✠ Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

venerdì 16 ottobre 2020

Il demoniaco e la grazia per debellarlo

Come si esprime il demoniaco nell’umano? con la taciturnità e il nascondimento. Chi è dal maligno compie le opere del maligno, peccatore fin dal principio e propagatore del peccato. Che cos’è il peccato? è ogni forma di mancanza o negazione dell’amore, qualsiasi cosa proceda dalla volontà dell’uomo e deturpi la sua anima a immagine della santissima Trinità, è ogni movimento dell’anima che ci separa dalla grazia di Dio, una trasgressione grave della Legge eterna, il peccato è offesa a Dio, al suo amore per noi e all’amore che ciascuno di noi deve manifestare per l’altro. La perfezione dei precetti evangelici si riassume nell’amare il prossimo come sé stessi, nell’agire in modo da beneficiare il prossimo e Gesù nel Vangelo ci offre l’esempio del samaritano compassionevole che si interessa e si china per soccorrere e salvare; come si ama Dio? si ama con la preghiera assidua, con il conformarci alla sua volontà, ai suoi propositi, con una mentalità e un agire conformi alla Legge morale. L’amore non è soltanto un sentimento ma una prassi che coinvolge anche la volontà e l’intelletto, chi ama lo riconosce dal modo che ha di sentire il prossimo, chiunque senza escludere nessuno, l’amore è una dinamica interiore che prepara il nostro agire nella vita concreta. Perché il demoniaco tace? è per farsi credere assente, inesistente e così facendo ingannare l’uomo nella sua dirittura morale con la tentazione e la caduta nel peccato. Perché il demoniaco si nasconde? per offrire all’uomo il male sotto seducenti sembianze in modo da allontanarlo dalla verità e portarlo dove vuole, verso la rovina della sua anima. Oggi molti sostengono che l’insegnamento sulla grazia e sul peccato sia una mitologia che non ha nulla a che fare con la realtà, sono i materialisti che non credono nelle favole; l’uomo però non è solamente quello che mangia, è uno spirito incarnato e non si può in alcun modo negare la sua dimensione spirituale, è così evidente che non sfugge nemmeno ai più cinici. Il demoniaco pervade l’uomo con il peccato e lo cambia dal di dentro, tanti atti virtuosi e la carità in grado eroico sono il segno dell’appartenenza al Signore, mentre tante colpe e l’indurimento del cuore nell’impenitenza sono il segno dell’appartenenza al diavolo: il cuore dell’uomo non è mai disabitato, il cuore è come una casa costruita per ospitare un residente piuttosto che un altro, ci sono cuori puri e integri e cuori macchiati e corrotti, sono delle realtà che Dio vede con la massima chiarezza. Il peccato è una forma di schiavitù, perché come dice il Vangelo chi commette il peccato è schiavo del peccato e una serie di peccati ci toglie la libertà perché ci incatena ai vizi arrecando un danno alle nostre anime, invece le virtù sono il contrario, ci liberano dal male e determinano la nostra volontà al bene, generano in noi una buona coscienza e una mentalità sinceramente cristiana o conforme alle vere aspirazioni umane. La capacità di distinguere il bene dal male e di scegliere per l’uno o per l’altro fa di noi delle persone con quella dignità propria di chi è creato a immagine e somiglianza di Dio. L’anima è la persona, non è un fantasma nella persona o un’invenzione religiosa, l’anima per guarire dal peccato ha bisogno delle risorse spirituali che può offrirle solamente il Signore, come la contrizione e la conversione e per ottenerle è indispensabile pregare, la via della salvezza passa sempre dalla preghiera personale, ma occorre risolversi per pregare, occorre decidersi per il Vangelo. Se qualcuno prega sinceramente in una casa attrae la grazia di Dio sulla sua famiglia e allontana il demoniaco, per pregare occorre l’umiltà di riconoscersi peccatori e di avere bisogno dell’aiuto di Dio, sapendo che Dio ci ama così tanto perché attendere a rivolgersi a Lui con le nostre parole? La preghiera è fatta di parole ma le parole portano in sé dei significati e dall’altra parte qualcuno le ascolta sempre, nelle parole non ci sono soltanto dei significati ma anche i nostri sentimenti e Dio è capace di accoglierli e di comprenderci, ci si apre alla grazia soltanto con la preghiera, anche la più semplice purché sincera, perché Dio ama la sincerità. La preghiera più gradita a Dio è il Santo Rosario e dove si persevera in esso il demoniaco finisce sempre debellato e allontanato, ma prima della preghiera dobbiamo indossare l’abito nuziale, dobbiamo recidere ogni affezione al peccato, con il pentimento e il desiderio risoluto di cambiare il nostro agire e la nostra mentalità, l’abito bianco di un cuore rinnovato dalla grazia di Cristo; la coscienza non deve rimproverarci nulla e va esaminata alla luce dei Comandamenti, questo è l’inizio di ogni preghiera gradita al Signore, specie quella che ha per intenzione la conversione dei lontani da Dio, dei miscredenti e dei peccatori. Quando soffriamo o siamo perseguitati il Signore ci ama di più, è più vicino a noi perché come Lui portiamo una croce, ma non dobbiamo smarrire l’amore anzi dobbiamo apprenderlo meglio per essere davvero degni di un Dio crocifisso. Nel dolore si impara il vero amore e senza sacrificio non c’è vero amore, è così che si supera e si sconfigge il demoniaco, è così che si conquista la libertà e il Regno annunciato da Gesù, quel Regno che non è di questo mondo. Chi attraversa la porta della misericordia e non chi si chiude alla grazia, passa dalla morte alla vita, vive della stessa vita di Cristo perché con la compassione ha imparato ad amare, quella che il Vangelo definisce la vita eterna, la vita in chiave soprannaturale, una vita nuova lontana da questa valle di lacrime.

lunedì 21 settembre 2020

Il visibile e l'invisibile

Il peccato è come un faro da cui viene emessa un’ombra nera che attrae gli spiriti del male e la loro attività, dove sono state commesse gravi colpe morali si insediano i demoni e ha inizio e continuità la loro attività disturbatrice, infestante. Attorno a noi esiste una dimensione invisibile in cui si muovono le creature spirituali esenti dal legame con la materia, non ci sono soltanto i demoni ma anche gli angeli santi desiderosi di soccorrerci e di condurci in Paradiso. Ognuno di noi ha accanto un angelo a cui il Signore ci ha affidati nell’attimo della creazione della nostra anima, dal concepimento alla morte siamo affidati a un angelo buono, la preghiera è quel mezzo datoci da Dio per farci aiutare da quell’angelo buono che deve essere luce alla nostra coscienza e con le sue buone ispirazioni farci compiere il bene e allontanarci dal male, dal peccato. L’influenza che ha il nostro angelo custode sulla nostra vita cristiana è direttamente proporzionale alla nostra fede e alle nostre preghiere, alla nostra corrispondenza alla grazia nell’ascolto della coscienza, la voce di Dio in noi che non smette mai di approvarci o di biasimarci, a seconda delle nostre scelte e delle nostre azioni. La Tradizione della Chiesa non parla solamente degli angeli custodi, nostri amici e compagni di viaggio nella vita di quaggiù ma anche di alcuni arcangeli citati nella Sacra Scrittura e con funzioni differenti, Michele che combatte e ci difende dal maligno e dalle sue insidie, Gabriele che ha portato l’annuncio della maternità alla Santissima Vergine, Raffaele che si rende prossimo ai pellegrini e guarisce dalle malattie, il significato dei loro nomi richiama le loro funzioni e il loro modo di intercedere per noi presso il Signore. Gli angeli sono poco invocati, non si pregano più a confronto purtroppo della malsana abitudine dei seguaci del diavolo di evocare i demoni a danno delle persone a cui si vuole fare del male o per riceverne qualche beneficio di ordine materiale; se esistono i demoni e la loro attività nociva nei confronti dell’uomo è una realtà, esistono anche gli angeli santi che andrebbero pregati semplicemente con le invocazioni cristiane insegnateci fin da bambini o con la spontaneità delle nostre parole, intessendo un dialogo conforme alle verità di fede che non vanno mai dimenticate. Con la spontaneità e la fiducia dei bambini preghiamo il nostro angelo custode che ci protegga e ci esorti a compiere il bene per conseguire la vita eterna. Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nell’opera Il piccolo principe del 1943: “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Preghiera

Angioletto Santo stammi vicino, dammi la mano che sono piccino. Se tu mi guidi col tuo sorriso, andremo insieme in Paradiso. Angioletto mio, mandato dal buon Gesù, per tutta la notte vegliami tu. Angioletto mio, mandato dal buon Gesù, per tutto il giorno proteggimi tu. Angelo mio, angelo del Signore tu che conti i battiti del mio cuore, che sei sospeso tra terra e cielo, tu che leggi il mio pensiero… quante, quante volte avrai pianto vivendomi accanto, quante volte mi hai sorriso regalandomi un po’ di Paradiso. Da quanti pericoli e angosce mi hai tenuto lontano tenendomi per mano, luce nel mio cammino stringimi a te come un bambino… lunghi sono i nostri giorni, un’agonia! Ma tu aiutami a salvare quest’anima mia, con pazienza e con amore portami un giorno da nostro Signore. Amen.

giovedì 17 settembre 2020

Il mito dell'odio

Cos’è l’odio? non si tratta semplicemente di un sentimento negativo, ma della volontà risoluta di fare del male a qualcuno nei modi più svariati e per diversi motivi, anche i più abietti. Sembra che nell’epoca contemporanea l’odio sia stato una componente inscindibile nelle scelte e nelle azioni dei singoli e dei gruppi, anche le masse sono state indottrinate all’odio. L’odio ha una sua origine nella mente umana, l’odio è un derivato della paura, con l’odio la paura diventa tangibile e distruttiva. Con l’odio verso un nemico comune si cementificano le relazioni tra gli individui favorendo forza e determinazione, con l’odio si possono manipolare le masse, si possono strumentalizzare le coscienze collettivizzandole per ottenere un fine, l’odio è la nemesi di tutto ciò che concerne l’etica e i valori condivisi e tramandati con la cultura e l’educazione. Quando una persona odia vuole il male dell’altro, l’odio è demoniaco per antonomasia, prima viene l’angoscia, poi l’odio e infine la violenza, anche quella senza ragioni e fine a se stessa; quando una persona odia quell’odio le deriva sempre da qualcos’altro, da un torto subito, dall’invidia, dalla convinzione di essere perseguitata, dal timore di diventare vittima assieme alle persone care o da una personalità diventata col tempo affine alla psicopatia; quando una persona odia se condivide in un gruppo il suo odio con gli altri, l’odio diventa giustificato, diventa addirittura santo, si trasforma in una forma di comunicazione e di espressione di una morale alla rovescia, una norma di legge a cui adempiere ad ogni costo. Molti odiano perché trovano l’odio facile e le sue conseguenze  ̶  o meglio obiettivi  ̶  più facili da ottenere; la solidarietà e il perdono sono difficili, richiedono impegno, rinuncia e fatica, e occorre vincere quelle resistenze ataviche racchiuse nella nostra natura cattiva per la conquista del bene, quello che possiamo intendere come combattimento spirituale: si deve lottare anche contro sé stessi per vincere l’odio, perché viene dal di dentro, dal nostro cuore. Il primo luogo per contrastare la cultura dell’odio è la scuola, ed è necessario formare i giovani e i giovanissimi alla tolleranza e al rispetto, ma tutto dovrebbe cominciare dalla famiglia, sono i genitori che devono dare l’esempio e accompagnare i figli con discorsi appropriati; un fanciullo che compatisce e si rende conto che gli altri sono proprio come lui, sarà un adulto promotore di valori autentici, senza perseguire cose materiali o altri pseudo valori da egomaniaci e narcisisti, che fanno delle persone dei consumatori di vita, come se la vita esistesse in funzione dell’avere e del godere, non è questa la radice della felicità e ciò che ci rende davvero liberi, bensì gli ideali e i principi morali derivanti dalla pratica dei precetti evangelici, dal conformarsi ad una mentalità evangelica, e in quest’ambito è forte l’esigenza dell’educazione nell’infanzia e nell’adolescenza. L’odio si sconfigge con la conoscenza, con la maturazione intellettuale, contro la paura che sta alla radice dell’odio, la conoscenza contro il pregiudizio e la violenza psicologica che può tradursi in violenza fisica, nel desiderio distruttivo, nella compulsione di morte. Chi riconosce negli altri la loro dignità di persone, chi è capace di vedere nell’altro la qualità del carattere e i sentimenti e le speranze che ci accomunano tutti come famiglia umana, è sul sentiero che porta l’odio lontano dal cuore, fuori dalle nostre società, è come un grande e radicale esorcismo che si traduce nell’empatia, nel vicendevole amore, è soltanto così che si gettano le basi per una società aperta al futuro e ispirata dal desiderio della pace, una società giusta dove a ciascuno non manca il necessario. Con quello che ci portiamo dentro costruiamo la nostra nuova civiltà, ed è necessario cambiare dal di dentro per smettere di odiare per sempre. L’odio ha attraversato i secoli e ci ha mostrato la nostra indole autodistruttiva, è un circolo vizioso da cui dobbiamo emanciparci, il mondo cambia a partire da noi stessi, quando una persona cambia in positivo una frazione del mondo è salva. Nessuno può impedire alla nostra volontà di determinarsi diversamente e fare la differenza attraverso la storia. L’odio è multiforme ma non ha la creatività dell’amore, soltanto l’amore è creativo e apportatore di vita.

martedì 1 settembre 2020

Sull'origine del male

Molti si sono interrogati sull’origine del male e non sono stati capaci di dare delle risposte soddisfacenti a riguardo. La civiltà umana ha conosciuto nel corso della sua storia tragedie immani, si può dire che non ci sia mai stato un solo giorno di pace nel mondo. Alcuni hanno realizzato l’idea che l’uomo sia prigioniero delle fatalità e vittima della sua natura intrinsecamente malvagia, un corpo destinato a corrompersi e a perire e una mente inferma incline a qualsiasi irrazionalità. Se ci si interroga sull’origine del male ci si deve necessariamente interrogare sull’origine della razza umana, da dove veniamo viene anche il male che ci attanaglia, è da quel punto in poi che ce lo portiamo addosso. L’umanità non può fuggire alla legge della mortalità, tutti ci ammaliamo e tutti soffriamo, purtroppo siamo anche tutti nemici di tutti e ogni giorno viviamo di questa realtà sotto i nostri occhi; in una dimensione così malsana della società le creature umane sono capaci anche di bene, ogni giorno facciamo esperienza anche di una realtà positiva. La religione e la filosofia sono le discipline che cercano di spiegare al nostro intelletto l’origine del male e le domande insolute ad essa correlate, la scienza non si preoccupa del perché ma della dimensione umana immanente, del suo procedere attraverso la storia e del migliorarsi della nostra specie attraverso la storia; le domande esistenziali per qualcuno con una certa mentalità intramondana se le pongono soltanto i sognatori, forse è meglio vivere senza farsi certe domande scomode perché non ci sono le risposte, tutti sappiamo in che genere di mondo viviamo. La religione offre delle risposte ma occorre la fede per accettarle e nulla riguardo le verità di fede è qualcosa che si può facilmente dimostrare. Le persone che vivono chiuse nella prospettiva di questo mondo non hanno scommesso sull’esistenza di Dio e l’esperienza le ha rese cattive ed egoiste, senza Dio non esiste una prospettiva oltre la morte ma solamente il nulla più buio, una persona senza Dio è capace di tutto, non possiede nessuna etichetta morale e a ragione, perché se Dio non esiste cosa rimane di una morale, a cosa serve? meglio perdersi dietro l’edonismo e cercare di cogliere sempre l’attimo, meglio soddisfare il corpo con le sue passioni, meglio non pensare. La rivelazione cristiana ci insegna che il male ha un’origine soprannaturale, non è qualcosa che appartiene essenzialmente a questo mondo transitorio, ma che da un’altra dimensione ha debordato in esso e ha fatto caduche tutte le cose compresa la vita umana, le relazioni, la società. Il male consiste nella separazione dell’uomo da Dio, senza Dio che è la sorgente della vita l’uomo cade nella morte, si susseguono innumerevoli generazioni nel tempo e l’uomo non è capace di liberarsi con le proprie forze da questa maledizione; se l’uomo fosse un animale come un altro e non avesse anima, il male non avrebbe motivo di sussistere e di diffondersi, ma l’uomo è una creatura molto diversa dagli altri animali. Se l’uomo segue ciò che la verità rivelata in Cristo gli suggerisce, se osserva la Legge eterna che si può intendere come la legge morale scritta nel suo cuore, può pervenire alla salvezza in prospettiva dell’immortalità della sua anima e del suo rapporto personale con Dio. Il male ha preceduto l’uomo nella caduta degli angeli e nella presenza sinistra dello spirito del male, il maligno che tenta l’uomo al peccato per tendergli quel tranello mortifero che gli faccia perdere la grazia e lo trascini nella perdizione. Senza credere nel soprannaturale la questione del male rimane insoluta, per coloro che si ostinano a credere che l’uomo sia un animale come un altro; si può aderire alla fede e cambiare di mentalità, si può scegliere di non farlo e vivere nell’inconsapevolezza di una vita vissuta senza una prospettiva che apre su Dio e sull’eternità. Se si crede innanzitutto si prega, se Dio non esiste e se non c’è anima non ha alcun senso pregare. Il male procede dalla libertà delle creature che scelgono di non amare Dio e di realizzare quaggiù un mondo senza Dio, senza legge morale, senza virtù cristiane. Ovunque vi sia l’uomo nel mondo c’è il male dentro di lui che lo accompagna ma anche un grande potenziale di bene, l’uomo rimane quasi sempre libero e capace dell’uno e dell’altro, è il principio di responsabilità.

mercoledì 26 agosto 2020

Silloge poetica n°056


IL MENDICANTE

Ogni cosa deve andare al suo giusto posto
nel non rassegnarsi all'inevitabile si è schiavi di un lupo
una bestia famelica che mastica dentro

Nella disperazione di non vedere più
gli occhi ciechi di un profeta vedono il destino e piangono
ho lasciato traccia nei discorsi e nel fumo

Quelle parole al vento che si disperdono
come scrivere sulla sabbia invece che scolpire un tempio
dei cantastorie raccontavano della solitudine

Cercavo nel mondo un po' di appagamento
mi affrancavo dalla disperazione mentre cantavo i salmi
era l'inverno arido della mia vita che tradisce

La compassione per le creature mi cambiò vestito
sembravo un nobile arrogante in quelle vesti preziose
non abitavo da tempo in quella casa rustica

Camminavo per le strade di una città marcia
quei fantasmi si smarrivano nelle conversazioni futili
tornavo sempre al solito posto per bere

Ogni sorso di liquore scendeva senza idee
ad ogni angolo rivedevo mia madre che sorrideva
ritrovai la via e incontrandola l'abbracciai

 

LA LEGGE DEL SOPRUSO

Ancora violenza e sangue nelle mani del mondo
quando i deboli chiedono giustizia e chi comanda infierisce
sono sciacalli che bramano la preda

Non ci sono deicidi nella città di Gerusalemme
hanno ammazzato Dio nei loro cuori per amore del denaro
la santa città si è ammantata di menzogne

Il grado del soldato si erge a padrone del pio
sono le pallottole le nuove lacrime di un mondo oramai morto
e ancora e ancora stridono gli stivali sull'asfalto

Nella forza del giusto suonano le parole oneste
si scrive su carta il diritto ma nella realtà è vanità pedante
nel fiore degli anni così muoiono i padri

Sono ebbri di sangue i cavalli dei potenti
la falsità e il doppio gioco dominano sopra i popoli
si cercano verità oltre la coltre del funereo

Guardavo cadere uomini stanchi e carichi di anni
mentre la vita dei fanciulli si spegneva perduta negli ospedali
la giustizia ha abdicato dai tribunali ed è dissolta

Doppio peso e doppia misura per molte epoche
non vedranno la luce le sante leggi che chiedono equità
siamo illusi e speranzosi in un cambiamento

 

SI COLMA DEL SIGNIFICATO

Sono alte quelle montagne che cadono nell'oceano
l'orizzonte richiama ombre scure che camminavano silenti
dal girovagare nei deserti arsi dalla notte

Videro gli occhi innocenti ampie sfumature di buio
quando la stella luminosa del mattino si eclissò per sempre
andavano lontano i sentimenti nostalgici

Anche se pioveva sangue nelle terre sconsolate
la bellezza del martirio stava su mille croci irte di spine
quando la testimonianza si faceva perseverante

Luna rossa da combattere nascosta da un velo
sono le preghiere di coloro che seminano la fede nella ragione
ma la follia dei seguaci del nulla prevale

Mi chiamava per nome l'angelo della misericordia
mentre l'angelo della morte preparava la mietitura dei giusti
nel granaio dell'agire saggio custodivano le anime

Cercavano le dimostrazioni del perché vivere
ma era la fine della vita il principio della consapevolezza
ogni preghiera era sapiente e muta

Le orme della debolezza sulla sabbia della memoria
si ergevano come statue le azioni che presagivano il risorgere
nei deboli aveva senso il rinascere alla gioia

 

SOFFIA DOVE VUOLE

Scrutavo l'abisso sordo di un cuore sofferente
mentre nel mondo si ergevano simulacri al falso e al pagano
ciascuno mieteva vittime al suo egoismo

Le acque dei fiumi si tingevano di rosso
è il sangue dei non nati offerti come olocausto al caduto
quelle acque raccoglievano le lacrime

Dove non si concedeva l'anima per l'amaro calice
rimanevano remote e inutili le domande per la veridica virtù
come foglie appassite su alberi secchi

Ogni litania veniva pronunciata a fatica
sembrava che le cantilene delle donne pie soffocassero
e il rigetto per la compassione riempisse la terra

Ad ogni sorgere del sole la rugiada sui volti
ogni discernere il male era un portare altro male nelle nubi
allora la pioggia sembrava il chiasso dei diavoli

Alla sorgente di un vento nascosto ecco lo Spirito
come una carezza benigna nelle anime solitarie e mansuete
andava dove non si sa e tornava nelle dimore pure

Questo dolce riposo che corrobora le anime
corpi che si fecero strumenti per la carità operosa e grata
la volontà di molti cambiò il suo corso

 

DEI CONFINI NEL DOLORE

Nelle lande desolate di un paese lontano
si anelava alla pace tra i rettili violenti che si mordevano
era un agire che definiva il grottesco

Si invocavano i santi per estinguere la rabbia
ma non volevano le masse rinunciare all'odio per l'odio
il malinteso di chi cercava una giustificazione

Nei paesi ricchi il divario cresceva sempre più
chi aveva tanto e molti che avevano niente e languivano
allora si alzava un grido di ribellione

Non era il desiderio del bene comune
piuttosto la ricerca del superfluo per appagare l'egoismo
ed era sempre più solo il popolo ingannato

Si accendevano conflitti per contendersi risorse
la civiltà si ergeva su un cumulo di teschi in frantumi
sullo sfruttamento dei poveri in sovrannumero

Quei materiali preziosi significavano sviluppo
mentre per chi scavava nelle miniere un pugno di riso
andava lontano e fuggiva il diritto

Ci sono luoghi al mondo dove si mangia all'estremo
altri luoghi sono abitati da persone che vivono grandi carestie
è un mondo disfunzionale e belluino

 

A NOI RIMANE L'ANIMA

Gli occhi spenti del povero sui sassi inerti
le sue mani sporche di terra che chiedono un po' d'acqua
con le vesti logore che parlano umiliandosi

Ci sono rughe in quel volto provato
il dolore di chi non ha niente e si sente vicino alla morte
un cuore piagato da anni di solitudine

L'indifferenza di chi passa accanto senza lacrime
poi quel pietismo di gente che si è convinta di essere giusta
ma non vuole toccare le piaghe del martirio

Chi come Dio grida l'arcangelo vilipeso
il cuore batte ore interminabili sotto le pietre di quel muro
la canicola dell'estate e la puzza di sudore

La fredda maestà di chi si rivela turpe
disprezza il povero Lazzaro sotto ogni sua ipocrita mensa
è il freddo di chi nasconde l'orgoglio sotto la maschera

Quando l'abbraccio di un uomo che ama
toglie il niente a quel corpo offeso dalla dea mammona
e le reti della solidarietà raccolgono pesci

Ancora un giorno e sarò andato via per sempre
non importerà a nessuno se non al crematorio che attende
e il fiore del male sulle ceneri derise

 

LE SEMBIANZE DEL NULLA

Un corvo danza nel cielo deturpato di pioggia
le tetre spirali dell'ignoto attentano alla credulità dei semplici
e la nebbia autunnale incombe sugli occhi

Ci sono ombre scure che vagano nella notte
mitigano quegli spettri che nella mente provocano paure
ansie di un passato fatto di memorie sepolte

Nel mentre delle vite insulse accusate di perbenismo
ipocrite come l'insulto ai nuovi emblemi dell'ateismo dominante
vuoto sempre presente in una società decadente

Sempre più radicate le volontà deicide
nel grembo delle madri è il luogo pericoloso per la vita
dove nasce il desiderio di smarrire il senso

Sopra il cielo delle città volano i pensieri del male
passano da oriente a occidente verso un lugubre tramonto
da uomo a uomo nell'eremo degli dei

Ancora un po' e l'anima troverà riposo
nei cimiteri oltre la collina dell'immaginazione senza morale
fino a trascendere il mondo dei divoratori

Sempre in quei cimiteri fino alla sera rosseggiante
risorgeranno dai meandri di una terra intrisa di fornicazione
le schiere degli stolti illusi dalle religioni

 

CONDURRE ALLA VITA

Gli alberi della foresta nera parlano al cielo
non ci sarà mai perdono per coloro che calpestarono l'amore
nella selva ci sono lupi famelici che girovagano

Oltre al bel volto di tua madre giovane
quello delle donne offese nel loro femminile chiarore
come la luna nel cielo dalle stelle spente

Qualche volta una donna mi carezzò il viso
un gesto consolatore per chi ha visto vilipendere il femmineo
un cuore grande come quello di una madre

Nel cuore di ogni madre ci sono le sue lacrime
quelle lacrime versate per un figlio o una figlia che fuggono via
le calamità della vita dividono gli affetti come lame

Quelle madri a cui l'osceno peccatore nega il diritto
sono donne e come sorelle che ci accerchiano con l'osmosi
loro cullano senza il velo della verginità e sospirano

Eccole le donne che nutrono i bambini al seno
viaggiano nei sogni e nei desideri di padri prossimi all'anima
mia madre non ha chiesto chi fossi per amarmi

Sempre sole con le doglie del parto e la nascita
chi è donna è madre e comunica la vita assieme all'Onnipotente
la Sapienza che è l'amore che scende da ogni donna