Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;

nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus;
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.

martedì 30 settembre 2025

Il Signore è sempre nascosto e desidera che lo si trovi per fede

NEL SILENZIO DI UN'ADORAZIONE 

Durante una celebrazione, nel corso di temporali o giornate di sole, non distogliamo mai lo sguardo. Né a destra e tantomeno a sinistra, e nemmeno in alto o con lo sguardo verso il basso. Gesù Cristo è proprio lì... da sempre... Ti ama ed è lì per te. 

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𝑉𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑡𝑢 𝑠𝑒𝑖 𝑢𝑛 𝐷𝑖𝑜 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜, 𝐷𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝐼𝑠𝑟𝑎𝑒𝑙𝑒, 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒. 

𝐼𝑠𝑎𝑖𝑎 𝟒𝟓,𝟏𝟓 

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«Dio ha voluto nascondersi. Essendo Dio così nascosto, ogni religione che non afferma che Dio è nascosto non è vera; e ogni religione che non ne dia la ragione, non istruisce. La nostra fa tutto questo: vere tu es Deus absconditus». 

Blaise Pascal, Pensieri, 596-598 

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lunedì 29 settembre 2025

Si cura il prossimo con le parole che devono essere sempre espressione di carità

Se si usa il linguaggio per ferire una persona, per umiliarla e offenderla, per denigrarla o per bestemmiare, o dire sciocchezze e volgarità, con una superficialità che rivela un vuoto interiore, peggio per mentire, diffamare o calunniare è come se il diavolo ti stesse usando, la tua lingua diventa come quella di un serpente, una lingua impura, avvelenata, c'è un demone che parla attraverso di te, quando invece le parole esprimono cura, rispetto, stima, interessamento, danno lenimento o conforto alla mente, solidarietà, sostegno, consiglio, esprimono mitezza, pazienza, umiltà, promuovono riconciliazione e pace, offrono sincera amicizia e in sintesi amore per il prossimo ci nobilitiamo nella nostra umanità, è come se divenissimo angeli per gli altri quando hanno bisogno di noi. Con le parole cattive si può offendere la virtù della carità, offendere Dio e il prossimo ma con le parole giuste si può fare del bene, talvolta salvare una vita o dare speranza, asciugare delle lacrime. Il silenzio spesso è più eloquente di molte parole, in certi momenti può davvero edificare quel bene condiviso a cui tutti aneliamo, c'è un proverbio arabo che dice così: "Il frutto della pace cresce sull'albero del silenzio". Custodire il silenzio è il presupposto per maturare nelle virtù, il silenzio è la dimensione della preghiera e della spiritualità, nel silenzio Dio parla al nostro cuore, nel Vangelo questo esempio mirabile ci è dato dalla Vergine Maria ma è qualcosa che appartiene anche ai monaci cristiani dell'antichità. Occorre ricordare che qualsiasi cosa diciamo - anche nel segreto di quattro mura - il Signore ci ascolta sempre ed è Lui che ci giudicherà sulla misura dell'amore, come dice il Vangelo anche su ogni singola parola uscita dalla nostra bocca, al Signore non si può nascondere niente mentre gli uomini si possono facilmente ingannare. 

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L’anima, o caro, si cura con certi incantesimi, e questi incantesimi sono i discorsi belli. 

(Platone, Carmide, 157a)

domenica 28 settembre 2025

L'unico e vero amico è soltanto Gesù

È necessario vigilare sulle amicizie perché esse possono soffocare in noi la vita soprannaturale e possono sottrarci all'amore di Dio. Chi sembra fedele oggi, domani può mutare, e può tenderci insidie; perciò è atto di prudenza anche umana, il non affidarsi troppo agli amici, il non rivelare loro i segreti più delicati della nostra vita, il non farsi dominare da loro. Una sola amicizia è infallibile ed è quella di Dio, un solo amore è fedele ed è l'amore di Dio; le creature sono sempre fallaci, i loro entusiasmi si smorzano presto e tanto più presto quanto più sono veementi. 

Dolindo Ruotolo (1882-1970) - Servo di Dio, Sacerdote diocesano napoletano e terziario francescano in Santa Chiara di Napoli

sabato 27 settembre 2025

I Vangeli non ci dicono come agiva Gesù con gli animali ma dal comportamento di San Filippo Neri trapela qualcosa

San Filippo Neri 

[...] Dagli "Atti del processo di canonizzazione" leggiamo: "Non poteva passare per i macelli per compassione; riprendeva quelli che battevano gli animali; pativa quando li vedeva vivi et sapeva quando havessero ammazzati, se l'havesse veduti patire; voleva se li desse da mangiare, tanto a quelli di fora che a quelli di dentro; li topi, poi, non voleva si ammazzassero, ma ordinava che fossero portati all'aperto et lasciati andare". 

"Haveva a caro che si facesse carezze a li animali simile a quelli di San Francesco. Diceva: Se tutti fossero della mia natura, non si ammazzariano li animali". 

[...] Il Canonico di San Pietro Germanico Fedeli, depose: "Ho visto, più volte, mentre andava per strada, o in cocchio, o a piedi, di fare scansare, cani, somari et altri, quando potevano essere calpestati da qualche cocchio, o altro pericolo. Et quando gli era presentato qualche uccello, o animale vivo, lo donava a persone, dicendogli, che non l'ammazzassero, ma li conservasse vivi. Et, a una sua gatta, che lasciò nelle stanze di San Girolamo, quando venne a stare alla Vallicella, gli mandò, sinché visse, una volta al giorno, da mangiare". 

Mario Canciani ' Nell'Arca di Noè '. 

Filippo Romolo Neri (Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595) è stato un presbitero e educatore italiano, beatificato nel 1615 e proclamato santo da papa Gregorio XV nel 1622.

venerdì 26 settembre 2025

Il valore della sofferenza quando la si offre per carità a Dio

⁣Quando abbiamo una sofferenza, una croce, una malattia, un malessere momentaneo... non perdiamone il frutto con l’impazienza, ma diciamo subito: 

“Vi offro, o Signore, questa croce per convertire qualche peccatore, o liberare qualche anima dal purgatorio o salvare qualche moribondo!”

Le anime che avremo salvate, le conosceremo quando saremo nell’altra vita; esse formeranno la nostra più bella corona per tutta l’eternità.

(Don Giuseppe Tomaselli)

giovedì 25 settembre 2025

La nostra anima spirituale e immortale ha sempre necessità di una terapia che la guarisca e la renda pura e bella

La preghiera del Santo Rosario è terapeutica per la psiche, è sorgente di equilibrio, senno e libertà dalla concupiscenza, dominio di sé che ci rende forti (da come preghiamo anche crediamo nelle verità della nostra fede cattolica, crediamo nelle realtà soprannaturali, senza questo fondamentale mezzo di grazia in noi non può sussistere la fede), è terapeutico l’esercizio delle virtù umane, la sincerità, la mansuetudine, l’umiltà, la castità, la compassione, l’altruismo ma anche la scrittura creativa (scrivere poesie o narrativa, fiabe o meditazioni, qualsiasi cosa) e leggere buoni libri che favoriscono il pensiero su molti argomenti e il senso critico, o contenuti che formano la nostra vita interiore, che ci danno nuove conoscenze o che ci fanno coltivare la nostra coscienza morale, perché la cultura da qualsiasi parte essa venga ci rende persone migliori e senza dubbio più civili, ci arricchisce umanamente. Significa incremento di connettività nelle reti neurali del cervello, salute fisiologica di questo nostro organo tanto importante. Le parole e i discorsi onesti hanno il potere di curare l’anima, se si è prigionieri del peccato di liberare il cuore, si può fare da soli mettendoci un po’ di impegno ed esercizio intellettuale senza ricorrere a psicoterapeuti, ci si può esaminare alla luce della Parola di Dio o entrare in analisi senza ricorrere a un professionista o a un direttore spirituale. Dove si trovava incisa la frase ‘conosci te stesso’? Platone scrisse riferendosi al suo maestro Socrate – da parte sua non scrisse mai niente – e così anche Aristotele che la vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta, si intende la ricerca della conoscenza del bene e del male che la persona credente è convinta già di possedere e che è propria dell’indagine filosofica, perché una vita senza questa ricerca diventa la vita di un qualsiasi animale in natura, una vita dove in molti risolvono il problema del vivere ma non del significato della vita stessa e del suo valore.

martedì 23 settembre 2025

Se si vuole usare carità a un proprio caro defunto si formuli prima l'intenzione e si reciti poi il Santo Rosario con le sue cinquanta Ave Maria

Santa Teresa d’Avila, mentre si disponeva un giorno a recitare il Rosario ad onore della Madonna, ebbe la visione del purgatorio. Vide quel luogo di espiazione sotto forma di un grande recinto, ove le anime soffrivano tra le fiamme. Alla prima Ave Maria del Rosario, scorse un getto d’acqua, che dall’alto si riversava sul fuoco. In seguito, ad ogni Ave Maria appariva un nuovo getto d’acqua. Intanto le anime si refrigeravano ed avrebbero voluto che il Rosario si perpetuasse. La Santa comprese allora la grande utilità della recita del Rosario. In ogni famiglia si ricordino i morti; in ogni famiglia dovrebbe esserci la pratica del santo e prezioso Rosario quotidiano. 

Santa Teresa d’Avila intercedi per noi, per le nostre famiglie, i nostri ammalati, i nostri defunti. Amen. 

*Intenzione di preghiera* 

50 Ave Maria... per ognuno dei defunti della nostra famiglia. 

𝐴𝑣𝑒, 𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎, 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑡𝑒. 𝑇𝑢 𝑠𝑒𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑓𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑓𝑟𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑜, 𝐺𝑒𝑠𝑢̀. 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎, 𝑀𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜, 𝑝𝑟𝑒𝑔𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑖 𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑎𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑒. 𝐴𝑚𝑒𝑛.

sabato 20 settembre 2025

La bestemmia è un faro di oscurità che attrae il mondo demoniaco nelle persone e nei luoghi

All’inferno i demoni e i dannati bestemmiano tutti perché odiano Dio e non vogliono emanciparsi da quella tragica condizione, esistono in Dio e lo sanno ma lo hanno rinnegato, chi bestemmia porta dentro di sé il fuoco eterno dell’inferno, il rimorso, la collera e la disperazione, e dopo la morte quell’inferno soltanto continua. La bestemmia è come l’omicidio volontario, l’atto con cui si maledice sé stessi e la propria famiglia, il peccato diabolico per antonomasia come per Giuda, Caino e Lucifero.

giovedì 18 settembre 2025

Dove c'è davvero lo Spirito Santo e dove lo spirito del male

Dove non si onora la Madre di Cristo non può esserci il Cristo, dove manca la carità al prossimo non c’è la presenza di Dio con le sue opere di misericordia e le buone ispirazioni che connotano in positivo la vita del credente o di chi ha buona volontà, dove c’è l’ostinazione nel peccato, la malvagità, l’egoismo, l’impurità, l’orgoglio, il disprezzo, l’avidità di denaro, la violenza, la vendetta e la falsa dottrina c’è sempre il diavolo tentatore con il suo influsso malefico talvolta così fortemente radicato nelle coscienze da sembrare un’erba infestante che soffoca il buon grano della benignità, della solidarietà e della tolleranza, della gratuità disinteressata, della verità e della giustizia, del perdono sincero e senza misura come ci suggerisce il Vangelo, del rispetto per la vita dei più deboli, che fa marcire interamente il frutto della pace che soltanto lo Spirito di Cristo e la preghiera assidua del Santo Rosario instaurano nei cuori e tra le persone, nelle famiglie e nella società, tra i popoli affratellati dalla medesima umanità.

mercoledì 17 settembre 2025

La necessità del culto Mariano ed in particolare della recita assidua del Santo Rosario

Mentre San Domenico predicava il Rosario nei pressi di Carcassonne, gli fu portato un albigese posseduto dal demonio. San Domenico lo esorcizzò alla presenza di una grande folla; pare che più di dodicimila persone fossero accorse ad ascoltarlo predicare. 

Durante l'esorcismo, il demonio fu costretto a pronunciare le seguenti parole sulla devozione alla Madre di Dio: 

 "Ascoltate bene, cristiani: la Madre di Gesù Cristo è onnipotente e può salvare i suoi servi dalla caduta nell'inferno. È il Sole che distrugge le tenebre delle nostre astuzie. È Lei che scopre le nostre trame nascoste, spezza le nostre insidie e rende inutili e inefficaci le nostre tentazioni." 

"Dobbiamo dire, seppur a malincuore, che nessuna anima che abbia veramente perseverato nel suo servizio è mai stata dannata con noi; un solo sospiro che Ella offre alla Santissima Trinità vale molto di più di tutte le preghiere, i desideri e le aspirazioni di tutti i santi." 

"La temiamo più di tutti gli altri santi del Cielo messi insieme, e non abbiamo successo con i suoi fedeli servitori. Molti cristiani che la invocano nell'ora della morte, e che in realtà dovrebbero essere dannati secondo i nostri standard ordinari, vengono salvati dalla sua intercessione." 

"Oh, se solo Maria (è così che la chiamavano nella loro furia) non avesse opposto la sua forza alla nostra e non avesse sconvolto i nostri piani, avremmo conquistato la Chiesa e l'avremmo distrutta molto prima, e avremmo fatto sì che tutti gli Ordini nella Chiesa cadessero nell'errore e nel disordine." 

"Ora che siamo costretti a parlare, dobbiamo anche dirvi questo: nessuno che persevera nella recita del Rosario sarà dannato, perché Ella ottiene per i suoi servitori la grazia della vera contrizione per i loro peccati, e per mezzo di essa ottengono il perdono e la misericordia di Dio." 

(San Luigi Maria Grignion de Montfort)

lunedì 15 settembre 2025

Il valore straordinario dell'Eucaristia e la fede nella presenza reale

In ogni parte del mondo in cui si celebra la Santa Messa e in ogni epoca, Gesù nel Santissimo Sacramento si è manifestato in modi straordinari. Lo ha fatto davanti agli occhi ammirati di credenti, non credenti e sacrileghi, per il bene di tutte le anime. 

Come? Attraverso i cosiddetti miracoli eucaristici, che dimostrano l’immenso valore dell’Eucaristia. Nell’Eucaristia, Gesù Cristo si incarna e assume il Suo Corpo ogni volta che il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione. 

Da questi miracoli eucaristici, possiamo concludere che: 

1 – Dio non permette ai Suoi ministri il minimo dubbio sul mistero centrale della nostra Fede. 

2 – Dio è sempre presente nel Santissimo Sacramento, e solo per essere adorato e per la vita e la salute delle anime. 

3 – Dio è nel Santissimo Sacramento ovunque si trovi, e non può non essere presente. 

4 – Si manifesta nel Santissimo Sacramento, indifeso e potente al tempo stesso. 

5 – Tutta la creazione si arrende al suo Creatore e Redentore. 

6 – Dio si lascia martirizzare nel Santissimo Sacramento, con la mitezza e la bontà che gli sono proprie, per la conversione di persone sacrileghe e profanatrici. 

7 – Dio rivela il suo volto e la sua natura nel Santissimo Sacramento. 

8 – Dio si manifesta nel Santissimo Sacramento a tutti gli uomini, in tutto il mondo e in tutte le epoche.

sabato 13 settembre 2025

Sotto la schiavitù del diavolo

Le anime dannate sono al servizio di satana, in casi straordinari possono possedere i corpi assieme ai demoni, dare disturbi di vario genere o infestare luoghi, lavorano per la caduta di altre anime sotto l’autorità dei demoni e in particolare i loro familiari in vita stringendo con essi un legame occulto che si radica con il peccato, talvolta vengono inviate nei luoghi in cui hanno vissuto o dove morirono. Ci odiano, nell’inferno non esistono affetti ed è soltanto una galleria degli orrori.

venerdì 12 settembre 2025

Come pregare per i defunti e il merito che se ne trae, poi loro in Cielo pregheranno per noi

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori diceva: 

Il più gran suffragio per le anime purganti è il sentir la Messa per esse, e di raccomandarle a Dio per i meriti della Passione di Gesù Cristo, dicendo così: 

“Eterno Padre, io vi offro questo sacrificio del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, con tutti i dolori ch’egli patì nella sua vita e morte; e per i meriti della sua Passione vi raccomando le anime del Purgatorio e in particolare (dire il nome).” 

Ed è atto di molta carità raccomandare nello stesso tempo anche le anime di tutti gli agonizzanti.

La vostra carità verso le anime coprirà una moltitudine di peccati commessi, Dio nella sua bontà non ne terrà in considerazione perché farà emergere il bene che avete fatto in questo mondo.

giovedì 11 settembre 2025

Spiegazione e commento alla preghiera dell'Ave Maria

Ave

Composta di due parti, l'Ave Maria è fra le preghiere più diffuse e amate dell'intera cristianità. Una prima parte, di lode, precede una seconda di più schietta supplica. Questa prima parte, di chiaro riferimento biblico, è la lode per eccellenza a Maria, perché composta da parole rivelate, contenute nel Van­gelo. Questa lode costituisce per noi un filo spirituale che si dipana dall'Angelo e da Elisabetta per secoli sino ai nostri giorni. La lode inizia con le parole del saluto rivolto dall'angelo Gabriele a Maria: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1, 28). L'invito a gioire (kàire, nell'originale Vangelo di Luca, in greco) è sostituito nella preghiera con il saluto latino "ave". Il medesimo invito alla gioia rivolto a Maria, che ella ha accolto e realizzato pienamente, è infatti rivolto anche a noi, ogni giorno. 

Maria, piena di grazia, 

Il nome Maria, inserito nella preghiera, prende il posto del piena di grazia delle parole dell'Annunciazione, creando una sovrapposizione: la Vergine è la piena di grazia (Kekaritoméne) per eccellenza, ricolma di Spirito Santo, compimento di Israele, primizia della Chiesa e modello di ogni cristiano. Nel nome Maria è anche inscritto il destino della Vergine. Se ne accogliamo l'origine egizio-ebraica, il significato del nome risulta essere "amata da Dio" (la radice egizia Myr vuol dire "amata", l'ebraica yam è l'abbreviazione di Iahvè). Se guardiamo invece al mondo aramaico, il significato è di "principessa", "grande signora". In entrambi i casi, il nome racchiude in sé tutto il significato e il mistero di colei che ha generato il Figlio di Dio. 

il Signore è con te. 

Questa formula, applicata a Maria, ci apre orizzonti ampissimi. Nella Bibbia questa espressione ricorre nel sottolineare la vicinanza di Dio al Suo popolo, spesso nell'ottica dell'Alleanza, della quale l'arca è il simbolo visibile e concreto. La Vergine stessa, nel contesto della Nuova Alleanza, è la Nuova Arca, nella quale lo Spirito Santo realizza e irradia la Sua azione. Le parole assumono altresì un significato consolatorio e di rassicurazione, rispondendo direttamente alla più che umana domanda di Maria all'Angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?» (Lc 1, 34). L'Angelo la rassicura: non deve temere nulla, finché il Signore è con lei, perché «nulla è impossibile a Dio» (Lc 1, 34). In aggiunta a questo, la vicinanza del Signore a Maria prende un significato di prossimità anche fisica: Dio, Cristo, è veramente dentro Maria, incarnato nel suo ventre. 

Tu sei benedetta fra le donne 

Queste parole, insieme a quelle successive, sono quelle di Elisabetta, cugina di Maria, per come ce le riferisce il Vangelo di Luca (Cf. Lc 1, 42). Elisabetta, rischiarata dallo Spirito Santo, riconosce in Maria «la benedetta fra tutte le donne». Anche il figlio che Elisabetta porta in grembo nonostante l'età avanzata, partecipa - ed anzi anticipa - della gioia della madre: «Appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44). Maria è la benedetta da Dio, Creatore, autore della vita, in azione in modo del tutto speciale in Maria. 

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. 

Elisabetta, dopo aver riconosciuto Maria come la benedetta fra le donne, riconosce il frutto benedetto che ella porta nel proprio ventre. Una qualifica già anticipata a Maria dall'Angelo a proposito di Gesù: «sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo» (Lc 1, 32). Gesù, frutto dello Spirito Santo (Cf. Lc 1, 35; 4, 18) e di Maria è il Benedetto per eccellenza, della stessa natura di Dio, eppure pienamente frutto del seno di Maria: tanto fu, infatti, soprannaturale il concepimento, quanto normale fu la gestazione della Vergine. Per nove mesi, come ogni altra donna, Maria portò il Verbo fatto carne nel proprio utero, ne percepì i movimenti, lo alimentò, lo vide crescere nella rotondità del suo ventre. Possibile che Maria, come ogni madre, abbia trasmesso al Cristo qualcosa dei propri lineamenti, del colore della propria pelle, il colore dei propri occhi, qualcosa del proprio carattere. Dopo aver accolto l'azione divina nella propria anima e nella propria vita con il suo "sì" all'opera di Dio, Maria ne accolse il frutto nel proprio corpo. Un "frutto" chiamato Gesù, nome frequente fra gli Ebrei del tempo, letteralmente «Iahvè salva». 

Santa Maria, 

La proclamazione della santità di Maria ci introduce nella seconda parte della preghiera, che, pur mantenendo indissolubili legami con le Sacre Scritture, è stata composta in seno alla Chiesa. Per quanto l'attributo della Santità appartenga soltanto a Dio in modo pieno ed esclusivo, in una maniera che totalmente trascende la natura umana, Maria è detta santa. Come è possibile questo? Molte sono le persone e le cose ad essere dette "sante": il popolo di Israele, i Profeti, gli Apostoli, santa è la Chiesa, santi il tempio, l'altare, Gerusalemme. Santo è ciò che entra in relazione con Dio e partecipa della Sua santità. Santo è chi imita, con tutti i limiti umani, l'inarrivabile santità di Dio: «Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione» (1Ts 4, 3). Alla base di questa imitazione di Dio sono Cristo, maestro e modello supremo, e lo Spirito Santo, elargitore di grazie. 

Madre di Dio, 

Il ruolo di Maria come genitrice, letteralmente colei che ha generato, di Cristo è molto ben sottolineata dalle Chiese orientali, con l'appellativo greco di Theotòkos. Come è possibile che una donna generi una Persona divina che è Dio dall'eternità? Maria è madre di Dio perché, in modo mirabile e misterioso, nelle sue viscere e attraverso le sue viscere il Verbo di Dio si incarna. Cristo mantiene la Sua natura pienamente divina - ciò che è - e ne assume anche una pienamente umana, attraverso la carne di Maria. Riconoscendo, come già fecero i padri conciliari ad Efeso (431) e Calcedonia (451), che Maria è veramente madre di Dio, noi riconosciamo che Gesù è veramente Dio e veramente uomo. Nessuna creatura umana è stata pensata e poi elevata a così alta dignità: «redenta in modo sublime in vista dei meriti del Figlio suo, e a Lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, [Maria] è insignita del sommo ufficio e della eccelsa dignità di Madre del Figlio di Dio, e perciò prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo. Per il quale dono di grazia esimia precede di gran lunga tutte le creature, celesti e terrestri» (Conc. Vat. II, Cost. dogm. sulla Chiesa, 53, pp. 164-65). 

prega per noi peccatori, 

Chiediamo qui alla Madre di Dio di intercedere per noi presso la Santissima Trinità. Intercedere significa intervenire a vantaggio di qualcuno, ottenere una grazia. Maria può intercedere in quanto è dalla parte di Dio e dalla parte nostra. Quella di Maria è una sorta di "onnipotenza" indiretta: solo Dio è onnipotente, ma Maria può ottenere da Dio ciò che è bene per quei figli bisognosi che Dio stesso le ha affidato (Cf. Gv 19, 26). A Maria ci rivolgiamo consapevoli di essere, come tutti, peccatori, malati di peccato. Ma è proprio per i malati che è venuto Cristo, come ci ricordano i Vangeli (Cf. Lc 5,31; Mc 2,17 Mt 9,12). Non nascondiamo le nostre miserie, ma poniamole invece tutte di fronte al Figlio dell'Altissimo e a Sua Madre. 

adesso 

Chi di noi può dire di non necessitare, proprio ora, di qualche cosa da Dio? E quanto grandi, spesso, sono queste cose! Nell'adesso dell'Ave Maria riecheggia l'oggi del pane quotidiano del Padre Nostro. L'uomo, totalmente bisognoso di Dio, ha bisogno del Suo intervento in ogni momento. Credere il contrario è solo un'illusione. Ma l'adesso della preghiera è anche una lezione ed un ammonimento per l'uomo, troppo spesso perso nei rimpianti di un passato che non può più essere modificato e nelle illusioni di un futuro ancora irrealizzato ed incerto. In tale atteggiamento l'adesso, l'oggi, il quotidiano, vengono espulsi dalla vita dell'uomo. L'Ave Maria ci insegna a ridare al presente la sua giusta ed importante dimensione; a vivere, sul modello della fiducia di Maria, il nostro oggi con intensità ed operosità, alimentandolo con la memoria del passato e l'attesa del futuro. 

e nell'ora della nostra morte. 

Fra le cose che il futuro riserva a tutti, inesorabilmente, c'è la morte. Temuta, esorcizzata, allontanata, ignorata, ma inevitabilmente presente. Mettendoci faccia a faccia con le nostre paure, l'Ave Maria ci richiama con forza alla mente questa realtà. Per ben cinquanta volte in un Rosario pronunciamo la tanto temuta parola: morte! Non ci sono trapasso, decesso o dipartita. C'è solo la morte, nella sua onesta crudezza. La nostra fede ci dice che Cristo, morendo, ha distrutto la morte; la nostra natura umana con ogni sua fibra si oppone all'evento. Che cosa possiamo fare, allora? L'Ave Maria, Maria stessa, ci mostra l'unica cosa possibile: guardare Cristo. Cristo affisso sulla croce, insultato e morente; al Suo corpo morto, chiuso nel sepolcro dietro una pietra fatta rotolare; al Cristo veramente ed eternamente vivo, trasfigurato nella gloria della Risurrezione. Con Gesù come modello e con il sostegno di Maria, la speranza di oggi ci sostiene nel presente e ci dispone con serenità al futuro e a quell'ultima ora. Preghiamo come la beata Elisabetta della Trinità, giovane mistica francese del primo Novecento: «La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei santi nella Luce». Guardiamo a Maria come a questa nostra mamma. 

– tratto da https://www.preghiamo.org/

mercoledì 10 settembre 2025

Gli immortali secondo il cuore di Gesù

Domenica il Papa Leone XIV ha canonizzato due giovani che non erano solamente dei bravi ragazzi ma dei Santi, per la canonizzazione sono occorsi dei miracoli ottenuti per loro intercessione, miracoli di guarigione, occorre ricordare che per essere riconosciuti Santi dalla Chiesa cattolica si deve aver praticato la virtù della carità in grado eroico, ma quanti sono i bambini e gli adolescenti o giovani morti per incidente o malattia e le cui tombe affollano i cimiteri? Quanti morti per leucemia, tumore o incidente stradale nell’età dell’infanzia? E la mortalità infantile per varie cause naturali? Non sono forse tutti Santi e Sante in Paradiso anche loro e di alcuni di loro si è persa del tutto ogni memoria storica e familiare, non ci sono nemmeno più le tombe a ricordare le loro vite trascorse secoli fa, come per i monaci medievali che per umiltà si facevano seppellire in tombe anonime e scomparivano completamente dal mondo.

martedì 9 settembre 2025

Credo in Dio, creatore delle cose visibili e invisibili

Le anime dannate sono al servizio di satana, in casi straordinari possono possedere i corpi assieme ai demoni, dare disturbi di vario genere o infestare luoghi, lavorano per la caduta di altre anime sotto l’autorità dei demoni e in particolare i loro familiari in vita stringendo con essi un legame occulto che si radica con il peccato, talvolta vengono inviate nei luoghi in cui hanno vissuto o dove morirono. Ci odiano, nell’inferno non esistono affetti ed è soltanto una galleria degli orrori.

lunedì 8 settembre 2025

Chi ama dà la vita per gli altri, chi ama ha in lui la vita eterna

LETTURA 1Gv 3, 10-16

Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, in questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il suo fratello. Poiché questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l’uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste. Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui. In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.

COMMENTO

Basterebbe prendere sul serio questa pagina del Nuovo Testamento per rendere il mondo un posto migliore, per avere cristiani autentici o persone migliori esenti dalla malizia del peccato, purtroppo l’istinto fratricida – come nel caso di Caino le cui opere erano malvagie – è troppo forte nel cuore degli uomini. I fratelli e le sorelle non sono coloro che appartengono soltanto alla nostra famiglia e alla nostra comunità, fratelli e sorelle intesi alla maniera farisaica, ma sono tutte le persone umane con le quali ci relazioniamo, con cui entriamo in contatto. L’amore dà la vita, perché l’amore e la vita sono la medesima cosa, è Dio stesso nella sua intima natura, amare gli altri è giustizia di Dio, l’odio è dal diavolo e conduce alla morte eterna.

domenica 7 settembre 2025

Cos'è l'umanità in una persona?

A che serve la religiosità o la preghiera se non si cerca di capire il prossimo, se non ci si immedesima – con chiunque incontriamo o conosciamo senza distinzioni – nelle sue situazioni difficili e se non si partecipa alla sua vita con un sentimento di benevolenza, se non si sente in sé il suo dolore, la sua paura, la sua solitudine, la sua espropriazione, la sua umiliazione? Si deve sempre rimanere umani con la virtù umana della pietà e poi – se si vuole – diventare anche cristiani, non è una scelta obbligata ma un salto di qualità. Se il Vangelo insegna l’amore, la sensibilità e il perdono anche al nemico che ci offende, credere in Dio non diventa la stessa cosa dell’odio dei demoni? Se la regola d’oro del Vangelo il cristiano non la traduce in esistenza quotidiana, con pragmatico altruismo innanzitutto nel nascondimento del suo cuore e poi nella manifesta socialità, il cristianesimo diventa una perversione come l’ateismo, l’edonismo o l’idolatria della roba e del denaro, così il cristiano devoto si rivela il più miserabile degli uomini.

sabato 6 settembre 2025

I nostri cari defunti sono vivi nell'eternità in Dio e hanno bisogno delle nostre preghiere e dei nostri sacrifici

Per i vostri defunti, per dimostrare ad essi il vostro amore, non offrite solo viole, ma soprattutto preghiere; non curate soltanto la pompa funebre, ma suffragateli con elemosine, indulgenze, ed opere di carità; non preoccupatevi solo per la costruzione di tombe sontuose, ma specialmente per la celebrazione del santo Sacrificio della Messa. Le manifestazioni esterne sono un sollievo per voi, le opere spirituali sono un suffragio per essi, da essi tanto atteso e desiderato.

— San Giovanni Crisostomo (344/354-407), è uno dei 37 Dottori della Chiesa Cattolica

PREGHIERA

Il Sangue preziosissimo di Gesù scenda copiosamente su tutte le anime del purgatorio, affinché oggi stesso possano entrare nella gioia eterna!

venerdì 5 settembre 2025

La preghiera di liberazione è efficace in rapporto alla fede e alla santità personale

Preghiera per proteggere la casa e scacciare gli spiriti cattivi (esorcismo)

Io credo che ogni potere, onore e gloria appartiene solo a Dio che ha creato il cielo, la terra e tutti gli esseri viventi. E rendo grazie a Dio! Gesù è il mio Signore ed il mio Salvatore. Confido in Lui solo! Ogni protezione viene dallo Spirito Santo che è l’Amore nella Trinità. Credo che solo il Sangue prezioso di Gesù Cristo può proteggermi dal male e da ogni infestazione di satana e dei demoni. Il Sangue di Gesù ed il suo santo Nome mi possono liberare e rinnovare la mia vita. Adesso, con fede, invoco su questa casa e su tutti gli abitanti di questa casa, il Nome del Padre che ci ha creato e ci conserva in vita, il Nome del Figlio Gesù che ha versato il suo Sangue per noi ed il Nome dello Spirito Santo che è Amore, che in Nome della Santa Trinità, la pace, la gioia e l’unità, regnino in questa casa. Amen.

Nel Nome di Gesù; per la potenza del suo Sangue; nel nome della Chiesa Corpo di Gesù, prendo autorità sul male, la negatività e tutte le infestazioni che sono state fatte contro questa casa.

Nel nome di Gesù; per la potenza del suo Sangue; nel nome della Chiesa Corpo di Gesù, io ve lo ordino: “spiriti cattivi; chiunque voi siate; se qualcuno vi ha inviato in questa casa per molestarci, andate via subito da questa casa e da ogni persona che entra e che esce da questa casa (nominare la persona legata o infestata se si conosce con esattezza il suo nome e la sua situazione).

Nel Nome di Gesù; per la potenza del suo Sangue; nel nome della Chiesa Corpo di Gesù, io ve lo ordino: “spiriti cattivi, gettatevi ai piedi della Croce di Gesù, dove resterete incatenati per tutta l’eternità, voi non potete nuocere perché questa casa è abitata dalla Santa Trinità”.

Signore nostro Dio ci mettiamo sotto la tua protezione e non abbiamo più paura. Ci mettiamo anche sotto la protezione della Vergine Maria che ha schiacciato la testa del serpente. Maria, Regina degli Angeli, per il potere ricevuto da Dio, combatti il male ed il maligno e scaccialo lontano da questa casa nel fuoco eterno. Angeli ed arcangeli, messaggeri di Dio, difendeteci e liberateci. San Michele Arcangelo, combatti con noi. Gloria al Padre che ci ha creato, gloria al Figlio che ci ha redento, gloria allo Spirito Santo d’Amore. Amen.

(Aspergere la casa con acqua benedetta)

giovedì 4 settembre 2025

Come il diavolo si maschera da angelo di luce

Ci sono sette di denominazione cristiana che affermano che il crocifisso, le statue della Madonna e le corone del rosario sono oggetti idolatrici, quando cercano proseliti presentano le versioni alterate o incomplete delle loro Bibbie – talvolta nemmeno traduzioni che variano l’estetica del linguaggio ma contraffazioni del contenuto – e affermano che nulla fuori dalla Parola di Dio deve essere oggetto di culto, unica norma di vita interpretata su preconcetti e culla del fanatismo, gli oggetti sacri te li fanno buttare via se decidi di entrare a far parte del loro gruppo, queste sette non sono state volute da Dio ma sono opera di satana per far deviare le persone di poca cultura dalla Fede cattolica, promettono la salvezza soltanto per il fatto di appartenere ad esse tramite un nuovo battesimo, senza la necessità di una vera e propria rinnovazione morale, queste sette che hanno tutte un carattere esclusivo per i loro fedeli non vengono dal Signore ma sono opera dell’astuzia dei demoni, non un mezzo di grazia ma un mezzo per favorire la dannazione delle anime.

mercoledì 3 settembre 2025

Il Sacrificio della Messa e la presenza reale di Gesù secondo le rivelazioni a una mistica

"𝗟𝗢 𝗗𝗜𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗗𝗢𝗟𝗢𝗥𝗘: 𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗘 𝗡𝗘 𝗦𝗧𝗔 𝗜𝗡 𝗣𝗜𝗘𝗗𝗜 𝗗𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗔𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘..."

La Vergine Santa a Catalina Rivas:

La gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle apparizioni, e questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in quei luoghi, ma in nessuna apparizione, 𝗶𝗻 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗮. Ai piedi dell’Altare dove si celebra l’Eucaristia, sempre Mi potrete trovare; Io rimango ai piedi del Tabernacolo insieme agli Angeli, perché Io sto sempre con Lui.

𝗟𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲: 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲, 𝘀𝗲 𝗻𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗿𝗼𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗼𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗶, 𝗱𝗮 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗱 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲. 𝗗𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲: “𝗗𝗶𝗹𝗹𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗶 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝘂𝗻 𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮 𝗹𝗲 𝗴𝗶𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝗗𝗶𝗼”.

Il celebrante pronunciò le parole della “Consacrazione”. Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a riempirsi di luce, di una luce soprannaturale, tra il bianco e il dorato che lo avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si potevano più vedere i suoi lineamenti. Quando sollevò l’Ostia, vidi che le sue mani avevano sul dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era Gesù! Era Lui che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante. Istintivamente abbassai la testa e Nostra Signora disse: “Non distogliere lo sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e ripeti la preghiera di Fatima: «Gesù mio, io credo, adoro spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano». Perdono e Misericordia… Adesso digli quanto lo ami, rendi il tuo omaggio al Re dei Re”.

Non appena Monsignore pronunciò le parole della Consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad apparire dei bagliori come lampi, nel cielo e sullo sfondo. La chiesa non aveva più né tetto, né pareti, tutto era buio, vi era solamente quella luce che brillava nell’Altare. All’improvviso sospeso in aria vidi Gesù Crocifisso, dalla testa sino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale della croce era sostenuto da grandi e forti mani. Dal centro di quello splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto brillante che, fatto velocemente il giro della chiesa, si posò sulla spalla sinistra del signor Arcivescovo [il celebrante; N.d.R.], che continuava ad essere Gesù, perché potevo distinguere la Sua capigliatura, le Sue piaghe luminose, il Suo grandioso corpo, ma non vedevo il Suo volto. In alto, Gesù Crocifisso, stava con il viso reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei colpi e delle ferite. Sul costato destro, all’altezza del petto, vi era una ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa che sembrava acqua, però molto brillante; ma erano piuttosto fasci di luce quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. Mi stupiva la quantità di sangue che traboccava dal Calice e pensai che avrebbe impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!

In quel momento la Vergine disse: “Te l’ho già ripetuto, questo è il miracolo dei miracoli, per il Signore non esistono né tempo, né distanza e 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗮𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹’𝗔𝘀𝘀𝗲𝗺𝗯𝗹𝗲𝗮 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗶 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗿𝗼𝗰𝗶𝗳𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝘀𝘂̀”. Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo stanno crocefiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!”.

𝗔 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝘀𝗲 𝗺𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗮𝘇𝘇𝗮, 𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗴𝗶𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗱𝗲.

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𝘛𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘷𝘰𝘭𝘶𝘮𝘦𝘵𝘵𝘰 “𝘓𝘢 𝘚𝘢𝘯𝘵𝘢 𝘔𝘦𝘴𝘴𝘢” 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘵𝘢𝘭𝘪𝘯𝘢 𝘙𝘪𝘷𝘢𝘴 Importante: il volumetto ha ricevuto l’Imprimatur del Vescovo di San Vicente di El Salvador del 2 marzo 2004.

martedì 2 settembre 2025

Il grande bene della preghiera e il perseverare in essa senza stancarsi

È un fenomeno psicologico che succede spesso anche a noi: nelle grandi afflizioni ci sentiamo oppressi da un’apatia che toglie ogni vigore alla nostra pietà; ci sembra di non saper più pregare, di non potere più guardare al Cielo. Appena ritorna la gioia interna o un barlume di speranza, l’anima si espande in Dio, lo loda, lo prega, ed ha l’impressione di riprendere il suo respiro. È un fatto penoso che noi tanto spesso non preghiamo, proprio quando dovremmo farlo di più; satana che vuol vincerci ad ogni costo, si sforza di toglierci prima di tutto la grande arma della preghiera, e ci getta in una strana apatia, facendoci intendere che è inutile pregare. In questi momenti, il nostro spirito dev’essere più vigilante, non deve dormire come gli apostoli nel Getsemani, ma deve vegliare e pregare. Anche quando il cuore è disseccato dall’angoscia, possiamo pregare vocalmente, soprattutto con le preghiere della Chiesa, che sono voci penetranti il Cielo. Non dobbiamo stancarci, non dobbiamo scoraggiarci addormentandoci nelle tenebre dell’oscura notte dell’anima, dobbiamo insistere nella preghiera, perché così vinceremo le nostre battaglie. Non siamo facili poi a prendere decisioni quando l’anima è in angustia, ma andiamo ai piedi dell’altare, facciamo offrire il Santo Sacrificio della Messa secondo le nostre intenzioni, e riponiamo nelle mani di Dio ogni nostra iniziativa. Se non andiamo noi verso Dio con un atto di confidenza filiale, Egli non viene a noi con le sue grazie. Le vie per le quali il Signore ci conduce non sono sempre vie di luce, perché è necessario a volte la caligine per esercitare la nostra fede e per purificare la nostra coscienza. Bisogna andare ai piedi di Dio, confidare in Lui solo nonostante le tenebre, tenere fisso lo sguardo in Lui solo per non smarrirci, e rimettere nelle sue mani ogni nostra angustia.

(Dolindo Ruotolo - Servo di Dio, sacerdote napoletano e mistico)

lunedì 1 settembre 2025

L'umiltà è indice di senno e di bellezza interiore

Quanta gente malata di protagonismo che si crede più capace e migliore degli altri, quanto narcisismo patologico! l’adorazione dell’ego è un vizio capitale, quando non c’è Dio nel cuore del cosiddetto meritevole ma soltanto l’io esasperato e collassante in se stesso, così il povero e il maledetto per la società non ha nessun valore, è spazzatura, viene dimenticato, proprio così secondo certi ragionamenti e la vita di una persona umana debole diventa un rifiuto da gettare. Ma il Signore che è umilissimo e predilige gli umili che si mettono all’ultimo posto, chiama a sé i poveri, i malati, gli ignoranti, coloro che vengono disprezzati da tutti, quelli che non contano niente per il mondo, quelli che per la mentalità comune non hanno dignità né valore, ma sono in realtà anche loro creature umane meritevoli di rispetto, stima e amore. Il Signore offre per loro un banchetto oltre il tempo e la storia, è il banchetto del Regno di Dio, il Paradiso proprio per loro che non hanno da ricambiare e dice a noi di comportarci alla stessa maniera, così il divenire umili con gli umili diventa virtù e cosa degna di ricompensa nell’altra vita, anche se si hanno grandi qualità e meriti non è l’orgoglio che ti salva ma la virtù eccellente dell’umiltà, che collima sempre con la sapienza del cuore. Chi si crede una nullità rimane nella verità in rapporto al Creatore.

Il combattimento spirituale

La terapia davvero efficace che ci libera dal male spirituale o lo previene o ne previene le ricadute ottenuta la liberazione o dei benefici considerevoli, sono il Santo Rosario, il Sacrificio della Messa, la Confessione, l’Eucarestia e la pratica della Legge morale, l’esercizio delle virtù cristiane e in primis la carità nei confronti delle altre persone, il perdono di cuore a chi ci ha offesi. I demoni non possono essere sconfitti e allontanati se non con queste armi che sono le armi della luce o le armi della grazia, perché tutti mezzi di grazia la cui Sorgente è essenzialmente Cristo e la Sua opera di redenzione, il Suo amore misericordioso e il cui culmine è la Croce. Non ci si libera dal male e non si riesce a liberare luoghi e persone se non si persevera con la propria buona volontà e la preghiera personale o comunitaria. Un cuore puro, umile, mansueto e sincero quanto fa paura a satana! Si deve considerare la grande codardia dei demoni che sempre se ne approfittano della debolezza, perché se Dio lo permette possono entrare anche nei corpi dei bambini persino neonati, i bambini dal grembo materno vanno consacrati all’Immacolato Cuore di Maria per proteggerli da questa eventualità. Talvolta anche decenni di esorcismo non sortiscono alcun effetto, è il Signore che libera, l’uomo non ha nessun potere da se stesso, può solamente credere e pregare.