✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

giovedì 11 agosto 2016

Chi è la persona e perché è persona

Non si deve mai perdere di vista il senso autentico della persona, perché siamo anche noi persone e guardare attraverso un filtro, per così dire distorto, il nostro prossimo significa cadere in un grave errore di valutazione; la persona non è costituita solamente dalle sue qualità positive e dalle sue deficienze, tutto immediatamente quanto superficialmente riconoscibile; la persona acquisisce la propria vita nel mondo attraverso il divenire, da quando inizia ad esistere nella materia fino al trapasso; è innanzitutto un soggetto senziente, capace di pensiero e di sentimenti, capace di conoscere sé stessa e gli altri, di sentire l’altro in sé stessa, di parteciparvi con l’empatia e l’amore, e di cambiare sé stessa attraverso scelte libere e consapevoli, nel bene o nel male. L’animale è dissimile dalla persona e non può esservi parificato, l’animale appartiene esclusivamente a questa dimensione effimera; l’uomo con la sua ragione e con la sua capacità di visione può andare oltre, può erigere un ponte tra questo mondo e l’altro: questa verità è confermata da tutto ciò di cui siamo capaci, di cui è capace la nostra stirpe che può essere definita con l’espressione “vita intelligente”. Siamo unici nella nostra matrice ontologia, non vi è altra creatura conosciuta che sia al nostro livello, che sia come noi. Nel mondo si è andata definendo sempre più nel corso della storia, una concezione dell’uomo che vede la massa quasi come un allevamento con delle esigenze fisiologiche da soddisfare, dove l’identità del singolo scompare nella identitarietà di una collettività anonima e sconosciuta: è la morte della dignità della persona umana e della sacralità della vita. Una demografia perversa, nell’attuale era della globalizzazione, che si svuota di umanesimo porta tragedie come le guerre, le migrazioni, le campagne finalizzate al controllo delle nascite dove un qualcosa di abominevole come l’aborto, ma chiamiamolo pure infanticidio o meglio omicidio, viene legittimato come presupposto per ottenere migliori condizioni di vivibilità, e per il benessere dei popoli e delle società, ovviamente quelle maggiormente ricche e fraudolente. Il rispetto della vita altrui è l’unica via per il bene proprio e di tutti, l’unica via affinché tutto concorra allo sviluppo armonioso e positivo delle genti di ogni parte del mondo, nella sicurezza, nel progresso e nella pace. E’ una forza benefica e vitale, una pulsione di vita che può procedere semplicemente e spontaneamente da ciascuno di noi a beneficio del prossimo, e dei più deboli e bisognosi in particolare, dipende dall’esercizio del nostro libero arbitrio e dalla morale naturale, quella scritta dentro ciascuno di noi, di cui la sensibilità della coscienza è la voce ispirante che conduce su buon cammino: ascoltiamo la voce calma e benevola di Dio, è per il nostro bene anche in questo mondo.

sabato 6 agosto 2016

Il più tossico tra i veleni spirituali

La parola bugiarda è veleno per l’anima e per le relazioni sociali, è una colpa grave perché offende l’amore che ciascuno deve dimostrare per il prossimo, per coloro che il Signore ci ha messo accanto o ci ha fatto conoscere e incontrare: le menzogne e le calunnie al pari delle bestemmie e delle blasfemie sono le giaculatorie del diavolo, la sua incessante preghiera contro Dio, una preghiera intessuta di odio. La parola bugiarda è il più tossico tra i veleni spirituali, il Libro sapienziale afferma che uccide l’anima; il Signore conoscendo satana, che è una sua amareggiata creatura, lo definisce menzognero e padre della menzogna, perché quando testimonia il falso prende del suo e lo esprime: se c’è una comunione con Dio che è amore, verità e perdono… per l’uomo c’è anche una comunione con i demòni nel peccato, ciascuna specie di colpa in ogni materia di cui tratta ogni singolo Comandamento; difatti il peccato è come un differente e coriaceo serpente che si annida nelle profondità della creatura umana, ai demòni piace identificarsi con ogni particolare vizio e peccato: spesso è così che si attribuiscono il nome. Chi è sincero e dice sempre la verità, conserva sana e pulita la propria anima rendendola gradita a Dio: un cuore puro ama la verità e per essa è pronto al sacrificio, alla sopportazione di qualsiasi contrarietà e sofferenza morale. Gesù ha chiamato beati coloro che custodiscono un cuore puro e gli ha promesso il Paradiso, la visione beatifica di Dio; Gesù ha detto anche che Egli è la Verità e conoscendo la Verità essa ha il potere di renderci liberi, come figli della luce e non come prigionieri delle tenebre.

venerdì 5 agosto 2016

Savia conseguenza del soprannaturale

La gente che si professa credente ha non poche difficoltà a credere nelle verità che la fede ci suggerisce per imprimere nelle nostre menti e nei nostri cuori il senso immanente e soprattutto trascendente dell’esistenza; tutti perseguono il problema del vivere e pregare sembra quasi una immersione nella fantasia, perché certe cose non le puoi né vedere né toccare. La tecnologia e la scienza sono abilità dell’intelletto umano, e quello che ci rivelano riguarda essenzialmente ciò che è invisibile e non si tocca, ma che comunque appartiene all’ordine di quaggiù, al mondo di cui siamo parte. La materia e quanto vi è di relativo, diventano dimostrabili nella loro evidenza e vanno ad arricchire il nostro patrimonio di conoscenze e di potenzialità: il nostro più grande talento è la curiosità, la capacità di indagare e di appassionarci all’ignoto. Essere credenti significa andare controcorrente, significa sfidare la massa dei conformisti che si adagiano sulle loro false certezze; provare l’esistenza delle realtà soprannaturali è una grande sfida anche per il più eminente studioso e ricercatore di qualsiasi ambito scientifico. Quando una persona realizza nella sua esperienza che oltre la natura c’è altro rimane affascinata, rimane attratta dall’invisibile e realizza su sé stessa una fondamentale confutazione di tutti quei teoremi atei e materialistici che per molto tempo l’avevano imprigionata e condizionata: è il passo decisivo verso la consapevolezza, l’onestà intellettuale di cui sono capaci soltanto i cuori impavidi. Gli esorcismi in certi ambiti culturali antichi come l’ebraismo, non avevano come finalità primaria la cacciata di un demòne dal corpo di un vivente, bensì avevano finalità pedagogiche…; certamente anche la guarigione della persona o il lenimento dalla sua sofferenza erano preziose, ma dal riscontro di una certa fenomenologia per quanto diabolica si deducevano altre realtà fondamentali come l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio e la sua infinita benignità e amabilità. Chi scopre il soprannaturale pensa innanzitutto a rivedere tutta la propria vita alla luce del destino eterno che lo attende, pensa a convertirsi a Dio e alla preghiera, a rinunciare ad ogni forma di immoralità, il ché significa rinunciare al diavolo che ne è l’occulto istigatore e ad impegnarsi per un cammino sulla via del bene. Non c’è soluzione più saggia per risolversi l’esistenza terrena, davvero molto breve se paragonata all’eternità che è avanti a noi. Il Vangelo è una cosa seria, la fede dice il vero, l’odio non giova a nulla perché è veleno mortifero e soltanto l’amore apre alla vita autentica, alla felicità senza fine. Chi dice no al male ha fatto l’unica scelta necessaria e intelligente, il Signore ci ama e noi dovremmo aver paura del nostro più caro amico? rispondiamogli con tutto l’amore di cui siamo capaci e dimostriamolo amando gli altri che incontriamo senza mai escludere nessuno, chi stabilisce delle preferenze in base a delle antipatie o addirittura in base a qualcosa di più meschino, non ha compreso il cuore di Dio che non chiude la sua porta a nessuno e per nessun motivo, a parte la nostra libertà. Dio mi ama e desidera il mio bene, io scelgo di donargli tutto il mio cuore perché sono certo che non mi abbandonerà mai, è nostro Padre e noi i suoi figli: per pagare il prezzo di una sola anima, ha sacrificato la sua vita sulla croce soffrendo molto e non soltanto fisicamente, con il suo sangue preziosissimo ha pagato il prezzo della mia anima che tanto gli è cara… la sua vita per la mia. Grazie dal profondo del mio cuore oh benignissimo Gesù, grazie da chi è indegno, meschino e ingrato: ciascuno deve risponderti con l’amore, perché con una persona che mi ama sinceramente e in modo disinteressato viene spontaneo corrispondere con tutto l’affetto, la benevolenza e la fedeltà di cui si è capaci. Grazie buon Dio, grazie benedetto Signore… cambia il mio cuore e rendilo come più ti piace, come lo desideri. Amen.

venerdì 10 giugno 2016

Il mondo incantato del diavolo

L’occhio sonnolento di Marco si posò sulla gatta che accovacciandosi sul letto chiuse gli occhi per riposarsi un po’ da una giornata fredda, allora aprì il libro e trovò le parole scritte alla rovescia con la maiuscola all’inizio, pensò di avere sbagliato libro ma si accorse che sulla copertina era sempre presente il sigillo del grande antico che presiede alla liturgia dei demoni. Si sentì chiamare dalla porta della sua stanza e dal buio fitto del corridoio scorse due occhi vivaci e perfidi, dal chiarore sinistro… si alzò dal letto senza scomodare l’animale che si era già addormentato e camminando lentamente si diresse verso la porta che ad un tratto si chiuse da sé. L’incubo di cui era vittima lo intrappolò in un ambiente grande, dal colore rosso cupo e pervaso da un odore di carne marcia, non si poteva più sopportare la vista di quella enorme bestia dalle fauci spalancate che si stagliava al di sopra del vuoto. Gridò a squarciagola con un terrore che attraversava tutto il suo corpo e scuoteva la sua mente, gridò per cercare aiuto e nessuno rispose a parte l’orrenda creatura che dominava ovunque e sembrava volerlo divorare a momenti. Non c’era altro da fare che tornare nella propria stanza, dove tra le lenzuola si sarebbe sentito protetto e al sicuro… ma qualcuno lo trattenne in quel luogo estraneo afferrandolo per le gambe e stringendolo forte alle caviglie, era un personaggio bizzarro che nei giorni precedenti si fece vedere nei suoi sogni esortandolo a pregare per non incontrare il guardiano della porta. Marco non pregò, non volle pregare, anzi il suo atteggiamento si fece sarcastico e finì con il disprezzare quei richiami alla consapevolezza, finalmente anche lui sapeva che negli orridi anfratti del mondo si nascondevano misteriose presenze, sapeva che covavano nei suoi confronti un odio implacabile. Marco però sentiva la paura, non poteva ignorarla. Allora volle correre per cercare una via d’uscita a quella prigione opprimente, corse per trovare la porta che lo avrebbe di nuovo riportato nella sua stanza, corse ovunque ma senza esito. Vide in lontananza qualcuno che se ne stava seduto per terra e si avvicinò per chiedere aiuto, domandò con voce tremante dove si trovava, che posto era quello e si sentì rispondere che quell’immenso antro colmo di figure spettrali e personaggi grotteschi era un mondo di mezzo tra la terra e l’inferno, quella persona seduta affermò di essere una strega che legata al diavolo mieteva vittime con la magia nera. Marco gli arrivò alle spalle e dopo quei discorsi la donna si voltò a guardarlo e la sua faccia era rugosa, tanto invecchiata e con un ghigno sarcastico sulle labbra e lo sguardo torvo, era una donna brutta da cui traspariva l’intenzione celata di nuocere agli altri per voluttà, ma lei disse anche che oltre a fare del male per il piacere di commetterlo seguiva una causa a cui aveva aderito dall’età giovanile e cioè dare anime al signore delle tenebre. Quella strega decise di non aiutare Marco a tornare a casa entro l’alba, in quel momento una campana dai lugubri rintocchi suonò le tre della notte e la strega si mise a cantare una nenia con quella sua voce stridula e disturbante, diceva la sua canzone: “Ad ogni ora l’uomo vive di Dio, di quel Dio che non vogliamo, quel Dio che ci ha creati e a cui abbiamo detto di no per sempre, alle tre quel Dio finisce e comincia la morte, noi siamo la morte e con noi quel Dio muore per morire a quest’ora, ogni tenebrosa notte noi siamo la morte”. La strega disse a Marco di odiare quanto poteva e di non avere più paura della sofferenza, così sarebbe tornato nella sua stanza confortevole e avrebbe dormito un sonno tranquillo, gli disse che la chiave per abbattere il muro che lo separava dall’altra realtà si trovava dentro di lui ed era il libero arbitrio. Quel modo con cui la strega intendeva fargli del male era un rito di magia nera, un rito autentico che consegnava anime al diavolo per perderle eternamente, Marco si rifiutò di odiare e si allontanò da quella donna dalle sinistre sembianze, subito dopo pregò con insistenza e fiducia quel Dio che la religione cristiana gli aveva insegnato e che la strega avversava come il suo peggiore nemico, gli chiese aiuto invocando il suo perdono, gli disse piangendo che sarebbe cambiato, che la sua vita sarebbe cambiata, che finalmente avrebbe cominciato ad amare perché si ricordò che il Dio cristiano ha la sua Legge radicata nell’amore vissuto con coerenza e tante sono le forme dell’amore, come i petali di un fiore bello e profumato. Quella strega si alzò e gli corse dietro con un arnese nelle mani e con il proposito di ucciderlo, Marco chiuse gli occhi e quando attorno a sé ebbe la sensazione del silenzio li dischiuse, era nella sua stanza con la gatta che dormicchiava ancora sul letto, la carezzò dolcemente e lei si destò dal sonno con un atteggiamento riconoscente.

venerdì 22 aprile 2016

Il padrone del mondo

Il denaro è il motore che fa muovere il mondo, qualche sognatore direbbe con illusorio pathos che l’amore muove il mondo, ma nonostante questa romantica e consolante idea tutti sono consapevoli – come insegna la storia – che i confini degli Stati e gli interessi delle collettività e dei despoti da sempre sono scritti con il sangue degli innocenti, con il sangue dei popoli; dopo le due grandi guerre del secolo scorso la geopolitica si è ricostituita, nel trascorrere dei decenni, volgendosi all’affermazione delle democrazie repubblicane con l’avanzare del crollo dei grandi imperi, oggi la democrazia è l’anima che sostiene gli Stati occidentali e la forma di governo che si avvicina di più agli ideali umanitari e alla promozione dei diritti della persona universalmente noti e riconosciuti. Tutto ancora molto lontano dalla società ideale, in stato di via, perfezionabile: il bene è nell’avvenire non nel passato, e il male un fattore ineliminabile di questo tragico mondo. La vita è una battaglia, un continuo combattimento dove ciascuno decide da che parte stare, non sono ammessi i disertori, i codardi e gli opportunisti. Un infelice motto latino dice che per avere la pace occorre preparare la guerra, per avere la pace è necessario rinunciare alla guerra e farlo dal principio, come per ogni cosa dalle conseguenze deleterie: al diavolo si deve sempre dire no e subito, senza ripensamenti.