismo”:
1. Il discepolo di Cristo, alla
luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, crede che il Maligno e i
demoni esistono e agiscono nella storia personale e comunitaria degli uomini.
2. Il Vangelo, infatti,
descrive l’opera di Gesù come una lotta contro Satana. Anche la vita dei suoi discepoli
comporta una battaglia che «non è contro creature fatte di sangue e di carne,
ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra,
contro gli spiriti del male» (Ef 6, 12).
3. La vigilanza deve essere esercitata
soprattutto nei confronti dell’azione ordinaria di Satana, con la quale egli
continua a tentare gli uomini al male. Proprio la tentazione è il pericolo più
grave e dannoso in quanto si oppone direttamente al disegno salvifico di Dio e
all’edificazione del Regno. Satana riesce a impadronirsi davvero dell’uomo in
ciò che ha di più intimo e prezioso quando questi, con atto libero e personale,
si mette in suo potere con il peccato. Per questo il credente vigila per non
essere ingannato e prega ogni giorno con le parole suggerite da Gesù: «Padre,
non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal Male» (Mt 6, 13).
4. Invece i fenomeni diabolici
straordinari della possessione, dell’ossessione, della vessazione e dell’infestazione
sono possibili, ma di fatto, a parere degli esperti, sono rari. Provocano certo
grandi sofferenze, ma di per sé non allontanano da Dio e non hanno la gravità
del peccato. Sarebbe quindi da stolti prestare tanta attenzione all’eventuale
presenza del Maligno in alcuni fenomeni insoliti e non preoccuparsi affatto
della realtà quotidiana della tentazione e del peccato, in cui Satana, «omicida
fin dal principio» e «padre della menzogna» (Gv 8, 44), è sicuramente all’opera.
A questo riguardo è necessario da
parte dei pastori d’anime:
· richiamare, con sapienza e
prudenza, i fedeli a non ricercare il sensazionale e ad evitare sia la stolta
credulità che vede interventi diabolici in ogni anomalia e difficoltà, sia il
razionalismo preconcetto che esclude a priori qualsiasi forma di intervento
del Maligno nel mondo;
· mettere in guardia i fedeli nei confronti di libri, programmi televisivi, informazioni dei mezzi di comunicazione
che a scopo di lucro sfruttano il diffuso interesse per fenomeni insoliti o
malsani;
· esortare i fedeli a non
ricorrere mai a coloro che praticano la magia o si professano detentori di poteri
occulti o medianici o presumono di aver ricevuto poteri particolari. Nel dubbio
circa la presenza di un influsso diabolico è necessario rivolgersi prima di
tutto al discernimento dei sacerdoti esorcisti e ai sostegni di grazia offerti
dalla Chiesa soprattutto nei Sacramenti;
· presentare il significato
autentico del linguaggio usato dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione e far maturare
nei cristiani un atteggiamento corretto riguardo alla presenza e all’azione di
Satana nel mondo;
· ricordare nella catechesi e
nella predicazione che la superstizione, la magia e, a maggior ragione, il satanismo
sono contrari alla dignità e razionalità dell’uomo e alla fede in Dio.
Lo schema del rito
1. Riti d’inizio
L’aspersione con l’acqua
benedetta che richiama la purificazione battesimale.
2. Litanie dei Santi
La prece litanica con cui si
invoca sull’ossesso la misericordia divina per l’intercessione dei santi.
3. Recita di un Salmo
La recita di uno o più salmi
con i quali s’implora la protezione dell’Altissimo.
4. Lettura del Vangelo
La proclamazione del Vangelo,
segno della Presenza di Cristo.
5. Imposizione delle mani
L’imposizione delle mani con
cui viene invocato lo Spirito Santo.
6. Professione di fede
La recita del Simbolo o
rinnovazione delle promesse battesimali.
7. Preghiera del Signore
Il Padre nostro.
8. Il segno della Croce – Insufflazione
Mostrando il crocifisso, l’esorcista
fa il segno della croce sull’ossesso e, se si vuole, l’“exsufflatio”.
9. Formule di esorcismo
La recita della “formula
deprecativa” con cui si prega Dio di liberare l’ossesso. A questa si può far
seguire la “formula imperativa” con cui in nome di Cristo si scongiura il
diavolo di lasciare l’ossesso. Quest’ultima non si può usare
mai senza la prima.
10. Rendimento di grazie – Rito
di conclusione
Si conclude con la preghiera di
ringraziamento e la benedizione.
RITO DELL’ESORCISMO
39. Prima di dare inizio al
rito, l’esorcista si prepari convenientemente, secondo le circostanze dicendo
in silenzio la seguente orazione:
Signore Gesù Cristo, Verbo di
Dio Padre e Signore dell’universo, tu hai dato agli Apostoli il potere di scacciare
i demoni nel tuo nome e di vincere ogni assalto del nemico; Dio santo, fra tutte
le meraviglie che hai operato hai dato anche il comando di mettere in fuga i
demoni; Dio forte, che nella tua potenza invincibile hai abbattuto Satana come
folgore dal cielo: con timore e tremore ti supplico di infondere in me la tua
forza perché, saldo nella fede, possa combattere lo spirito maligno che
tormenta questa tua creatura, tu che verrai a giudicare i vivi e i morti e il
mondo con il fuoco. Amen.
RITI D’INIZIO
SALUTO
ASPERSIONE DELL’ACQUA BENEDETTA
44. A questo punto, l’esorcista
asperge con l’acqua benedetta il fedele tormentato dal Maligno, i presenti e il
luogo dove si svolge il rito dicendo:
Ecco l’acqua benedetta: porti a
tutti noi vita e salvezza, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
LITANIE DEI SANTI
RECITA DI UN SALMO
LETTURA DEL VANGELO
IMPOSIZIONE DELLE MANI
53. Letto il Vangelo, l’esorcista
impone le mani sul capo del fedele tormentato dal Maligno dicendo:
V. Sia sempre con noi, Signore,
la tua misericordia: in te abbiamo sperato.
Tutti: Signore, pietà.
V. Manda il tuo Spirito
creatore, e rinnova la faccia della terra.
Tutti: Signore, pietà.
V. Salva, Signore, il tuo servo
che in te spera.
Tutti: Signore, pietà.
V. Signore, sii per lui
fortezza inespugnabile di fronte all’assalto del nemico.
Tutti: Signore, pietà.
V. Il nemico non prevalga su di
lui, e il figlio dell’iniquità non gli rechi alcun danno.
Tutti: Signore, pietà.
V. Soccorrilo, Signore, dalla
tua santa dimora, e da Sion vieni in sua difesa.
Tutti: Signore, pietà.
PROFESSIONE DI FEDE
RINUNZIA A SATANA
PREGHIERA DEL SIGNORE (Padre
Nostro)
IL SEGNO DELLA CROCE
58. L’esorcista mostra la croce
e con essa benedice il fedele tormentato dal Maligno dicendo:
Ecco la Croce del Signore: fuggite,
spiriti del male!
INSUFFLAZIONE
59. Se lo ritiene opportuno, l’esorcista
alita sul volto del fedele tormentato dal Maligno dicendo:
Allontana, Signore, con il
Soffio della tua bocca, gli spiriti maligni: comanda loro di andarsene, perché
il tuo regno è in mezzo a noi.
FORMULE DI ESORCISMO
60. Dopo ciò, l’esorcista dice
la formula invocativa dell’Esorcismo maggiore (n. 61). Se lo ritiene opportuno,
aggiunga anche la formula imperativa (n. 62).
61. FORMULA INVOCATIVA
Dio, creatore e difesa del
genere umano, volgi il tuo sguardo su questo tuo servo N., che hai plasmato a
tua immagine e chiamato a condividere la tua gloria: l’antico avversario lo
tormenta crudelmente, lo opprime con aspra violenza e lo riempie di angoscia e
di terrore. Manda su di lui il tuo Santo Spirito perché lo rafforzi nella
lotta, gli insegni a pregare nella tribolazione e lo circondi con la sua
efficace protezione. Ascolta, Padre santo, il gemito della tua Chiesa in
preghiera: non permettere che questo tuo figlio sia posseduto dal padre della
menzogna, né che questo tuo servo, redento dal sangue di Cristo, sia tenuto in
schiavitù dal diavolo. Non tollerare che il tempio del tuo Spirito sia dimora
di uno spirito immondo. Ascolta, Dio misericordioso, la preghiera della beata
Vergine Maria: il Figlio Gesù, morendo sulla croce, ha schiacciato il capo dell’antico
serpente e ha affidato alla Madre tutti gli uomini come figli. Risplenda in
questo tuo servo la luce della tua verità e dimori in lui la gioia della tua
pace. Lo Spirito di santità ne prenda possesso e con la sua presenza gli
restituisca innocenza e serenità. Ascolta, o Padre, la preghiera dell’
Arcangelo san Michele e di tutti gli Angeli, ministri della tua gloria. Tu che
sei il Dio delle schiere celesti, respingi la violenza del diavolo. Dio di
verità e di misericordia, rendi vane tutte le sue insidie. Dio di libertà e di
grazia, spezza le catene della sua malvagità. Tu che ami la salvezza dell’uomo,
ascolta la voce degli apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, che, per tua
grazia, hanno riportato vittoria sul Maligno. Libera questo tuo servo da ogni
oppressione diabolica e custodiscilo indenne perché restituito alla serenità di
figlio ti ami di tutto cuore, ti serva operando il bene, ti renda onore e
gloria, e tutta la sua vita sia un canto di lode a te.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.
62. FORMULA IMPERATIVA
Ti ordino, Satana, nemico della
salvezza dell’uomo: riconosci la giustizia e la bontà di Dio che con giusto
giudizio ha condannato la tua superbia e la tua invidia. Esci da N., servo di
Dio, che il Signore ha creato a sua immagine, ha arricchito dei suoi doni, ha
adottato come figlio della sua misericordia. Ti ordino, Satana, principe di
questo mondo: riconosci il potere invincibile di Gesù Cristo: egli ti ha
sconfitto nel deserto, ha trionfato su di te nell’orto degli ulivi, ti ha
disarmato sulla croce e, risorgendo dal sepolcro, ha portato i tuoi trofei nel
regno della luce. Vattene da questa creatura, da N.: che il Salvatore, nascendo
tra noi, ha reso suo fratello e morendo in croce ha redento con il suo sangue.
Ti ordino, Satana, seduttore del genere umano: riconosci lo Spirito di verità e
di grazia, lo Spirito che respinge le tue insidie e smaschera le tue menzogne.
Esci da questa creatura, N., che Dio ha segnato con il suo sigillo. Abbandona
quest’uomo: Dio l’ha reso suo tempio santo con l’unzione del suo Spirito. Vattene,
dunque, Satana: vattene nel nome del Padre † e del Figlio † e dello Spirito † Santo.
Allontanati per la fede e la preghiera della Chiesa. Fuggi per il segno della
santa croce di Gesù Cristo, Signore nostro.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
RENDIMENTO DI GRAZIE
RITI DI CONCLUSIONE
Iscriviti a:
Post (Atom)