✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

sabato 6 ottobre 2018

Halloween è una festa pagana

Tra qualche settimana è la festa dei Santi e dei defunti, alcuni pensano già ad Halloween una festa pagana e carnevalesca del mondo anglosassone giunta qui in Italia e in altri paesi, per tanti sarà un motivo per divertirsi e celebrare la paura dell’ignoto, Halloween la intendo così. Senza dubbio è una festa di cui potremmo benissimo fare a meno, qualcosa che non appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia. Cade la notte tra l’ultimo giorno di ottobre e il primo di novembre, questa festa ha poco senso per chi è cristiano e credente, qualcuno ha pensato addirittura di considerarla come la festa del diavolo e dei suoi congregari. Penso sia un gioco per esorcizzare la morte e il suo mistero, i personaggi di fantasia che la caratterizzano sono fantasmi, mostri, vampiri, zombi e altro… insomma tutto quello che è diverso e oscuro e che ci spaventa. Halloween è una festa in maschera e nei paesi occidentali che vivono di idolatria e consumismo è diventata parte di quel mondo assurdo dove anche la più piccola occasione può diventare un espediente per fare soldi e per lasciarsi andare alla gioia goliardica. Non ho paura di Halloween, sono convinto che sia una sciocchezza come la teoria del gender, oppure come il materialismo o l’edonismo, addirittura come l’ateismo. Il diavolo è una presenza reale nella vita delle persone e nella società, la sua attività è quella di tentare l’uomo al male per portarlo via da Dio, il suo scopo è prendersi le anime, Halloween come molte altre cose è anche un modo per distogliere la coscienza della gente dalla fede cristiana e dalla preghiera. Halloween non serve a dare un senso alla vita, serve soltanto a non pensare per sentirsi felici. Nella notte di Halloween agiscono persone che deliberatamente stanno dalla parte del diavolo, persone che commettono nefandezze o meglio reati, praticando il culto del diavolo. E’ da idioti rendere culto al diavolo perché ci odia e non è una creatura umana, ci vuole male quindi perché servirlo? Per ottenere che cosa? E’ un grande inganno da cui ci si sottrae ritornando alla tradizione cristiana e ai misteri della nostra fede, dedicandosi con assiduità alla preghiera cristiana da soli o in una comunità. Noi ricordiamo coloro che sono morti perché sappiamo che non sono svaniti nel nulla, che ci sono ancora e nei nostri cuori, in quanto li abbiamo amati, e in Paradiso dove pregano per noi. Non Halloween ma la vita dopo la morte, l’anima immortale e l’amore di Cristo per ciascuno di noi, non qualcosa di tenebroso e insensato, bensì qualcosa di positivo come la vita da desiderare.

Preghiera

La Tua gloriosa Risurrezione porti oh Signore la mia mente e il mio cuore a considerare la vita un cammino verso il Tuo Regno di santità a cui hai chiamato ogni persona creandola dall’Amore della Tua Eternità, facendola partecipe della Tua stessa Vita; oh Signore, Gesù benignissimo, rendimi capace di considerare la morte l’ingresso alla vera Vita in comunione con Te, poiché la vita terrena non è tolta, ma trasformata nell’adesione alla Tua chiamata alla salvezza. Amen.

venerdì 28 settembre 2018

Le cinque invocazioni a Gesù nascosto

Davanti al Tabernacolo
o in presenza dell’Eucaristia

Santissimo Corpo e Sangue di Gesù liberatemi da ogni influsso diabolico e da ogni legame con gli spiriti del male.
Sangue di Gesù lavami da ogni mio peccato.
Corpo di Gesù vivifica la mia anima, donami la Vita.
Corpo e Sangue di Gesù difendetemi dai nemici visibili e invisibili che vogliono il mio male.
Corpo e Sangue di Gesù Vi amo con tutto il cuore.
Amen.

martedì 11 settembre 2018

La capacità di leggere l'anima

Quello che c’è in una persona non lo può vedere nessuno, chi è capace di vedere chiaramente negli altri è molto spesso qualcuno innamorato della loro umanità, rispettoso dei loro sentimenti, compassionevole delle loro fragilità. E’ tragica quella posizione psicologica di chi si rapporta agli altri o a qualcuno dall’alto in basso, senza considerare chi si ha davanti come un altro proprio simile che porta in sé la medesima natura e le medesime facoltà costituenti l’essenza di un individuo umano. Esiste in tutti una matrice che ci rende partecipi gli uni degli altri e che ci accomuna come complementari e non separati e dissimili. La capacità di vedere negli altri ci rende davvero umani, è quella capacità che nel messaggio cristiano concretizza il prossimo, come il samaritano che andando per una strada sperduta incontra e prova compassione per un bisognoso e lo soccorre senza nemmeno farsi delle domande, senza nemmeno chiedersi chi sia quell’uomo o se sia un suo nemico, lo aiuta semplicemente perché si tratta di un altro uomo, di un’altra creatura vivente. Lo vede soffrire e ne sente compassione, si sente chiamato a fare tutto il possibile per salvarlo, a fare anche di più se potesse. Ci sono sempre state delle persone così, talvolta nascoste e sconosciute. Chi ha la capacità di vedere nell’animo degli altri, di accorgersi di certe cose è un filantropo, ama le persone e non in apparenza ma per quello che veramente sono, ha uno sguardo attento che scorge la verità nei dettagli. Questa penso sia la via giusta per sentirsi veramente felici, cercare la felicità in altre cose ha davvero poco senso. C’è chi percepisce molto degli altri e chi niente, c’è chi possiede una maggiore sensibilità e quindi soffre di più, non in una torre alta e isolata ma accanto a coloro che si incontrano nell’itinerario dell’esistenza, ogni giorno. Soffrire per gli altri qualcuno potrebbe intenderla come una maledizione, sono felici gli apatici e i menefreghisti, quelli che facendo finta di niente si girano dall’altra parte, sono convinto invece che sia più felice colui che si sente più vicino agli altri, il senso della prossimità è il primo moto dell’amore. La vita vissuta egocentricamente con l’andare del tempo porta a sentire un grande vuoto interiore, a provare frustrazione e tristezza in quanto ci si allontana da quella sorgente di acqua pura che vivifica l’anima, quella sorgente è l’amore con tutte le sue variabili. Chi veramente vuol bene al prossimo è felice, chi è esente dalla cattiveria e dall’egoismo, chi non si lascia inquinare dal male che qualcun altro ci arreca, chi non si lascia vincere dal male che talvolta sentiamo emergere da dentro di noi. L’equilibrio lo si trova stando da soli e avendo imparato a stare bene assieme agli altri, se si ama veramente – in qualsiasi situazione o nelle prove più difficili – non si sente la vita come una condanna ma bensì come un’opportunità per dimostrare che si può ricominciare, che ci sono prospettive nuove e positive. La rinuncia al male è una vittoria, è una liberazione per la psiche, è un atto taumaturgico che ci guarisce e che comunica dei grandi benefici al nostro contesto sociale. A fare la differenza è sempre una nostra scelta consapevole perché nessuno può toglierci la libertà, anche Dio non può niente di fronte alla nostra libertà. Siamo tutti chiamati e ognuno di noi risponde in modo diverso, perché sente in modo diverso, ha una visione diversa. Nessuno ha il diritto di giudicare un altro uomo, si deve sempre guardare a sé stessi, considerando che non c’è persona a cui è preclusa la facoltà di discernere il bene dal male e di essere responsabile di ciascuna delle proprie azioni; è la coscienza morale che ci differenzia dalle bestie, non un’etica fasulla e in sé dissociata che ci viene presentata come un prodotto di consumo, ciò che mi piace è bene e ciò che non mi piace è male, non si tratta di convenzioni approvate dalla massa o di opinioni personali, si tratta di una Legge scritta nei nostri cuori e che tutti possono riconoscere e amare con dedizione e perseveranza.

mercoledì 8 agosto 2018

Tu ci guardi Signore

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore ci vergogniamo per la malizia del nostro peccato, il Tuo sguardo è puro e riverbera nell’innocenza degli sguardi dei piccoli.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore il timore ci esorta a temere il Tuo giudizio, ma non è paura bensì filiale fiducia e certezza della Tua bontà che ci spinge ad abbracciarti.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore proviamo rimorso e vediamo nel nostro prossimo ferito dai nostri errori il fratello, la sorella, la madre e nel sentirli piangiamo.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore abbiamo da chiederti molte cose ma la più importante di tutte è il soccorso per una vita autenticamente cristiana, una vita giusta, una vita come la vuoi Tu.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore è la preghiera che esprime il nostro vero sentimento, la preghiera è la nostra parola rivolta a Te che ci consola nell’intimo del cuore.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore tanti pensieri affollano la nostra mente ed uno riguarda proprio Te, se Tu ci sia davvero oppure sia tutto un sogno e un vaniloquio.

Quando ci accorgiamo del Tuo sguardo Signore desideriamo cambiare sul serio perché ci accorgiamo del Tuo amore, che Tu ci ami così tanto e la vita così fragile e la nostra anima sono preziose per Te.

giovedì 19 luglio 2018

Alla radice della società la famiglia

La cosa più bella e che riempie di senso la vita è amare qualcuno, per una mamma i propri figli sono i suoi più cari tesori, ci sono mamme che dimenticano quanto sia importante avere accanto le persone che Dio ci ha affidato nella sua provvidenza, loro non sono una nostra proprietà, sono un frammento importantissimo del nostro cuore; i figli si debbono amare non perché speriamo che realizzino tutte le nostre aspettative, si devono amare così come sono, così come ci sono stati donati, non li abbiamo fatti noi, li ha creati il Signore della vita attraverso la nostra partecipazione, la partecipazione di entrambi i genitori, un papà e una mamma che si sono amati e si sono promessi la fedeltà. E’ molto difficile educare, è il mestiere più complicato, si ha a che fare con una persona e una persona è davvero preziosa. Quando i bambini ci ascoltano vogliono sentirsi amati e questo attraverso i gesti, gli sguardi e le parole. Tanti bambini purtroppo fanno esperienze negative nelle proprie famiglie, il ruolo del genitore è importante e di come forma il carattere del figlio o della figlia dovrà risponderne prima alla propria coscienza e poi a Dio. Secondo me un buon insegnamento che si può dare ai bambini è imparare a rispettare gli animali, ad essere sensibili nei loro confronti, è un primo passo che porta alla libertà di amare e un modo per coltivare la compassione e la solidarietà verso gli altri. Non si deve mai in nessun caso fare uso della violenza fisica o verbale, è sempre un grave errore, non si deve nemmeno mai dare un ceffone, si deve invece biasimare e lodare veicolando i sentimenti con la parola. I bambini hanno una mente aperta senza pregiudizi e comprendono subito il messaggio della verità, qualsiasi sincera e benevola attenzione nei loro confronti. Un dramma dei nostri giorni sono le numerose separazioni e i figli contesi, tutto ciò che riguarda la famiglia e le problematiche che la portano a dividersi sono il vero problema della famiglia come fondamento della società. Le famiglie devono restare unite e devono aprirsi al contesto sociale in cui vivono, devono accogliere e non chiudersi alla maniera di piccole comunità sociopatiche. La famiglia deve pregare insieme, stare insieme per pregare è determinante per il consolidamento delle relazioni e si deve dialogare, si deve saper ascoltare, ci si deve sempre interessare a vicenda. Per crescere insieme occorre comunicare e convincersi che l’altro va amato così com’è, noi non abbiamo il diritto di cambiarlo ma dobbiamo cercare il confronto in modo da risolvere i suoi conflitti e le problematiche, il cambiamento viene sempre dal cuore, dobbiamo pregare per l’altro affinché il Signore tocchi il cuore, una buona parola può essere l’inizio, può anche diventare risolutiva. Amiamo tanto le nostre famiglie ma non dimentichiamoci del nostro prossimo, anche soltanto del vicino della porta accanto. La famiglia cristiana deve diventare il focolare del Vangelo, la fiamma del Vangelo deve ardere nei cuori per consigliarci sul come fare e su cosa dire, in riferimento a tutto quello che fa parte della nostra vita. Non trascuriamo mai il santo Rosario comunitario, prendiamo l’abitudine di recitarlo quotidianamente insieme e matureremo insieme nella fede. La famiglia ha bisogno della preghiera del santo Rosario come dell’aria che respiriamo, non è affatto un’esagerazione. Pregare in casa e in famiglia è importante, sono tanti i benefici che si ottengono, forse non subito ma sicuramente nel tempo. Il legame matrimoniale è indissolubile e una famiglia si costruisce soltanto con l’amore tra un uomo e una donna liberi e con un patto di fedeltà indissolubile, è il progetto di Dio sull’uomo affinché ci sia una piena realizzazione di quel disegno che vede la sponsalità a immagine di Dio e la coppia aperta alla vita e al futuro. L’uomo non separi ciò che Dio ha unito ed è giusto, altrimenti ne derivano mali e disordine. L’amore è autentico quando c’è la volontà di seguire insieme un itinerario che ci migliora umanamente, che ci fa maturare nel bene e che si esprime nell’amore ai figli considerati dono di Dio e non qualcosa di cui disporre per ricercare il nostro egoismo e perseguire i nostri progetti. La famiglia non è una piccola società di persone ripiegata su sé stessa, deve invece diventare il cenacolo dell’amore nelle sue differenti dinamiche, amare vuol dire volere il bene dell’altro; tutti apparteniamo a una famiglia, la nostra è importante ma lo sono anche tutte le altre, non dimentichiamo i nostri doveri di giustizia e solidarietà.